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lunedì 15 novembre 2021

#SGUARDI POIETICI / Ogni frutto (Mariangela Gualtieri)

Ogni frutto
stringe il seme come giurando.
Cadendo giura e in forma di radice risponde
alla terra che chiama. Alla terra che canta
la promessa infinita. C’è solo vita
niente altro. Solo vita.

*** Mariangela GUALTIERI, 1951, da Bestia di gioia, Einaudi 2011, in 'ipoetisonovivi.com', 9 ottobre 2013, qui

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lunedì 27 luglio 2020

#SGUARDI POIETICI / C'è nella tristezza un contagio (Mariangela Gualtieri)

C’è nella tristezza un contagio
amore mio, e da questo si vede
che abbiamo fatto comune cuore
e siamo uno che pare due.
Allora io
insemino la gioia
in questa cosa che non consiste
però esiste e tiene entrambi appesi.
La gioia ce la metto io.

*** Mariangela GUALTIERI, 1951, poetessa e scrittrice, da Bestia di gioia, Einaudi, 2010, in 'la poesia è viva', 13 agosto 2013, qui 
https://it.wikipedia.org/wiki/Mariangela_Gualtieri


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sabato 14 marzo 2020

#SGUARDI POIETICI / Nove marzo duemilaventi (Mariangela Gualtieri)

Questo ti voglio dire
ci dovevamo fermare.
Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti
ch’era troppo furioso
il nostro fare. Stare dentro le cose.
Tutti fuori di noi.
Agitare ogni ora – farla fruttare.

Ci dovevamo fermare
e non ci riuscivamo.
Andava fatto insieme.
Rallentare la corsa.
Ma non ci riuscivamo.
Non c’era sforzo umano
che ci potesse bloccare.

E poiché questo
era desiderio tacito comune
come un inconscio volere –
forse la specie nostra ha ubbidito
slacciato le catene che tengono blindato
il nostro seme. Aperto
le fessure più segrete
e fatto entrare.
Forse per questo dopo c’è stato un salto
di specie – dal pipistrello a noi.
Qualcosa in noi ha voluto spalancare.
Forse, non so.

Adesso siamo a casa.

È portentoso quello che succede.
E c’è dell’oro, credo, in questo tempo strano.
Forse ci sono doni.
Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo.
C’è un molto forte richiamo
della specie ora e come specie adesso
deve pensarsi ognuno. Un comune destino
ci tiene qui. Lo sapevamo. Ma non troppo bene.
O tutti quanti o nessuno.

È potente la terra. Viva per davvero.
Io la sento pensante d’un pensiero
che noi non conosciamo.
E quello che succede? Consideriamo
se non sia lei che muove.
Se la legge che tiene ben guidato
l’universo intero, se quanto accade mi chiedo
non sia piena espressione di quella legge
che governa anche noi – proprio come
ogni stella – ogni particella di cosmo.

Se la materia oscura fosse questo
tenersi insieme di tutto in un ardore
di vita, con la spazzina morte che viene
a equilibrare ogni specie.
Tenerla dentro la misura sua, al posto suo,
guidata. Non siamo noi
che abbiamo fatto il cielo.

Una voce imponente, senza parola
ci dice ora di stare a casa, come bambini
che l’hanno fatta grossa, senza sapere cosa,
e non avranno baci, non saranno abbracciati.
Ognuno dentro una frenata
che ci riporta indietro, forse nelle lentezze
delle antiche antenate, delle madri.

Guardare di più il cielo,
tingere d’ocra un morto. Fare per la prima volta
il pane. Guardare bene una faccia. Cantare
piano piano perché un bambino dorma. Per la prima volta
stringere con la mano un’altra mano
sentire forte l’intesa. Che siamo insieme.
Un organismo solo. Tutta la specie
la portiamo in noi. Dentro noi la salviamo.

A quella stretta
di un palmo col palmo di qualcuno
a quel semplice atto che ci è interdetto ora –
noi torneremo con una comprensione dilatata.
Saremo qui, più attenti credo. Più delicata
la nostra mano starà dentro il fare della vita.
Adesso lo sappiamo quanto è triste
stare lontani un metro.

*** Mariangela GUALTIERI, 1951, poetessa e scrittrice, Nove marzo duemilaventi, 'doppiozero.com, 9 marzo 2020, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Mariangela_Gualtieri


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venerdì 28 febbraio 2020

#SGUARDI POIETICI / Subito si cuce questo niente da dire (Mariangela Gualtieri)

Subito si cuce questo niente da dire
ad una voce che batte. Vuole
palpitare ancora, forte, forte forte
dire sono - sono qui - e sentire che c'è
fra stella e ramo e piuma e pelo e mano
un unico danzare approfondito,
     e dialogo
di particelle mai sopite, mai morte
     mai finite.
Siamo questo traslare
     cambiare posto e nome.
Siamo un essere qui, perenne navigare
di sostanze da nome a nome. Siamo.


*** Mariangela GUALTIERI, 1951, poetessa e scrittrice, da Quando non morivo, Einaudi, Torino, 2019, citata in 'poesiainrete', 14 novembre 2010, qui

foto di Jonas Hafner

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mercoledì 19 febbraio 2020

#SGUARDI POIETICI / A te che manchi da questa stanza (Mariangela Gualtieri)

A te che manchi da questa stanza
e il tuo mancare è già gran cosa
che ingravida il mio vuoto nell’attesa
e piú soave è la tua mancanza
di qualunque presenza nella stanza
già il pensiero di te si fa sostanza
luminosa che ride.

*** Mariangela GUALTIERI, 1951, poetessa e scrittrice, A te che manchi da questa stanza, da Quando non morivo, Einaudi, Torino, 2019, pubblicata in 'poesiainrete'com', 8 dicembre 2020, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Mariangela_Gualtieri


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martedì 26 novembre 2019

#SGUARDI POIETICI / La celeste pazzia (Mariangela Gualtieri)

Procedi piano. Lascia che la mano
esegua il fragile dettato.
Abbi fede in quel niente
che viene – quel niente che succede.
Non prendere la parola.
Lascia sia lei da sola. Diventa tu
la preda. Sia lei che ti cattura.

*** Mariangela GUALTIERI, 1951, poetessa e scrittrice, La celeste pazzia, da Quando non morivo, Einaudi, Torino, 2019, pubblicata in 'poesiainrete'com', 20 novembre 2019, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Mariangela_Gualtieri


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martedì 1 ottobre 2019

#SGUARDI POIETICI / Cambio le belle lenzuola di bianco (Mariangela Gualtieri)

Cambio le belle lenzuola di bianco
tiro per bene, nessun increspo né piega
nessun millimetro pendente fuori dalla
armonica stesura del bene. Qui dorme
lei, qui lui. Si vede non so da cosa.
Qui lei e lui si scambiano segni evoluti
della specie, accostano forma a forma
mettono tutti i respiri in un posto, insieme,
setacciano il mondo nella camera buia
e l’ultimo che s’addormenta sente l’altro
andare lontano, nel suo respiro di lottatore
che ha mollato la presa.

*** Mariangela GUALTIERI, 1951, poetessa e scrittrice, Cambio le belle lenzuola di bianco, da Senza polvere senza peso, Einaudi, 2006, in 'ipoetisonovivi.com', 23 settembre 2019, qui


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sabato 29 giugno 2019

#SGUARDI POIETICI / Questo giorno io lo butto via (Mariangela Gualtieri)

Questo giorno io lo butto via
sparpaglio le sue ore ciondolando
guardo la pioggia fine solo stando
ferma, seduta qui al tavolino.
Lo butto come giorno che non conta
una cartaccia sporca, una buccia
niente di niente che si getta via.
Si chiama lunedì, si chiama aprile
numero ventinove, e piove piove
e sarei piena di cose da fare
per farne un giorno col suo risultato.
Ma l’ho detto. Sarà buttato, sperso
consegnato ad un ozio che non vale
se non come preghiera. Allora dire
ecco, io offro questo ciondolare
sull’altare del mondo affaccendato.
Faccio io il perno che non muove.
Il punto che sta fermo. Lo bado io
quell’immobile stato delle cose.

*** Mariangela GUALTIERI, 1951, poetessa e scrittrice, Questo giorno io lo butto via, da Le giovani parole, Einaudi, 2015, 'ipoetisonovivi.com', 1 giugno 2019, qui


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lunedì 30 luglio 2018

#SGUARDI POIETICI / Forse si muore oggi - senza morire (Mariangela Gualtieri)

Forse si muore oggi – senza morire.
Si spegne il fuoco al centro.
Sanguinano le bandiere. Generale è la resa.
Ciò che nasce ora crescerà in prigionia.
Reggete ancora porte invisibili dell’alleanza
bastioni di sereno. Puntellate il bene
che si sfalda in briciole in cartoni.
Il popolo è disperso. In seno ad ognuno cresce
il debole recinto della paura – la bestia spaventosa.
A chi chiedere aiuto? E’ desolato deserto il panorama.
Si faccia avanti chi sa fare il pane.
Si faccia avanti chi sa crescere il grano.
Cominciamo da qui.

*** Mariangeloa GUALTIERI, 1951, poetessa e scrittrice, Forse si muore oggi - senza morire, da Bestia di gioia, Einaudi, 2010. Segnalato in 'lapoesiacheserve', 16 luglio 2013, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Mariangela_Gualtieri


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mercoledì 30 maggio 2018

#SGUARDI POIETICI / Noi non siamo solo (Mariangela Gualtieri)

Noi tutti non siamo solo
terrestri. Lo si vede da come
fa il nido la ghiandaia
da come il ragno tesse il suo teorema
da come tu sei triste
e non sai perché. Noi
nati, noi forse ritornati,
portiamo una mancanza
e ogni voce ha dentro una voce
sepolta, un lamentoso calco di suono
che un po’ si duole anche quando
canta. Te lo dico io
che ascolto
il tonfo della pigna e della ghianda
la lezione del vento
e il lamento della tua pena
col suo respiro ammucchiato sul cuscino
un canto incatenato che non esce.
Ascoltare anche ciò che manca.
L’intesa fra tutto ciò che tace.

*** Mariangela GUALTIERI, 1951, poetessa e scrittrice, Noi tutti non siamo solo, da Bestia di gioia, Einaudi, 2010
https://it.wikipedia.org/wiki/Mariangela_Gualtieri


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martedì 22 maggio 2018

#SGUARDI POIETICI / Ciò che non muta (Mariangela Gualtieri)

Ciò che non muta
io canto
la nuvola la cima il gambo
l'offerta il dono la rovina
apparente d'acqua che tracima
di tempesta e di onde.

Io canto il semplice del grano
e del pane la stessa festa che si tiene
fra le rose a maggio, la corsa
della rondine e il coraggio
dell'animale nella tana
quando gli esce il nato fra le zampe.

*** Mariangela GUALTIERI, 1951, poetessa e scrittrice, Ciò che non muta, da Bestia di gioia, Einaudi, 2010
https://it.wikipedia.org/wiki/Mariangela_Gualtieri


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venerdì 18 maggio 2018

#SGUARDI POIETICI / Sii dolce con me. Sii gentile (Mariangela Gualtieri)

Sii dolce con me. Sii gentile.
E’ breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo
dell’umano. Come ora ne
abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo
fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare
leggere.

Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
Quello che siamo
è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo. Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie
fino al fenomeno
della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile
per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto.
Sia placido questo nostro esserci –
questo essere corpi scelti
per l’incastro dei compagni
d’amore.

*** Mariangela GUALTIERI, 1951, poetessa e scrittrice, Sii dolce con me. Sii gentile, da Bestia di gioia, Einaudi, 2010
https://it.wikipedia.org/wiki/Mariangela_Gualtieri


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martedì 1 maggio 2018

#SGUARDI POIETICI / Non sappiamo. Non so. Non è dato sapere (Mariangela Gualtieri)

Non sappiamo. Non so. Non è dato sapere
con parole. Solo il corpo sa.
Sapienza di respiro. Sapienza naturale
di particelle tenute insieme
dalla circolazione. Atomi piastrine
aminoacidi tessuti vitamine proteine
una distribuzione di funzioni
svolte perfettamente. Ogni parte
una precisa mansione. E tutte insieme
dalla vetta degli occhi
sotto l’immensa volta della notte
per meccanico alzarsi della faccia
tutte le particelle insieme sobbalzano
un istante – quasi rammentando una
sgomentante felicità.

*** Mariangela GUALTIERI, 1951, poetessa e scrittrice, Non sappiamo. Non so. Non è dato sapere, da Le giovani parole, Einaudi, 2015. Segnalata in 'ipoetisonovivi.com', 9 febbraio 2018, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Mariangela_Gualtieri


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sabato 28 aprile 2018

#SGUARDI POIETICI / La miglior cosa da fare stamattina (Mariangela Gualtieri)

La miglior cosa da fare stamattina
per sollevare il mondo e la mia specie
è di stare sul gradino al sole
con la gatta in braccio a far le fusa.
Sparpagliare le fusa
per i campi la valle
la collina, fino alle cime alle costellazioni
ai mondi più lontani. Fare le fusa
con lei - la mia sovrana.
Imparare quel mantra che contiene
l'antica vibrazione musicale
forse la prima, quando dal buio immoto
per traboccante felicità
un gettito innescò la creazione.

*** Mariangela GUALTIERI, 1951, poetessa e scrittrice, La miglior cosa da fare stamattina, da Le giovani parole, Einaudi, 2015. 
https://it.wikipedia.org/wiki/Mariangela_Gualtieri


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lunedì 25 settembre 2017

#SGUARDI POIETICI / Per te bambina mia (Mariangela Gualtieri)

Bambina mia,
per te avrei dato tutti i giardini
del mio regno, se fossi stata regina,
fino all’ultima rosa, fino all’ultima piuma.
Tutto il regno per te.

Ti lascio invece baracche e spine,
polveri pesanti su tutto lo scenario
battiti molto forti
palpebre cucite tutto intorno. Ira
nelle periferie della specie e al centro. Ira.

Ma tu non credere a chi dipinge l’umano
come una bestia zoppa e questo mondo
come una palla alla fine.
Non credere a chi tinge tutto di buio pesto e
Di sangue. Lo fa perché è facile farlo.

Noi siamo solo confusi, credi.
Ma sentiamo. Sentiamo ancora.
Siamo ancora capaci di amare qualcosa.
Ancora proviamo pietà.

C’è splendore in ogni cosa. Io l’ho visto.
Io ora lo vedo di più.
C’è splendore. Non avere paura.

Ciao faccia bella,
gioia più grande.
Il tuo destino è l’amore.
Sempre. Nient’altro.
Nient’altro nient’altro

*** Mariangela GUALTIERI, 1951, poetessa e scrittrice, Per te bambina mia, da Paesaggio con fratello rotto, Luca Sossella editore, Centrale, 2007, in 'aNovecento', qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Mariangela_Gualtieri


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mercoledì 31 agosto 2016

#SGUARDI POIETICI / Sento il tuo disordine (Mariangela Gualtieri)

Sento il tuo disordine
e lo comparo al mio. C’è
somiglianza. C’è lo stesso slabbro
di ferite identiche. C’è tutta la voglia
di un passo largo in una terra
sgombra che non troviamo.
Sento il tuo respiro schiacciato
lo sento somigliante
ti sento piano morire
come me che non controllo
l’accensione del sangue.

Anch’io cerco una libertà che mi
sbandieri, una falcata
perfetta, uno stacco d’uccello
dal suo ramo, quando si butta
improvviso e poi plana.

*** Mariangela GUALTIERI, 1951, scrittrice e poetessa, senza titolo, da Senza polvere senza peso, Einaudi, 2006.
Anche in 'internopoesia', 5 dicembre 2014, qui