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martedì 16 novembre 2021

#SGUARDI POIETICI / Energia mutabile (Giuseppe Conte)

L’amore vero, tu lo sai, è volere
la gioia di chi non ci appartiene
è questo uscire, traboccare
da se stessi, come il sangue dalle vene
per un taglio, è l’irrinunciabile,
amore energia mutabile eterno bene.

*** Giuseppe CONTE, 1945, poeta, scrittore, Energia mutabile, da Ferite e riforniture, Mondadori, 2006, in 'ipoetisonovivi.com', 28 marzo 2018, qui


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martedì 3 dicembre 2019

#SGUARDI POIETICI / La cavalletta sulle scale (Giuseppe Conte)

Non fu empio il mio piede: si fermò
in tempo per non cancellarti, cavalletta.
Non so da che cosa ti avvertii:
so che passò la fretta di rientrare

a casa: e mi curvai, a guardarti:
eri regale, delicata, assente
come nessuna donna è: muta
come un monile, ma insistente

tentavi lo scalino troppo alto
per te. Ti avvicinavi con delle zampe
che parevano passive, meccaniche, tanto
erano oscillanti e filiformi, e cominciavi

di sbieco la risalita, con una specie
di fatica, di impassibile
tremore. Più lunga e magra del mio
indice e chiara, color avorio, è

possibile? Salivi e poi tornavi
giù, padrona appena dei tuoi movimenti;
e io sempre più curvo sino a guardarti
negli occhi lucenti, nerissimi.

Eri forse così vecchia, o l’autunno
iniziava a poggiare su di te
la sua mano che fa freddi,
fragili? Ma perché volevi salire

quello scalino, perché ti affaticavi, per
raggiungere la cima, dove c’è
la mia casa, e perché mi hai fermato,
per dire cosa?

*** Giuseppe CONTE, 1945, scrittore e poeta,  La cavalletta sulle scale, da Le stagioni, Rizzoli, 1988, in 'ipoetisonovivicom', 26 novembre 2019, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Conte_(scrittore)


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domenica 10 novembre 2019

#SGUARDI POIETICI / Mare aperto (Giuseppe Conte)

Stanotte nell'insonnia ti rispondo così: 
l'amore vero non è mai chiuso da mura
non è dove nidificano possesso, orgoglio, paura
è vento di libeccio, ondata, mare aperto
è buio come una foresta, ardente come un deserto
è gioia se sai farne dono senza nulla volere
è brutale, è carezzevole, oscenità e preghiere
è fuoco ma anche gioco, finzione e verità
tradimento continuo, ansia di fedeltà
è goffo come chi zoppica, magnetico come una gatta
veloce e assorto come una ragazzina che chatta
perché me lo domandi, perché vuoi che lo scriva
nessuno sa più di te cosa l'amore sia,
tu amica dell'insonnia, tu ancora, poesia

*** Giuseppe CONTE, 1945, scrittore e poeta,  Mare aperto, da Non finirò di scrivere sul mare, Mondadori, 2019, in 'La Lettura', 3 novembre 2019
https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Conte_(scrittore)


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venerdì 13 aprile 2018

#SGUARDI POIETICI / Energia mutabile (Giuseppe Conte)

L’amore vero, tu lo sai, è volere
la gioia di chi non ci appartiene
è questo uscire, traboccare
da se stessi, come il sangue dalle vene
per un taglio, è l’irrinunciabile,
amore energia mutabile eterno bene.

*** Giuseppe CONTE, scrittore e poeta, Energia mutabile, da Ferite e riforniture, Mondadori, 2006
https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Conte_(scrittore)


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lunedì 29 gennaio 2018

#EX LIBRIS / Tragedia, non è più per noi (Giuseppe Conte)

La tragedia fa paura, non è più per noi. Ha da fare con la morte, col mistero, col sacro. Noi, pensava Giona Castelli con in mente tanti romanzi italiani che aveva avuto sul banco della libreria prima della fine, puntiamo sulle piccole cose. Basse. Quotidiane. “Tragedia” per l’uomo di oggi è la sconfitta della propria squadra del cuore, un piatto di pasta scotta, la fuoriuscita di un’emorroide.

*** Giuseppe CONTE, 1945, poeta e scrittore, Sesso e Apocalisse a Istambul, Giunti, 2018
https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Conte_(scrittore)


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venerdì 28 aprile 2017

#SGUARDI POIETICI / Amica dell'insonnia (Giuseppe Conte)

Stanotte nell'insonnia ti rispondo così:
l'amore vero non è mai chiuso da mura
non è dove nidificano possesso, orgoglio, paura
è vento di libeccio, ondata, mare aperto
è buio come una foresta, ardente come un deserto
è gioia se sai farne dono senza nulla volere
è brutale, è carezzevole, oscenità e preghiere
è fuoco ma anche gioco, finzione e verità
è goffo come chi zoppica, magnetico come una gatta
veloce e assorto come una ragazza che chatta
perché me lo domandi, perché vuoi che lo scriva
nessuno sa più di te cosa l'amore sia,
tu amica dell'insonnia, tu ancora, poesia. 

*** Giuseppe CONTE, 1945, scrittore e poeta, Amica dell'insonnia, inedito, 'La Lettura', 19 marzo 2017.
https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Conte_(scrittore)



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domenica 19 febbraio 2017

#SGUARDI POIETICI / Il tuo miracolo, amore (Giuseppe Conte)

Come si allungano le ore
di luce, come è ingordo Febbraio
di oro torbido e di vita
allo stato nascente
di rami germinanti dal niente
su cui si apriranno dei fiori
dicendoci che è possibile riavere
dal niente forme, profumi, colori.
È questo il tuo miracolo, Amore,
questa violenta volontà di essere
materia che si agita e si muove
e si piega e si mescola e confonde,
l’energia marina del vento,
l’energia aerea delle onde.
È questo il tuo miracolo, Amore,
lo spirito che entra nelle cose
che popola il vuoto di mimose
come fa sui viali liguri Febbraio.

*** Giuseppe CONTE, 1945, scrittore e poeta, Il tuo miracolo, amore, 9 febbraio 2000, da Ferite e rifioriture, Mondadori, 2006, segnalato da 'poesia in rete', 8 febbraio 2017, qui