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giovedì 25 maggio 2017

#MOSQUITO / Dittatori da compiacere (Chinua Achebe)

Avere un dittatore da compiacere è un vero guaio. Poco male se si trattasse solo di ballare a testa in giù. Con un po’ di pratica chiunque ci può riuscire. Il vero problema è che non c’è modo di sapere da un giorno all’altro, da un minuto all’altro, qual è l’alto e quale il basso. 

*** Chinua ACHEBE, 1930-2013, scrittore, poeta, saggista, critico letterario nigeriano, Anthills of the Savannah, 1987, Heinemann, London, citato in Manfried F. R. Kets De Vries, Leader, giullari e impostori, 1993, Cortina, Milano, 1994. 


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domenica 19 marzo 2017

#RACCONTId'AUTORE / Madre Nibbio, uno che grida (Chinua Achebe)

Un giorno Madre Nibbio mandò sua figlia a prendere da mangiare.
La figlia andò, e tornò con un anatroccolo.
«Molto bene,» le disse Madre Nibbio. «Ma dimmi, che cosa ha detto la madre di questo anatroccolo quando sei piombata giù e hai rapito il suo piccolo?».
«Non ha detto niente,» rispose la figlia. «Se n’è solo andata via.»
«Devi restituirle l’anatroccolo,» disse Madre Nibbio. «Questo silenzio è di cattivo auspicio.»

Così la figlia restituì l’anatroccolo, e al suo posto prese un pulcino.

«Che cosa ha detto la madre di questo pulcino?» chiese Madre Nibbio.
«Ha pianto, si è disperata e mi ha maledetta, disse la figlia.
«Allora possiamo mangiare il pulcino,» disse Madre Nibbio. «Non c’è nulla da temere da parte di uno che grida.»

*** Chinua ACHEBE, 1930-2013, scrittore, poeta, saggista, critico letterario nigeriano, 1958, Le cose crollano, La nave di Teseo, 2016


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giovedì 12 maggio 2016

#SGUARDI POIETICI / Madre rifugiata con bambino (Chinua Achebe)

Nessuna Madonna con Bambino poteva eguagliare 
quell’immagine di tenerezza di madre 
per un bambino che doveva dimenticare

L’aria era pesante di odori 
di diarrea di bambini non lavati 
con costole slavate e sederi prosciugati 
in lotta con passi affaticati dietro vuoti ventri rigonfi. 
Molte lì hanno da tempo cessato 
di preoccuparsi, ma non quella madre, 
che manteneva tra i denti un sorriso spettrale, 
e negli occhi il fantasma dell’orgoglio materno 
mentre gli pettinava i capelli rugginosi 
rimasti sul cranio, e poi, 
solo negli occhi cantando, iniziò 
a ripartirli adagio... In un’altra vita 
questo sarebbe stato un piccolo atto quotidiano 
privo di importanza tra colazione e scuola: 
ora lei lo faceva come ponendo fiori 
sulla minuscola tomba di un bambino.

*** Chinua ACHEBE (Albert Chinualumogu Achebe), 1930–2013, scrittore, saggista, critico letterario e poeta nigeriano, Madre rifugiata con bambino, da Christmas in Biafra and other poems, 1971, in ‘Sagarana’, n. 51, aprile 2013, qui