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martedì 26 gennaio 2016

#MOSQUITO / Aggressività, e leadership (Ulderico Capucci)

... siamo stati abituati a pensare che il management sia connotato da una caratteristica assolutamente maschile o maschilista: l'aggressività. Così abbiamo continuato, nell'immaginario, a credere che un leader debba avere tra le sue caratteristiche quello della "aggressività". Ho sentito molte volte la frase, rivolta ad un giovane: "... non sei un vero leader, perché non sei abbastanza aggressivo ..." Affermazione che ha procurato, e continua a procurare, a molti giovani, inclusa la mia esperienza giovanile, crisi e complessi di inferiorità estremamente deleteri. Certamente possiamo pensare ad un leader in termini di molte qualità, quali la determinazione, il coraggio, l'anticonformismo, ecc, ma non certo necessariamente alla "aggressività". La leadership esprime certamente una "forza": ma è una forza che viene da dentro, che è interna, e non esterna; una forza che si rivolge e si esprime verso una meta, non in altre direzioni; una forza che è 'con' e non 'contro' le altre persone. 

*** Ulderico CAPUCCI, consulente di direzione e formatore, Dalla leadership individuale alla leadership organizzativa, in Massimo Reggiani, a cura, Leadership, Angeli, Milano, 2004


In Mixtura altri 2 contributi di Ulderico Capucci qui

venerdì 17 luglio 2015

#MOSQUITO / Leadership, serve (solo) quella di team (Ulderico Capucci)

Da oltre quarant’anni ho il privilegio di poter osservare da vicino molte organizzazioni, industriali e non. Se, dopo avere - in questi molti anni - visto la crescita e il declino di organizzazioni e aziende - dovessi esprimere una personale opinione su “qual è la prima ed essenziale ragione che determina il successo e lo sviluppo di una impresa”, credo che risponderei: “la qualità della leadership del team di vertice”. Credo di avere visto molti casi in cui un leader è protagonista - soprattutto in positivo - di una inversione di tendenza, di uno start-up, di un decollo. Ma un ottimo leader, da solo, non riesce oggi a determinare le sorti di una organizzazione complessa. Ma quando un leader riesce a for-mare una “squadra”, quando questo team è fortemente coeso, integrato, strategicamente allineato, nel senso che “va nella stessa direzione”; quando questo team condivide una visione, è credibile, e-sprime una volontà unitaria, sa confrontarsi al suo interno, sa dare un concreto esempio di unitarietà al suo esterno; questo team esprime una leadership collettiva, organizzativa, riesce a mobilitare e far crescere le energie di tutta l’organizzazione.
In questo caso la qualità della leadership della squadra del top team riesce ad essere assolutamente determinante. (...) 
La leadership organizzativa, quella di un team di vertice, quella di una intera istituzione, è creatrice di legami, tra le persone, con le persone, nei confronti di un’idea; di affidamento a una guida, che può essere volta a volta una marca, un progetto, un programma, una politica, un indirizzo, un tra-guardo. Proviamo a mettere attenzione, nelle strategie, nel budget, nei progetti, a quanto una organizzazione riesca a creare, mantenere, sviluppare, legami forti attraverso i sentimenti di fiducia, di appartenenza, di attrazione, di dedizione. 

*** Ulderico CAPUCCI, consulente di direzione e formatore, Dalla leadership individuale alla leadership organizzativa, in Massimo Reggiani, a cura, Leadership, Angeli, Milano, 2004.



Sempre in Mixtura, 1 altro contributo (video) di Ulderico Capucci qui

martedì 20 gennaio 2015

#VIDEO #SOCIETA' / Pil, società, cultura, impresa



Ulderico CAPUCCI, consulente di direzione, formatore
Società e Impresa, intervento TEDxlakecomo, 11 aprile 2009 
video, 15min32

Ulderico Capucci è consulente di lungo corso, esperto di economia e di sviluppo delle organizzazioni.
Questo intervento, che parte dal Pil per toccare questioni della società e dell'impresa, oltre che dell'economia, risale a più di 5 anni fa.
La domanda è: l'analisi e le idee per il futuro qui avanzate sono superate?
Il mio parere è che, almeno qui in Italia, il passato sembra non passare mai. 
E che se un film, ovunque, per essere tale, ha fotogrammi che scorrono, noi riusciamo a bloccare i fotogrammi dentro una foto che si ripete. 
Coazione a ripetere, si direbbe in psicologese. (mf)