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domenica 16 maggio 2021

#MOSQUITO / La pensione di vecchiaia (Luigi Einaudi)

La pensione di vecchiaia è […] un povero surrogato di quel più alto tipo di società nella quale essa è inutile perché il vecchio possiede nella casa propria, nel podere ereditato o costrutto pezzo a pezzo, nel patrimonio formato col risparmio volontario, nell’affetto di una famiglia saldamente costruita il presidio sicuro contro l’impotenza della vecchiaia. La pensione di vecchiaia è il frutto fatale – e qui si adopera l’aggettivo sia nel senso di inevitabilità storica come in quello d’inferiorità morale – del tipo di società che a poco a poco si è venuto creando sotto i nostri occhi: di grandissime imprese dalle quali dipendono migliaia e decine di migliaia di impiegati e di operai, di città enormi, tentacolari, dove in caseggiati a molti piani si accumulano moltitudini di persone ignote le une alle altre, viventi di giorno in giorno col provento di salari, di lavoro, scissi dalla terra e dalla casa, senza altro appoggio nella vita fuor del libretto di risparmio, su cui sono scritte cifre, le quali non dicono nulla al cuore ed alla mente di chi pur ha rinunciato a consumare i beni rappresentati da quelle cifre. In questo tipo di società la pensione di vecchiaia è una sciagurata necessità, pallido surrogato di quel che in altri tipi di società sono il possesso della casa, dell’orto, del campo, la possibilità di vegliare, da vecchi, ai giochi dei figli dei propri figli ed ai lavori dei ragazzi, l’orgoglio di dare ancora una qualche opera ai lavori dell’orto e della casa, che non sia una prigione malinconica di due stanze in fondo ad un cortile nero e oscuro, ma sia aperta al sole e si apra su un po’ di terra propria. Il tipo di vita imposto dalla grande città contemporanea è davvero fatale? Non è possibile la ricostruzione, nei modi imposti dalla grande industria, di tipi diversi di vita? Ardue domande che qui basti aver posto, allo scopo di affermare che la pensione di vecchiaia è un surrogato di metodi moralmente più elevati immaginabili allo scopo di provvedere alla vecchiaia.

*** Luigi EINAUDI, 1874-1961, giornalista, economista, politico, 2^ presidente della Repubblica nel periodo 1948-1955, Lezioni di politica sociale, Einaudi, Torino, 1964 (redazione 1944, prima edizione 1949), in Maurizio Pallante, Ultima chiamata: cosa ci insegna la pandemia e quali prospettive può aprirci, Lindau, 2021


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martedì 11 dicembre 2018

#MOSQUITO / L'idolo immondo dello Stato sovrano (Luigi Einaudi)

Esercito unico e confine doganale unico sono le caratteristiche fondamentali del nuovo sistema [gli Stati Uniti d'Europa]. 
Gli Stati restano sovrani per tutte le materie che non sono delegate espressamente alla Federazione europea; ma questa sola dispone delle Forze Armate, ed entro i suoi confini vi è una cittadinanza unica ed il commercio è pienamente libero[...]. 

La guerra non scomparirà, ma sarà spinta lontano, ai limiti della Federazione. Divenute gigantesche le forze in contrasto, anche le guerre diventeranno più rare; finché esse non scompariranno del tutto, nel giorno in cui sia per sempre fugato dal cuore e dalla mente degli uomini, l’idolo immondo dello Stato sovrano.

*** Luigi EINAUDI, 1874-1961, giornalista, economista, politico, 2^ presidente della Repubblica nel periodo 1948-1955, Gli Stati Uniti d'Europa, 'La Stampa', 20 agosto 1897, citato in wikipedia,  voce 'Stati Uniti d'Europa', qui


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mercoledì 16 novembre 2016

#MOSQUITO / Politici, le loro parole (Luigi Einaudi)

La maggior parte delle parole comunemente adoperate [dagli uomini politici] sono sovratutto notabili per la mancanza di contenuto. Ciò è probabilmente la ragione del loro successo; essendo legittimo il sospetto che le parole più divulgate siano state consaputamente o inavvertitamente scelte appunto perché esse sono adattabili a qualsiasi azione il politico deliberi poscia intraprendere, quando abbia acquistato il potere. 

*** Luigi EINAUDI, 1874-1961, giornalista, economista, politico, 2^ presidente della Repubblica nel periodo 1948-1955, da Discorso elementare sulle somiglianze e sulle dissomiglainze fra liberalismo e socialismo, in Prediche inutili, pubblicate in 6 dispense dal dicembre 1955 al gennaio 1959, poi in volume nella Collezione Opere di Luigi Einaudi, 1959, Einaudi, 1974.
citato in 'it.wikiquote.org', qui


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domenica 24 gennaio 2016

#MOSQUITO / Patrimoniale, i liberali (quelli seri, di una volta) (Luigi Einaudi)

Le ragioni le quali possono consigliare una imposta patrimoniale non sono di giustizia tributaria. Sono ragioni politiche e psicologiche. Si vuole creare un ambiente di sacrificio nelle classi proprietarie e risparmiatrici, sicché le classi non proprietarie rimangano convinte che ai tributi sui consumi da esse prevalentemente pagati si contrappongono imposte sui patrimoni pagate dai ricchi? Si crede che all’uopo giovi più una imposta straordinaria pagata una volta tanto che un aumento alla imposta annua sul reddito?... Se questi scopi un governo crede seriamente di poter raggiungere; se esso è sicuro di riuscire a rimettere poi altrimenti il bilancio in pareggio così da potere realmente consacrare tutto il provento dell’imposta patrimoniale allo scopo di ridurre il debito pubblico a cifra meno formidabile, esso è giustificato nello stabilire il tributo. 

*** Luigi EINAUDI, 1874-1961, giornalista, economista, politico, 2^ presidente della Repubblica nel periodo 1948-1955, da Cronache economiche e politiche di un trentennio, 1919-20, Einaudi, citato in ‘Sillabario’, ‘la Repubblica’, ‘R2 Diario’, 10 gennaio 2013.


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sabato 7 novembre 2015

#MOSQUITO / Libero gioco (Luigi Einaudi)

Se si lascia libero gioco, passano gli accordi e le sopraffazioni dei pochi contro i molti, dei ricchi contro i poveri, dei forti contro i deboli, degli astuti contro gli ingenui...

***Luigi EINAUDI, 1874-1961, economista, accademico, politico, giornalista, 2^ Presidente della Repubblica Italiana, citato da Roberto Einaudi, intervistato da Gianluca Roselli, Einaudi: "Meglio chiudere che finire a B"., 'Il Fatto Quotidiano', 31 ottobre 2015