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venerdì 3 aprile 2020

#SGUARDI POIETICI / Io e il mio piccolo me (Eleftherìa Sapountzì)

Io e il mio piccolo me.
Dormiamo sempre insieme
e in un letto singolo
scopriamo giochi
che al mattino ci fanno
arrossire.

Il segreto del piacere
non tradirò.
Stretta, aggrovigliata Io
e il mio piccolo me
procederemo commettendo
l’inconfessabile.

*** Eleftherìa SAPOUNTZÌ, 1971-2000, poetessa greca, Io e il mio piccole me, traduzione di Viviana Sebastio, in 'Fili d'aquilone', gennaio-aprile 2020, n. 54, qui


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lunedì 30 marzo 2020

#SGUARDI POIETICI / Le lacrime non piante (Eleftherìa Sapountzì)

Le lacrime non piante
diventano laghi bui
che dimorano sotto gli occhi.
Poi le ombre mangiano un po’ alla volta
tutte le altre strade del volto.

Arrivano alla bocca
unico ardito ingresso all’Ade
e si depositano come zolfo nei polmoni
finché mi affaccio al mondo
guscio di sé
senza che nessuno si accorga
di cambiamenti
di seppur minime alterazioni
circolo libera
solo fragile
solo il «non toccare» devo nascondere.

*** Eleftherìa SAPOUNTZÌ, 1971-2000, poetessa greca, Le lacrime non piante, traduzione di Viviana Sebastio, in 'Fili d'aquilone', gennaio-aprile 2020, n. 54, qui


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sabato 28 marzo 2020

#SGUARDI POIETICI / Hanno smesso di passare (Eleftherìa Sapountzì)

Hanno smesso di passare
nelle mie giornate le biciclette.
Quelle belle
degli acrobati
dei giovani ragazzi che da bambina
mi hanno fatta innamorare.
Sono sparite le biciclette
dei pomeriggi sul molo.
Chi mi insegnerà l’equilibrio
con quel vecchio trucco – che
riesce sempre e comunque
a farti credere
che lui ti tiene,
che è dietro di te
e che non cadrai.
E quando prendi la rincorsa e
pensi di volare
un alito freddo ti percorre la schiena
un rivolo d'incertezza
ti raggela.
Ti volti. Non c’è più
il bel ragazzo a reggerti
la bicicletta.
L’inizio del mondo.

*** Eleftherìa SAPOUNTZÌ, 1971-2000, poetessa greca, Hanno smesso di passare, traduzione di Viviana Sebastio, in 'Fili d'aquilone', gennaio-aprile 2020, n. 54, qui


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