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domenica 9 giugno 2019

#SGUARDI POIETICI / Svolta (Gesualdo Bufalino)

Venga l’autunno a dirci che siamo vivi,
seduti sull’argine rosso
a guardare l’acqua che se ne va.
E tornino le pezze di turchino ai cancelli,
i casti numi di gesso, le rose sdrucite,
le vesti liete dei fidanzati,
tutto rinnovi il tempo il suo mite apparecchio.
Poiché, mentre l’aria rapisce
nel suo sonno le foglie del sangue,
e così piano mi tenta
quest’esule sole la fronte
è bello qui fermarsi per dirti addio,
mia giovinezza, mia giovinezza.

*** Gesualdo BUFALINO, 1920-1996, scrittore, poeta, aforista, Svolta, da L'amaro miele, Einaudi, 1982, in 'farapoesia', 20 ottobre 2017, qui


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mercoledì 10 aprile 2019

#SGUARDI POIETICI / Eine kleine Nachtmusik (Gesualdo Bufalino)

La musica ci giunge dalle terrazze
lontane, stesi così sulla sabbia,
coi capelli confusi e felici,
fra muraglie di bianco diluvio,
così sorpresi d’esistere in due
sotto la coltre benigna dell’aria,
disincarnati e carnali, perfetti
come due palme nude, unite.

*** Gesualdo BUFALINO, 1920-1996, scrittore, poeta, aforista, Eine kleine Nacthmusik, da L'amaro miele, Einaudi, 1982, in 'farapoesia', 20 ottobre 2017, qui


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sabato 3 febbraio 2018

#MOSQUITO / Guerra, sparare a freddo (Gesualdo Bufalino)

Capisco meglio una rissa d'osteria, una guerra di santi, una faida di quartiere e di palio; meglio Cerchi contro Donati, romanisti contro laziali, automobilisti in furore; perfino negri contro bianchi e viceversa ... Torve dissennatezze, naturalmente, ma che nascono da uno sgarro, un'incompatibilità, un torto presunto, un pregiudizio, e sono in qualche modo un rovescio dell'amore, s'apparentano alla passione. Ma sparare a freddo su uno che è nato all'altro capo del mondo, che non hai mai visto, che non ti conosce e non parla la tua lingua, per ragioni che non sai, che non ti toccano, decise da altri, indenni in stanze blindate, persuasi di figurare dopodomani nella storia!

*** Gesualdo BUFALINO,  1920-1996, scrittore, poeta, aforista, Il malpensante, 1987.
Segnalato in 'aforismario.net', qui


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domenica 1 gennaio 2017

#SGUARDI POIETICI / Lettera di capodanno (Gesualdo Bufalino)

Dicono che repetita iuvant;
che il primo bacio è insipido, ma è il secondo che conta;
che il bis d’un minuto radioso
s’insaporisce d’un miele che ci sfuggì quella sera …
Ma l’anno che ritorna col suo rauco olifante
a soffiarci dentro le orecchie
l’ennesima Roncisvalle,
e ingrossa i fiumi, impoverisce gli alberi;
l’anno che nello specchio del bagno consegna
a uno svogliato rasoio la barba sempre più bianca;
l’anno che cresce su sé con l’ingordigia dei numeri,
sgranando sul calendario
il recidivo blues del Mai più …
chi oserebbe dire che meriti la festa del Benvenuto?
chi potrebbe giurare che non sia peggio degli altri?
Il male si moltiplica e repetita non iuvant.
Eppure … Eppure nella tombola arcana del Possibile
fra i dadi e il caso la partita è aperta;
gonfiano fiori insoliti il grembo d’una zolla;
lune mai viste inonderanno il cielo,
due ragazzi in un giardino
si scambieranno i telefoni, i nomi,
stupiti di chiamarsi Adamo ed Eva;
verrà sotto i balconi
un cieco venditore d’almanacchi
a persuaderci di vivere …
Crediamogli un’ultima volta.

*** Gesualdo BUFALINO, 1920-1996, scrittore, poeta, aforista, citato in 'cantiere poesia', 26 febbraio 2012, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Gesualdo_Bufalino


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venerdì 9 ottobre 2015