Visualizzazione post con etichetta atei. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta atei. Mostra tutti i post

venerdì 10 marzo 2017

#VIDEO / Atei, meno razionali di quanto credono (Dominic Johnson)

Gli atei sono meno razionali di quanto credono
Dominic Johnson
'The Guardian', 'internazionale.it', 6 marzo 2017
video 2min06


“Anche chi non crede in dio tende a essere superstizioso”, spiega l’esperto di natura umana Dominic Johnson. “E tutti abbiamo la sensazione di essere osservati e giudicati. Ma l’irrazionalità è importante perché aiuta il buon funzionamento della società”.

Dominic Johnson è direttore di ricerca all’università di Oxford. Il suo campo di studi è incentrato sull’evoluzione, la biologia e la natura umana. Il suo ultimo libro è God is watching you: how the fear of God makes us human (2016). Su Twitter è @DomDPJohnson.
(dalla presentazione)

sabato 26 dicembre 2015

#RITAGLI / Atei, i 10 comandamenti (linkiesta)

Si tratta di un progetto in crowdsourcing, il Re-think prize: chi voleva riscrivere i comandamenti doveva inviare la sua versione al sito Atheist Mind Humanist Heart (AMHH), dove una giuria di 13 persone (come Gesù + apostoli, per restare in tema), avrebbe scelto i migliori con criteri insindacabili (tra i giudici, come si segnala qui, c’è anche Adam Savage che, per chi non lo sapesse, è un conduttore televisivo americano piuttosto celebre).

(...) ecco i nuovi dieci comandamenti, decisi tra 2.800 proposte, da un’umanità che ha scelto di restare senza Dio:

(1) - Sii di mente aperta, e disposto a cambiare le tue convinzioni di fronte a prove nuove.

(2) - Cerca di capire cosa è, nei limiti della probabilità, la verità, e non di credere a ciò che vorresti che fosse la verità.

(3) - Il metodo scientifico è il mezzo più affidabile per comprendere il mondo della natura.

(4) - Ogni persona ha il diritto di decidere sul proprio corpo.

(5) - Non è necessario che ci sia Dio per essere una buona persona o per vivere una vita piena di significato.

(6) - Pensa sempre alle conseguenze delle tue azioni e riconosci che devi assumerti le responsabilità per ognuna di esse.

(7) - Tratta gli altri come vorresti che gli altri trattassero te, e come vorrebbero essere trattate. Pensa sempre al loro punto di vista.

(8) - Abbiamo la responsabilità di considerare gli altri, anche le future generazioni.

(9) - Non esiste un modo giusto di vivere.

(10) - Lascia il mondo migliore di come lo hai trovato.

*** (non firmato), Basta con la Bibbia: ecco i 10 comandamenti per atei, 'linkiesta', 2 gennaio 2015

LINK articolo integrale qui


sabato 28 novembre 2015

#MOSQUITO / Atei, non è cristiano chi nega la loro capacità etica (Enzo Bianchi)

Mi fa soffrire quando si nega la capacità di un’etica a chi non ha la fede, perché questa è una contraddizione con il Cristianesimo. Il Cristianesimo, dal momento che dice che l’uomo è fatto e creato a immagine e somiglianza di Dio, afferma che l’uomo è capace di pensare il bene e di vedere ciò che è male. Di conseguenza, l’uomo è capace di etica anche senza la fede, e anche senza la fede cristiana. La fede non si impone, quando lo si fa, si prevarica. San Paolo dice addirittura: «Voi fate di tutto perché la parola di Dio corra, ma attenzione, non di tutti è la fede». Questo noi dobbiamo accettarlo. Guai se uno pensa di possedere la verità. 

*** Enzo BIANCHI, priore di Bose, intervista a Fabio Fazio, Che tempo che fa, citato da Enzo Biagi, giornalista e scrittore, Quello che non si doveva dire, con Loris Mazzetti, Rcs Rizzoli, Milano, 2006.

In Mixtura altri 3 contributi di Enzo Bianchi qui

sabato 7 novembre 2015

#RITAGLI / Atei, i bambini sono più generosi e altruisti (Agnese Ananasso)

Uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology su un campione di 1.170 bambini, d'età compresa tra i cinque e i 12 anni, di sei Paesi (Canada, Cina, Giordania, Stati Uniti, Turchia, Sudafrica)

La generosità e l'altruismo non si imparano grazie alla fede e alla religione. 
Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista scientifica 'Current Biology,' condotto su un campione di 1.170 bambini, d'età compresa tra i cinque e i 12 anni, di sei Paesi (Canada, Cina, Giordania, Stati Uniti, Turchia, Sudafrica). Scopo della ricerca, guidata da Jean Decety del Dipartimento di psicologia dell'Università di Chicago, era quello di misurare se e come la religione incidesse sui comportamenti cosiddetti "prosociali", ossia volti al bene degli altri senza attendersi una ricompensa.

Probabilmente la Fondazione americana John Templeton, di ispirazione cristiana, che ha finanziato lo studio, non sia aspettava un risultato del genere, che rimettesse in discussione il concetto di moralità basata sulla religione. "I dati rimettono in discussione il fatto che la religione sarebbe vitale per lo sviluppo morale" concludono i ricercatori "e supportano l'idea che la secolarizzazione del discorso morale non diminuirà il livello di  bontà umana, anzi, sarà tutto il contrario". (...)

Ebbene, i piccoli religiosi si sono dimostrati più inflessibili dei non credenti, scegliendo punizioni più pesanti. I più intransigenti sono risultati i musulmani.

L'altro aspetto analizzato dall'indagine è stato quello della generosità. Il test è stato molto semplice, basato sul "gioco del dittatore": a ognuno dei bambini è stato chiesto di scegliere dieci figurine adesive in un mazzetto di trenta, precisando che non ci sarebbe stato il tempo per distribuirle a tutti gli altri. I ricercatori hanno poi chiesto loro se sarebbero stati disposti a cederne alcune ai compagni meno fortunati. Un primo dato interessante e già emerso da precedenti ricerche, è stato che il numero delle figurine regalate aumentava con l'età. L'altro è stato che i piccoli atei sono risultati i più generosi. Non solo, sono stati proprio quelli più credenti a dimostrarsi meno propensi a staccarsi dalle proprie figurine, indipendentemente dalla loro collocazione geografica.

Jean Decety, francese di nascita e americano d'adozione, sottolinea come, specialmente negli Stati Uniti, sia praticamente impossibile per chi si dichiara non credente accedere a cariche di potere, soprattutto se elettive "perché immediatamente nasce il sospetto di essere immorali o amorali". Ma stando ai risultati di questa ricerca sarebbe proprio il contrario. E cerca di dare, insieme ai colleghi, una spiegazione ai comportamenti riscontrati: è come se si creasse una sorta di alibi, una "licenza morale", per cui già il fatto di seguire i dettami di una religione sia in sé indice di bontà, autorizzando così inconsciamente i "fedeli" a un maggiore egoismo nella vita di tutti i giorni, nei piccoli gesti quotidiani, in cui il piccolo gesto di generosità e bontà non viene riconosciuto, se non dalla persona che lo riceve.

*** Agnese ANANASSO, giornalista, "I bambini atei sono più altruisti di quelli religiosi", 'repubblica.it'. 6 novembre 2015

LINK, articolo integrale qui

lunedì 20 aprile 2015

#LINK / Tutti più monoteisti. E un po' più atei... (Marco Ventura)

(... ) I cristiani scenderanno di 10 punti percentuali e diventeranno il 65% della popolazione complessiva, con percentuali minori in Svezia (52%), Regno Unito (45%), Francia (43%), Paesi Bassi (40%) e Repubblica Ceca (19%). 
La quota persa dai cristiani verrà divisa tra non affiliati, musulmani e in piccola parte indù e buddhisti. 
Cresceranno di 5 punti percentuali i non affiliati, ovvero coloro che dichiarano di non appartenere ad alcuna Chiesa o religione. Costoro saliranno a quasi un quarto della popolazione europea, con picchi del 49% nei Paesi Bassi, del 44% in Francia, del 39% nel Regno Unito, del 30% in Germania e in Svizzera. 
I musulmani passeranno dal 6% odierno al 10% (un incremento del 63%), con picchi del 12% in Belgio e Svezia, il Paese con la massima crescita di popolazione musulmana nel periodo considerato, e dell’ 11% in Francia e Regno Unito. (...)

*** Marco VENTURA, giornalista, Diventeremo un po' più monoteisti. Lo studio dell'istituto Pew, 'La Lettura', 19 aprile 2015, 
LINK, qui 

Il rapporto, in inglese, del Pew Research Center, The Future of World Religions: Population Growth Projections, 2010-2050, lo trovate qui

venerdì 3 aprile 2015

#RITAGLI / Festività di 'precetto' e gli atei (Uaar)

... i non credenti non hanno feste obbligatorie, “precetti” da rispettare. E ogni festa può essere occasione… per far festa, stare insieme ai propri cari, rinsaldare rapporti umani. (...) 

Non c’è un atteggiamento che li accomuni. Anzi, è proprio questa l’unica cosa che li accomuna: l’avere la possibilità di scegliere se e come festeggiare. Perché l’autodeterminazione non è soltanto un principio che cercano di affermare giuridicamente, ma anche una condizione inevitabile del loro non avere alcun dogma o precetto da rispettare. 

Il mondo degli atei e degli agnostici è ricco di soluzioni, perché essere increduli costituisce un gigantesco moltiplicatore di occasioni per mettere in moto la propria creatività. 

*** Uaar, redazione di 'A ragion veduta', estratto da Il senso degli atei per le feste, 25 dicembre 2012, http://bit.ly/19Liz3W