Visualizzazione post con etichetta _Lincoln Abraham. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta _Lincoln Abraham. Mostra tutti i post

venerdì 14 settembre 2018

#MOSQUITO / Lettera all'insegnante di mio figlio (Abraham Lincoln)

Il mio figlioletto inizia oggi la scuola: per lui, tutto sarà strano e nuovo per un po’ e desidero che sia trattato con delicatezza. È un’avventura che potrebbe portarlo ad attraversare continenti, un’avventura che, probabilmente, comprenderà guerre, tragedie e dolore. Vivere questa vita richiederà Fede, Amore e Coraggio. Quindi, maestro caro, la prego di prenderlo per mano e di insegnargli le cose che dovrà conoscere. Gli trasferisca l’insegnamento, ma con dolcezza, se può. Gli insegni che per ogni nemico c’è un amico. Dovrà sapere che non tutti gli uomini sono giusti, che non tutti gli uomini sono sinceri. Gli faccia però anche comprendere che per ogni farabutto c’è un eroe, che per ogni politico disonesto c’è un capo pieno di dedizione.

Gli insegni, se può, che 10 centesimi guadagnati valgono molto di più di un dollaro trovato; a scuola, o maestro, è di gran lunga più onorevole essere bocciato che barare. Gli faccia imparare a perdere con eleganza e, quando vince, a godersi la vittoria. Gli insegni a esser garbato con le persone garbate e duro con le persone dure. Gli faccia apprendere anzitutto che i prepotenti sono i più facili da vincere.

Lo conduca lontano, se può, dall’invidia, e gli insegni il segreto della pacifica risata. Gli insegni, se possibile, a ridere quando è triste, a comprendere che non c’è vergogna nel pianto, e che può esserci grandezza nell’insuccesso e disperazione nel successo. Gli insegni a farsi beffe dei cinici. Gli insegni, se possibile, quanto i libri siano meravigliosi, ma gli conceda anche il tempo di riflettere sull’eterno mistero degli uccelli nel cielo, delle api nel sole e dei fiori su una verde collina e di come si costruisce un aquilone.

Gli insegni ad aver fede nelle sue idee, anche se tutti gli dicono che sbaglia. Cerchi di infondere in mio figlio la forza di non seguire la folla quando tutti gli altri lo fanno. Lo guidi ad ascoltare tutti, ma anche a filtrare quello che ode con lo schermo della verità e a prendere solo il buono che ne fuoriesce.

Gli insegni a vendere talenti e cervello al miglior offerente, ma a non mettersi mai il cartellino del prezzo sul cuore e sull’anima. Gli faccia avere il coraggio di essere impaziente e la pazienza di essere coraggioso. Gli insegni sempre ad avere suprema fede nel genere umano e in Dio.

Si tratta di un compito impegnativo, maestro, ma veda che cosa può fare. È un bimbetto così grazioso, ed è mio figlio. 

*** Abraham LINCOLN, 1809-1865), 16º Presidente degli Stati Uniti d'America, Lettera all'insegnante di mio figlio, 1830, 'beppegrillo.it',  qui- Testo originale qui


In Mixtura i contributi di Abraham Lincoln qui
In Mixtura ark #Mosquito qui

sabato 24 marzo 2018

#MOSQUITO / Democrazia come governo del popolo, dal popolo, per il popolo (Abraham Lincoln)

Or sono sedici lustri e sette anni che i nostri avi costruirono su questo continente una nuova nazione, concepita nella Libertà e votata al principio che tutti gli uomini sono creati uguali. Adesso noi siamo impegnati in una grande guerra civile, la quale proverà se quella nazione, o ogni altra nazione, così concepita e così votata, possa a lungo perdurare.

Noi ci siamo raccolti su di un gran campo di battaglia di quella guerra. Noi siamo venuti a destinare una parte di quel campo a luogo di ultimo riposo per coloro che qui dettero la loro vita, perché quella nazione potesse vivere. È del tutto giusto e appropriato che noi compiamo quest'atto. Ma, in un senso più ampio, noi non possiamo inaugurare, non possiamo consacrare, non possiamo santificare questo suolo.

I coraggiosi uomini, vivi e morti, che qui combatterono, lo hanno consacrato, ben al di là del nostro piccolo potere di aggiungere o portar via alcunché. Il mondo noterà appena, né a lungo ricorderà ciò che qui diciamo, ma mai potrà dimenticare ciò che essi qui fecero. Sta a noi viventi, piuttosto, il votarci qui al lavoro incompiuto, finora così nobilmente portato avanti da coloro che qui combatterono.

Sta piuttosto a noi il votarci qui al grande compito che ci è dinnanzi: che da questi morti onorati ci venga un'accresciuta devozione a quella causa per la quale essi diedero, della devozione, l'ultima piena misura; che noi qui solennemente si prometta che questi morti non sono morti invano; che questa nazione, guidata da Dio, abbia una rinascita di libertà; e che l’idea di un governo del popolo, dal popolo, per il popolo, non abbia a perire dalla terra.

*** Abraham LINCOLN, 1809-1865), 16º Presidente degli Stati Uniti d'America, discorso di Gettysburg, 19 novembre 1863, wikipedia, qui


In Mixtura i contributi di Abraham Lincoln qui
In Mixtura ark #Mosquito qui

giovedì 10 dicembre 2015

giovedì 20 agosto 2015

#SPILLI / A proposito di ingannare (Abraham Lincoln, M. Ferrario)

Abraham LINCOLN, 1809-1865
16° presidente degli Stati Uniti e 1° appartenente al partito repubblicano


Una citazione famosa. 
E spesso ripetuta: forse anche come mantra per rassicurare gli ingannati di non essere stati ingannati.
Sempre più opinabile, però. 
Specie oggi.
A due secoli di distanza.
Con altri uomini. 
E con altre tecnologie di persuasione: inconfrontabili, quelle di ieri, con quelle sofisticate attuali.

E poi Lincoln non conosceva l'Italia, almeno quella del 900. E attuale.
Non ha conosciuto certi nostri politici acclamati leader e perfino statisti, campioni di vendita di un fumo più tossico di quello tossico.
E non conosceva gli italiani. 
Sempre pronti a fare indigestione di quella fuffa retorica che riempie le pance di vuoto facendole sentire gonfie di pieno.
Mai stanchi di credere in qualcuno, a lui affidandosi in toto, forse anche perché credono poco in se stessi, come individui e come comunità.
E di fatto incapaci, nella maggioranza, di esercitare quel pensiero critico che distingue un suddito da un cittadino.

*** Massimo Ferrario, per Mixtura