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domenica 6 dicembre 2020

#MOSQUITO / L'insulsa nozione di 'invidia sociale' (Gad Lerner)

Mi sono autoimposto di non consolarmi ricorrendo all’insulsa nozione di “invidia sociale” che i benestanti amano scaricare addosso a chi sta peggio di loro. Troppo comodo. Vero è che sono spesso i conservatori più retrivi a farne un uso smodato; perché con il pretesto dell’invidia sociale s’illudono di poter liquidare anche la realtà della lotta di classe o, se preferite, del conflitto sociale, ridimensionandola a mera frustrazione psicologica di chi è destinato a star sotto: l’invidia, appunto. 

Mi cascarono le braccia quando perfino Walter Veltroni, giovane promessa del Pci di Berlinguer, divenuto segretario del Partito democratico, nel suo discorso programmatico al Lingotto di Torino fece sua la raccomandazione di guardarsi dal pericolo dell’“invidia sociale”. I benpensanti lo apprezzarono e i ricchi se ne sentirono rassicurati: l’impegno per la giustizia sociale d’ora in poi doveva contemperarsi nella dovuta moderazione. 

Trovo, semmai, che l’invidia sociale sia una categoria concettuale più adatta ai siti di pettegolezzi, dove prevale il gergo romanesco per cui i critici del pensiero dominante anziché invidiosi vengono più volentieri definiti “rosiconi”.

*** Gad LERNER, 1954, giornalista, saggista, conduttore tv, L'infedele, Feltrinelli, 2020

Arend van DAM, 1945
disegnatore olandese

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venerdì 13 novembre 2020

#MOSQUITO / La rivoluzione e il fuocherello (Gad Lerner)

Sapete come vanno queste cose. Uno crede di aver chiuso i conti con la rivoluzione quando ha preso atto che è impossibile e per giunta, se mai l’avessimo fatta, non avrebbe portato niente di buono. Ma non è mica vero che ti metti il cuore in pace. Perché la rivoluzione è anche un fatto interiore, spirituale, un fuocherello che continuerà ad arderti dentro. Come una fede religiosa? A ripensarci, neanche da ragazzo avrei scommesso che la rivoluzione fosse realizzabile. Ma valeva la pena di crederci ugualmente.

*** Gad LERNER, giornalista, saggista, L'infedele, Feltrinelli, 2020


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domenica 19 luglio 2020

#SENZA_TAGLI / Quattro euro l'ora (Gad Lerner)

Giusto scandalizzarsi per le lavoratrici del call center di Taranto pagate 4 euro l'ora. Purché poi ci ricordiamo che questa è la retribuzione di milioni di persone oggi in Italia. Anche nei sottoscala di casa nostra. E anche al servizio delle imprese cosiddette innovative.

*** Gad LERNER, 1954, giornalista, saggista, facebook, 16 luglio 2020, qui


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lunedì 2 settembre 2019

#MEMO / 50 milioni di morti (Gad Lerner)

Ottant’anni fa Hitler diede avvio alla più terribile strage di popoli europei con l’invasione della Polonia. 
Morirono 30 milioni di civili e più di 20 milioni di soldati. 
C’è chi inneggia ancora al suo nome e chi disprezza la convivenza, in questi tempi cinici e incarogniti.

*** Gad LERNER, 1954, giornalista, saggista, facebook, 1 settembre 2019, qui


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sabato 7 febbraio 2015

#VIDEO #TEOLOGIA / Dio esiste? (J. Ratzinger e P. Flores d'Arcais)



Joseph RATZINGER e Paolo FLORES D'ARCAIS
Dio esiste?, incontro pubblico coordinato da Gad LERNER, 21 settembre 2000
video, 2h15min44

Il video è la registrazione del pubblico confronto su verità, fede e ateismo che si svolse a Roma, al teatro Quirino, il 21 settembre del 2000, tra l'allora cardinal Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e Paolo Flores d'Arcais, direttore della rivista 'MicroMega'.
Il dibattito prende spunto dal fascicolo n. 2/2000 di 'MicroMega', che ha toccato le 100 mila copie di vendita: un segnale che la questione di Dio, la sua esistenza o meno, continua a interessa e coinvolgere credenti e atei.
Come indica Gad Lerner nella presentazione del confronto, Joseph Ratzinger e Paolo Flores d'Arcais, così lontani nelle loro convinzioni, hanno una fattore in comune: il rifiuto, intransigente, di una religiosità di comodo, e il bisogno, costante, di misurarsi con la ricerca della 'verità'.
Segnalo, in questo dialogo, l'ottima 'stimolazione' di Gad Lerner: che non manca mai di pungolare i due 'dialoganti' perché stiano sempre il più possibile al merito 'concreto' del tema posto. Spesso il coordinatore di un dibattito è una figura tanto neutrale che rischia di essere insipido, praticamente inesistente: qui non è. E per fortuna, perché la sua voce fornisce un terzo non formale contributo alla discussione e alla riflessione.

Il video supera le 2 ore di visione.
Richiede quindi una disponibilità di tempo, ma soprattutto una volontà di attenzione, non frequenti.
Però, chi è interessato a meditare su una questione tanto cruciale per un'esistenza 'pensata', quindi per una vita non semplicemente sopravvissuta, troverà, in entrambi gli interlocutori, pensieri importanti.
Per capire se e (in particolare) come credere (o non credere).
E per riflettere su come, in una società civile che voglia rispettare l'individuo e la sua coscienza, si debba convivere, nel rispetto di tutti.
Non capita spesso di assistere a incontri di tale profondità.
Quando capita, cervello e anima (di credenti e atei), trovano vero nutrimento. (mf)