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giovedì 14 febbraio 2019

#SENZA_TAGLI / Solitudine (Stefano Greco)

Solitudine.
Sei come uno specchio d'acqua lacustre dove foglie e nuvole riflesse si frappongono alla tua immagine, divertendoti. 
Sei come un'ora che suona come un gong e ti scuote dal torpore di un pensiero stanco. 
Sei come il sibilo del vento, serpente che ti striscia vicino l'orecchio e tu rimani immobile. 
Sei come l'antico acquedotto, dove da secoli scorre solo il Tempo. 
Sei come un salto nel vuoto, un volo senza orizzonti, un atterrare senza pista. 
Solitudine è parola non detta, sacro silenzio, vita sospesa in attesa di tornare a vivere. 
Quel lontano rumore del mondo lo senti così lontano che ti fa piacere che esista anche lui.
E poi di nuovo il suono del gong. L'ora che ti passa accanto e tu non te ne accorgi... O forse si ma fai finta di niente. Ecco lo Spazio che ti parla, il cielo che ti guarda e la terra che ti sostiene. 
Solitudine è la radice che ti àncora l'io nella mareggiata dell'anima.

*** Stefano GRECO, consulente, formatore, saggista, facebook, 13 febbraio 2019, qui


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venerdì 9 febbraio 2018

#MOSQUITO / Solitudine, strutturale (Giuseppe Rensi)

Credere che la propria vita spirituale possa totalmente e permanentemente fondersi con quella di un altro (amico, amante, moglie, figlio) è una delle grande illusioni da cui alla fine ci si risveglia. Il nostro vero e proprio fondo è incomunicabile, impartecipabile. Anche di fronte alle persone che più amiamo l'ego più intimo non ha finestre. Né esso di dà totalmente all'altro, né l'altro si dà ad esso, lo penetra, vi si confonde. Non è soltanto vero che l'uomo muore sempre solo, perché nessuno lo accompagna, né lo può accompagnare, nella morte. Ma vero è altresì che, anche nella vita, l'uomo è in ciò che ha di più suo sempre solo con sé stesso, sempre solo. Ciascuno ha un mondo esclusivamente suo. Quello che è per davvero il suo mondo è suo soltanto.

*** Giuseppe RENSI, 1871-1941, docente di filosofia morale, filosofo e avvocato italiano naturalizzato svizzero, Lettere spirituali, 1943 (postumo)
Segnalato in 'aforismario.net', qui


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sabato 5 agosto 2017

#MOSQUITO / Solitudine e amicizia (Carl Gustav Jung)

Quando un uomo sa più degli altri diventa solitario. Ma la solitudine non è necessariamente nemica dell'amicizia, perché nessuno è più sensibile alle relazioni del solitario, e l'amicizia fiorisce soltanto quando ogni individuo è memore della propria individualità e non si identifica con altri.

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Ricordi, sogni, riflessioni, a cura di Anna Jaffé, 1961, Rizzoli, Milano.


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domenica 19 febbraio 2017

#BRICIOLE / Soli, ma non isolati (M. Ferrario)

Soli, non isolati. 

Rifiutare l’isolamento, ma coltivare la solitudine: proteggerla, alimentarla. 
Non solo legittima difesa, ma compito, progetto, impresa. 
Saper addomesticare il terrore e l’angoscia che produce l’idea di una ragione, la nostra, che potrebbe anche aver ragione contro tutte le ragioni degli altri. 

E riuscire sempre, comunque, a schivare il fascino, in agguato, del superuomo.

*** Massimo Ferrario, Soli, ma non isolati, 2012-2017, per Mixtura


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sabato 28 gennaio 2017

#VIDEO / Solitudine, difficile ma ci rende migliori (Alain De Botton)

Alain DE BOTTON
La solitudine è difficile, ma ci rende persone migliori
School of Life, 'internazionale.it', 27 gennaio 2017
video 6min19

“Ammettere di essere soli è una delle cose più difficili da fare”, spiega Alain de Botton. “Ma la solitudine è senza dubbio meglio di una falsa compagnia e ci permette di sviluppare un nostro punto di vista senza limitarci a ripetere quello che pensano gli altri”.

Alain de Botton è uno scrittore, filosofo e conduttore televisivo. Ha fondato The school of life. Si occupa di cultura e storia del pensiero sottolineando il loro valore per la vita quotidiana. 
I suoi ultimi libri pubblicati in Italia sono Il corso dell’amore, 2016, News. Le notizie: istruzioni per l’uso, 2014, e L’arte come terapia. The school of life (2013).
(dalla presentazione)


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mercoledì 21 settembre 2016

#MOSQUITO / Solitudine, indispensabile (Noel Cobb)

La padronanza esige solitudine. Può esserci un periodo, durante i primi anni dell’apprendimento, nel quale si sta molto con gli altri, ma via via che il lavoro assume il suo vero significato, l’artista chiude la porta alla società ed entra nel santuario del suo studio, o dei suoi studi, ad ascoltarvi i comandi dell’anima e a lottare con la grande opera.
Rilke descrive questo molto bene in una lettera a Clara (moglie) del 1903: “Ciascuno di noi deve trovare nel suo lavoro il nucleo centrale della propria vita e da lì riuscire a espandersi in ogni direzione il più possibile. E durante questo, nessun’altra persona dovrebbe guardarlo…nemmeno lui stesso.”

Senza solitudine, come avrebbe potuto, Schubert, scrivere i suoi 600 Lieder, per non parlare delle sinfonie, i trio, i quartetti, le sonate e le opere? Come avrebbe potuto, Edvard Munch, dipingere 1.100 quadri e realizzare 18.000 opere grafiche? Come avrebbe potuto Picasso creare quell’enorme numero di disegni, incisioni, sculture, libri, collages e dipinti che riempiono le pareti di così tante gallerie d’arte in così tanti paesi? Come avrebbe potuto Gustav Mahler comporre dieci sinfonie mentre era direttore a tempo pieno dell’Opera di Stato di Vienna? Come avrebbe potuto Rodin creare quell’ “esercito di opere” che riempivano gli atelier di Meudon e i giardini e le stanze dell’Hotel Biron?

Se vogliamo davvero padroneggiare un po’ la materia, dobbiamo passare delle ore, dei giorni, dei mesi, soli con essa. Questa non è una “incapacità schizoide a mettersi in relazione”, non è una patologia che dobbiamo analizzare, ma un momento raro e prezioso della nostra umanità, un momento in cui la nostra vita dell’anima tocca l’anima del mondo, e possiamo prendere parte, se siamo fortunati, alla “grande natura creatrice”. (...)
Non è che l’esperienza della solitudine escluda l’esperienza della comunità, di far parte del mondo. In molti casi può perfino rafforzare l’impegno comunitario e rendere più profondo il senso di appartenenza. Ma come prerequisito della maestria, la solitudine chiede il nostro rispetto.
E non è indispensabile che l’artista viva senza compagnia. Semplicemente, la solitudine deve far parte integrante della sua vita, e se qualcuno condivide quella vita, allora la solitudine di ciascuno deve essere rispettata. Scrive Rilke: “Credo che sia questo il compito maggiore di un legame fra due persone: che ciascuno sia a guardia della solitudine dell’altro. Perché, se è nella natura dell’indifferenza e della folla non apprezzare la solitudine, l’amore e l’amicizia ci sono proprio allo scopo di offrire continuamente la possibilità di solitudine. E sono vere condivisioni soltanto quelle che interrompono periodicamente periodi di profondo isolamento…”.

*** Noel COBB, 1938-2015, psicologo e filosofo statunitense, Maestri per l’anima, Moretti e Vitali, 1999, citato in 'jungitalia', qui

lunedì 8 agosto 2016

martedì 26 luglio 2016

domenica 19 giugno 2016

#SGUARDI POIETICI / Solitudine (Juan Ramón Jiménez)

Di te stesso sei colmo,
e tuttavia,
quanto di te stesso sei privo,
solo, e lontano,
sempre da te stesso!
Aperto in mille ferite,
ogni istante,
come la fronte,
van le tue onde,
come i pensieri,
vengono,
vanno e vengono,
baciandosi,
fuggendo,
in un eterno conoscersi,
mare,
e dimenticarsi.
Sei tu,
e tu non lo sai,
batte il tuo cuore in te,
senza saperlo…
Che colmo di solitudine, mare!


*** Juan Ramón JIMÉNEZ, 1881-1958, poeta spagnolo, premio Nobel per la letteratura nel 1956, Solitudine, in ‘il ricordo perduto, qui


In Mixtura 1 altro contributo di Juan Ramón Jiménez qui

venerdì 6 novembre 2015

#CIT / Solitudine e mercato (Friedrich Nietzsche)

Friedrich Nietzsche, 1844-1900, filosofo, poeta tedesco
citato da Augusto Romano, La solitudine è il farmaco dell’anima, 
recensione a Eugenio Borgna, La solitudine dell’anima, Feltrinelli, 2011, 
‘tuttolibri’, 12 febbraio 2011.

https://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Nietzsche

In Mixtura, 1 altro contributo di Friedrich Nietzsche qui

mercoledì 28 gennaio 2015

#VIDEO #PSY / La solitudine dell'anima


Eugenio BORGNA, 1930, psichiatra di matrice fenomenologica
Corrado AUGIAS, 1935, giornalista, saggista, scrittore
La solitudine dell'anima, conversazione con C. Augias
RaiTre, "Le storie. Diario italiano", 7 aprile 2011
video, 24min14

Una conversazione 'intensa' sul tema della solitudine.
Profondo, come sempre, Eugenio Borgna, ben coordinato e stimolato da Corrado Augias.
La conferma che la televisione può essere non solo futilità o, peggio, 'spazzatura'. (mf) 

Libro di riferimento:
* Eugenio Borgna, La solitudine dell'anima, Feltrinelli, 2011

La solitudine è una condizione ineliminabile dalla vita: e in essa si riflettono desideri di riflessione e di contemplazione, di tristezza e di angoscia, di silenzio e di preghiera, di attesa e di speranza." La solitudine interiore, la solitudine creatrice, e la solitudine dolorosa, la solitudine-isolamento, sono i due aspetti tematici con cui si manifesta nella nostra vita l'esperienza radicale della solitudine. Questo libro si confronta con i modi con cui l'una e l'altra forma di solitudine si intrecciano, e si separano, nella vita di ogni giorno, nelle esperienze del dolore e della paura, della felicità perduta e della vita mistica; ma anche nelle aree delle esperienze poetiche, della sofferenza psichica, della malattia e del mistero del vivere, e del morire. (dalla presentazione del libro) 

° ° °
Tutti i libri del professor Eugenio Borgna, psichiatra di fama internazionale, hanno indagato il mistero della sofferenza umana, nei vari aspetti della malattia psichica:dalla schizofrenia all'ansia, dalla malinconia alla depressione; ma sempre con cuore attento ad ogni vibrazione dell'anima e della mente umana: quindi anche alle emozioni, alle attese, alle speranze che nutrono il vivere quotidiano delle persone, sane o malate che siano.
In quest'ultima opera,è l'universo sconfinato delle varie solitudini che viene affrontato, anche con l'ausilio di apporti culturali diversi, che sconfinano nella filosofia, nella religione, nel cinema e nella musica, nella letteratura, citando nomi eccelsi di intellettuali che hanno esplorato più le intermittenze del cuore che le diverse forme della razionalità.
La solitudine è cosa ben diversa dall'isolamento, che Eugenio Borgna definisce "come solitudine negativa, in cui si è chiusi in se stessi, perduti al mondo e alla trascendenza nel mondo".
Mentre la solitudine arricchente, come il silenzio,"è esperienza interiore che ci aiuta a vivere meglio la nostra vita di ogni giorno..in essa avvertiamo l'importanza della riflessione e della meditazione,della sensibilità e della carità, delle attese e della speranza, della contemplazione e della preghiera.
"Quali sono invece le cause che inducono a isolarsi, a chiudersi in "una prigione senza porte"?
Borgna ne elenca molte: "la malattia depressiva, la mancanza o la perdita di persone amate, la dissolvenza di ruoli sociali significativi... ma anche la nostra indifferenza e la nostra noncuranza, la nostra desertificazione emozionale, il nostro rifiuto dell'amore. E ancora il dolore fisico, le crisi di fede, la timidezza, i sensi di colpa,  l'acutizzarsi di conflitti sociali, l'angoscia".
Nell'esplorare i più diversi percorsi umani, dalla mistica alla ricerca della felicità perduta, dall'immaginazione poetica al baratro della malattia e della morte, Borgna arriva infine a dare della solitudine una visione positiva e salvifica. (Alida Airaghi, poetessa, recensione al libro, Ibs, http://bit.ly/1C5mzIx)