Visualizzazione post con etichetta _Darwish Mahamud. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta _Darwish Mahamud. Mostra tutti i post

giovedì 24 marzo 2016

#SGUARDI POIETICI / Carta d'identità (Mahamoud Darwish)

Prendi nota
sono arabo
carta di identità numero 50.000
bambini otto
un altro nascerà l’estate prossima.
Ti secca?

Prendi nota
sono arabo
taglio pietre alla cava
spacco pietre per i miei figli
per il pane, i vestiti, i libri
solo per loro
non verrò mai a mendicare alla tua porta.
Ti secca?

Prendi nota
sono arabo
mi chiamo arabo non ho altro nome
sto fermo dove ogni altra cosa
trema di rabbia
ho messo radici qui
prima ancora degli ulivi e dei cedri
discendo da quelli che spingevano l’aratro
mio padre era povero contadino
senza terra né titoli
la mia casa una capanna di sterco.
Ti fa invidia?

Prendi nota
sono arabo
capelli neri
occhi scuri
segni particolari
fame atavica
il mio cibo
olio e origano
quando c’è
ma ho imparato a cucinarmi
anche i serpenti del deserto
il mio indirizzo
un villaggio non segnato sulla mappa
con strade senza nome, senza luce
ma gli uomini della cava amano il comunismo.

Prendi nota
sono arabo e comunista
Ti dà fastidio?
Hai rubato le mie vigne
e la terra che avevo da dissodare
non hai lasciato nulla per i miei figli
soltanto i sassi
e ho sentito che il tuo governo
esproprierà anche i sassi
ebbene allora prendi nota che prima di tutto
non odio nessuno e neppure rubo
ma quando mi affamano
mangio la carne del mio oppressore
attento alla mia fame,
attento alla mia rabbia.

*** Mahamoud DARWISH, 1941-2008, poeta, giornalista e scrittore palestinese, Carta d’identità, in ‘La poesia che serve’, 16 maggio 2012, http://bit.ly/10qAxod 



In Mixtura 1 altro contributo di Mahamoud Darwish qui

lunedì 11 maggio 2015

#SGUARDI POIETICI / Si tratta di un uomo (Mahmoud Darwish)

Incatenarono la sua bocca
legarono le sue mani
alla roccia della morte
e dissero: «sei un assassino». 

Gli tolsero il cibo, gli abiti, le bandiere
lo gettarono nella cella dei morti
e dissero: «sei un ladro» 

Lo rifiutarono in tutti i porti
portarono via la sua piccola amata
e dissero: «sei un profugo». 

O tu, dagli occhi e le mani sanguinanti! 
la notte è effimera, 
né la camera dell’arresto
né gli anelli delle catene
sono permanenti. 

Nerone è morto, ma Roma no, 
lotta persino con gli occhi! 
e i chicchi di una spiga morente 
riempiranno la valle di grano. 

*** Mahmoud DARWISH, 1941-2008, poeta palestinese, Si tratta di un uomo, da Foglie di ulivi, 1964, citato in ‘Giro di vite’, http://bit.ly/1I9Y6o9

Agenzia stampa Infopal - www.infopal.it