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venerdì 27 maggio 2022

#SGUARDI POIETICI / Quando il pensiero di te mi accompagna (Umberto Saba)

Quando il pensiero di te mi accompagna
nel buio, dove a volte dagli orrori
mi rifugio del giorno, per dolcezza
immobile mi tiene come statua.
Poi mi levo, riprendo la mia vita.
Tutto è lontano da me, giovinezza,
gloria; altra cura dagli altri mi strana.
Ma quel pensiero di te, che tu vivi,
mi consola di tutto. Oh tenerezza
immensa quasi disumana!

*** Umberto SABA, 1883-1957, poeta, scrittore, aforista, da Il canzoniere (1900-1954), Einaudi, 1965, in 'poesia in rete', 3 novembre 2019, qui



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martedì 29 giugno 2021

#SGUARDI POIETICI / Quasi una moralità (Umberto Saba)

Più non mi temono i passeri. Vanno
vengono alla finestra indifferenti
al mio tranquillo muovermi nella stanza.
Trovano il miglio e la scagliuola: dono
spanto da un prodigo affine, accresciuto
dalla mia mano. Ed io li guardo muto
(per tema e non si pentano) e mi pare
(vero o illusione non importa) leggere
nei neri occhietti, se coi miei s’incontrano,
quasi una gratitudine.
Fanciullo,
od altro sii tu che mi ascolti, in pena
viva o in letizia (e più se in pena) apprendi
da chi ha molto sofferto, molto errato,
che ancora esiste la Grazia, e che il mondo
- TUTTO IL MONDO – ha bisogno d’amicizia.

*** Umberto SABA, 1883-1957, poeta, scrittore, aforista, Quasi una moralità, da Il canzoniere, Einaudi, 1961, in 'il canto delle sirene', 7 aprile 2021, qui


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giovedì 9 luglio 2020

#SGUARDI POIETICI / Bocca (Umberto Saba)

La bocca
che prima mise
alle mie labbra il rosa dell’aurora,
ancora
in bei pensieri ne sconto il profumo.

O bocca fanciullesca, bocca cara,
che dicevi parole ardite ed eri
così dolce a baciare.

*** Umberto SABA, 1883-1957, poeta, scrittore, aforista, Bocca, da Tutte le poesie, Mondadori, 1998, in 'internopoesia', 26 giugno 2020, qui


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giovedì 19 marzo 2020

#SGUARDI POIETICI / La capra (Umberto Saba)

Ho parlato a una capra.
Era sola sul prato, era legata.
Sazia d'erba, bagnata
dalla pioggia, belava.

Quell'uguale belato era fraterno
al mio dolore. Ed io risposi, prima
per celia, poi perché il dolore è eterno,
ha una voce e non varia.
Questa voce sentiva
gemere in una capra solitaria.

In una capra dal viso semita
sentiva querelarsi ogni altro male,
ogni altra vita.

*** Umberto SABA, 1883-1957, poeta, scrittore, aforista, La capra, 1912, da 'Il canzoniere', 1900-1954, Einaudi, 2014, in 'libriantichionline.com, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Saba
Poesia recitata da Alessandro Gassman in facebook, 17 marzo 2020, qui (video, 0min38)


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martedì 27 agosto 2019

#SGUARDI POIETICI / Caro Luogo (Umberto Saba)

Vagammo tutto il pomeriggio in cerca
d’un luogo a fare di due vite una.

Rumorosa la vita, adulta, ostile,
minacciava la nostra giovinezza.

Ma qui giunti ove ancor cantano i grilli,
quanto silenzio sotto questa luna.

*** Umberto SABA, 1883-1957, poeta, scrittore, aforista, Caro Luogo, da Il canzoniere, sezione Ultime cose, Einaudi, 1978, in 'il canto delle sirene', 12 agosto 2016, qui


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lunedì 26 febbraio 2018

#SGUARDI POIETICI / Verso casa (Umberto Saba)

Anima, se ti pare che abbastanza
vagabondammo per giungere a sera,
vogliamo entrare nella nostra stanza,
chiuderla, e farci un po’ di primavera?

Trieste, nova città,
che tiene d’una maschia adolescenza,
che di tra il mare e i duri colli senza
forma e misura crebbe;
dove l’arte o non ebbe
ozi, o, se c’è, c’è in cuore
degli abitanti, in questo suo colore
di giovinezza, in questo vario moto;
tutta esplorammo, fino al più remoto
suo cantuccio, la più strana città.
Ora che con la sera anche si fa
vivo il bisogno di tornare in noi,
vogliamo entrare ove con tanto amore
sempre ti ascolto, ove tu al bene puoi
volgere un lungo errore?

Della più assidua pena,
della miseria più dura e nascosta
anima, noi faremo oggi un poema.

*** Umberto SABA, 1883-1957, poeta, scrittore, aforista, Verso casa, da Tutte le poesie, a cura di Arrigo Stara, Meridiani Mondadori, Milano 1994. 
Segnalato in 'nazioneindiana', 23 agosto 2008, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Saba


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sabato 27 gennaio 2018

#MOSQUITO / Fascismo, come il cancro (Umberto Saba)

Tutto il processo del fascismo – manifestarsi della sua vera natura quando è già tardi per un efficace intervento chirurgico; sua impossibilità di morire se non assieme alla vittima alla quale si è abbarbicato; tendenza a riprodursi in luoghi lontani dalla sua prima sede; disperate sofferenze che genera in quelli che ne sono colpiti; guasti profondi che si rivelano all'esame necroscopico dei corpi (o paesi) sui quali abbia totalitariamente imperato – tutto, dico, il suo processo ha sorprendenti somiglianze con quello del cancro.

*** Umberto SABA, 1883-1957, poeta, scrittore, aforista, Scorciatoie e raccontini, 1946, Einaudi, citato in 'aforismario.net', qui



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sabato 13 gennaio 2018

#SGUARDI POIETICI / Città vecchia (Umberto Saba)

Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un'oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene che va
dall'osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l'infinito
nell'umiltà.

Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita
d'amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s'agita in esse, come in me, il Signore.

Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via.

*** Umberto SABA, 1883-1957, poeta, scrittore, aforista, Città vecchia, da Trieste e una donna, 1910-1912, in Canzoniere,  Einaudi, 2014
https://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Saba



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giovedì 4 gennaio 2018

#SGUARDI POIETICI / Il torrente (Umberto Saba)

Tu così avventuroso nel mio mito,
così povero sei fra le tue sponde.
Non hai, ch'io veda, margine fiorito.
Dove ristagni scopri cose immonde.

Pur, se ti guardo, il cor d'ansia mi stringi,
o torrentello.
Tutto il tuo corso è quello
del mio pensiero, che tu risospingi
alle origini, a tutto il fronte e il bello
che in te ammiravo; e se ripenso i grossi
fiumi, l'incontro con l'avverso mare,
quest'acqua onde tu appena i piedi arrossi
nudi a una lavandaia,
la più pericolosa e la più gaia,
con isole e cascate, ancor m'appare;
e il poggio da cui scendi è una montagna.

Sulla tua sponda lastricata l'erba
cresceva, e cresce nel ricordo sempre;
sempre è d'intorno a te sabato sera;
sempre ad un bimbo la sua madre austera
rammenta che quest'acqua è fuggitiva,
che non ritrova più la sua sorgente,
né la sua riva; sempre l'ancor bella
donna si attrista, e cerca la sua mano
il fanciulletto, che ascoltò uno strano
confronto tra la vita nostra e quella
della corrente.

*** Umberto SABA, 1883-1957, poeta, scrittore, aforista, Il torrente, in Canzoniere,  Einaudi, 2014
https://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Saba


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lunedì 12 dicembre 2016

#SGUARDI POIETICI / Donna (Umberto Saba)

Quand’eri
giovinetta pungevi
come una mora di macchia. Anche il piede
t’era un’arma, o selvaggia.

Eri difficile a prendere.
Ancora
giovane, ancora
sei bella. I segni
degli anni, quelli del dolore, legano
l’anime nostre, una ne fanno. E dietro
i capelli nerissimi che avvolgo
alle mie dita, più non temo il piccolo
bianco puntuto orecchio demoniaco.

*** Umberto SABA, 1883-1957, poeta, scrittore, aforista, Donna, da Umberto Saba, Parole, 1934,
Anche in 'balbruno.altrervista.org', qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Saba