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mercoledì 25 novembre 2015

#VIDEO / Corea del Sud, spietata (Kim Young-ha, intervistato da Junko Terao)

Corea del Sud, spietata 
Intervista allo scrittore sudcoreano Kim Young-ha
Junko Terao, 'internazionale.it', 20 novembre 2015
video, 6min14

“Non è un caso che tra i paesi industrializzati, la Corea del Sud abbia il tasso di suicidi più alto”, dice lo scrittore sudcoreano Kim Young-ha. La divisione del paese, l’eredità del passato, la propaganda, la democrazia: intervista a uno dei più noti romanzieri coreani.

Kim Young-ha è uno degli autori sudcoreani più importanti della generazione nata dopo la guerra di Corea. È anche lo scrittore sudcoreano più conosciuto fuori dal paese. 
L’ultimo suo romanzo pubblicato in Italia è Memorie di un assassino, tradotto da Andrea De Benedittis per Metropoli d’Asia. (dalla presentazione del video)

In Mixtura, 1 altro contributo di Junko Terao qui

domenica 7 giugno 2015

#LINK #POLITICA / Aung San Suu Kyi, la metamorfosi di un premio Nobel (Junko Terao)

Eravamo abituati a vederla come il simbolo della resistenza alla violenza e alle ingiustizie. Fragile e minuta solo in apparenza, dietro il cancello del giardino della bella casa sul lago Inya, a Rangoon, dov’è rimasta confinata per quasi vent’anni fino al 2010. Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace nel 1991, ha sfidato la giunta militare con un coraggio ammirevole e sacrificato gli affetti (un marito e due figli lasciati in Inghilterra) in nome del popolo che suo padre aveva portato verso l’indipendenza, nel 1947, prima di essere assassinato.

Per questo i suoi sostenitori in tutto il mondo sono increduli di fronte al suo silenzio di fronte alla crisi dei migranti rohingya, la minoranza musulmana che vive in Birmania senza cittadinanza né diritti e che fugge dagli attacchi degli estremisti buddisti a bordo di barconi.

Non se ne capacitano i suoi colleghi premi Nobel, il Dalai Lama e Desmond Tutu, che hanno sollecitato un suo intervento in difesa dei rohingya, che probabilmente non arriverà mai. Non se lo spiegano i suoi ammiratori, che in lei avevano riposto le speranze in un paese migliore. L’icona sembra aver lasciato il posto alla leader politica, pragmatica e calcolatrice, che in vista delle elezioni in programma a fine anno preferisce non esprimersi su questioni “sensibili”. (...)

*** Junko TERAO, giornalista, La metamorfosi di Aung San Suu Kyi, 'internazionale.it', 6 giugno 2015

LINK, articolo integrale qui