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venerdì 11 dicembre 2020

#MUSICHE & TESTI / Well You Needn't (Cyrille Aimée)

Cyrille Aimée, 1984
cantante jazz francese
Well You Needn't 
youtube, 18febbraio2016
video, 5'47'' / 12'28''

Testo originale (qui):
You're talkin' so sweet well you needn't
You say you won't cheat well you needn't
You're tappin' your feet well you needn't
It's over now, it's over now

You're dressin' with class well you needn't
You're holdin' your sass well you needn't
You think you're a gas well you needn't
It's over now, it's over now
It's over now, it's over now
You've had your fun, so take a bow
You oughta know, you lost the glow, the beat is slow, the shadows grow,
The lights are low, it's time to go, let's close the show down

(Oh) You're taking off weight well you needn't
You're looking just great well you needn't
You're settin' the bait well you needn't
It's over now, it's over now

(repeat all then...)

It's over now, it's over now
It's over now, it's over now
It's over now, it's over!

martedì 28 aprile 2020

#MUSICHE & TESTI / Sous le ciel de Paris (Zaz & Pablo Alborán)


ZAZ & PABLO ALBORÁN
Sous le ciel de Paris
Zaz, 1980
cantante francese
Pablo Alborán, 1989
cantautore spagnolo
youtube, 12 giugno 2025
video, 3min15

Sous le ciel de Paris
S'envole une chanson
Hum hum
Elle est née d'aujourd'hui
Dans le cœur d'un garçon
Sous le ciel de Paris
Marchent des amoureux
Hum hum
Leur bonheur se construit
Sur un air fait pour eux

Sous le pont de Bercy
Un philosophe assis
Deux musiciens, quelques badauds
Puis les gens par milliers
Sous le ciel de Paris
Jusqu'au soir vont chanter
Hum hum
L'hymne d'un peuple épris
De sa vieille cité

Près de Notre Dame
Parfois couve un drame
Oui mais à Paname
Tout peut s'arranger
Quelques rayons
Du ciel d'été
L'accordéon
D'un marinier
L'espoir fleurit
Au ciel de Paris

Sous le ciel de Paris
Coule un fleuve joyeux
Hum hum
Il endort dans la nuit
Les clochards et les gueux
Sous le ciel de Paris
Les oiseaux du Bon Dieu
Hum hum
Viennent du monde entier
Pour bavarder entre eux

Et le ciel de Paris
A son secret pour lui
Depuis vingt siècles il est épris
De notre Île Saint Louis
Quand elle lui sourit
Il met son habit bleu
Hum hum

Quand il pleut sur Paris
C'est qu'il est malheureux
Quand il est trop jaloux
De ses millions d'amants
Il fait gronder sur nous
Son tonnerre éclatant
Mais le ciel de Paris
N'est pas longtemps cruel
Pour se faire pardonner
Il offre un arc-en-ciel

In Mixtura ark #Musiche&Testi qui

sabato 25 aprile 2020

#MUSICHE & TESTI / Oltre il ponte (Italo Calvino, Andrea Liberovici)


MCR - Modena City Ramblers
(con Moni Ovadia)
Oltre il ponte
(Italo Calvino, Andrea Liberovici)
video 4min55

O ragazza dalle guance di pesca,
O ragazza dalle guance d’aurora,
Io spero che a narrarti riesca
La mia vita all’età che tu hai ora.
Coprifuoco: la truppa tedesca
La città dominava. Siam pronti.
Chi non vuole chinare la testa
Con noi prenda la strada dei monti.

Silenziosi sugli aghi di pino,
Su spinosi ricci di castagna,
Una squadra nel buio mattino
Discendeva l’oscura montagna.
La speranza era nostra compagna
Ad assaltar caposaldi nemici
Conquistandoci l’armi in battaglia
Scalzi e laceri eppure felici.

Avevamo vent’anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l’altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent’anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l’amore.

Non è detto che fossimo santi,
L’eroismo non è sovrumano,
Corri, abbassati, dài, balza avanti,
Ogni passo che fai non è vano.
Vedevamo a portata di mano,
Dietro il tronco, il cespuglio, il canneto,
L’avvenire d’un mondo più umano
E più giusto, più libero e lieto.

Avevamo vent’anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l’altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent’anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l’amore.

Ormai tutti han famiglia, hanno figli,
Che non sanno la storia di ieri.
lo son solo e passeggio tra i tigli
Con te, cara, che allora non c’eri.
E vorrei che quei nostri pensieri,
Quelle nostre speranze d’allora,
Rivivessero in quel che tu speri,
O ragazza color dell’aurora.

Avevamo vent’anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l’altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent’anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l’amore.

In Mixtura i contributi di Italo Calvino qui
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domenica 8 marzo 2020

#MUSICHE & TESTI / La huelga feminista (Lo sciopero femminista)


Canto dello sciopero femminista
Versione spagnola del canto La Lega (Sebben che siamo donne)
'antiwarsongs.org', qui
El dia 8 de marzo
8 marzo 2018
youtube, 24 febbraio 2018
video 3min01

Haremos una huelga
Con todas las mujeres
La calle será nuestra

Abuelas, estudiantes
Heteros, trans, bolleras
Diversas y migrantes
Vamos juntas a la huelga

  O li oli olá
  La huelga vencerá
  Es la huelga feminista
  Es la huelga feminista
  O lí olí olá
  A la huelga general
  Este mundo no nos gusta
  Y lo vamos a cambiar

Los recursos de la tierra
Están hechos una mierda
Ellos practican la usura
Pa nosotras más basura

Pararemos el consumo
Que deja pobreza y humo
Porque somos feministas
Anticapitalistas.

  O li oli olá
  La huelga vencerá
  Es la huelga feminista
  Es la huelga feminista
  O lí olí olá
  A la huelga general
  Este mundo no nos gusta
  Y lo vamos a cambiar

Si cualquiera en la familia
Hoy quiere comer tortilla
O le duele la barriga
Es la menda quien concilia.

Pararemos los cuidados
Mazo de horas de trabajo
A ver si te enteras pollo
Que sin ellos vas al hoyo

  O li oli olá
  La huelga vencerá
  Es la huelga feminista
  Es la huelga feminista
  O lí olí olá
  A la huelga general
  Este mundo no nos gusta
  Y lo vamos a cambiar

Cuando al fin tengo un empleo
Es precario y esta lejos
Gano la mitad del sueldo
Que cobra mi compañero

El 8 no voy al curro
A la uni al instituto
No limpio ni gasto un duro
Sin nosotras para el mundo

  O li oli olá
  La huelga vencerá
  Es la huelga feminista
  Es la huelga feminista
  O lí olí olá
  A la huelga general
  Este mundo no nos gusta
  Y lo vamos a cambiar

Violaciones, malos tratos
Acosos con disimulo
Insultos y vejaciones
No me toques más el culo

Pararemos la violencia
No aceptamos ni una menos
Nuestros cuerpos no son suyos
Y es que vivas nos queremos

  O li oli olá
  La huelga vencerá
  Es la huelga feminista
  Es la huelga feminista
  O lí olí olá
  A la huelga general
  Este mundo no nos gusta
  Y lo vamos a cambiar

Traduzione 
Il giorno 8 di marzo
faremo uno sciopero
con tutte le donne
la strada sarà nostra.

Nonne, studenti
Etero, trans, lesbiche
Diversi e migranti
Andiamo allo sciopero insieme

  O li oli olá
  Lo sciopero vincerà
  È lo sciopero femminista
  È lo sciopero femminista
  O olí olá
  Allo sciopero generale
  Non ci piace questo mondo
  E lo andiamo a cambiare

Le risorse della terra
si sono fatte una merda
Loro praticano l'usura
Per noi più spazzatura

Fermeremo il consumo
che lascia povertà e fumo
Perché siamo femministe
Anticapitaliste.

  O li oli olá
  Lo sciopero vincerà
  È lo sciopero femminista
  È lo sciopero femminista
  O olí olá
  Allo sciopero generale
  Non ci piace questo mondo
  E andiamo a cambiarlo

Se qualcuno in famiglia
Oggi vuole mangiare la tortilla
O le fa male la pancia
È la solita fessa che mette d''accordo.

Interromperemo le cure
un mazzo di ore di lavoro
Vediamo se capisci 
Che senza di loro vai in buca

  O li oli olá
  Lo sciopero vincerà
  È lo sciopero femminista
  È lo sciopero femminista
  O olí olá
  Allo sciopero generale
  Non ci piace questo mondo
  E lo cambieremo

Quando finalmente ho un lavoro
È precario e lontano
Guadagno la metà dello stipendio
del mio compagno

L'8 non vado a lavorare
all'università o a scuola
Non pulisco e non spendo un soldo
Senza di noi in giro per il mondo

  O li oli olá
  Lo sciopero vincerà
  È lo sciopero femminista
  È lo sciopero femminista
  O olí olá
  Allo sciopero generale
  Non ci piace questo mondo
  E lo adiamo a cambiare

Violenze, maltrattamenti
Molestie dissimulate
Insulti e vessazioni
Non toccarmi più il culo

Fermeremo la violenza
Non ne accettiamo una di meno
I nostri corpi non sono suoi
E chiediamo di restare vive

  O li oli olá
  Lo sciopero vincerà
  È lo sciopero femminista
  È lo sciopero femminista
  O olí olá
  Allo sciopero generale
  Non ci piace questo mondo
  E lo andiamo a cambiare

In Mixtura #Musiche&Testi qui

sabato 8 febbraio 2020

#MUSICHE & TESTI / Prayer of the Mothers (Yael Deckelbaum)


Prayer of the Mothers
Yael Deckelbaum, 1979
artista e attivista di origini israeliano-canadesi 
youtube, 15 novembre 2016
video, 5min20

La canzone Prayer of the Mothers è nata a seguito di un’alleanza tra la cantautrice Yael Deckelbaum e un gruppo di donne coraggiose che guidano il movimento di Women Wage Peace.
Il movimento è sorto nell’estate 2014 durante l’escalation di violenze tra israeliani e palestinesi e l’operazione militare «Tzuk Eitan».
Il 4 ottobre 2016 le donne ebree e arabe hanno iniziato con il progetto congiunto «March of  Hope».
Migliaia di donne hanno marciato dal Nord di Israele a Gerusalemme in un appello per la pace. Una chiamata che ha raggiunto il suo culmine il 19 ottobre, in una marcia di almeno 4.000 donne, metà delle quali palestinesi e metà israeliane, a Qasr el Yahud (sul Mar Morto settentrionale).
La stessa sera 15.000 donne hanno protestato davanti alla casa dei primi ministri a Gerusalemme.

Le marce sono state raggiunte dal premio Nobel per la pace Leymah Gbowee, che si è contraddistinta come leader portando alla conclusione la Seconda Guerra Civile Liberiana nel 2003, coadiuvata dalla forza congiunta delle donne.
Nella canzone, Yael ha combinato una registrazione di Leymah con un video pubblicato su YouTube in cui aveva espresso le sue benedizioni al movimento. (qui)

Traduzione italiana (qui)

Un sussurro di vento oceanico
Soffia da molto lontano
E il bucato sta sventolando
All’ombra del muro

Tra il cielo e la terra
Ci sono persone che vogliono vivere in pace
Non arrenderti, continua a sognare
Di pace e prosperità

Quando i muri della paura si scioglieranno
Quando tornerò dall’esilio
E i miei cancelli si apriranno
A ciò che è veramente buono

Vieni a dormire! / Un’altra alba
Vieni a dormire / E la mattina è qui
Noi immoleremo / Una madre manda
Una colomba per te / Insieme a una preghiera
Vola colomba, non credere / Suo figlio a scuola
Rideremo con il bambino / Al suono
In modo che possa dormire / Di guerra

I muri della paura un giorno si scioglieranno
E tornerò dall’esilio
Le mie porte si apriranno
A ciò che è veramente buono

Da Nord a Sud
Da Ovest a Est
Ascolta la preghiera delle madri
Portare loro la pace
Portare loro la pace
La luce sta sorgendo dall’oriente
Fino alla preghiera delle madri per la pace

In Mixtura ark #Musiche&Testi qui

giovedì 7 marzo 2019

#MUSICHE & TESTI / Ti insegnerò a volare (Roberto Vecchioni, Francesco Guccini)


Roberto VECCHIONI, 1943
Francesco GUCCINI, 1940
Ti insegnerò a volare, 2018
youtube, 8 novembre 2018, qui
video 4min37

La stanza ad Indianapolis 
è buia ma ricordo 
ricordo il tuono e il pubblico 
e un universo sordo 
poi che mi vien da ridere 
e faccio per alzarmi 
che oggi devo correre 
e sto facendo tardi 
poi che mi guardo e vedo ma 
ci son le stelle fuori
e un mare di colori 

E se non potrò correre 
e nemmeno camminare 
imparerò a volare 
imparerò a volare 

Se partirai per Itaca 
ti aspetta un lungo viaggio 
un mare che ti spazza via 
i remi del coraggio 
la vela che si strappa e il cielo 
in tutto il suo furore 
però per navigare solo 
ragazzo, basta il cuore 
qui si tratta di vivere 
non di arrivare primo 
e al diavolo il destino 

E se non potrai correre
e nemmeno camminare 
ti insegnerò a volare 
ti insegnerò a volare 

Mica si dice inverno se 
vien giù quel po' di neve 
mica finisce il giorno se 
di notte il sogno è breve 
questa vita è una donna che 
ti ama come sei 
questa vita è un amore che 
non ti tradisce mai 
questo venire al mondo è stato 
un gran colpo di culo 
pensa se non nascevi 

E se non potrai correre 
e nemmeno camminare 
ti insegnerò a volare 
ti insegnerò a volare 
Mica son le stelle a farlo 
e i santi men che meno 
te lo fai tu il destino 
e se non potrai correre 
e nemmeno camminare 
ti insegnerò a volare 
ti insegnerò a volare

In Mixtura i contributi di Roberto Vecchioni qui
In Mixtura i contributi di Francesco Guccini qui
In Mixtura ark #Musiche&Testi qui

martedì 26 febbraio 2019

#MUSICHE & TESTI / Non è un film (Fiorella Mannoia)

Fiorella Mannoia,1954
https://it.wikipedia.org/wiki/Fiorella_Mannoia
con la partecipazione del rapper Frankie hi-nrg mc
e del cantante senegalese Natty Fred
video 3min53
MANNOIA
Non è un film 
quello che scorre intorno 
che vediamo ogni ogni giorno 
che giriamo distogliendo lo sguardo.
Non è un film e non sono comparse
le persone disperse sospese 
e diverse tra noi e lo sfondo, 
e il resto del mondo 
che attraversa il confine 
ma il confine è rotondo 
si sposta man mano che muoviamo lo sguardo 
ci sembra lontano 
perché siamo in ritardo, 
perenne, costante, 
ne basta un istante, 
a un passo dal centro 
è già troppo distante, 
a un passo dal mare 
è già troppo battaglia, 
ad un passo da qui era tutta campagna. 
Oggi tutto è diverso una vita mai vista 
questo qui non è un film e non sei protagonista,
puoi chiamare lo stop ma non sei il regista 
ti puoi credere al top ma sei in fondo alla lista 

NATTY FRED: [aprite le frontiere...]

MANNOIA
questo non è un film e le nostre belle case 
non corrono il pericolo di essere invase, 
non è un armata aliena sbarcata sulla terra, 
non sono extraterrestri che ci dichiaran guerra, 
son solamente uomini che varcano i confini, 
uomini con donne vecchi con bambini, 
poveri con poveri che scappan dalla fame 
gli uni sopra gli altri per intere settimane 
come in carri bestiame in un viaggio nel deserto 
rincorrono una via in balia dell'incerto 
per rimanere liberi costretti a farsi schiavi 
stipati nelle stive di disastronavi 
come i nostri avi contro i mostri 
e i draghi in un viaggio nell'inferno 
che prenoti e paghi sopravvivi o neghi 
questo il confine perché non è un film 
non c'è lieto fine 

INSIEME: 
scegli da che parte stare, 
dalla parte di chi spinge, 
scegli da che parte stare, 
dalla parte del mare 

NATTY FRED: [Vivevo felice nella mia terra non avevo bisogno di niente e di nessuno...]

FRANKY HI-NRG: 
questo sembra un film di quelli terrificanti 
dalla Transilvania non arrivano vampiri ma badanti, 
da Santo Domingo non profughi o zombie, 
ma ragazze condannate a qualcuno che le trombi 
dalle Filippine colf pure dal Bangladesh 
dalla Bielorussia solo carne da lap dance 
scappano per soddisfare vizi e sfizi nostri 
loro son le prede noi siamo i mostri 
loro la pietanza noi i commensali 
e se loro son gli avanzi noi siam peggio dei maiali 
pronti a divorare a sazietà 
ma pronti a lamentarci per la puzza della varia umanità
che ci occorre, ci soccorre, ci sostenta 
questo non è un film ma vedrai che lo diventa 
tu stai attento e tienti pronto che al momento di girare i buoni vincon sempre, 
scegli da che parte stare. 

NATTY FRED: [un tempo ti sei fatto grande davanti ai miei occhi
mentre io diventavo sempre più piccolo
sono diventato la tua proprietà
la nostra diversità non può innalzare un mura tra noi
ora sono io che voglio venire da te
ho la consapevolezza che sfidare il mare mi potrà portare alla morte
ma il desiderio di guadagnarmi un domani migliore mi costringe a rischiare la vita
aprite le frontiere]

INSIEME: 
scegli da che parte stare, 
dalla parte di chi spinge, 
scegli da che parte stare, 
dalla parte del mare 

NATTY FREDDY: [Aprite le frontiere...]

INSIEME: 
scegli da che parte stare, 
dalla parte di chi spinge, 
scegli da che parte stare, 
dalla parte del mare 

NATTY FREDDY: [Aprite le frontiere...]

INSIEME: 
scegli da che parte stare, 
dalla parte di chi spinge, 
scegli da che parte stare, 
dalla parte del mare 

NATTY FREDDY: [Aprite le frontiere...]

In Mixtura i contributi di Mannoia qui
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venerdì 22 febbraio 2019

#MUSICHE & TESTI / E se ci diranno (Luigi Tenco)


Luigi TENCO, 1938-1967
cantautore
E se ci diranno (1966)

E se ci diranno
che per rifare il mondo
c'è un mucchio di gente
da mandare a fondo
noi che abbiamo troppe volte visto ammazzare
per poi sentire dire che era un errore
noi risponderemo noi risponderemo
no no no no

E se ci diranno
che nel mondo la gente
o la pensa in un modo
o non vale niente
noi che non abbiam finito ancora di contare
quelli che il fanatismo ha fatto eliminare
noi risponderemo
no no no no

E si ci diranno
che è un gran traditore
chi difende la gente
di un altro colore
noi che abbiamo visto gente con la pelle chiara
fare cose di cui ci dovremmo vergognare
noi risponderemo noi risponderemo
no no no no

E se ci diranno che è un destino della terra
selezionare i migliori attraverso la guerra
noi che ormai sappiamo bene che i più forti
sono sempre stati i primi a finir morti
noi risponderemo, noi risponderemo
no no no no

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sabato 9 febbraio 2019

#MUSICHE & TESTI / Argento vivo (Daniele Silvestri)


Daniele SILVESTRI, 1968
Argento vivo
Rai, Festival Sanremo, 5 febbraio 2019
video, 4min20

Ho sedici anni
Ma è già da più di dieci
Che vivo in un carcere
Nessun reato commesso là
Fuori
Fui condannato ben prima di nascere
Costretto a rimanere seduto per ore
Immobile e muto per ore
Io, che ero argento vivo
Signore
Che ero argento vivo
E qui dentro si muore.
Questa prigione corregge e
Prepara una vita
Che non esiste più da
Almeno vent’anni
A volte penso di farla finita
E a volte penso che dovrei vendicarmi
Però la sera mi rimandano a casa
Lo sai
Perché io possa ricongiungermi a tutti i miei cari
Come se casa non fosse una gabbia anche lei
E la famiglia non fossero i domiciliari
Ho sedici anni ma è già da più di dieci
Che vivo in un carcere
Nessun reato commesso là
Fuori
Fui condannato ben prima di nascere
E il tempo scorre di lato ma
Non lo guardo nemmeno
E mi mantengo sedato per
Non sentire nessuno
Tengo la musica al massimo
E volo
Che con la musica al massimo
Rimango solo
E mi ripetono sempre che devo darmi da fare
Perché alla fine si esce e non saprei dove andare
Ma non capiscono un cazzo, no
Io non mi ci riconosco
E non li voglio imitare
Avete preso un bambino che
Non stava mai fermo
L’avete messo da solo
Davanti a uno schermo
E adesso vi domandate se sia normale
Se il solo mondo che apprezzo
È un mondo
Virtuale
Io che ero argento vivo
Dottore
Io così agitato, così sbagliato
Con così poca attenzione
Ma mi avete curato
E adesso
Mi resta solo il rancore
Ho sedici anni
Ma è già più di dieci
Che ho smesso di credere
Che ci sia ancora qualcosa là
Fuori
E voi lasciatemi perdere
Così facile da spiegare
Come si nuota in mare
Ma è una bugia, non si può imparare
A attraversare
Quel che sarò
Nella testa girano pensieri
Che io non spengo
Non è uno schermo
Non interagiscono se li tocchi
Nella tasca un apparecchio
Specchio di quest’inferno
Dove viaggio, dove vivo, dove mangio
Con gli occhi
Sono fiori e scarabocchi in un quaderno
Uno zaino come palla al piede
Un’aula come cella
Suonerà come un richiamo
Paterno il mio nome dentro l’appello
E come una voce materna la
Campanella suonerà
È un mondo nato dall’arte
Per questo artificiale
In fondo è un mondo
Virtuoso
Forse per questo virtuale
Non è una specie a renderlo
Speciale
E dicono
Che tanto è un movimento
Chimico
Un fatto mentale
Io che non mentivo
Che ringraziavo ad ogni mio
Respiro
Ad ogni bivio, ad ogni brivido
Della natura
Io che ero argento vivo in
Questo mondo vampiro
Mercurio liquido se leggi la
Nomenclatura.
Ho, sedici anni ma già da
Più di dieci vivo in un
Carcere
E c’è un equivoco nella
Struttura
E fingono ci sia una cura
Un farmaco ma su misura
E parlano parlano parlano
Parlano
Mentre mio padre mi spiega
Perché è importante studiare
Mentre mia madre annega
Nelle sue stesse parole
Tengo la musica al massimo
Ancora
Ma non capiscono un cazzo, no
E allora
Ti dico un trucco per
Comunicare
Trattare il mondo intero
Come un bambino distratto
Con un bambino distratto
Davvero
È normale
Che sia più facile spegnere
Che cercare un contatto
Io che ero argento vivo
Signore
Io così agitato
Così sbagliato
Da continuare a pagare in
Un modo esemplare
Qualcosa che non ricordo di
Avere mai fatto
Ho sedici anni
Ho sedici anni e vivo in un carcere
Se c’è un reato commesso là
Fuori
È stato quello di nascere

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venerdì 8 febbraio 2019

#MUSICHE & TESTI / Il peso del coraggio (Fiorella Mannoia)


Fiorella MANNOIA, 1954
Il peso del coraggio, 2019
video, 3min19

Sono questi i vuoti d'aria
questi vuoti di felicità
queste assurde convinzioni
tutte queste distrazioni
a farci perdere
sono come buchi neri
questi buchi nei pensieri
si fa finta di niente
lo facciamo da sempre
ci si dimentica
che ognuno ha la sua parte in questa grande scena
che ognuno ha i suoi diritti
e ognuno ha la sua schiena
per sopportare il peso di ogni scelta
il peso di ogni passo
il peso del coraggio

E ho capito che non sempre il tempo cura le ferite
che sono sempre meno le persone amiche
che non esiste resa senza pentimento
che quello che mi aspetto è solo quello che pretendo
e ho imparato ad accettare che gli affetti tradiscono
che gli amori anche i più grandi poi finisconoche non c'è niente di sbagliato in un perdono
che se non sbaglio non capisco io chi sono

Sono queste devozioni
queste manie di superiorità
c'è chi fa ancora la guerra
chi non conosce vergogna 
chi si dimentica
che ognuno ha la sua parte in questa grande scena
che ognuno ha i suoi diritti
e ognuno ha la sua schiena
per sopportare il peso di ogni scelta
il peso di ogni passo
il peso del coraggio

E ho capito che non serve il tempo alle ferite
che sono sempre meno le persone unite
che non esiste aziona senza conseguenza
chi ha torto chi ha ragione quando un bambino muore
e allora stiamo ancora zitti perché così ci preferiscono
tutti zitti come cani che obbediscono
ci vorrebbe più rispetto ci vorrebbe più attenzione
se si parla della vita se parliamo di persone

Siamo il silenzio che resta dopo le parole
siamo la voce che può arrivare dove vuole
siamo il confine della nostra libertà
siamo noi l'umanità
siamo il diritto di cambiare tutto e di ricominciare
ricominciare

Ognuno ha la sua parte in questa grande scena
ognuno ha i suoi diritti
e ognuno ha la sua schiena
per sopportare il peso di ogni scelta
il peso di ogni passo
il peso del coraggio
il peso del coraggio

In mixtura i contributi di Fiorella Mannoia qui
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mercoledì 16 gennaio 2019

#MUSICHE & TESTI / A Change Is Gonna Come (Brian Owens, Thomas Owens)


Brian OWENS, Thomas OWENS
A Change is Gonna Come
1963, scritta da Sam Cooke, qui e qui
video, 4min34

A Change is Gonna Come nasce da una serie di circostanze che investirono la vita di Sam Cooke nel 1963.
Il confronto con alcuni studenti impegnati in una manifestazione per i diritti civili, a Durham nel North Carolina; la morte del figlio Vincent, appena diciottenne, avvenuta nel giugno dello stesso anno; l’arresto subìto in ottobre a Shreveport, in Louisiana, per il solo fatto di aver chiesto una stanza in un motel “per soli bianchi”; l’ascolto di Blowin’ in the wind di Bob Dylan… tutti questi fatti determinarono l’urgenza di Cooke di esprimere un concetto molto chiaro: non sappiamo cosa ci sia dopo la morte e, proprio per questo, ad ogni essere umano deve essere garantita giustizia, una vita degna su questa terra. Dylan chiedeva: "how many years can some people exist, before they're allowed to be free?". Cooke rispose: “Soon”. “A change is gonna come”.
La canzone fu registrata il 21 dicembre 1963, ma la RCA, disturbata dal suo esplicito messaggio politico, la mise da parte. 
L’11 dicembre 1964, Sam Cooke fu ucciso in un motel di Los Angeles, in circostanze mai del tutto chiarite. Solo a questo punto la RCA si decise a pubblicare A Change is Gonna Come, che divenne subito l’inno del Movimento per i Diritti Civili. 
(da 'antiwarsongs.org', qui)


I was born by the river in a little tent
Oh just like that river I've been running ever since
It's been a long time coming
But I know a change is gonna come, oh yes it will

It's been too hard living, but I'm afraid to die
Cos I don't know what's out there beyond the sky

It's been a long, a long time coming
But I know a change is gonna come, oh yes it will

I go to the movie and I go downtown somebody keep telling me don't hang around

It's been a long, a long time coming
But I know a change is gonna come, oh yes it will

Then I go to see my brother
And I say "Brother, help me please"
And he just winds up knockin' me
Back down on my knees

Oh

There been times when I thought I couldn't last for long
But now I think I'm able to carry on
It's been a long, been a long time coming
But I know a change is gonna come, oh yes it will

° ° °
Ci sarà un cambiamento, traduzione di Riccardo Venturi (qui)

Sono nato sul fiume in una piccola tenda
Oh, proprio quel fiume che da allora sto percorrendo
Ed è passato tanto di quel tempo
Ma so che ci sarà un cambiamento, sì che ci sarà

La vita è stata durissima, ma ho paura di morire
Perché non so che c’è lassù oltre il cielo

Ed è passato tanto, tanto di quel tempo
Ma so che ci sarà un cambiamento, sì che ci sarà

Vado al cinema e qualche volta in centro, qualcuno mi dice di non stare a gironzolare

Ed è passato tanto, tanto di quel tempo
Ma so che ci sarà un cambiamento, sì che ci sarà

Poi vado da mio fratello
e gli dico: Fratello, aiutami, ti prego
Ma lui finisce soltanto
per mettermi ancor più in ginocchio

Oh

In dei momenti ho pensato che non ce l’avrei fatta a lungo
Ma ora penso di poter resistere
Ed è passato tanto, ma tanto di quel tempo
Ma so che ci sarà un cambiamento, sì che ci sarà.

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giovedì 27 dicembre 2018

#MUSICHE & TESTI / Senza rabbia (Niccolò Fabi)


Niccolò FABI, 1968
cantautore
Senza rabbia
dall'album 'il giardiniere', 1997

Soffocherò dentro di me il bisogno di urlare
e i dubbi che ho
lei mi vuole così, questo è il ruolo per me
condannato a distinguermi per calma e virtù
se non esce fuori adesso rischia
di distruggermi
ma non solo con il sangue si può esprimere
la mia rabbia di non aver coraggio
mi fa rabbia non riuscire ad esprimere
la mia rabbia di dover fare il saggio
senza rabbia ma sempre impassibile

Sorriderò anche quando non mi va
perché è quello che lei si aspetta da me
nasconderò la presunzione che ho
educato da sempre ad una falsa umiltà
vorrei però non posso vorrei tanto dirtelo
che sto male non riesco più a nascondere
la mia rabbia di non aver coraggio
mi fa rabbia non riuscire ad esprimere
la mia rabbia per dover fare il saggio
senza rabbia ma sempre impassibile
sempre impassibile
mi fa rabbia
non aver coraggio
senza rabbia
io sempre impassibile
sempre impassibile

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sabato 1 dicembre 2018

#MUSICHE & TESTI / Baby Can I Hold You (Tracy Chapman)


Tracy CHAPMAN, 1964
cantautrice, polistrumentista statunitense
Baby Can i Hold You... (1998)
video 3min05

Sorry
Is all that you can say
Years gone by and still
Words don't come easily
Like sorry, like sorry

Forgive me
Is all that you can say
Years gone by and still
Words don't come easily
Like forgive, me forgive me

But you can say baby
Baby can I hold you tonight
Maybe if I told you the right words
At the right time, you'd be mine

I love you
Is all that you can say
Years gone by and still
Words don't come easily
Like I love you, I love you

But you can say baby
Baby can I hold you tonight
Maybe if I told you the right words
At the right time, you'd be mine
Baby can I hold you tonight
Maybe if I told you the right words
At the right time, you'd be mine
You'd be mine

You'd be mine
(Testo originale qui)

Scusa
È tutto ciò che non riesci a dire
Gli anni passano e comunque
Le parole non vengono facilmente
Come scusa
Come scusa
Perdonami
È tutto ciò che non riesci a dire
Gli anni passano e comunque
Le parole non vengono facilmente
Come perdonami
Perdonami
Ma tu puoi dirlo, piccola
Piccola, posso abbracciarti stanotte?
Forse se ti avessi detto le parole giuste
Nel momento giusto
Saresti mia...
Ti amo
È tutto ciò che non riesci a dire
Gli anni passano e comunque
Le parole non vengono facilmente
Come ti amo
Ti amo
Ma tu puoi dirlo, piccola
Piccola, posso abbracciarti stanotte?
Forse se ti avessi detto le parole giuste
Nel momento giusto
Saresti mia...
Piccola, posso abbracciarti stanotte?
Forse se ti avessi detto le parole giuste
Nel momento giusto
Saresti mia...
Saresti mia...
Saresti mia...
(traduzione qui)

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mercoledì 28 novembre 2018

#MUSICHE & TESTI / Porta Romana Bella (Lucio Dalla, Francesco Gucccini, Roberto Vecchioni)


PORTA ROMANA BELLA
Dalla, Guccini, Vecchioni 
live in osteria, 1977
video 2min59
Lucio DALLA , 1943-2012
Francesco GUCCINI, 1940
Roberto VECCHIONI, 1943


Porta Romana bella, porta Romana,
ci stan le ragazzine che te la danno,
ci stan le ragazzine che te la danno:
prima la buonasera e poi la mano.
E gettami giù la giacca ed il coltello
che voglio vendicare il mio fratello,
e voglio vendicare il mio fratello,
e gettami giù la giacca ed il coltello.
La via a San Vittore l'è tuta sasi,
l'ho fatta l'altra sera a pugni e schiaffi.
L'ho fatta l'altra sera a pugni e schiaffi.
la via a San Vittore l'è tuta sasi.
La via Filangeri l'è un gran serraglio,
la bestia più feroce l'è 'l commissario.
La bestia più feroce l'è 'l commissario,
la via Filangeri l'è un gran serraglio.
In via Filangeri gh'é una campana:
'gni volta che la sona l'è 'na cundana.
'Gni volta che la sona l'è 'na cundana,
in via Filangeri gh'é una campana.
Prima faceva il ladro e poi la spia,
e adesso è delegato di Polizia.
E adesso è delegato di Polizia,
prima faceva il ladro e poi la spia.
O luna che rischiari le quattro mura:
rischiara la mia cella ch'è tanto scura,
rischiara la mia cella ch'è tetra e nera;
la gioventù più bella morì in galera.
O luna, luna, luna che fai la spia:
bacia la donna d'altri, ma non la mia.
Amore, amore, amore, amore un corno,
di giorno mangio e bevo, di notte dormo.
Ci sono tre parole in fondo al cuore:
la gioventù, la mamma ed il primo amore.
La gioventù la passa, la mamma muore
e restet cume un pirla col primo amore.
Porta Romana bella, porta Romana,
ci stan le ragazzine che te la danno,
ci stan le ragazzine che te la danno:
prima la buonasera e poi la mano.

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domenica 21 ottobre 2018

#MUSICHE & TESTI / C'è un fascista in me (Maurizio Crozza)


C'è un fascista in me
Maurizio CROZZA, 1959
La7, youtube, 14 novembre 2014
video 2min01

Sai, c’è un fascista in me,             
io non vorrei, ma c’è,
sta nascosto, spesso dorme 
ma poi se la prende coi deboli. 

Mi fa paura l’italiano che 
che ha sempre un fascista in sé 
represso, ma però c’è. 
Questo è un paese che 

E’ tollerante se                       
Se tutto quanto va bene assai,  
ma se c’è crisi allora sono guai, 
perché se si spaventa scoprirà
di avere un fascista in sé.

Sì, c’è un fascista in me! 
E se alla macchina ti si avvicina 
un lavavetri beh 
certo, sicuro tu lo fai cacciare
dal fascista che c’è in te.

Sai io ho capito ormai
che appena vede i guai
ogni italiano si ricorda che
che ha un fascista in sé.

E’ triste ammetter che
sì c’è un fascista in me
più di un fascista in me.

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giovedì 11 ottobre 2018

#MUSICHE & TESTI / Every Thing Must Change (George Benson, Rachelle Ferrell)


George BENSON, 1943
cantante, chitarrista, compositore statunitense
https://it.wikipedia.org/wiki/George_Benson
Rachelle FERRELL, 1961
cantante statunitense
https://it.wikipedia.org/wiki/Rachelle_Ferrell
Every Thing Must Change
testo di Benard Ighner, 1945-2017
jazziswta statunitense
https://en.wikipedia.org/wiki/Benard_Ighner
video 6min56

Everything must change
Nothing stays the same
Everyone will change
No one stays the same

The young become the old
And mysteries unfold
'Cause that's the way of time
Nothing and no one goes unchanged
There are not many things in this life
That you can be sure of

Except the rain comes from the clouds
The sun lights up the sky
And hummingbirds do fly

Winter turns to spring
A wounded heart will heal
But never much too soon
Yes, everything will change
'Cause there are not many things in this life
That you can be sure of

Except the rain comes from the clouds
The sun lights up the sky
And hummingbirds do fly

Rain comes from the clouds
sun lights up the sky
And hummingbirds do fly
Rain comes from the clouds
sun lights up the sky
And hummingbirds do fly

Rain... in the sun... hummingbirds
Except the rain... in the sun
And music makes.... me cry

Traduzione
Tutto deve cambiare
Niente resta uguale
Tutti cambieranno
Nessuno rimane uguale

I giovani diventano vecchi
E i misteri si svelano
Perché questo è il modo del tempo
Niente e nessuno rimane invariato

Non ci sono molte cose in questa vita
Di cui puoi essere sicuro
Tranne che la pioggia viene dalle nuvole
Il sole illumina il cielo
E i colibrì volano

Tranne che l'inverno ritorna primavera
Un cuore ferito guarirà
Ma mai troppo presto
Sì, tutto cambierà
Perché non ci sono molte cose in questa vita
Di cui puoi essere sicuro

Tranne che la pioggia viene dalle nuvole
Il sole illumina il cielo
E i colibrì volano
La pioggia viene dalle nuvole
il sole illumina il cielo
E i colibrì volano

La pioggia viene dalle nuvole
il sole illumina il cielo
E i colibrì volano

La pioggia ... il sole ... i colibrì
Tranne la pioggia ... il sole
E la musica che mi fa ... piangere

venerdì 5 ottobre 2018

#MUSICHE & TESTI / Vincenzina e la fabbrica (Enzo Jannacci)


Enzo JANNACCI, 1935-2013
cantautore, cabarettista, pianista, compositore, attore, sceneggiatore, medico
https://it.wikipedia.org/wiki/Enzo_Jannacci
Vincenzina e la fabbrica, 1974
dal film Romanzo Popolare, di Mario Monicelli
video 4min19

Vincenzina davanti alla fabbrica, 
Vincenzina il foulard non si mette più. 
Una faccia davanti al cancello che si apre già. 
Vincenzina hai guardato la fabbrica, 
come se non c'è altro che fabbrica 

e hai sentito anche odor di pulito 
e la fatica è dentro là... 
Zero a zero anche ieri 'sto Milan qui, 
'sto Rivera che ormai non mi segna più, 
che tristezza, il padrone non c'ha neanche 'sti problemi qua. 
Vincenzina davanti alla fabbrica, 
Vincenzina vuol bene alla fabbrica, 
e non sa che la vita giù in fabbrica 
non c'è, se c'è com'è ?

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martedì 28 agosto 2018

#MUSICHE & TESTI / La borghesina (Sergio Endrigo)


Segrio ENDRIGO, 1933-2005
cantautore
La borghesina, 1981
video, 3min14

Mi sono innamorato di una borghesina
E lei per me trascura i suoi amici
E tradisce il fidanzato
Socialmente parlando
Io sono il suo peccato

Mi piace la sua grazia elefantina
Quando cammina e quando fa l’amore
Col suo fare strascicato
Son sicuro che in fondo
È pigra anche di cuore

A volte vorrei scuoterla fino a farle male
E chiederle perché
Se non le frega niente di sapere
Che ci va a fare all’università?

E se non sa cos’è il lavoro
E le altre mille schiavitù
Perché va in piazza
A urlare libertà?
Bla bla 

E poi vorrei
Gridarle in faccia la mia rabbia
E chiederle perché si sposa senza amore
Tanto i soldi lei ce l’ha

Ma forse la odio un poco
Per quelle cose che
Io non ho avuto
Alla sua età

Mi sono innamorato
Di una borghesina
E io con lei dimentico il vissuto
Il politico e il privato
Socialmente parlando
È lei il mio peccato

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mercoledì 27 giugno 2018

#MUSICHE&TESTI / La leggenda del re felice (Fabrizio De André)


Fabrizio DE ANDRE', 1940-1999
cantautore 
La leggenda del re infelice - Recitativo (Corale), 1968
dall'album Tutti morimmo a stento
'canzoni contro la guerra', qui
video 5min44

Uomini senza fallo, semidei
che vivete in castelli inargentati
che di gloria toccaste gli apogei
noi che invochiam pietà siamo i drogati
Dell'inumano varcando il confine
conoscemmo anzitempo la carogna
che ad ogni ambito sogno mette fine:
che la pietà non vi sia di vergogna

C'era un re che aveva
due castelli
uno d'argento uno d'oro
ma per lui non il cuore
di un amico
mai un amore nè felicità

Banchieri, pizzicagnoli, notai
coi ventri obesi e le mani sudate
coi cuori a forma di salvadanai
noi che invochiam pietà fummo traviate
Navigammo su fragili vascelli
per affrontar del mondo la burrasca
ed avevamo gli occhi troppo belli:
che la pietà non vi rimanga in tasca
Giudici eletti, uomini di legge
noi che danziam nei vostri sogni ancora
siamo l'umano desolato gregge
di chi morì con il nodo alla gola
Quanti innocenti all'orrenda agonia
votaste decidendone la sorte
e quanto giusta pensate che sia
una sentenza che decreta morte

Un castello lo donò
e cento e cento amici trovò
l'altro poi
gli portò mille amori
ma non trovò la felicità

Uomini, cui pietà non convien sempre
mal accettando il destino comune,
andate, nelle sere di novembre,
a spiar delle stelle al fioco lume,
la morte e il vento, in mezzo ai camposanti,
muover le tombe e metterle vicine
come fossero tessere giganti
di un domino che non avrà mai fine
Uomini, poichè all'ultimo minuto
non vi assalga il rimorso ormai tardivo
per non aver pietà giammai avuto
e non diventi rantolo il respiro:
sappiate che la morte vi sorveglia,
gioir nei prati o fra i muri di calce,
come crescere il gran guarda il villano,
finchè non sia maturo per la falce

Non cercare la felicità
in tutti quelli a cui tu
hai donato
per avere un compenso
ma solo in te
nel tuo cuore
se tu avrai donato
solo per pietà.


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lunedì 2 aprile 2018

#MUSICHE & TESTI / 3/4 (Gianmaria Testa)


Gianmaria TESTA, 1958 
cantautore
3/4
dall'album Da questa parte del mare, 2006
video 3min42

« L'intero album di Gianmaria Testa "Da questa parte del mare" merita di essere segnalato per l'idea attorno a cui ruota: i cosiddetti "clandestini" - parola odiosa da bandire - e più in generale le migrazioni.
Da questa parte del mare" è un "concept album", interamente dedicato ad un unico argomento, come se tutto l’album fosse un romanzo e le canzoni, tanti capitoli che insieme raccontano una storia. 
Il tema, il filo rosso che cuce e tiene insieme tutte le canzoni, è quello delle migrazioni moderne. Una riflessione poetica, aperta e senza demagogia sugli enormi movimenti di popoli che attraversano questi nostri anni. Sulle ragioni, dure, del partire, sulla decisione, sofferta, di attraversare deserti e mari, sul significato di parole come “terra” o “patria” e sul senso di sradicamento e di smarrimento che lo spostarsi porta sempre con sé. A qualsiasi latitudine.
"Tre quarti" di per sè potrebbe essere solo una bellissima canzone d'amore, di tono intimistico come in generale Testa ("Non sono un urlatore" è una sua dichiarazione-manifesto). 
Lontano da retorica e ideologia, è in realtà una canzone di "amore e di coraggio" come la definisce lo stesso autore. Racconta di un amore ipotetico che sarebbe potuto sbocciare tra due clandestini che vengono separati una volta giunti in Italia. » (da 'canzoni contro la guerra', qui)

Volevo tenere per te
la luna del pomeriggio
volevo tenerla per te
perché è sola
com’è solo il coraggio
volevo tenere per te
la luce di quando fa giorno
volevo che fosse per te
anche l’attesa che diventa ritorno
volevo tenere per te
la più vera di tutte le rose
volevo tenerla per te
come tutte le cose

Volevo tenere per te
una sola di tante stagioni
ma volevo tenerla per te
per te sola e tutti gli altri di fuori
volevo che fosse per te
anche l’ultimo fiato sospeso
volevo tenerlo per te
questo fuoco ch’è acceso

Volevo tenere per te
la luna del pomeriggio
volevo tenerla per te
perché è sola
com’è solo il coraggio
volevo tenere per te
la più vera fra tutte le rose
volevo tenerla per te
come tutte le cose.

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