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giovedì 8 novembre 2018

#MOSQUITO / Autorità, e la creazione dei fatti alternativi (Noam Chomsky)

Il motto degli uomini di Donald Trump è il seguente: se noi diciamo che non esiste affatto il riscaldamento globale, vuol dire che davvero il riscaldamento globale non esiste. E non importa se gli scienziati ci smentiscono. Io penso che la creazione dei fatti alternativi sia una conseguenza dell’allentamento dei legami sociali. Una volta credevamo che un duro lavoro, sacrifici, dedizione ai valori (nel caso degli States ai valori cristiani) fossero sufficienti perché le cose funzionassero. E, invece, scopriamo che niente funziona. E se nulla funziona, perché allora dobbiamo avere fiducia nelle autorità morali, politiche, scientifiche? 

*** Noam CHOMSKY, 1928, linguista statunitense, attivista, Autorità, da Cento parole in cento numeri, 'Robinson', 4 novembre 2018, intervistato da Wlodek Goldkorn, 'Robinson', n. 43, 24 settembre 2017


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venerdì 4 agosto 2017

martedì 18 luglio 2017

#VIDEO / Pensieri (Noam Chomsky)


Noam CHOMSKY, 1928
linguista, intellettuale e attivista statunitense,
https://it.wikipedia.org/wiki/Noam_Chomsky
pubblicato in 'facebook' da Utopia razionale, 24 giugno 2017
video 3min41


In Mixtura altri contributi di Noam Chomsky qui

domenica 11 dicembre 2016

#MOSQUITO / 'Lavaggio del cervello', nel paese più libero (Noam Chomsky)

Lo strumento principale del sistema di "lavaggio del cervello in regime di libertà", che raggiunge la forma più alta nel paese più libero, consiste nell'incoraggiare il dibattito sui problemi politici, costringendolo però entro presupposti che incorporano le dottrine fondamentali della linea ideologica ufficiale.

*** Noam CHOMSKY, 1928, linguista, intellettuale e attivista statunitense, Pirati e imperatori, Feltrinelli, 2004.
Anche in 'aforismario.net', qui


In Mixtura altri 2 contributi di Noam Chomsky qui

martedì 1 dicembre 2015

#RITAGLI / Terrorismo occidentale (Noam Chomsky)

Di solito vengono definite come terrorismo le azioni perpetrate dalla parte avversa alla nostra. Così, quando l’Is decapita qualcuno siamo tutti indignati. Ma lo siamo stati molto meno quando, l’anno scorso, Israele ha invaso e bombardato Gaza, e l’attacco è stato così massiccio e distruttivo che la gente riusciva a stento a trovare pezzi dei cadaveri dei propri cari, tra le macerie delle abitazioni. Quell’attacco fu perpetrato con la scusa del terrorismo di Hamas e con le armi fornite dagli Stati Uniti. E quindi, essendo stato fatto da un nostro alleato, non l’abbiamo considerato come un atto di terrorismo. (...)

[D: Secondo lei la radice di ogni male che ci affligge è in Occidente?]
No. Non tutto il terrorismo e non tutta la violenza sono prodotto occidentale e non tutto il male viene necessariamente dall’Occidente. Nel 1975, il governo indonesiano ha invaso Timor est e ha compiuto uno dei peggiori genocidi dei tempi moderni, e - anche se appoggiato dagli Stati Uniti - l’esecutivo di Giacarta non era l’espressione dell’Occidente. Però il terrorismo jihadista cui assistiamo oggi è conseguenza dell’aggressione americana contro l’Iraq.

[D: L’Occidente ha prodotto il colonialismo, l’imperialismo, ha sterminato intere popolazioni. Però è stato anche molto inclusivo. Basti pensare a scrittori come Salman Rushdie, Hanif Kureishi, Anita Desai: figli di questa “inclusione coloniale”. Senza di loro la letteratura sarebbe più povera...]
La storia è materia complessa e contraddittoria. Pensiamo all’illuminismo, al progresso di cui è stato il portatore, al suo insegnamento etico. Ma nello stesso tempo in America, Paese fondato da illuministi, esisteva la schiavitù. E la schiavitù fu la base dell’economia moderna.

[D: Lei, citando Orwell, parla spesso delle “non persone.” Chi sono oggi le non persone?]
I profughi, i migranti. Sono trattati, non sempre ma spesso, come non-umani, come dis-umani, non degni di compassione. E del resto, sovente, gli apparati gerarchici di potere e di controllo sociale trasformano le vittime in esseri umani di serie B. (...)

[D: Torniamo al libro “Terrorismo Occidentale”. Lei parla di Vaclav Havel, il defunto presidente della Repubblica ceca e dissidente celebre, come di un “cocco dell’Occidente”. Ma Havel era un eroe...]
Havel è stato una persona molta coraggiosa e perfino eroica che si batteva per i diritti suoi e dei suoi compagni di lotta. Ma aveva poca comprensione per coloro che da un’altra parte del mondo soffrivano di regimi ancora più oppressivi. Nel 1998 ha parlato a Washington davanti al Congresso: disse che gli Stati Uniti erano un baluardo della libertà. Forse lo erano davvero, ma non per tutti, visto che una settimana prima, nel Salvador, sei intellettuali dissidenti erano stati assassinati da un’unità d’élite armata dagli Usa il cui comando godeva del sostegno dell’ambasciata americana. Sarebbe inconcepibile che la controparte di Havel, ho in mente gli intellettuali latinoamericani, agisse come lui. (...)

[D: Lei pensa davvero che l’Urss nel passato e l’odierna Russia di Putin abbiano avuto ed abbiano oggi un ruolo positivo, in quanto antidoto all’America e difensore dei popoli vittime dell’Occidente?]
No. Qualche volta poteva succedere, ma per ragioni sbagliate, speculari alle ragioni per cui gli americani appoggiavano le vittime dell’aggressione sovietica o russa. L’Urss era un mostro totalitario. (...)

[D: Quali sono le fonti delle sue speranze?]
Il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà. Gramsci.

*** Noam CHOMSKY, linguista, intellettuale e attivista statunitense, intervistato da Wlogek Goldkorn, Chomsky contro tutti, 'L'Espresso', 7 ottobre 2015

LINK, intervista integrale qui


In Mixtura 1 altro contributo dio Noam Chomsky qui

martedì 7 aprile 2015

#RITAGLI / Ciò che non sciocca l'Occidente

[D: Che cosa la preoccupa di più oggi?]
Le principali minacce per tutti noi oggi sono le catastrofi ambientali e la guerra nucleare, che è il motivo per cui il famoso Orologio di Doomsday del “Bollettino degli scienziati atomici” è stato appeno riportato due minuti più vicino alla mezzanotte, il più vicino in assoluto da quando nel 1983 c’è stata la paura davvero seria di una guerra (per una crisi tra i due blocchi, ndr). Per le “democrazie occidentali” una grave minaccia è il declino della democrazia radicale, per l’assalto neoliberista alla popolazione mondiale nella passata generazione: le democrazie formali diventano sempre più plutocrazie.

[D: E l’anarchia oggi cosa significa?]
L’anarchismo è una tendenza nella vita dell’uomo e della società che rifiuta di accettare strutture di autorità e di dominio “autogiustificate”, esige che si giustifichino e quando non possono, come avviene di solito, cerca di ribaltarle in favore di strutture più eque e giuste.

[D: Che opinione s’è fatto della scioccante propaganda terroristica dell’Isis?]
Posso aggiungere che “l’Occidente” non è scioccato quando, ad esempio, un ragazzo yemenita viene ucciso da un drone poco dopo un’intervista in cui ha mostrato un disegno in cui i suoi familiari sono bruciati a morte per gli attacchi dei droni e descritto il terrore costante di vivere sotto la più grande campagna terroristica globale che sia stata messa a punto. Né è “l’Occidente” scioccato alle notizie di persone tra le rovine dei quartieri devastati da assalti omicidi con armi Usa per cercare di trovare pezzi di corpi che possano in qualche modo identificare. Ad esempio, durante l’assalto israeliano a Gaza la scorsa estate. Ed è facile aggiungere molte atrocità enormi che non scioccano l’“Occidente”, perché le responsabilità sono nostre e non possono essere attribuite a qualche nemico prescelto.

*** Noam CHOMSKY, 1928, linguista statunitense, filosofo, teorico della comunicazione, anarchico, intervistato da Luca Mastrantonio, Chomsky: «La mia prima parola è stata 'no'», La Lettura', 5 aprile 2015. Intervista integrale, QUI.

Ultimo libro di Noam Chomsky: Anarchia. Saggi e interventi: 1969-2015, Ponte alle Grazie, 2015. 
In uscita: Noam Chomsky e Ilan Pappé, Palestina e Israele. che fare?, Fazi, 2015