O ragazza dalle guance di pesca, O ragazza dalle guance d’aurora, Io spero che a narrarti riesca La mia vita all’età che tu hai ora. Coprifuoco: la truppa tedesca La città dominava. Siam pronti. Chi non vuole chinare la testa Con noi prenda la strada dei monti. Silenziosi sugli aghi di pino, Su spinosi ricci di castagna, Una squadra nel buio mattino Discendeva l’oscura montagna. La speranza era nostra compagna Ad assaltar caposaldi nemici Conquistandoci l’armi in battaglia Scalzi e laceri eppure felici. Avevamo vent’anni e oltre il ponte Oltre il ponte che è in mano nemica Vedevam l’altra riva, la vita, Tutto il bene del mondo oltre il ponte. Tutto il male avevamo di fronte, Tutto il bene avevamo nel cuore, A vent’anni la vita è oltre il ponte, Oltre il fuoco comincia l’amore. Non è detto che fossimo santi, L’eroismo non è sovrumano, Corri, abbassati, dài, balza avanti, Ogni passo che fai non è vano. Vedevamo a portata di mano, Dietro il tronco, il cespuglio, il canneto, L’avvenire d’un mondo più umano E più giusto, più libero e lieto. Avevamo vent’anni e oltre il ponte Oltre il ponte che è in mano nemica Vedevam l’altra riva, la vita, Tutto il bene del mondo oltre il ponte. Tutto il male avevamo di fronte, Tutto il bene avevamo nel cuore, A vent’anni la vita è oltre il ponte, Oltre il fuoco comincia l’amore. Ormai tutti han famiglia, hanno figli, Che non sanno la storia di ieri. lo son solo e passeggio tra i tigli Con te, cara, che allora non c’eri. E vorrei che quei nostri pensieri, Quelle nostre speranze d’allora, Rivivessero in quel che tu speri, O ragazza color dell’aurora. Avevamo vent’anni e oltre il ponte Oltre il ponte che è in mano nemica Vedevam l’altra riva, la vita, Tutto il bene del mondo oltre il ponte. Tutto il male avevamo di fronte, Tutto il bene avevamo nel cuore, A vent’anni la vita è oltre il ponte, Oltre il fuoco comincia l’amore. In Mixtura i contributi di Italo Calvino qui In Mixtura ark Musiche&Testi qui
Versione spagnola del canto La Lega (Sebben che siamo donne)
'antiwarsongs.org',qui El dia 8 de marzo
8 marzo 2018
youtube, 24 febbraio 2018 video 3min01
Haremos una huelga
Con todas las mujeres La calle será nuestra Abuelas, estudiantes Heteros, trans, bolleras Diversas y migrantes Vamos juntas a la huelga O li oli olá La huelga vencerá Es la huelga feminista Es la huelga feminista O lí olí olá A la huelga general Este mundo no nos gusta Y lo vamos a cambiar Los recursos de la tierra Están hechos una mierda Ellos practican la usura Pa nosotras más basura Pararemos el consumo Que deja pobreza y humo Porque somos feministas Anticapitalistas. O li oli olá La huelga vencerá Es la huelga feminista Es la huelga feminista O lí olí olá A la huelga general Este mundo no nos gusta Y lo vamos a cambiar Si cualquiera en la familia Hoy quiere comer tortilla O le duele la barriga Es la menda quien concilia. Pararemos los cuidados Mazo de horas de trabajo A ver si te enteras pollo Que sin ellos vas al hoyo O li oli olá La huelga vencerá Es la huelga feminista Es la huelga feminista O lí olí olá A la huelga general Este mundo no nos gusta Y lo vamos a cambiar Cuando al fin tengo un empleo Es precario y esta lejos Gano la mitad del sueldo Que cobra mi compañero El 8 no voy al curro A la uni al instituto No limpio ni gasto un duro Sin nosotras para el mundo O li oli olá La huelga vencerá Es la huelga feminista Es la huelga feminista O lí olí olá A la huelga general Este mundo no nos gusta Y lo vamos a cambiar Violaciones, malos tratos Acosos con disimulo Insultos y vejaciones No me toques más el culo Pararemos la violencia No aceptamos ni una menos Nuestros cuerpos no son suyos Y es que vivas nos queremos O li oli olá La huelga vencerá Es la huelga feminista Es la huelga feminista O lí olí olá A la huelga general Este mundo no nos gusta Y lo vamos a cambiar
Traduzione Il giorno 8 di marzo faremo uno sciopero con tutte le donne la strada sarà nostra. Nonne, studenti Etero, trans, lesbiche Diversi e migranti Andiamo allo sciopero insieme O li oli olá Lo sciopero vincerà È lo sciopero femminista È lo sciopero femminista O olí olá Allo sciopero generale Non ci piace questo mondo E lo andiamo a cambiare Le risorse della terra si sono fatte una merda Loro praticano l'usura Per noi più spazzatura Fermeremo il consumo che lascia povertà e fumo Perché siamo femministe Anticapitaliste. O li oli olá Lo sciopero vincerà È lo sciopero femminista È lo sciopero femminista O olí olá Allo sciopero generale Non ci piace questo mondo E andiamo a cambiarlo Se qualcuno in famiglia Oggi vuole mangiare la tortilla O le fa male la pancia È la solita fessa che mette d''accordo. Interromperemo le cure un mazzo di ore di lavoro Vediamo se capisci Che senza di loro vai in buca O li oli olá Lo sciopero vincerà È lo sciopero femminista È lo sciopero femminista O olí olá Allo sciopero generale Non ci piace questo mondo E lo cambieremo Quando finalmente ho un lavoro È precario e lontano Guadagno la metà dello stipendio del mio compagno L'8 non vado a lavorare all'università o a scuola Non pulisco e non spendo un soldo Senza di noi in giro per il mondo O li oli olá Lo sciopero vincerà È lo sciopero femminista È lo sciopero femminista O olí olá Allo sciopero generale Non ci piace questo mondo E lo adiamo a cambiare Violenze, maltrattamenti Molestie dissimulate Insulti e vessazioni Non toccarmi più il culo Fermeremo la violenza Non ne accettiamo una di meno I nostri corpi non sono suoi E chiediamo di restare vive O li oli olá Lo sciopero vincerà È lo sciopero femminista È lo sciopero femminista O olí olá Allo sciopero generale Non ci piace questo mondo E lo andiamo a cambiare In Mixtura #Musiche&Testi qui
artista e attivista di origini israeliano-canadesi
youtube, 15 novembre 2016
video, 5min20
La canzone Prayer of the Mothers è nata a seguito di un’alleanza tra la cantautrice Yael Deckelbaum e un gruppo di donne coraggiose che guidano il movimento di Women Wage Peace.
Il movimento è sorto nell’estate 2014 durante l’escalation di violenze tra israeliani e palestinesi e l’operazione militare «Tzuk Eitan».
Il 4 ottobre 2016 le donne ebree e arabe hanno iniziato con il progetto congiunto «March of Hope».
Migliaia di donne hanno marciato dal Nord di Israele a Gerusalemme in un appello per la pace. Una chiamata che ha raggiunto il suo culmine il 19 ottobre, in una marcia di almeno 4.000 donne, metà delle quali palestinesi e metà israeliane, a Qasr el Yahud (sul Mar Morto settentrionale).
La stessa sera 15.000 donne hanno protestato davanti alla casa dei primi ministri a Gerusalemme.
Le marce sono state raggiunte dal premio Nobel per la pace Leymah Gbowee, che si è contraddistinta come leader portando alla conclusione la Seconda Guerra Civile Liberiana nel 2003, coadiuvata dalla forza congiunta delle donne.
Nella canzone, Yael ha combinato una registrazione di Leymah con un video pubblicato su YouTube in cui aveva espresso le sue benedizioni al movimento. (qui)
La stanza ad Indianapolis è buia ma ricordo ricordo il tuono e il pubblico e un universo sordo poi che mi vien da ridere e faccio per alzarmi che oggi devo correre e sto facendo tardi poi che mi guardo e vedo ma ci son le stelle fuori e un mare di colori E se non potrò correre e nemmeno camminare imparerò a volare imparerò a volare Se partirai per Itaca ti aspetta un lungo viaggio un mare che ti spazza via i remi del coraggio la vela che si strappa e il cielo in tutto il suo furore però per navigare solo ragazzo, basta il cuore qui si tratta di vivere non di arrivare primo e al diavolo il destino E se non potrai correre e nemmeno camminare ti insegnerò a volare ti insegnerò a volare Mica si dice inverno se vien giù quel po' di neve mica finisce il giorno se di notte il sogno è breve questa vita è una donna che ti ama come sei questa vita è un amore che non ti tradisce mai questo venire al mondo è stato un gran colpo di culo pensa se non nascevi E se non potrai correre e nemmeno camminare ti insegnerò a volare ti insegnerò a volare Mica son le stelle a farlo e i santi men che meno te lo fai tu il destino e se non potrai correre e nemmeno camminare ti insegnerò a volare ti insegnerò a volare
In Mixtura i contributi di Roberto Vecchioni qui In Mixtura i contributi di Francesco Guccini qui In Mixtura ark #Musiche&Testi qui
MANNOIA Non è un film quello che scorre intorno che vediamo ogni ogni giorno che giriamo distogliendo lo sguardo. Non è un film e non sono comparse le persone disperse sospese e diverse tra noi e lo sfondo, e il resto del mondo che attraversa il confine ma il confine è rotondo si sposta man mano che muoviamo lo sguardo ci sembra lontano perché siamo in ritardo, perenne, costante, ne basta un istante, a un passo dal centro è già troppo distante, a un passo dal mare è già troppo battaglia, ad un passo da qui era tutta campagna. Oggi tutto è diverso una vita mai vista questo qui non è un film e non sei protagonista, puoi chiamare lo stop ma non sei il regista ti puoi credere al top ma sei in fondo alla lista NATTY FRED: [aprite le frontiere...] MANNOIA questo non è un film e le nostre belle case non corrono il pericolo di essere invase, non è un armata aliena sbarcata sulla terra, non sono extraterrestri che ci dichiaran guerra, son solamente uomini che varcano i confini, uomini con donne vecchi con bambini, poveri con poveri che scappan dalla fame gli uni sopra gli altri per intere settimane come in carri bestiame in un viaggio nel deserto rincorrono una via in balia dell'incerto per rimanere liberi costretti a farsi schiavi stipati nelle stive di disastronavi come i nostri avi contro i mostri e i draghi in un viaggio nell'inferno che prenoti e paghi sopravvivi o neghi questo il confine perché non è un film non c'è lieto fine INSIEME: scegli da che parte stare, dalla parte di chi spinge, scegli da che parte stare, dalla parte del mare NATTY FRED: [Vivevo felice nella mia terra non avevo bisogno di niente e di nessuno...]
FRANKY HI-NRG: questo sembra un film di quelli terrificanti dalla Transilvania non arrivano vampiri ma badanti, da Santo Domingo non profughi o zombie, ma ragazze condannate a qualcuno che le trombi dalle Filippine colf pure dal Bangladesh dalla Bielorussia solo carne da lap dance scappano per soddisfare vizi e sfizi nostri loro son le prede noi siamo i mostri loro la pietanza noi i commensali e se loro son gli avanzi noi siam peggio dei maiali pronti a divorare a sazietà ma pronti a lamentarci per la puzza della varia umanità che ci occorre, ci soccorre, ci sostenta questo non è un film ma vedrai che lo diventa tu stai attento e tienti pronto che al momento di girare i buoni vincon sempre, scegli da che parte stare. NATTY FRED: [un tempo ti sei fatto grande davanti ai miei occhi mentre io diventavo sempre più piccolo sono diventato la tua proprietà la nostra diversità non può innalzare un mura tra noi ora sono io che voglio venire da te ho la consapevolezza che sfidare il mare mi potrà portare alla morte ma il desiderio di guadagnarmi un domani migliore mi costringe a rischiare la vita aprite le frontiere] INSIEME: scegli da che parte stare, dalla parte di chi spinge, scegli da che parte stare, dalla parte del mare NATTY FREDDY: [Aprite le frontiere...] INSIEME: scegli da che parte stare, dalla parte di chi spinge, scegli da che parte stare, dalla parte del mare NATTY FREDDY: [Aprite le frontiere...] INSIEME: scegli da che parte stare, dalla parte di chi spinge, scegli da che parte stare, dalla parte del mare NATTY FREDDY: [Aprite le frontiere...] In Mixtura i contributi di Mannoia qui In Mixtura ark #Musiche&Testi qui
Ho sedici anni Ma è già da più di dieci Che vivo in un carcere Nessun reato commesso là Fuori Fui condannato ben prima di nascere Costretto a rimanere seduto per ore Immobile e muto per ore Io, che ero argento vivo Signore Che ero argento vivo E qui dentro si muore. Questa prigione corregge e Prepara una vita Che non esiste più da Almeno vent’anni A volte penso di farla finita E a volte penso che dovrei vendicarmi Però la sera mi rimandano a casa Lo sai Perché io possa ricongiungermi a tutti i miei cari Come se casa non fosse una gabbia anche lei E la famiglia non fossero i domiciliari Ho sedici anni ma è già da più di dieci Che vivo in un carcere Nessun reato commesso là Fuori Fui condannato ben prima di nascere E il tempo scorre di lato ma Non lo guardo nemmeno E mi mantengo sedato per Non sentire nessuno Tengo la musica al massimo E volo Che con la musica al massimo Rimango solo E mi ripetono sempre che devo darmi da fare Perché alla fine si esce e non saprei dove andare Ma non capiscono un cazzo, no Io non mi ci riconosco E non li voglio imitare Avete preso un bambino che Non stava mai fermo L’avete messo da solo Davanti a uno schermo E adesso vi domandate se sia normale Se il solo mondo che apprezzo È un mondo Virtuale Io che ero argento vivo Dottore Io così agitato, così sbagliato Con così poca attenzione Ma mi avete curato E adesso Mi resta solo il rancore Ho sedici anni Ma è già più di dieci Che ho smesso di credere Che ci sia ancora qualcosa là Fuori E voi lasciatemi perdere Così facile da spiegare Come si nuota in mare Ma è una bugia, non si può imparare A attraversare Quel che sarò Nella testa girano pensieri Che io non spengo Non è uno schermo Non interagiscono se li tocchi Nella tasca un apparecchio Specchio di quest’inferno Dove viaggio, dove vivo, dove mangio Con gli occhi Sono fiori e scarabocchi in un quaderno Uno zaino come palla al piede Un’aula come cella Suonerà come un richiamo Paterno il mio nome dentro l’appello E come una voce materna la Campanella suonerà È un mondo nato dall’arte Per questo artificiale In fondo è un mondo Virtuoso Forse per questo virtuale Non è una specie a renderlo Speciale E dicono Che tanto è un movimento Chimico Un fatto mentale Io che non mentivo Che ringraziavo ad ogni mio Respiro Ad ogni bivio, ad ogni brivido Della natura Io che ero argento vivo in Questo mondo vampiro Mercurio liquido se leggi la Nomenclatura. Ho, sedici anni ma già da Più di dieci vivo in un Carcere E c’è un equivoco nella Struttura E fingono ci sia una cura Un farmaco ma su misura E parlano parlano parlano Parlano Mentre mio padre mi spiega Perché è importante studiare Mentre mia madre annega Nelle sue stesse parole Tengo la musica al massimo Ancora Ma non capiscono un cazzo, no E allora Ti dico un trucco per Comunicare Trattare il mondo intero Come un bambino distratto Con un bambino distratto Davvero È normale Che sia più facile spegnere Che cercare un contatto Io che ero argento vivo Signore Io così agitato Così sbagliato Da continuare a pagare in Un modo esemplare Qualcosa che non ricordo di Avere mai fatto Ho sedici anni Ho sedici anni e vivo in un carcere Se c’è un reato commesso là Fuori È stato quello di nascere In Mixtura i contributi di Daniele Silvestri qui In Mixtura ark #Musiche&Testi qui
Sono questi i vuoti d'aria questi vuoti di felicità queste assurde convinzioni tutte queste distrazioni a farci perdere sono come buchi neri questi buchi nei pensieri si fa finta di niente lo facciamo da sempre ci si dimentica che ognuno ha la sua parte in questa grande scena che ognuno ha i suoi diritti e ognuno ha la sua schiena per sopportare il peso di ogni scelta il peso di ogni passo il peso del coraggio E ho capito che non sempre il tempo cura le ferite che sono sempre meno le persone amiche che non esiste resa senza pentimento che quello che mi aspetto è solo quello che pretendo e ho imparato ad accettare che gli affetti tradiscono che gli amori anche i più grandi poi finisconoche non c'è niente di sbagliato in un perdono che se non sbaglio non capisco io chi sono Sono queste devozioni queste manie di superiorità c'è chi fa ancora la guerra chi non conosce vergogna chi si dimentica che ognuno ha la sua parte in questa grande scena che ognuno ha i suoi diritti e ognuno ha la sua schiena per sopportare il peso di ogni scelta il peso di ogni passo il peso del coraggio E ho capito che non serve il tempo alle ferite che sono sempre meno le persone unite che non esiste aziona senza conseguenza chi ha torto chi ha ragione quando un bambino muore e allora stiamo ancora zitti perché così ci preferiscono tutti zitti come cani che obbediscono ci vorrebbe più rispetto ci vorrebbe più attenzione se si parla della vita se parliamo di persone Siamo il silenzio che resta dopo le parole siamo la voce che può arrivare dove vuole siamo il confine della nostra libertà siamo noi l'umanità siamo il diritto di cambiare tutto e di ricominciare ricominciare Ognuno ha la sua parte in questa grande scena ognuno ha i suoi diritti e ognuno ha la sua schiena per sopportare il peso di ogni scelta il peso di ogni passo il peso del coraggio il peso del coraggio
In mixtura i contributi di Fiorella Mannoia qui In Mixtura ark Musiche&Testi qui
A Change is Gonna Come nasce da una serie di circostanze che investirono la vita di Sam Cooke nel 1963.
Il confronto con alcuni studenti impegnati in una manifestazione per i diritti civili, a Durham nel North Carolina; la morte del figlio Vincent, appena diciottenne, avvenuta nel giugno dello stesso anno; l’arresto subìto in ottobre a Shreveport, in Louisiana, per il solo fatto di aver chiesto una stanza in un motel “per soli bianchi”; l’ascolto di Blowin’ in the wind di Bob Dylan… tutti questi fatti determinarono l’urgenza di Cooke di esprimere un concetto molto chiaro: non sappiamo cosa ci sia dopo la morte e, proprio per questo, ad ogni essere umano deve essere garantita giustizia, una vita degna su questa terra. Dylan chiedeva: "how many years can some people exist, before they're allowed to be free?". Cooke rispose: “Soon”. “A change is gonna come”.
La canzone fu registrata il 21 dicembre 1963, ma la RCA, disturbata dal suo esplicito messaggio politico, la mise da parte.
L’11 dicembre 1964, Sam Cooke fu ucciso in un motel di Los Angeles, in circostanze mai del tutto chiarite. Solo a questo punto la RCA si decise a pubblicare A Change is Gonna Come, che divenne subito l’inno del Movimento per i Diritti Civili.
I was born by the river in a little tent Oh just like that river I've been running ever since It's been a long time coming But I know a change is gonna come, oh yes it will It's been too hard living, but I'm afraid to die Cos I don't know what's out there beyond the sky It's been a long, a long time coming But I know a change is gonna come, oh yes it will I go to the movie and I go downtown somebody keep telling me don't hang around It's been a long, a long time coming But I know a change is gonna come, oh yes it will Then I go to see my brother And I say "Brother, help me please" And he just winds up knockin' me Back down on my knees Oh There been times when I thought I couldn't last for long But now I think I'm able to carry on It's been a long, been a long time coming But I know a change is gonna come, oh yes it will
° ° ° Ci sarà un cambiamento, traduzione di Riccardo Venturi (qui)
Sono nato sul fiume in una piccola tenda
Oh, proprio quel fiume che da allora sto percorrendo
Ed è passato tanto di quel tempo
Ma so che ci sarà un cambiamento, sì che ci sarà
La vita è stata durissima, ma ho paura di morire
Perché non so che c’è lassù oltre il cielo
Ed è passato tanto, tanto di quel tempo
Ma so che ci sarà un cambiamento, sì che ci sarà
Vado al cinema e qualche volta in centro, qualcuno mi dice di non stare a gironzolare
Ed è passato tanto, tanto di quel tempo
Ma so che ci sarà un cambiamento, sì che ci sarà
Poi vado da mio fratello
e gli dico: Fratello, aiutami, ti prego
Ma lui finisce soltanto
per mettermi ancor più in ginocchio
Oh
In dei momenti ho pensato che non ce l’avrei fatta a lungo
Ma ora penso di poter resistere
Ed è passato tanto, ma tanto di quel tempo
Ma so che ci sarà un cambiamento, sì che ci sarà.
Soffocherò dentro di me il bisogno di urlare e i dubbi che ho lei mi vuole così, questo è il ruolo per me condannato a distinguermi per calma e virtù se non esce fuori adesso rischia di distruggermi ma non solo con il sangue si può esprimere la mia rabbia di non aver coraggio mi fa rabbia non riuscire ad esprimere la mia rabbia di dover fare il saggio senza rabbia ma sempre impassibile Sorriderò anche quando non mi va perché è quello che lei si aspetta da me nasconderò la presunzione che ho educato da sempre ad una falsa umiltà vorrei però non posso vorrei tanto dirtelo che sto male non riesco più a nascondere la mia rabbia di non aver coraggio mi fa rabbia non riuscire ad esprimere la mia rabbia per dover fare il saggio senza rabbia ma sempre impassibile sempre impassibile mi fa rabbia non aver coraggio senza rabbia io sempre impassibile sempre impassibile In Mixtura i contributi di Niccolò Fabi qui In Mixtura ark #Musiche&Testi qui
Sorry Is all that you can say Years gone by and still Words don't come easily Like sorry, like sorry Forgive me Is all that you can say Years gone by and still Words don't come easily Like forgive, me forgive me But you can say baby Baby can I hold you tonight Maybe if I told you the right words At the right time, you'd be mine I love you Is all that you can say Years gone by and still Words don't come easily Like I love you, I love you But you can say baby Baby can I hold you tonight Maybe if I told you the right words At the right time, you'd be mine Baby can I hold you tonight Maybe if I told you the right words At the right time, you'd be mine You'd be mine
You'd be mine
(Testo originale qui) Scusa È tutto ciò che non riesci a dire Gli anni passano e comunque Le parole non vengono facilmente Come scusa Come scusa Perdonami È tutto ciò che non riesci a dire Gli anni passano e comunque Le parole non vengono facilmente Come perdonami Perdonami Ma tu puoi dirlo, piccola Piccola, posso abbracciarti stanotte? Forse se ti avessi detto le parole giuste Nel momento giusto Saresti mia... Ti amo È tutto ciò che non riesci a dire Gli anni passano e comunque Le parole non vengono facilmente Come ti amo Ti amo Ma tu puoi dirlo, piccola Piccola, posso abbracciarti stanotte? Forse se ti avessi detto le parole giuste Nel momento giusto Saresti mia... Piccola, posso abbracciarti stanotte? Forse se ti avessi detto le parole giuste Nel momento giusto Saresti mia... Saresti mia... Saresti mia...
(traduzione qui)
In Mixtura i contributi di Tracy Chapman qui In Mixtura ark #Musiche&Testi qui
Porta Romana bella, porta Romana, ci stan le ragazzine che te la danno, ci stan le ragazzine che te la danno: prima la buonasera e poi la mano. E gettami giù la giacca ed il coltello che voglio vendicare il mio fratello, e voglio vendicare il mio fratello, e gettami giù la giacca ed il coltello. La via a San Vittore l'è tuta sasi, l'ho fatta l'altra sera a pugni e schiaffi. L'ho fatta l'altra sera a pugni e schiaffi. la via a San Vittore l'è tuta sasi. La via Filangeri l'è un gran serraglio, la bestia più feroce l'è 'l commissario. La bestia più feroce l'è 'l commissario, la via Filangeri l'è un gran serraglio. In via Filangeri gh'é una campana: 'gni volta che la sona l'è 'na cundana. 'Gni volta che la sona l'è 'na cundana, in via Filangeri gh'é una campana. Prima faceva il ladro e poi la spia, e adesso è delegato di Polizia. E adesso è delegato di Polizia, prima faceva il ladro e poi la spia. O luna che rischiari le quattro mura: rischiara la mia cella ch'è tanto scura, rischiara la mia cella ch'è tetra e nera; la gioventù più bella morì in galera. O luna, luna, luna che fai la spia: bacia la donna d'altri, ma non la mia. Amore, amore, amore, amore un corno, di giorno mangio e bevo, di notte dormo. Ci sono tre parole in fondo al cuore: la gioventù, la mamma ed il primo amore. La gioventù la passa, la mamma muore e restet cume un pirla col primo amore. Porta Romana bella, porta Romana, ci stan le ragazzine che te la danno, ci stan le ragazzine che te la danno: prima la buonasera e poi la mano. In Mixtura i contributi di Lucio Dalla qui In Mixtura i contributi di Francesco Guccini qui In Mixtura i contributi di Roberto Vecchioni qui In Mixtura ark #Musiche&Testi qui
Sai, c’è un fascista in me, io non vorrei, ma c’è, sta nascosto, spesso dorme ma poi se la prende coi deboli. Mi fa paura l’italiano che che ha sempre un fascista in sé represso, ma però c’è. Questo è un paese che E’ tollerante se Se tutto quanto va bene assai, ma se c’è crisi allora sono guai, perché se si spaventa scoprirà di avere un fascista in sé. Sì, c’è un fascista in me! E se alla macchina ti si avvicina un lavavetri beh certo, sicuro tu lo fai cacciare dal fascista che c’è in te. Sai io ho capito ormai che appena vede i guai ogni italiano si ricorda che che ha un fascista in sé. E’ triste ammetter che sì c’è un fascista in me più di un fascista in me.
In Mixtura i contributi di Maurizio Crozza qui In Mixtura ark #Musiche&Testi qui
Everything must change Nothing stays the same Everyone will change No one stays the same The young become the old And mysteries unfold 'Cause that's the way of time Nothing and no one goes unchanged There are not many things in this life That you can be sure of Except the rain comes from the clouds The sun lights up the sky And hummingbirds do fly Winter turns to spring A wounded heart will heal But never much too soon Yes, everything will change 'Cause there are not many things in this life That you can be sure of Except the rain comes from the clouds The sun lights up the sky And hummingbirds do fly Rain comes from the clouds sun lights up the sky And hummingbirds do fly Rain comes from the clouds sun lights up the sky And hummingbirds do fly Rain... in the sun... hummingbirds Except the rain... in the sun And music makes.... me cry
Traduzione Tutto deve cambiare Niente resta uguale Tutti cambieranno Nessuno rimane uguale I giovani diventano vecchi E i misteri si svelano Perché questo è il modo del tempo Niente e nessuno rimane invariato Non ci sono molte cose in questa vita Di cui puoi essere sicuro Tranne che la pioggia viene dalle nuvole Il sole illumina il cielo E i colibrì volano Tranne che l'inverno ritorna primavera Un cuore ferito guarirà Ma mai troppo presto Sì, tutto cambierà Perché non ci sono molte cose in questa vita Di cui puoi essere sicuro Tranne che la pioggia viene dalle nuvole Il sole illumina il cielo E i colibrì volano La pioggia viene dalle nuvole il sole illumina il cielo E i colibrì volano La pioggia viene dalle nuvole il sole illumina il cielo E i colibrì volano La pioggia ... il sole ... i colibrì Tranne la pioggia ... il sole E la musica che mi fa ... piangere
Vincenzina davanti alla fabbrica, Vincenzina il foulard non si mette più. Una faccia davanti al cancello che si apre già. Vincenzina hai guardato la fabbrica, come se non c'è altro che fabbrica e hai sentito anche odor di pulito e la fatica è dentro là... Zero a zero anche ieri 'sto Milan qui, 'sto Rivera che ormai non mi segna più, che tristezza, il padrone non c'ha neanche 'sti problemi qua. Vincenzina davanti alla fabbrica, Vincenzina vuol bene alla fabbrica, e non sa che la vita giù in fabbrica non c'è, se c'è com'è ? In Mixtura i contributi di Enzo Jannacci qui In Mixtura ark #Musiche&Testi qui
Mi sono innamorato di una borghesina E lei per me trascura i suoi amici E tradisce il fidanzato Socialmente parlando Io sono il suo peccato Mi piace la sua grazia elefantina Quando cammina e quando fa l’amore Col suo fare strascicato Son sicuro che in fondo È pigra anche di cuore A volte vorrei scuoterla fino a farle male E chiederle perché Se non le frega niente di sapere Che ci va a fare all’università? E se non sa cos’è il lavoro E le altre mille schiavitù Perché va in piazza A urlare libertà? Bla bla E poi vorrei Gridarle in faccia la mia rabbia E chiederle perché si sposa senza amore Tanto i soldi lei ce l’ha Ma forse la odio un poco Per quelle cose che Io non ho avuto Alla sua età Mi sono innamorato Di una borghesina E io con lei dimentico il vissuto Il politico e il privato Socialmente parlando È lei il mio peccato
In Mixtura i contributi di Sergio Endrigo qui In Mixtura ark #Muscihe&Testi qui
dall'album Da questa parte del mare, 2006 video 3min42
« L'intero album di Gianmaria Testa "Da questa parte del mare" merita di essere segnalato per l'idea attorno a cui ruota: i cosiddetti "clandestini" - parola odiosa da bandire - e più in generale le migrazioni.
Da questa parte del mare" è un "concept album", interamente dedicato ad un unico argomento, come se tutto l’album fosse un romanzo e le canzoni, tanti capitoli che insieme raccontano una storia.
Il tema, il filo rosso che cuce e tiene insieme tutte le canzoni, è quello delle migrazioni moderne. Una riflessione poetica, aperta e senza demagogia sugli enormi movimenti di popoli che attraversano questi nostri anni. Sulle ragioni, dure, del partire, sulla decisione, sofferta, di attraversare deserti e mari, sul significato di parole come “terra” o “patria” e sul senso di sradicamento e di smarrimento che lo spostarsi porta sempre con sé. A qualsiasi latitudine.
"Tre quarti" di per sè potrebbe essere solo una bellissima canzone d'amore, di tono intimistico come in generale Testa ("Non sono un urlatore" è una sua dichiarazione-manifesto).
Lontano da retorica e ideologia, è in realtà una canzone di "amore e di coraggio" come la definisce lo stesso autore. Racconta di un amore ipotetico che sarebbe potuto sbocciare tra due clandestini che vengono separati una volta giunti in Italia. » (da 'canzoni contro la guerra', qui)
Volevo tenere per te la luna del pomeriggio volevo tenerla per te perché è sola com’è solo il coraggio volevo tenere per te la luce di quando fa giorno volevo che fosse per te anche l’attesa che diventa ritorno volevo tenere per te la più vera di tutte le rose volevo tenerla per te come tutte le cose Volevo tenere per te una sola di tante stagioni ma volevo tenerla per te per te sola e tutti gli altri di fuori volevo che fosse per te anche l’ultimo fiato sospeso volevo tenerlo per te questo fuoco ch’è acceso Volevo tenere per te la luna del pomeriggio volevo tenerla per te perché è sola com’è solo il coraggio volevo tenere per te la più vera fra tutte le rose volevo tenerla per te come tutte le cose. In Mixtura i contributi di Gianmaria Testa qui In Mixtura ark #Musiche&Testi qui