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lunedì 25 ottobre 2021

#SGUARDI POIETICI / Guarda questa bambina (Valerio Magrelli)

Guarda questa bambina
che sta imparando a leggere:
tende le labbra, si concentra,
tira su una parola dopo l’altra,
pesca, e la voce fa da canna,
fila, si flette, strappa
guizzanti queste lettere
ora alte nell’aria
luccicanti
al sole della pronuncia.

*** Valerio MAGRELLI,  1957, poeta, scrittore, da Disturbi del sistema binario, Einaudi, 2006,in 'ipoetisonovivicon', 25 maggio 2015, qui


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sabato 17 luglio 2021

#SGUARDI POIETICI / Invettiva inaugurale (Valerio Magrelli)

Rilanciare le imprese del Vate,
ma senza sommergere Vienna di volantini.
Piuttosto, bombardare il mondo intero
di profilattici. 
Preserviamo la Terra dall'uomo!
Figli: pochi , e amatissimi.
La Terra: messa in salvo.

*** Valerio MAGRELLI, 1957, poeta, scrittore, saggista, poeta, Invettiva inaugurale, in Foglie d'erba, 7 poesie raccolte da Luca Mastrantonio, 'Sette', 16 luglio 2021



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sabato 1 maggio 2021

#SGUARDI POIETICI / Non sono di nessuno (Valerio Magrelli)

Non sono di nessuno
le terrazze condominiali.
Vi si lasciano i panni
ad asciugare
i panni del deserto.
Sono alto piani vasti
vasti e disabitati
abbandonati ad un infanzia aerea.

*** Valerio MAGRELLI, 1957, poeta, scrittore, saggista, Non sono di nessuno, in Maurizio Cucchi, a cura di, La grande poesia, Magrelli, La Repubblica, 2021


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lunedì 5 aprile 2021

#SGUARDI POIETICI / Mi lavo i denti in bagno (Valerio Magrelli)

Mi lavo i denti in bagno.
Ho un bagno.
Ho i denti.
Ho una figlia che canta
di là dalla parete.
Ho una figlia che ha voglia di cantare
e canta.
Può bastare.

*** Valerio MAGRELLI, 1957, poeta, traduttore, critico letterario, docente di letteratura francese, da Il sangue amaro, Einaudi, 2014 e in Maurizio Cucchi, a cura, La grande poesia: Magrelli, la Repubblica, 2021


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mercoledì 6 gennaio 2021

#SGUARDI POIETICI / Esistono parole che costeggiano (Valerio Magrelli)

Esistono parole che costeggiano
il pensiero o lo attraversano
dolcemente oblique come lacrime.
Come ospiti dimenticati si aggirano
segrete per le stanze,
ogni cosa toccando.
Il loro andare sembra l’offerta lenta
di un frutto della terra.

*** Valerio MAGRELLI, 1957, poeta, traduttore, critico letterario, docente di letteratura francese, da Ora serrata lentis, in Aequator lentis, Feltrinelli, 1980. 
Segnalato in 'poesiainrete', 5 gennaio 2021, qui


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domenica 10 febbraio 2019

#SGUARDI POIETICI / Se il commissario vivesse negli Usa (Valerio Magrelli)

Se il commissario vivesse negli Usa
avrebbe sparatorie nelle scuole
a tutto andare.
In quei casi, le indagini non servono.
Serve magari risalire al male
che porta un ragazzo ad uccidere,
dopo essere apparso sui social
armato fino ai denti.
Certo, vendere mitra non aiuta.
Da qui, una serie di considerazioni
del commissario-filosofo:
“Basta poter uccidere, per decidersi a uccidere”;
“La sicura migliore non sta nella pistola,
ma in chi la vende”;
“Se si potesse uccidere solamente pensando,
la specie umana sarebbe già scomparsa”;
“Freno, si chiama, e serve a governare
la bestia imbizzarrita”;
“Salvezza significa ostacolo:
chi lo toglie, è perduto”

*** Valerio MAGRELLI, 1957, poeta, traduttore, critico letterario, docente di letteratura francese, Se il commissario vivesse negli Usa, da Il commissario Magrelli, Einaudi, 2018. Anche in 'ipoetisonovivi.com', 16 gennaio 2019, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Valerio_Magrelli


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mercoledì 2 gennaio 2019

#SGUARDI POIETICI / Preferisco venire dal silenzio (Valerio Magrelli)

Preferisco venire dal silenzio
per parlare. Preparare la parola
con cura, perché arrivi alla sua sponda
scivolando sommessa come una barca,
mentre la scia del pensiero
ne disegna la curva.
La scrittura è una morte serena:
il mondo diventato luminoso si allarga
e brucia per sempre un suo angolo.

*** Valerio MAGRELLI, 1957, poeta, traduttore, critico letterario, docente di letteratura francese, da Rima palpebralis, in Ora serrata retinae, Feltrinelli, 1980. 
Segnalato in 'poesiainrete', 27 dicembre 2018, qui


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martedì 5 giugno 2018

#SGUARDI POIETICI / Ho spesso immaginato (Valerio Magrelli)

Ho spesso immaginato che gli sguardi
sopravvivano all'atto del vedere
come fossero aste,
tragitti misurati, lance
in una battaglia.
Allora penso che dentro una stanza
appena abbandonata
simili tratti debbano restare
qualche tempo sospesi ed incrociati
nell'equilibrio del loro disegno
intatti e sovrapposti come i legni
dello shangai

*** Valerio MAGRELLI, 1957, poeta, traduttore, critico letterario, docente di letteratura francese, Ho spesso immaginato che gli sguardi, da Nature e venature, Mondadori, 1986. Anche in 'cantodelle sirene', 23 maggio 2018, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Valerio_Magrelli


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giovedì 26 ottobre 2017

#SGUARDI POIETICI / Non ho un bicchiere d'acqua (Valerio Magrelli)

Non ho un bicchiere d’acqua 
sopra il letto:
ho questo quaderno.
A volte ci segno parole nel buio
e il giorno che segue le trova
deformate dalla luce e mute.
Sono oggetti notturni
posati ad asciugare,
che nel sole s’incrinano
e scoppiano. Restano pezzi sparsi,
povere ceramiche del sonno
che colmano la pagina.
È il cimitero del pensiero
che si raccoglie tra le mie mani.

*** Valerio MAGRELLI, 1957, poeta, scrittore, saggista, Non ho un bicchiere d'acqua, da Ora serrata retinae, Feltrinelli, 1989, segnalato in 'poesiainrete', 10 ottobre 2017, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Valerio_Magrelli 



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venerdì 14 luglio 2017

#SGUARDI POIETICI / Guarda questa bambina (Valerio Magrelli)

Guarda questa bambina
che sta imparando a leggere:
tende le labbra, si concentra,
tira su una parola dopo l’altra,
pesca, e la voce fa da canna,
fila, si flette, strappa
guizzanti queste lettere
ora alte nell’aria
luccicanti
al sole della pronuncia.

*** Valerio MAGRELLI, 1957, poeta, scrittore, saggista, Guarda questa bambina, da Disturbi del sistema binario, Einaudi, 2006
https://it.wikipedia.org/wiki/Valerio_Magrelli 




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martedì 2 maggio 2017

#SGUARDI POIETICI / I poeti romantici (Valerio Magrelli)

I poeti romantici sognano il Fiore azzurro.
Ieri ho visto in tv quella casetta blu
dove vorrei finire i giorni miei.

Con 10.000 euro ci togliamo il pensiero,
tutti i dubbi sedati, sedato pure io,
sedata lei,

Morte dei miei coglioni!
Petulante accattone, finalmente
scoprirò per davvero chi tu sei,

ma sarò io a decidere
il luogo del duello:
se posso, non mi avrai fra i tuoi trofei.

*** Valerio MAGRELLI, 1957, poeta, scrittore, saggista, I poeti romantici, inedito, 'La Lettura', 19 marzo 2017.
https://it.wikipedia.org/wiki/Valerio_Magrelli


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lunedì 1 maggio 2017

#SGUARDI POIETICI / Giovani senza lavoro, II (Valerio Magrelli)

Giovani senza lavoro
chiacchierano nei bar
in un eterno presente
che non li lascia andar.

Sono convalescenti
curano questo gran male
che li fa stare svegli
senza mai lavorare.

Di notte sono normali,
dormono come tutti gli altri
anche se i sogni sono vuoti 
anche se i sogni sono falsi.

Falsa è la loro vita, 
finta, una pantomima 
fatta da controfigure,
interrotta da prima.

*** Valerio MAGRELLI, 1957, poeta, scrittore, saggista, Giovani senza lavoro, II, citato in ‘MicroMega’, 1 settembre 2010, qui-
Anche in 'losguardopoIetico', n. 322, 3 maggio 2014


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sabato 4 marzo 2017

#SGUARDI POIETICI / Giungla d'asfalto (Valerio Magrelli)

Vagano nella notte
vasti gli autobus,
anime in pena,
scrigni di luce pallida,
tremanti, vuoti, utili
soltanto a chi è lontano,
avanti e indietro
sempre legati a una linea
di dolore
e lasciano salire ad ogni sosta
un sospiro
che sembra una preghiera.

*** Valerio MAGRELLI, 1957, poeta, scrittore, saggista, Giungla d'asfalto, da Nature e venature, Mondadori, 1987, in 'ipoetisonovivi.com', 19 marzo 2014, qui


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sabato 25 luglio 2015

#VIDEO / Rihanna, la tortura è cool (Valerio Magrelli)

RIHANNA, 1948, cantante, attrice, modella barbadiana
Bitch Better Have My Money 
Regia di Robyn Rihanna Fenty, 2015
video, 7min01



La prima a reagire è stata la giornalista Sarah Vine, che sul Daily Mail del 6 luglio scorso ha giustamente, appassionatamente criticato l'ultimo, «repulsivo» video di Rihanna, intitolato Bitch Better Have My Money («Ti conviene trovare i soldi che mi devi, puttana»). 
La trama è presto detta. In soli sette minuti, spavalda ed altezzosa, la stella delle Barbados si mostra armata di tutto punto, fumando erba e indossando abitini di Dior o Chanel, mentre sequestra una ricca donna, la uccide, ne tortura il marito, e infine, dopo un'orgia con le compagne di merenda, saluta il pubblico, nuda e ricoperta di sangue, in un baule pieno di banconote. Sarah Vine parla di messaggio negativo nei riguardi dei giovani, evocando il celebre videogame Grand Theft Auto, studiato per far vincere chi uccide più personaggi (non ancora persone).
Ma la questione, a ben vedere, è diversa. Proviamo perciò a analizzare questo raccapricciante oggetto di consumo, progettato a fini esclusivamente commerciali e dotato di una fortissima ricaduta sociolologica - basti dire che in una settimana il video ha superato le venti milioni di visite («il che vuoi dire che per 20 milioni di volte la donna è stata appesa a testa in giù, e per 20 milioni di volte è stata affogata in una piscina...».)
Al di là dell'indifferenza nei riguardi dell'orrore, peraltro tipico di molti film splatter, ciò che colpisce è piuttosto l'impressionante sovrapposizione tra violenza e merce. Altrimenti detto: qui la violenza viene «sfruttata» dal marketing! Di norma, una popstar miliardaria, indossando vestiti miliardari, acquisisce nuovi miliardi grazie a una clip. Ma adesso è stato fatto un passo avanti, e i creativi hanno introdotto nuovi elementi: dalla depravazione alla disumanità. Pornografia, misoginia, incitemento alla violence, odio razziale (le criminali sono quasi tutte di colore, mentre la vittima è una pura WASP) sono ingredienti che Bitch non soltanto contiene, «ma addirittura giustifica e glorifica». Inutile dire che lo spettacolo, malgrado l'occhiuta censura statunitense, non è stato vietato ai minori. D'altronde, nel paese di Columbine, perché colpire il libero uso delle armi da fuoco, difeso da tante volenterose lobbies? Morale, anzi. amorale della favola. Tenendo conto che le fan di Rihanna hanno in media 11 o 12 anni, si può immaginare l'effetto di questa poderosa esaltazione della brutalità, degna di una campagna di reclutamento dello Stato Islamico. Oltretutto (quando si dice la fatalità), Rihanna è nota per essere stata picchiata dal compagno - ossia, invertendo i termini, per aver scelto come compagno un tale subumano.
Ma ritorniamo al video: qui il problema non è tanto che «il crimine paga», quanto, affermazione assai più perniciosa, che «il crimine è cool». Basta guardare l'aria di sussiego con cui la carnefice massacra le sue vittime. Il nuovo boia, adesso, viene avanti sdegnoso, come un'indossatrice in passerella. Dopo di che Rihanna passerà alla Siae, per ritirare i diritti d'autore.

*** Valerio MAGRELLI, 1957, poeta, scrittore, saggista, Showbiz impazzito, nel video di Rihanna la tortura è cool, 'Venerdì', 24 luglio 2015