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mercoledì 4 dicembre 2019

#MOSQUITO / Gesù, ignorare la pietà filiale (Corrado Augias)

Un giorno mentre Gesú percorreva un sentiero di campagna diretto a Gerusalemme, incontra un giovane, fermo sul bordo della strada che gli dice: «Ti seguirò dovunque tu vada». Non era cosí, Gesú lo guarda e capisce che quell’uomo non ha abbastanza fede né la forza necessaria ad affrontare le prove che aspettano lui stesso e coloro che lo seguono. Invece a un altro che anche lo guardava ma con diverso spirito dice indicandolo: «Tu! Seguimi». Quello annuisce, vuole dirgli che certo lo seguirà ovunque sia diretto, però aggiunge: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gesú lo fissa e gli rivolge parole terribili: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Questo era l’impegno per chi voleva condividere la sua missione: trascurare perfino la pietà filiale che impone di seppellire i genitori, ignorare il precetto della Torah che chiede di onorare il padre e la madre; per chi lo segue tutto viene dopo, la pietà viene dopo, viene dopo la Legge. Come scrive Isaia: «Per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare deluso».

*** Corrado AUGIAS, 1935, giornalista, scrittore, saggista, e Giovanni FILORAMO, 1945, accademico e storico delle religioni, Il grande romanzo dei Vangeli, Einaudi, 2019


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mercoledì 31 luglio 2019

#VIDEO / Confronto sulla Sinistra (Federico Rampini, Corrado Augias)


Federico RAMPINI, 1956, giornalista e saggista
Corrado AUGIAS, 1935, giornalista e scrittore
Confronto sulla Sinistra
a proposito del libro di Federico Rampini, 
La notte della sinistra: da dove ripartire
Mondadori, 2019
da Rai3, 'Quante storie', programma tv diretto da Corrado Augias
9 aprile 2019
video, 29min11

Un confronto aperto e assai 'dialettico' tra due intellettuali di sinistra: emerge un dissenso netto, che parte da due visioni su molti punti assai diverse, del passato sicuramente, ma anche rispetto al che fare futuro. 
Una mezzora di video ben spesa: stimolante e provocante (mf)

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mercoledì 5 dicembre 2018

#VIDEO / Vocazione politica della filosofia (Corrado Augias recensisce Donatella Di Cesare)


Corrado AUGIAS 
Donatella DI CESARE, 1956
docente di filosofia, Università La Sapienza di Roma, saggista
Sulla vocazione politica della filosofia,  Bollati Boringhieri, 2018 
rubrica 'Racconti', reptv, 3 dicembre 2018
video 3min09

Donatella Di Cesare firma per Bollati Borighieri il saggio Sulla vocazione politica della filosofia. 
Un libro a due facce. C'è l'aspetto storico, che parte da Eraclito ("pensare è avere parte alla vigilanza del logos che accomuna") e passa per Socrate, grande fondatore del pensiero logico occidentale. E c'è la parte del lavoro dedicata a considerazioni generali. 
"Il comunismo originario della vigilanza di cui si fa custode la filosofia - scrive la filosofa teoretica - è la condizione della politica". 
E ancora: "Il pericolo per la filosofia è chiudersi in se stessa astraendosi dal mondo. Invece ha una forte vocazione politica, è nella polis, nella città, nella comunità che è la sua inclinazione". 
Decadute tante ideologie politiche, è il momento di farsi avanti. Non per dare risposte, ma per porre le sue domande


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martedì 30 ottobre 2018

#VIDEO / Sex Robot (Corrado Augias recensisce Maurizio Balistreri)


Corrado AUGIAS recensisce 
Maurizio BALISTRERI
filosofo morale, Università Torino, saggista
Sex Robot. L'amore al tempo delle macchine, Fandango, 2018 
Si può fare sesso con un robot?
rubrica 'Racconti', reptv, 29 ottobre 2018
video 3min27

In Sex Robot. L'amore al tempo delle macchine (Fandango) Maurizio Balistreri, docente di filosofia morale all'università di Torino, si interroga sulle implicazioni di tipo psicologico, comportamentale ed etico di rapporti con macchine del sesso sempre più avanzate. 
Non bambole gonfiabili ma robot da 6000 euro alte un metro e settanta, peso 27 chili, con carattere e inclinazioni a richiesta, pronte a offrire la modalità familiare, romantica, hard. 
A forza di avere rapporti con questi giocattoli gli uomini potrebbero essere  indotti a usare le donne come oggetti? La pratica della violenza su oggetti potrebbe facilitare quella sulle donne?
(dalla presentazione)


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martedì 16 ottobre 2018

#VIDEO / "La vera democrazia non c'è più" (Corrado Augias recensisce Luciano Canfora)


Corrado AUGIAS recensisce Luciano CANFORA
La scopa di Don Abbondio, Laterza, 2018
RepTv, 15 ottobre 2018
video, 2min40

È un'analisi "dura e sconfortata" quella di Luciano Canfora - filologo classico ma anche ottimo analista dei movimenti politici contemporanei - in "La scopa di don Abbondio, il moto violento della storia" (Laterza). 
Per Canfora "il fascismo fu un modo di affrontare la società di massa ottenendo consenso con una mistura micidiale di sciovinismo e stato sociale" e "oggi quell'esperimento si ripropone". Così "stretta tra tecnocrazia finanziaria e moti scomposti senza storia e senza cultura, la democrazia liberale come l'abbiamo conosciuta potrebbe contare i suoi ultimi giorni".
(dalla presentazione)


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martedì 22 dicembre 2015

#VIDEO / Natale per me, confronto Augias-Mancuso

Corrado AUGIAS
Vito MANCUSO
Natale per me: confronto
VideoForum, 'la Repubblica', 
video, 34min12

Corrado Augias e Vito Mancuso riflettono insieme sul significato del Natale. 
Come viverlo in una società sempre più multietnica? 
Quali i sentimenti condivisi e le diversità da rispettare? 
E poi: quale rapporto con le altre religioni? Come comportarsi con i bambini e nelle scuole? 
Conduce Silvia Garroni
* Natale tra meditazione e vita, con l'insidia dell'ansia
* Mancuso: "L'ora di religione va tolta al clero cattolico"
* Mancuso: "Coscienza critica? E' responsabilità di ognuno"
* Augias-Mancuso: ''La vera fede deve unire, mettere pace''
* Augias: "Il Giubileo barcolla nell'affluenza e nella misericordia"
(dalla presentazione)

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mercoledì 2 dicembre 2015

#MOSQUITO / Natale, come l'abbiamo ridotto (Corrado Augias)

Ho scritto che il Natale ricorda una festa pagana per due evidenti caratteristiche che è venuto assumendo diciamo nell’ultimo mezzo secolo. 
La prima è la corsa ai regali e ai consumi alla quale quasi tutti, nei limiti delle rispettive possibilità, s’abbandonano. Anche durante i Saturnali avveniva qualcosa del genere. A Roma le feste in onore di Saturno duravano anche un’intera settimana ed erano un periodo di sovvertimento delle regole e di grandi scambi di regali. Si consentiva perfino agli schiavi di criticare i loro padroni. Circostanza colta da Orazio per una delle sue grandi Satire (11,7) nella quale uno schiavo rimprovera il padrone di essere lui, tra i due, il più asservito in quanto prigioniero delle sue passioni: «Non sai stare un’ora sola con te stesso / come uno schiavo che fugge senza meta / eviti di guardare dentro di te». Rimprovero di attualissimo sapore. 
L’altra caratteristica è la perdita del carattere sacro della ricorrenza diventata ormai occasione di vacanze che la festività del Capodanno (quando si festeggia la cir-concisione di un bambino ebreo) prolunga piacevolmente. Tra i Saturnali e il Natale c’è coincidenza? Gli studiosi sono discordi. E’ un fatto che i Saturnali andavano dal 17 al 23 dicembre ed è un fatto che, soppiantati i Saturnali, i romani festeggiavano il solstizio d’inverno nel giorno del ‘sol invictus’ che cadeva appunto il 25 dicembre. Che quella data sia stata scelta per la nascita di Gesù ha dunque solide ragioni nelle credenze popolari preesistenti al cristianesimo. Che poi noi l’abbiamo ridotta cosi, quella è solo colpa nostra. 

*** Corrado AUGIAS, giornalista e scrittore, rubrica ‘lettere’, ‘La Repubblica’, 4 novembre 2007


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martedì 15 settembre 2015

#LIBRI PREZIOSI / "Le ultime 18 ore di Gesù", di Corrado Augias (recensione di M. Ferrario)

Corrado AUGIAS, Le ultime 18 ore di Gesù, Einaudi, 2015
pagine 246, € 20,00 - ebook € 9,99

Corrado Augias si occupa da parecchi anni, con libri profondi e di successo, delle questioni legate al cristianesimo: a lungo e più volte, da laico non credente che cerca di capire e spiegare, ha scavato nella storia e nei fondamenti della religione che nasce dall'ebraismo, con rigore e onestà intellettuale e al di là delle convenzioni e delle verità ufficiali. E già si è interrogato, in particolare, su Gesù e Maria, sia ricostruendone la narrazione tramandataci dalla Chiesa che sottoponendo i racconti al vaglio della ricerca storica. 

Quest'ultima opera si inserisce in questo filone: lo riprende, ma lo innova, mescolando con sorprendente abilità ed efficacia, la dimensione del saggio con quella del romanzo. Un impasto più che riuscito, per il dosaggio accurato delle due chiavi: ambedue contribuiscono a produrre un piatto raffinato, ma la netta prevalenza del tono narrativo, per come è stato interpretato e condotto, trascina il lettore dentro una storia, intensa e appassionante, che sembra (ri)accadere oggi.

Come dice il titolo, analisi e racconto ruotano attorno alla manciata delle ultime ore della vita di Gesù: l'arresto, il 'processo', la sentenza di morte, il supplizio della croce. Tutto è minuziosamente ricostruito, sfruttando al massimo la scarsa documentazione (pseudo)storica esistente: di cui peraltro è dato puntuale resoconto nel capitolo finale. Ma dove il vuoto, o le contraddizioni, dei documenti faticano a suggerire l'esatta cadenza e la cronologia degli eventi, la finzione narrativa e la capacità creativa prendono il sopravvento. Si apre così un romanzo dal ritmo incalzante, che affascina e cattura, per invenzione realistica e respiro, per drammaticità e resa espressiva, per fluidità di linguaggio e ricchezza di una prosa spesso commovente e capace di momenti di toccante poesia. 

Resta impressa la psicologia, scrutata con occhio vigile e partecipe, di ogni personaggio: da Pilato alla moglie Claudia alla corte dei funzionari romani e ai membri ebrei del Sinedrio; da Maria e Giuseppe a Gesù stesso, nella rappresentazione del finale tragico, e ai suoi seguaci (Giuda, Maddalena, l'adultera...). 

Pagine indelebili quelle delle 'testimonianze', in cui i personaggi prendono direttamente la parola e rivelano i loro pensieri e le loro emozioni. Così come sono da gustare le descrizioni raffinate, per i dettagli e l'atmosfera che sanno restituire (i colori e, direi quasi, gli odori) dei paesaggi (natura, animali, persone) e dei traffici della città. 

La sapienza narrativa di Augias si rivela nella tensione che sa accumulare: il finale è scritto da duemila anni, ma ogni pagina è percorsa da un'attesa inquieta e ansiosa, per nulla 'disturbata' dalle 'incursioni' più saggistiche che, accompagnando la vicenda, cercano di meglio inquadrare e spiegare gli avvenimenti.
Insomma, una lettura preziosa e irrinunciabile. Anche perché muove emozioni e pensieri. E non importa se si tratta di verità storica o di mito: parla di noi.

*** Massimo Ferrario, per Mixtura


«
Un episodio dei più illuminanti racconta come un giorno il fariseo Simone lo invitò a pranzo a casa sua. Joshua ha appena cominciato a mangiare quando entra una prostituta che, saputo della sua presenza, vuol rendergli omaggio. Infatti si presenta con un vasetto di unguenti profumati, si getta ai suoi piedi, comincia a bagnarli di lacrime per poi asciugarli con i suoi capelli che ha lunghi e sciolti sulle spalle. Bacia i piedi di Joshua e li cosparge di unguento. Il padrone di casa si risente per quella scena. Pensa tra sé: se quest’uomo fosse davvero un profeta saprebbe che la donna che lo sta toccando è una peccatrice. Non permetterebbe un contatto così impuro. Joshua intuisce i pensieri dell’uomo, sa che la Legge proibisce un contatto cosí intimo con una donna pubblica. Lo guarda e gli dice: «“Simone, sta’ a sentire. Un tale aveva due debitori, uno gli doveva cinquecento shekel, l’altro cinquanta. Dato che i due non avevano di che restituire, decide di abbonare il debito a entrambi. Ti chiedo: chi dei due lo amerà di piú?” Simone risponde pronto: “Immagino quello cui ha condonato di piú”. “Bravo Simone”. Poi indicando la donna aggiunge: “Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu m’hai dato acqua per i piedi; lei invece me li ha bagnati con le lacrime e li ha asciugati con i capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece me ne ha dati molti. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, lei mi ha cosparso i piedi di unguento. Per questo Simone ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati perché ha molto amato. Invece quello cui si perdona poco ama poco”». (Corrado Augias, Le ultime 18 ore di Gesù, Einaudi, 2015)

– Salveranno te. Non hai ucciso nessuno. 
– No, Barabba, salveranno te. Tu hai commesso un delitto orribile davanti agli occhi di Dio, però pensavi di compiere un atto di giustizia. Davanti a un popolo oppresso hai dimostrato coraggio, questo ti salverà. 
– Tu non hai colpe e davanti al procuratore hai dimostrato uguale coraggio. Potevi negare tutto, non l’hai fatto. 
– Io ho compromesso il loro potere, Barabba. Tu credi nella forza delle armi, chiedi il riscatto immediato del nostro popolo. Io prometto un regno lontano, difficile da raggiungere; anch’io voglio che il nostro popolo sia libero dall’oppressione; ma prima ancora voglio che siano libere le loro anime, voglio dar loro la possibilità di scegliere. Ho attraversato la terra d’Israele con le mani vuote, ma le mie parole annunciavano una speranza inaudita di libertà – piú pericolosa di un colpo di pugnale; molti l’hanno trovata intollerabile tale è la paura di essere davvero liberi. Volevo insegnare che non basta vivere, che bisogna anche sapere e capire perché si vive. Pensavo di offrire una dimensione piú alta, invece molti hanno preferito rifugiarsi nella tranquillità dell’obbedienza perché l’idea di una libertà che dia senso ai nostri poveri gesti quotidiani supera le forze di cui molti dispongono, li sgomenta. La salda fede antica, i riti che si ripetono uguali anno dopo anno sono molto piú rassicuranti. Ho offerto ogni giorno della mia vita come esempio, evidentemente non è bastato. 
Joshua tace esausto. In compenso il dolore alle tempie è scomparso. Si aspettava la replica di Barabba, che però tarda ad arrivare. Chiama piano, grattando il muro «Barabba… Barabba». Non c’è risposta. O lo hanno portato via o sta pregando con tale intensità da non udire il suo debole richiamo. (Corrado AugiasLe ultime 18 ore di Gesù, Einaudi, 2015)

Non so se devo crederlo vivo; io non l’ho visto; se fosse vero e non è venuto a vedermi, sapendo quanto dolore ho ingoiato, vuol dire che ha cose piú importanti, piú urgenti da fare. Da quando è partito ho lasciato intatto il suo letto, nessuno può metter piede nell’angolo che era suo. Un giorno verrà, ne sono certa. Io intanto l’aspetto, zappo l’orto, do da mangiare agli animali, spazzo il pavimento, so che prima o poi aprirà quella porta, metterà dentro la testa con il suo sorriso di ragazzo per dirmi: «Mamma, sono tornato». (Corrado AugiasLe ultime 18 ore di Gesù, Einaudi, 2015)
» 


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venerdì 13 marzo 2015

#RITAGLI / Scuola pubblica e scuole private (C. Augias, P. Calamandrei)

Tralasciamo i diplomifici dove si ottiene, pagando, il famoso 'pezzo di carta' che non vale niente. Le scuole confessionali, comunque siano sovvenzionate, violano la Costituzione non solo per la famosa questione degli 'oneri' (°) che lo Stato non dovrebbe sopportare. Argomento gravissimo, intendiamoci, se si pensa alle condizioni materiali in cui è ridotta la scuola pubblica, a cominciare per esempio dall'umiliante questione della carta igienica. Esiste un'altra serissima ragione esposta con una certa solennità nei primi due commi del famoso art. 33: «L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. - La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi». Lì è la questione, non solo nei soldi. La Costituzione dice che compito primario dello Stato è dare un indirizzo generale - cioè politico nel senso alto e forte del termine - all'istruzione, garantendo a chi insegna il diritto di poterlo fare liberamente. Già aver mantenuto la religione cattolica nelle scuole pubbliche - con insegnanti scelti dai vescovi - equivale a un catechesi che in uno Stato laico non ha motivo di essere; nelle scuole confessionali si arriva all'obbligo di attenersi ad un'unica possibile verità fissata per dogma. Quando si parla di 'buona scuola' bisognerebbe considerare questi aspetti.
*** Corrado AUGIAS, giornalista, saggista, scrittore, I finanziamenti agli istituti privati, estratto, rubrica 'lettere', 'la Repubblica', 13 marzo 2015 - (°) Art. 33, 3° co., Cost.: «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.»

° ° °

... Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A 'quelle' scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico». 
*** Piero CALAMANDREI, 1889-1956, giurista e politico, fondatore del Partito d’Azione e padre della Costituzione, Discorso al III Congresso dell’associazione a difesa della scuola nazionale, Roma, 11 febbraio 1950.


mercoledì 28 gennaio 2015

#VIDEO #PSY / La solitudine dell'anima


Eugenio BORGNA, 1930, psichiatra di matrice fenomenologica
Corrado AUGIAS, 1935, giornalista, saggista, scrittore
La solitudine dell'anima, conversazione con C. Augias
RaiTre, "Le storie. Diario italiano", 7 aprile 2011
video, 24min14

Una conversazione 'intensa' sul tema della solitudine.
Profondo, come sempre, Eugenio Borgna, ben coordinato e stimolato da Corrado Augias.
La conferma che la televisione può essere non solo futilità o, peggio, 'spazzatura'. (mf) 

Libro di riferimento:
* Eugenio Borgna, La solitudine dell'anima, Feltrinelli, 2011

La solitudine è una condizione ineliminabile dalla vita: e in essa si riflettono desideri di riflessione e di contemplazione, di tristezza e di angoscia, di silenzio e di preghiera, di attesa e di speranza." La solitudine interiore, la solitudine creatrice, e la solitudine dolorosa, la solitudine-isolamento, sono i due aspetti tematici con cui si manifesta nella nostra vita l'esperienza radicale della solitudine. Questo libro si confronta con i modi con cui l'una e l'altra forma di solitudine si intrecciano, e si separano, nella vita di ogni giorno, nelle esperienze del dolore e della paura, della felicità perduta e della vita mistica; ma anche nelle aree delle esperienze poetiche, della sofferenza psichica, della malattia e del mistero del vivere, e del morire. (dalla presentazione del libro) 

° ° °
Tutti i libri del professor Eugenio Borgna, psichiatra di fama internazionale, hanno indagato il mistero della sofferenza umana, nei vari aspetti della malattia psichica:dalla schizofrenia all'ansia, dalla malinconia alla depressione; ma sempre con cuore attento ad ogni vibrazione dell'anima e della mente umana: quindi anche alle emozioni, alle attese, alle speranze che nutrono il vivere quotidiano delle persone, sane o malate che siano.
In quest'ultima opera,è l'universo sconfinato delle varie solitudini che viene affrontato, anche con l'ausilio di apporti culturali diversi, che sconfinano nella filosofia, nella religione, nel cinema e nella musica, nella letteratura, citando nomi eccelsi di intellettuali che hanno esplorato più le intermittenze del cuore che le diverse forme della razionalità.
La solitudine è cosa ben diversa dall'isolamento, che Eugenio Borgna definisce "come solitudine negativa, in cui si è chiusi in se stessi, perduti al mondo e alla trascendenza nel mondo".
Mentre la solitudine arricchente, come il silenzio,"è esperienza interiore che ci aiuta a vivere meglio la nostra vita di ogni giorno..in essa avvertiamo l'importanza della riflessione e della meditazione,della sensibilità e della carità, delle attese e della speranza, della contemplazione e della preghiera.
"Quali sono invece le cause che inducono a isolarsi, a chiudersi in "una prigione senza porte"?
Borgna ne elenca molte: "la malattia depressiva, la mancanza o la perdita di persone amate, la dissolvenza di ruoli sociali significativi... ma anche la nostra indifferenza e la nostra noncuranza, la nostra desertificazione emozionale, il nostro rifiuto dell'amore. E ancora il dolore fisico, le crisi di fede, la timidezza, i sensi di colpa,  l'acutizzarsi di conflitti sociali, l'angoscia".
Nell'esplorare i più diversi percorsi umani, dalla mistica alla ricerca della felicità perduta, dall'immaginazione poetica al baratro della malattia e della morte, Borgna arriva infine a dare della solitudine una visione positiva e salvifica. (Alida Airaghi, poetessa, recensione al libro, Ibs, http://bit.ly/1C5mzIx)