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venerdì 25 marzo 2016

#RITAGLI / Bruxelles, ansia, impotenza, come reagire (Massimo Ammaniti)

(...) Il pericolo più ovvio è lo stesso osservato dagli esperti di psicoanalisi negli Stati Uniti dopo l’11 settembre: l’istinto di chiudersi in casa, il rifiutarsi di uscire per guardare ossessivamente le notizie in tv, l’isolarsi dalla vita quotidiana. Il fenomeno, studiato con attenzione, riguardò migliaia di persone. Si cade in una sorta di “evitamento passivo”, si evita cioè la ripresa della normalità e si lascia spazio alla paura e all’ansia....

[D: Sembra il progetto del terrorismo così come lo stiamo conoscendo]
Non c’è dubbio. Il progetto dell’Isis è la paralisi dell’Occidente. Il piano è convincerlo della sua impotenza. Una vera guerra psicologica. L’obiettivo è bloccare l’economia che è alla base del nostro modello: in questo caso gli spostamenti legati agli affari, al turismo, allo studio, alla nostra vita quotidiana. L’aeroporto, la metropolitana. (...)

[D: Colpiscono i tempi, progettati in perfetto automatismo: l’arresto di Salah Abdeslam proprio a Bruxelles, immediatamente dopo l’atroce attentato]
Anche qui il messaggio è trasparente. Avete compiuto mille sforzi per arrestare Salah, avete mobilitato tutte le polizie d’Europa, lo avete cercato ovunque, finalmente lo avete trovato e tirate un sospiro di sollievo con l’illusione di averci fermati... Invece ecco qui la dimostrazione che ci siamo. Tutto questo suscita un’ondata di paura, direi soprattutto di ansia molto forte, di terrore.

[D: Lei distingue nettamente tra paura e ansia. In che senso?]
La paura è un’emozione motivata, nasce come reazione da una minaccia reale. Le bombe di Bruxelles hanno provocato una inevitabile paura collettiva. Ma poi, se non si controlla questa paura, si sfocia nell’ansia e nel terrore. Ovvero quella condizione in cui il timore è meno focalizzato su un dato oggettivo di realtà, e si allarga all’idea di un pericolo vasto, indistinto, non circoscritto. Quindi si vive in una condizione costante di allarme e di preoccupazione.

[D: Quali sono i meccanismi “tecnici” alla base di questo?]
Il nostro cervello è una macchina ben organizzata. L’ansia è prodotta dall’amigdala, una sorta di relè che scatta in condizioni di pericolo. Ed è la parte più “antica” del cervello umano rispetto all’evoluzione. Poi ci sono le parti più “recenti” destinate alla capacità di autocontrollo e di programmazione, cioè le zone frontali e prefrontali. In casi di forte stress emotivo come questo si crea uno squilibrio “a favore” dell’ansia. L’importante è riuscire a controllare tutto questo. (...)

*** Massimo AMMANITI,  psicoanalista, professore universitario di psicopatologia dell'età evolutiva, intervistato da Paolo Conti, «Questa è l’era dell’ansia perenne. Il loro obiettivo è la nostra paralisi» 'Corriere della Sera, 22 marzo 2016

LINK intervista integrale qui


In Mixtura altri 3 contributi di Massimo Ammaniti qui

domenica 7 febbraio 2016

#SENZA_TAGLI / Due madri e due padri, nessun danno (Massimo Ammaniti)

[D: Come valuta i dubbi sulle coppie gay di essere buoni genitori?]
Sono stupefatto dall'ignoranza, vi sono decine di studi americani, inglesi e anche italiani che dicono il contrario. Ovvero che non ci sono differenze nei percorsi di sviluppo, di crescita, di relazione col mondo esterno tra bambini allevati da genitori omo ed eterosessuali .

[D: Qual è il genitore ideale?]
Le ricerche dell'American psyicoanalytic association e dell'Associazione italiana di psicologia sottolineano che è fondamentale nell'interesse del bambino avere genitori capaci di prendersi cura di lui, di capire le sue difficoltà emotive, di provare empatia. E tutto questo ha profondamente a che fare con la personalità, l'attitudine di uomini e donne, non con il loro orientamento sessuale. Per questo le ricerche dicono che non cambia avere genitori gay o etero.

[D: Non è meglio avere una mamma e un papà?]
Per una crescita equilibrata ci vuole l'elemento maschile e femminile, ma il fatto è che in ognuno di noi ci sono tutti e due gli elementi. Nella definizione classica il codice paterno è quello che guida, mette le regole, segna i limiti, quello materno accoglie, cura. La realtà è che un uomo può essere accogliente e una donna mettere regole severe. Anche nelle coppie eterosessuali ci sono sfumature diverse: chi protettivo, chi prescrittivo. L'importante è ricevere i due codici, non importa il sesso di chi li trasmette.

[D: Cosa cambia lo sviluppo sessuale ed emotivo dei bambini?]
L'associazione americana degli psicoanalisti ha analizzato gli studi sul mondo dei genitori dello stesso sesso. Conclusione: non c'è differenza tra genitori gay e etero, i loro bambini hanno gli stessi percorsi emotivi, uguale capacità di rapportarsi al mondo e uguale chiarezza sulla loro identità di genere. Per dirla con parole semplici: i gusti sessuali dei genitori non influenzano quelli dei figli. La loro capacità di occuparsi dei bambini, dei loro bisogni emotivi fa invece la differenza.

[D: L'Italia è in ritardo?]
Nel 2013 la rivista Infanzia e adolescenza ha pubblicato un numero monografico sull'omogenitorialità, con ricerche dell'Università di Roma e di Padova, dove si valutava come il bambino interagiva col singolo genitore e con la coppia. Non è stata segnalata alcuna differenza tra chi viveva con due mamme, due papà o una mamma e un papà.

*** Massimo AMMANITI, psicoanalista, professore universitario di psicopatologia dell'età evolutiva, intervistato da Caterina Pasolini, Due madri e due padri non fanno danni, 'la Repubblica', 4 febbraio 2016


In Mixtura altri 2 contributi di Massimo Ammaniti qui

mercoledì 15 luglio 2015

#VIDEO #PSY / La nascita della intersoggettività (Massimo Ammaniti)


Massimo AMMANITI, 1941, psicologo clinico
La nascita della intersoggettvità
intervista con Concita De Gregorio
da 'Pane quotidiano', 24 aprile 2014
video, 23min28

Perché le donne hanno una maggiore capacità di adattamento? 
In che modo si sviluppa la nostra capacità di comprendere l'altro e decifrare le sue intenzioni? 
Quale segreto nascondono i gesti di due gemelli visti attraverso un'ecografia, quando i fratelli sono ancora nel ventre materno e già cercano il modo di comunicare tra loro?

Ne parla lo psichiatra Massimo Ammaniti, autore con Vittorio Gallese del saggio La nascita dell'intersoggettività, per indagare la relazione che ci lega gli uni agli altri («Anche agli sconosciuti, il cui incontro è prezioso perché la diversità è una continua fonte di arricchimento»). 
«L'intersoggettività è la capacità che ogni essere umano sviluppa di decifrare lo stato d'animo dell'altro decriptando i suoi gesti, le sue espressioni. Attraverso questa capacità entriamo in connessione con gli altri, comprendiamo i loro bisogni, le loro paure». 
E, attraverso le loro, le nostre: è così che si forma la nostra identità, frutto di un continuo incontro con l'altro. Ammaniti dialoga a distanza con Zygmunt Bauman, intervistato da 'Pane Quotidiano': «Internet ha cambiato le relazioni, rendenso più difficile l'incontro con il diverso, perché sui social network possiamo ignorare chi è diverso da noi, mentre nella vita reale siamo costretti all'incontro».
(dalla presentazione del programma)

martedì 14 luglio 2015

#SENZA_TAGLI / Emisfero sinistro, è lui che governa il mondo (Massimo Ammaniti)

Probabilmente nessun editore italiano si lancerà nell'impresa di tradurre il libro di Iain McGilchrist, The Master and His Emissary: The divided brain and the making of the Western World (Il Signore e il suo Emissario: il cervello diviso e la costruzione del mondo occidentale, Yale University Press) perché si tratta di un testo molto denso e corposo, più di 800 pagine nell'edizione americana. È sicuramente una perdita per gli studiosi e i lettori italiani perché il libro solleva interrogativi di grande originalità, rileggendo in una prospettiva diversa l'influenza esercitata dall'asimmetria dei due emisferi cerebrali, studiata in passato da Roger Sperry a cui fu assegnato il Premio Nobel.
La domanda che si pone McGilchrist, psichiatra e filosofo britannico, può sembrare inizialmente troppo riduttiva e semplificatrice: come può la specifica asimmetria cerebrale aver influito così tanto sulle caratteristiche delle varie società che si sono susseguite nell'Occidente?

Nella prima parte del libro vengono discusse le ricerche neurobiologiche degli ultimi decenni sulle modalità di esperienza dei due emisferi, quello sinistro considerato dominante perché legato al linguaggio, alla pianificazione e alla realizzazione, il polo razionale, mentre quello destro più legato alle emozioni, ossia il polo artistico. Questa concezione è ormai troppo scontata, secondo McGilchrist, sarebbe meglio parlare della diversa attenzione verso il mondo sancita dall'incapacità dell'emisfero sinistro di comprendere le metafore, legate alla figurazione di un significato originario, capacità questa più consona all'emisfero destro. E questa diversa attenzione interverrebbe nel cambiare e modificare il mondo che viene plasmato a seconda della supremazia di uno dei due emisferi.
Proprio come la storia raccontata da Nietzsche e che dà il titolo al libro, l'emisfero destro si comporta come il saggio e generoso signore di un paese con grandi risorse che non può governare da solo e pertanto è costretto a delegare i suoi emissari fra cui un visir, che ben presto si contrappone al suo signore pretendendo lui di governare.

È una storia antica come il mondo ma che si attaglia soprattutto a quello che sta succedendo nel mondo occidentale, che viene troppo condizionato dai dettami dell'emisfero sinistro. Le motivazioni esplicite di questo emisfero sono la competizione e la ricerca del potere che portano ad un mondo meccanico e privo di vita in cui c'è sempre meno spazio per il mondo implicito dell'affettività, dell'empatia e delle metafore.

Naturalmente McGilchrist non ritiene che sia il cervello a guidare la cultura, come anche il contrario, entrambi interagiscono e si plasmano vicendevolmente. Ripercorrendo i periodi storici dell'Occidente nell'antica Grecia viene ampiamente documentata la progressiva affermazione dell'emisfero sinistro con gli inizi della filosofia analitica, la codifica delle leggi e la formalizzazione della conoscenza. Ma è con la rivoluzione industriale del Diciannovesimo secolo che l'emisfero sinistro diviene egemone, giungendo sempre più a dominare lo scenario del mondo della natura, a cui vengono contrapposte forme regolari, il quadrato, il rettangolo o il cerchio create dall'uomo, che possono essere riprodotte all'infinito anche in modo meccanico. E ancora di più oggi nel periodo del post-modernismo con l'urbanizzazione crescente, l'espansione industriale a livello globale, la cultura tecnologica di massa si affermano desideri di possesso, competizione e rapporti d'uso che stanno soppiantando i legami e la continuità culturale. E' la rivincita dell'emisfero sinistro, ma il prezzo che si paga è eccessivo, il senso di appartenenza ne viene indebolito e diventa difficile capire il contesto in cui si vive e i rapporti cogli altri con un distacco crescente.
Per ritornare al racconto di Nietzsche, la verità non è così unilaterale; non è solo colpa del Visir se si va incontro ad un conflitto disastroso forse anche il Signore illuminato non ha prestato abbastanza attenzione a quello che stava succedendo.

*** Massimo AMMANITI, psichiatra, saggista, Se a governare il mondo è l'emisfero sinistro, 'la Repubblica', 20 giugn o2015, qui