Visualizzazione post con etichetta _Gaggi Massimo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta _Gaggi Massimo. Mostra tutti i post

lunedì 1 aprile 2019

#MOSQUITO / Algoritmo, contro i lavoratori (Massimo Gaggi)

In America, dove nelle assunzioni è formalmente vietata, oltre alla discriminazione sessuale ed etnica, anche quella per età, non si può chiedere al candidato quanti anni ha. Ma ci sono aziende che lo deducono usando in un certo modo l’algoritmo di selezione del personale. 

Per non parlare dei casi di McDonald’s e The Gap, i cui algoritmi di gestione della forza lavoro (è scoperta di qualche tempo fa) erano ottimizzati in modo da offrire ai loro dipendenti un impiego stabile ma non veramente a tempo pieno. Ciò perché altrimenti i due gruppi della ristorazione e del retail avrebbero dovuto sostenere anche il costo dei benefit sociali per il personale. Insomma un modello matematico costruito appositamente per impedire l’accesso della propria forza lavoro a cure mediche coperte da polizze assicurative aziendali.

*** Massimo GAGGI, giornalista e saggista, Homo premium, Laterza, 2018


In Mixtura i contributi di Massimo Gaggi qui
In Mixtura ark #Mosquito qui

domenica 13 maggio 2018

#MOSQUITO / Capitalismo, cresce il rifiuto tra i millennials (Massimo Gaggi)

... cresce il malessere nei confronti del capitalismo: un’ostilità che si è diffusa soprattutto tra i giovani, almeno in Europa e negli Usa. Dopo decenni di «pensiero unico» mercatista, l’anno scorso un sondaggio dell’università di Harvard ha certificato per la prima volta l’esistenza di una sia pur piccola maggioranza di millennials (51 per cento dei giovani tra i 18 e i 29 anni) che afferma di non essere a favore del capitalismo.

*** Massimo GAGGI, 1953, giornalista, saggista, Homo premium. Come la tecnologia ci divide, Laterza, 2018


In Mixtura i contributi di Massimo Gaggi qui
In Mixtura ark #Mosquito qui

giovedì 26 aprile 2018

#MOSQUITO / L'Intelligenza Artificiale ci sostituisce (Massimo Gaggi)

Ora anche molti economisti che si erano definiti tecnottimisti cominciano a riconoscere che «stavolta è diverso»: nelle rivoluzioni precedenti le braccia dell’agricoltura erano passate all’industria e quando anche qui erano arrivati i robot, quelle delle fabbriche erano emigrate verso lavori di maggior contenuto cognitivo. Ma ora l’intelligenza artificiale comincia a sostituire anche molte mansioni intellettuali degli addetti ai servizi e di varie categorie di professionisti: analisti, medici, commercialisti, agenti di viaggio, giornalisti, perfino avvocati. Le diagnosi di cancro e l’individuazione della terapia più appropriata per ogni singolo paziente cominciano a essere fatte, anziché dall’oncologo, da Watson, il supercomputer di IBM che aveva esordito nel 2011 battendo gli umani nel videoquiz Jeopardy!. Ma ormai ci sono anche i tribunali americani nei quali l’entità di una pena e quella della cauzione da pagare per rimettere un imputato a piede libero vengono decise servendosi dell’intelligenza artificiale, mentre le arringhe difensive vengono costruite utilizzando la capacità del computer di scandagliare la casistica giudiziaria scovando i processi basati su casi simili e analizzando i risultati ottenuti dagli altri avvocati. E poi gli articoli scritti da giornalisti-robot e molto altro ancora (IBM sta sviluppando versioni di Watson per le biotecnologie, la farmaceutica e l’editoria). Nessuno può dire con precisione fin dove arriverà questo processo di sostituzione, se e quanto sarà possibile salvare posti di lavoro insegnando all’uomo a lavorare meglio in simbiosi con le macchine (per ora Watson viene presentato come un collaboratore dell’oncologo al quale, però, resta solo da controllare la correttezza della diagnosi e delle terapie prescritte). E, comunque, non si può ignorare il rischio di terremoti sociali e politici: se l’impoverimento dell’America di mezzo ha prodotto il fenomeno Trump, cosa potrà accadere quando l’autista-robot sostituirà i tre milioni e mezzo di americani che si guadagnano da vivere guidando un veicolo, sia esso un camion o un taxi?

*** Massimo GAGGI, 1953, giornalista, saggista, Homo premium. Come la tecnologia ci divide, Laterza, 2018



In Mixtura ark #Mosquito qui