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sabato 6 gennaio 2018

#SGUARDI POIETICI / Adam Cast Forth (Jorge Luis Borges)

Ci fu un Giardino o il Giardino fu un sogno?
Lento nella luce vaga, mi sono chiesto,
quasi come un conforto, se il passato
di cui questo Adamo, oggi misero, era padrone,

non sarà stato una magica impostura
di quel Dio che ho sognato. È già impreciso
nella memoria il chiaro Paradiso,
ma io so che esiste e che perdura,

anche se non per me. La caparbia terra
è il mio castigo e la incestuosa guerra
di Caini e Abeli e la loro nidiata.

Eppure, è molto avere amato,
essere stato felice, aver toccato
il vivente Giardino, fosse pure un giorno.

*** Jorge Luis BORGES, 1899-1986, scrittore, saggista, poeta, traduttore, accademico argentino, Adam Cast Forth, traduzione di Livio Bacchi Wilcock, da Poesie 1923-1976, Biblioteca Universale Rizzoli, 1980, segnalato in 'poesia in rete', 14 ottobre 2017, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Jorge_Luis_Borges


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Testo originale (Adam Cast Forth)
¿Hubo un Jardín o fue el Jardín un sueño?
Lento en la vaga luz, me he preguntado,
casi como un consuelo, si el pasado
de que este Adán, hoy mísero, era dueño,

no fue sino una mágica impostura
de aquel Dios que soñé. Ya es impreciso
en la memoria el claro Paraíso,
pero yo sé que existe y que perdura,

aunque no para mí. La terca tierra
es mi castigo y la incestuosa guerra
de Caínes y Abeles y su cría.

Y, sin embargo, es mucho haber amado,
haber sido feliz, haber tocado
el viviente Jardín, siquiera un día.

Jorge Luis Borges, da “Nueva antología personal”, Siglo XXI, 2000

domenica 31 dicembre 2017

#SGUARDI POIETICI / Fine d'anno (Jorge Luis Borges)

Né la minuzia simbolica
di sostituire un tre con un due
né quella metafora inutile
che convoca un attimo che muore e un altro che sorge
né il compimento di un processo astronomico
sconcertano e scavano
l’altopiano di questa notte
e ci obbligano ad attendere
i dodici e irreparabili rintocchi.
La causa vera
è il sospetto generale e confuso
dell’enigma del Tempo;
è lo stupore davanti al miracolo
che malgrado gli infiniti azzardi,
che malgrado siamo
le gocce del fiume di Eraclito,
perduri qualcosa in noi:
immobile.


*** Jorge Luis BORGES, 1899-1986, scrittore, saggista, poeta, traduttore, accademico argentino, Fine d'anno, da Fervore di Buenos Aires, 1923, segnalato da 'il canto delle sirene', 31 dicembre 2011, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Jorge_Luis_Borges


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martedì 4 ottobre 2016

#MOSQUITO / Sogni (Jorge Luis Borges)

Se il sonno fosse (c'è chi dice) una tregua, un puro riposo della mente, perché, se ti si desta bruscamente, senti che t'han rubato una fortuna? Perché è triste levarsi presto? L'ora ci deruba d'un dono inconcepibile, intimo al punto da esser traducibile solo in sopore, che la veglia dora di sogni, forse pallidi riflessi interrotti dei tesori dell'ombra, d'un mondo intemporale, senza nome, che il giorno deforma nei suoi specchi.
Chi sarai questa notte nell'oscuro sonno, dall'altra parte del tuo muro?

*** Jorge Luis BORGES, 1899-1986, scrittore, saggista, poeta, traduttore, accademico argentino, Il libro dei sogni, 1976, Adelphi, 2015, citato in 'jungitalia', 'facebook', 20 settembre 2016, qui


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giovedì 15 settembre 2016

#SGUARDI POIETICI / Shinto (Jorge Luis Borges)

Quando ci annichilisce la sfortuna,
in un momento ci salvano
le minime avventure
dell'attenzione o della memoria:
il sapore di un frutto, il sapore dell'acqua,
quel volto che un sogno ci riporta,
i primi gelsomini di novembre,
l'anelito infinito della bussola,
un libro che credevamo smarrito,
il ritmo di un esametro,
la piccola chiave che ci apre una casa,
l'odore di una biblioteca o del sandalo,
il nome antico di una strada,
i colori di una mappa,
una etimologia imprevista,
la levigatezza dell'unghia limata,
la data che cercavamo,
contare i dodici ritocchi oscuri,
un brusco dolore fisico.
Sono otto milioni le divinità dello Shinto
che viaggiano per la terra, segrete.
Queste semplici divinità ci toccano,
ci toccano e ci lasciano.

*** Jorge LuisBORGES, 1899-1986, scrittore, saggista, poeta, traduttore, accademico argentino, Shinto, da La cifra, 46 poesie, traduzione di Domenico Porzio, 1981, Miti Mondadori, 1996


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giovedì 7 luglio 2016

#CIT / Con ogni addio impari (Jorge Luis Borges)


citato da Michela Proietti, Quando bisogna dirsi addio, 
'27^ora-Corriere della Sera', 4 luglio 2016

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domenica 26 giugno 2016

#CIT / Non essere ambizioso (Jorge Luis Borges)

Jorge Luìs BORGES, 1899-1986
scrittore, poeta, accademico srgentino
https://it.wikipedia.org/wiki/Jorge_Luis_Borges

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giovedì 29 gennaio 2015

#POETI RECITATI / Jorge Luis Borges, Elogio dell'ombra (lettura di L. M. Corsanico)



Jorge Luis BORGES, 1899-1986
scrittore, poeta, saggista, traduttore argentino
Elogio dell'ombra, da Jorge Luis Borges, Elogio dell'ombra, 1969,
Einaudi, 1971-2007
lettura e video di Luigi Maria Corsanico, cileno
video, 4min17


La vecchiaia (è questo il nome che gli altri le danno)
può essere il tempo della nostra felicità.
L'animale è morto o è quasi morto.
Rimangono l'uomo e la sua anima.
Vivo tra forme luminose e vaghe
che non sono ancora le tenebre.
Buenos Aires,
che prima si lacerava in suburbi
verso la pianura incessante,
è diventata di nuovo la Recoleta, il Retiro,
le sfocate case dell'Once
e le precarie e vecchie case
che chiamiamo ancora il Sur.
Nella mia vita sono sempre state troppe le cose;
Democrito di Abdera si strappò gli occhi per pensare;
il tempo è stato il mio Democrito.
Questa penombra è lenta e non fa male;
scorre per un mite pendio
e assomiglia all'eternità.
I miei amici non hanno volto,
le donne sono quel che erano molti anni fa,
gli incroci delle strade potrebbero essere altri,
non ci sono lettere sulle pagine dei libri.
Tutto questo dovrebbe intimorirmi,
ma è una dolcezza, un ritomo.
Delle generazioni di testi che ci sono sulla terra
ne avrò letti solo alcuni,
quelli che continuo a leggere nella memoria,
a leggere e a trasformare.
Dal Sud, dall'Est, dall'Ovest, dal Nord,
convergono i cammini che mi hanno portato
nel mio segreto centro.
Quei cammini furono echi e passi,
donne, uomini, agonie, resurrezioni,
giorni e notti,
dormiveglia e sogni,
ogni infimo istante dello ieri
e di tutti gli ieri del mondo,
la ferma spada del danese e la luna del persiano,
gli atti dei morti, il condiviso amore, le parole,
Emerson e la neve e tante cose.
Adesso posso dimenticarle. Arrivo al mio centro,
alla mia algebra, alla mia chiave,
al mio specchio.
Presto saprò chi sono.

martedì 20 gennaio 2015

#POETI RECITATI / Jorge Luis Borges, Amicizia (lettura di G. Caputo)



Jorge Luis BORGES, 1899-1986
scrittore, poeta, saggista, traduttore argentino
Amicizia, di Jorge Luis Borges 
video e lettura di Gianni Caputo
video, 2min28



Non posso darti soluzioni per tutti i problema della vita 
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori, 
però posso ascoltarli e dividerli con te 
Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro 
però quando serve starò vicino a te
Non posso evitarti di precipitare, solamente posso offrirti la mia mano 
[ affinché ti sostenga e tu non cada 
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei 
però gioisco sinceramente quando ti vedo felice
Non giudico le decisioni che prendi nella vita 
mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti, 
però posso offrirti lo spazio necessario per crescere 
Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore 
però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo. 
Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere 
solamente posso volerti come sei ed essere tuo amico. 
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico 
in quel momento sei apparso tu... 
Non sei né sopra né sotto né in mezzo non sei né in testa né alla fine
[ della lista 
Non sei ne il numero 1 né il numero finale e tanto meno ho la pretesa 
di essere il 1° il 2° o il 3° della tua lista 

Basta che mi vuoi come amico 
Non sono gran cosa, 
però sono tutto quello che posso essere