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giovedì 15 dicembre 2016

#LINK / Siriani, li abbiamo lasciati soli (Bernard Guetta)

Volevano solo essere liberi, la più universale delle aspirazioni. Disarmati, insieme a donne e bambini, i siriani che Assad e i suoi alleati russi hanno massacrato ad Aleppo erano scesi in piazza nella primavera del 2011, spinti dalla rivoluzione araba e ansiosi di liberarsi da una dittatura militare che durava da oltre quarant’anni.

In cambio hanno ricevuto proiettili e nemmeno uno spiraglio di apertura. Solo bombe, armi chimiche e poi, dato che non si arrendevano, Assad ha fatto di peggio, liberando i peggiori estremisti islamici siriani (che avrebbero fondato il gruppo Stato islamico, l’Is) per fare in modo che anche loro attaccassero i ribelli, che odiavano perché gli estremisti non volevano una democrazia ma una teocrazia.

Gli insorti che volevano solo essere liberi si sono dovuti battere su due fronti contemporaneamente, contro il macellaio di Damasco e contro l’Is che erano riusciti a cacciare da Aleppo. Dobbiamo dirlo e ripeterlo, questi uomini che volevano solo essere liberi non facevano parte dell’Is, non erano terroristi. Erano persone che si battevano per la libertà, contro il gruppo Stato islamico e contro Assad. (...)

*** Bernard GUETTA, giornalista francese, I siriani volevano essere liberi, ma li abbiamo lasciati soli, 'internazionale.it', 14 dicembre 2016

LINK articolo integrale qui

Aleppo
foto di Abdalrhman Ismail, Reuters-Contrasto

In Mixtura altri 2 contributi di Bernard Guetta qui

mercoledì 26 agosto 2015

RITAGLI / Cina, e domani? (Bernard Guetta)

In questo mix tra capitalismo selvaggio e dittatura politica qualcuno aveva addirittura visto un modello da seguire. Per trent’anni le aziende occidentali sono state attirate dai salari bassi e dalle promesse dell’enorme mercato interno cinese, e la Cina era considerata un eterno Eldorado il cui destino era quello di affermarsi come iperpotenza del ventunesimo secolo. Ma tutti i sogni prima o poi finiscono.

La svalutazione estiva e il tracollo della borsa di Shanghai di fine primavera dimostrano che la Cina sta ormai diventando un fattore di instabilità internazionale, potenzialmente il più grande di tutti. I capitali interni fuggono, mentre quelli stranieri fanno rotta verso altri lidi. Gli investitori ora hanno paura del paese più popoloso al mondo, perché la crescita non è più a due cifre e non è più nemmeno al 7 per cento come sostengono le statistiche ufficiali.

Fare ipotesi è avventato, ma le più affidabili parlano di una crescita cinese inferiore al 4 per cento, livello che rischia di far impennare la disoccupazione in un paese in cui la protezione sociale non esiste. Senza alcuna indennità né sussidi, i disoccupati cinesi non possono più sfamarsi né tantomeno inviare soldi nelle campagne, dove centinaia di milioni di uomini e donne hanno lasciato le famiglie per andare a lavorare nelle fabbriche alla periferia delle grandi città.

*** Bernard GUETTA, giornalista e saggista francese, Il futuro incerto della Cina,  'internazionale.it', 24 agosto 2015

LINK, articolo integrale qui

Sempre in Mixtura, 1 altro contributo  di Bernard Guetta qui

sabato 20 giugno 2015

#LINK / Migranti, ciò che siamo diventati noi europei (Bernard Guetta)

Consideriamo le cifre. Il Libano ha 6 milioni di abitanti e accoglie oltre 1,2 milioni di rifugiati, soprattutto siriani; la Giordania ha una popolazione di 8 milioni di abitanti e oltre 600mila rifugiati; la Turchia, 80 milioni di abitanti, ospita 1,8 milioni di rifugiati. L’Unione europea ha una popolazione di 500 milioni di abitanti e si considera in stato d’assedio perché 100mila migranti e richiedenti asilo hanno raggiunto le sue coste, un diciottesimo di quelli che sono arrivati in Turchia.
Questi numeri ci fanno pensare che paesi dalla lunga tradizione cristiana abbiano totalmente dimenticato cosa sono la carità e la compassione, al contrario di molti paesi musulmani infinitamente meno ricchi.
Forse è arrivato il momento di preoccuparci per quello che siamo diventati, perché mentre i volti di questi bambini stravolti e genitori disperati compaiono in prima pagina sui nostri giornali e il papa ricorda a tutti gli europei l’obbligo di mostrarsi umani, noi guardiamo da un’altra parte e ci tappiamo le orecchie. (...)

Guardiamo in faccia la realtà. I rifugiati sono nostri alleati, perché la loro fuga evidenzia la barbarie di quei jihadisti che temiamo e vogliamo combattere. Sono nostri alleati, ma noi li respingiamo permettendo ai jihadisti di prendersi gioco delle democrazie arabe e dei loro presunti alleati europei.
In questo modo ci tiriamo la zappa sui piedi, terrorizzati da una massa di derelitti il cui unico desiderio è quello di sfuggire alla paura. È un atteggiamento incomprensibile, aberrante. Non so voi, ma io mi vergogno.

*** Bernard GUETTA,  giornalista e saggista francese, I migranti e ciò che siamo diventati noi europei, traduzione di Andrea Sparacino, 'internazionale.it', 18 giugno 2015.

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