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lunedì 10 ottobre 2016

#SENZA_TAGLI / Storia breve dell'ateismo (Raffaele Carcano)

Piccola cronologia degli avvenimenti importanti per l’umanità incredula.

*** Raffaele CARCANO, a cura, segretario Uaar - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, Storia dell’ateismo. qui


In Mixtura altri 2 contributi di Raffaele Carcano qui

mercoledì 10 febbraio 2016

#MOSQUITO / Etica laica, nessun bisogno di credere in Dio (Margherita Hack)

L'etica laica e, in particolare, l'etica degli atei, che non credono in nessuna entità superiore non meglio definita, ma solo nel dato di fatto dell'esistenza della materia che origina le strutture presenti nell'Universo, da cui si originano anche gli esseri viventi, dai più semplici ai più complessi, si basa sul rispetto del prossimo, uomo o animale che sia e può essere riassunta dai comandamenti di Cristo, che certo non era figlio di Dio, ma una delle più grandi figure dell'umanità, che ha preceduto i suoi tempi di molti secoli: "Ama il prossimo tuo come te stesso" e "Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te". Per attenersi a questi comandamenti non c’è bisogno di credere in dio, non lo si fa per la speranza in un al di là in cui non si crede, ma solo per un sentimento di fratellanza universale che deriva dalla nostra comune origine da quella materia che costituisce l’Universo”. 

*** Margherita HACK, 1922-2013, astrofisica, saggista, Fermiamo la nuova 'santa inquisizione', 'socialnews.it', 4 novembre 2009, qui


In Mixtura 1 altro contributo di Margherita Hack qui

sabato 26 dicembre 2015

#RITAGLI / Atei, i 10 comandamenti (linkiesta)

Si tratta di un progetto in crowdsourcing, il Re-think prize: chi voleva riscrivere i comandamenti doveva inviare la sua versione al sito Atheist Mind Humanist Heart (AMHH), dove una giuria di 13 persone (come Gesù + apostoli, per restare in tema), avrebbe scelto i migliori con criteri insindacabili (tra i giudici, come si segnala qui, c’è anche Adam Savage che, per chi non lo sapesse, è un conduttore televisivo americano piuttosto celebre).

(...) ecco i nuovi dieci comandamenti, decisi tra 2.800 proposte, da un’umanità che ha scelto di restare senza Dio:

(1) - Sii di mente aperta, e disposto a cambiare le tue convinzioni di fronte a prove nuove.

(2) - Cerca di capire cosa è, nei limiti della probabilità, la verità, e non di credere a ciò che vorresti che fosse la verità.

(3) - Il metodo scientifico è il mezzo più affidabile per comprendere il mondo della natura.

(4) - Ogni persona ha il diritto di decidere sul proprio corpo.

(5) - Non è necessario che ci sia Dio per essere una buona persona o per vivere una vita piena di significato.

(6) - Pensa sempre alle conseguenze delle tue azioni e riconosci che devi assumerti le responsabilità per ognuna di esse.

(7) - Tratta gli altri come vorresti che gli altri trattassero te, e come vorrebbero essere trattate. Pensa sempre al loro punto di vista.

(8) - Abbiamo la responsabilità di considerare gli altri, anche le future generazioni.

(9) - Non esiste un modo giusto di vivere.

(10) - Lascia il mondo migliore di come lo hai trovato.

*** (non firmato), Basta con la Bibbia: ecco i 10 comandamenti per atei, 'linkiesta', 2 gennaio 2015

LINK articolo integrale qui


mercoledì 15 aprile 2015

#LINK #SOCIETA' / L'ateismo impegnato (Raffaele Carcano)

Un mese fa il 'Guardian' ha pubblicato un lungo attacco all’ateismo militante da parte del noto filosofo John Gray. L’articolo è stato tradotto e pubblicato sull’ultimo numero di 'Internazionale' e merita quindi una replica articolata. (...)
La tesi centrale di Gray è che «l’ateismo militante è un’impresa missionaria che punta a convertire l’umanità a una particolare forma di non credenza». Anche in questo caso non è per niente vero. L’ateismo militante - che forse conosciamo un po’ meglio di lui – si batte affinché ognuno sia se stesso. Altro che convergenza su un pensiero unico: è esattamente il contrario. (...)
L’ateismo e la fede sono entrambi fenomeni complessi che dovrebbero essere affrontati sulla base di evidenze, non con esercizi di stile zeppi di slogan e stereotipi che non consentono alcun salto di qualità al confronto. E questo vale allo stesso modo sia per chi critica gli atei, sia per chi critica le religioni. (...)

LINK(qui)
*** Raffaele CARCANO, segretario Uaar, Unione Atei Agnostici Razionalisti, L'ateismo impegnato nel ritratto di John Gray, blog 'MicroMega', 10 aprile 2013, 

lunedì 2 marzo 2015

#RITAGLI #DIO / Il Dio Alpha (Hector A. Garcia)

(...) Non sono uno storico, ma le evidenze mostrano che le religioni più antiche sono state religioni politeistiche con divinità di entrambi i sessi, spesso ispirate a fenomeni naturali. Più avanti l'organizzazione della società è diventata più complessa, i sistemi di potere hanno sentito l'esigenza di tutelarsi, e così in Medio Oriente è nato il monoteismo, da cui poi si sono evolute le religioni abramitiche. Senza dimenticare che anche Roma e la Grecia non sono state esattamente tolleranti nei confronti del dissenso religioso, pensiamo alle persecuzioni del culto dei Baccanali, dei cristiani, degli ebrei o dei druidi.

[D: In genere si trattava di persecuzioni giustificate dalla necessità di mantenere il potere...]
Esattamente, ma proprio questa è la motivazione di tutte le persecuzioni religiose. 
Noi siamo abituati a leggere la Bibbia senza notarlo, ma lo scrittore Steve Wells si è preso la briga di contare quante sono le persone uccise da Dio durante tutta la narrazione, e si arriva alla cifra di 24 milioni. Per avere un riferimento, le persone uccise da Satana nella stessa narrazione sono 60.

(...) Certamente non mi sogno di dire che la religione generi la violenza. Però la storia ci mostra che spesso i potenti si sono alleati con il dio maschio dominante. E quando nella religione si fa strada la psicologia del maschio dominante, combattere la violenza diventa impossibile. Come si fa a contrastare la volontà dell'essere più potente dell'universo? Come esprimere il dissenso, quando andare contro il volere di dio è considerato blasfemia?

[D: Però nei comandamenti c'è scritto «non uccidere». E almeno formalmente quello del cristianesimo è un dio di pace]
È vero che i comandamenti invitano a non uccidere, e nella Bibbia come in altri testi sacri ci sono precetti moralmente apprezzabili. Ma si riferiscono ai membri della tribù, della comunità, non all'umanità in generale. Anzi, spesso i nemici sono etichettati come non umani, per rendere più accettabile l'idea di sterminarli senza pietà. Pensiamo solo che la prima cosa che fa Mosè quando scende dal Sinai è uccidere tutti quelli che hanno commesso peccati durante la sua assenza. La Bibbia è piena di stragi, rapimenti, stupri. Nel Nuovo Testamento la violenza è meno presente, ma accanto agli inviti alla mitezza non mancano minacce contro i non credenti. Nel Vangelo di Giovanni si legge: «Ogni tralcio che in me non porta frutto, il Padre lo taglia. I tralci che danno frutto li pota perché portino più frutto. Il ramo che non rimane unito alla vite non può dare frutto. Questi rami sono raccolti, gettati nel fuoco e bruciati». D'altronde la Chiesa ha sempre combattuto e sterminato popolazioni in nome di Dio. Pensiamo a quello che è avvenuto in Sud America con i conquistadores.

[D: Un tema che lei sente particolarmente vicino...]
I miei genitori sono arrivati negli Stati Uniti dal Messico scappando dalla rivoluzione messicana. Io sono quello che si definisce un mestizo, le mie origini sono in parte ispaniche e in parte native americane. E questo mi ha portato a riflettere in modo particolare sui conquistadores: alcuni dei miei antenati sono stati costretti a inginocchiarsi di fronte agli uomini della croce, sono stati massacrati e imprigionati, le donne sono state violentate. Si, credo che questa vicenda abbia influenzato il mio modo di guardare alla religione.

(...) [D: Lei sostiene che in qualche modo le divinità che ci siamo creati possono limitare il potenziale umano. In che senso?]
Una delle mistificazioni trasmesse dalla fede è l'idea che la conoscenza sia un peccato: le religioni tendono a sopprimere la cultura, il pensiero critico. In Texas, dove insegno, ci sono molti che non credono nell'evoluzione, il Board of Education ha cercato di inserire nei libri di testo tesi creazioniste. Ma se non riconosco l'evoluzione, come posso spiegare le tendenze violente che ci portiamo dietro dai nostri antenati? Per riuscire a costruire una società più gentile è indispensabile capire da dove veniamo. Questa è una delle maggiori limitazioni imposte dalla religione: credo che battersi per il diritto alla conoscenza sia fondamentale.

(...) Se analizziamo le statistiche, vediamo che le popolazioni più laiche, come i paesi scandinavi o l'Olanda, sono anche quelle che tendono ad avere un'organizzazione sociale più sana, in termini di stabilità politica, assenza di discriminazioni di genere, equità sociale, assistenza sanitaria. Il fatto che le caratteristiche che rendono più sane questa società sembrino in controtendenza rispetto a quelle di una religione che impone, per esempio, la subordinazione delle donne dovrebbe farci riflettere.

(...) [D: Pur denunciando l'intolleranza della religione, lei afferma di non avere niente contro l'idea di far parte di una realtà più grande di noi. Qual è il suo atteggiamento personale in proposito?]
Nella mia famiglia ci sono molti cattolici, alcuni sono atei e altri sono vicini a quella religione della Natura in cui credevano i miei antenati. Io personalmente non mi riconosco in alcuna religione: la cosa più vicina a un sentimento religioso che provo è un senso di unità con il mondo naturale. Ma non credo che questo abbia qualcosa a che vedere con un dio in forma umana, un maschio dominante e punitivo.

*** Hector A. GARCIA, psicologo clinico statunitense, ricercatore presso l'università del Texas, autore di Alpha God. The psychology of religious violence and oppression, Prometheus Book, 2015, intervistato da Paola Emilia Cicerone, estratto da 'Mente & Cervello', marzo 2015.

sabato 7 febbraio 2015

#VIDEO #TEOLOGIA / Dio esiste? (J. Ratzinger e P. Flores d'Arcais)



Joseph RATZINGER e Paolo FLORES D'ARCAIS
Dio esiste?, incontro pubblico coordinato da Gad LERNER, 21 settembre 2000
video, 2h15min44

Il video è la registrazione del pubblico confronto su verità, fede e ateismo che si svolse a Roma, al teatro Quirino, il 21 settembre del 2000, tra l'allora cardinal Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e Paolo Flores d'Arcais, direttore della rivista 'MicroMega'.
Il dibattito prende spunto dal fascicolo n. 2/2000 di 'MicroMega', che ha toccato le 100 mila copie di vendita: un segnale che la questione di Dio, la sua esistenza o meno, continua a interessa e coinvolgere credenti e atei.
Come indica Gad Lerner nella presentazione del confronto, Joseph Ratzinger e Paolo Flores d'Arcais, così lontani nelle loro convinzioni, hanno una fattore in comune: il rifiuto, intransigente, di una religiosità di comodo, e il bisogno, costante, di misurarsi con la ricerca della 'verità'.
Segnalo, in questo dialogo, l'ottima 'stimolazione' di Gad Lerner: che non manca mai di pungolare i due 'dialoganti' perché stiano sempre il più possibile al merito 'concreto' del tema posto. Spesso il coordinatore di un dibattito è una figura tanto neutrale che rischia di essere insipido, praticamente inesistente: qui non è. E per fortuna, perché la sua voce fornisce un terzo non formale contributo alla discussione e alla riflessione.

Il video supera le 2 ore di visione.
Richiede quindi una disponibilità di tempo, ma soprattutto una volontà di attenzione, non frequenti.
Però, chi è interessato a meditare su una questione tanto cruciale per un'esistenza 'pensata', quindi per una vita non semplicemente sopravvissuta, troverà, in entrambi gli interlocutori, pensieri importanti.
Per capire se e (in particolare) come credere (o non credere).
E per riflettere su come, in una società civile che voglia rispettare l'individuo e la sua coscienza, si debba convivere, nel rispetto di tutti.
Non capita spesso di assistere a incontri di tale profondità.
Quando capita, cervello e anima (di credenti e atei), trovano vero nutrimento. (mf)

giovedì 8 gennaio 2015

#EXLIBRIS #RITAGLI / Dio, vita democratica, religione

Finché si proclama e si agisce in proprio nome, la finitezza costituisce per ciascuno un argine alla pulsione di onnipotenza, ma nel Nome di Dio ogni limite svanisce, ogni capriccio si ammanta di dovere assoluto e di obbedienza all’Altissimo, ogni straccio di opinione si tinge del non negoziabile del fanatismo. 
(…)
Lo spazio della vita democratica deve essere ateo esattamente come ateo è il laboratorio della ricerca e sperimentazione scientifica. “Cittadino Primo Console, non ho avuto bisogno di questa ipotesi”, risponde Laplace a Napoleone, che l’aveva apostrofato in tono intimidatorio: “non capisco come non abbiate dato spazio all’azione del Creatore”. Il singolo scienziato può anche essere credente, ma prima di entrare tra le provette o nel sincrotrone appende la sua fede all’attaccapanni, perché in laboratorio valgono solo ipotesi scientifiche ed esperimenti tesi a metterle alla prova. Analogamente il cittadino: non appena esce dalla dimensione dell’individuo privato per partecipare della sovranità nella sfera pubblica, deve lasciare a casa Dio e la fede, per dia-logare con i propri con-cittadini solo sulla base di ciò che li ac-comuna, fatti accertati + logica + valori repubblicani. La parola “Dio” e la parola-di-Dio non devono mai risuonare, neppure in filigrana, nel discorso pubblico, nelle agorà mediatiche, nelle istituzioni. “Non nominare il nome di Dio” è il primo comandamento della convivenza democratica, poiché il pronunciarlo non è mai “invano”, ma già attentato alla democrazia. 
*** Paolo FLORES D'ARCAIS, filosofo, direttore di ‘MicroMega’, "La democrazia ha bisogno di Dio": Falso!, Laterza, 2013



La religione è più profonda di Dio. È una visione del mondo per cui un valore intrinseco e oggettivo permea tutte le cose; l'universo e le sue creature suscitano meraviglia, la vita umana ha uno scopo e il cosmo ha un ordine. Credere in un dio è solo una delle manifestazioni possibili di questa visione del mondo.
*** Ronald DWORKIN, 1931-2013, filosofo e giurista statunitense, Religione senza Dio, Il Mulino, 2014, citato da Corrado Augias, I dubbi di fronte alle certezze degli altri, rubrica 'lettere', 'la Repubblica', 7 gennaio 2015