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domenica 8 agosto 2021

#SENZA_TAGLI / Madri e figli (Lorenzo Tosa)

L’hanno invitata al “Circolo degli anelli”, su Rai2, per parlare della vittoria di suo figlio, uno dei quattro campioni olimpici della 4x100.
Ma Veronica, madre di Fausto Desalu, ha declinato gentilmente: 
“Non posso, devo fare la badante.”
Poi alla conduttrice ha aggiunto al telefono.
“Mi occupo di una signora anziana, mi devo occupare di lei. Sono arrivata dalla Nigeria, mio figlio è diventato cittadino italiano, l’ho cresciuto da sola tra mille difficoltà. Non parlavo una parola di italiano e mio figlio mi diceva sempre ‘mamma, non ti preoccupare, io diventerò qualcuno’.”
C’è anche questa normalità, questa storia, questa straordinaria lezione di dignità, nella vittoria di ieri.
Un frammento dell’Italia più bella.

*** Lorenzo TOSA, giornalista, blogger, facebook, 7 agosto 2021, qui


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giovedì 6 febbraio 2020

#SENZA_TAGLI / La risposta in cui c'è tutto (Lorenzo Tosa)

Le avevano invitate a Sanremo per omaggiare i loro risultati e ringraziarle, a nome di tutto il Paese.

Ma loro, le tre ricercatrici dell’ospedale Spallanzani che pochi giorni fa hanno isolato il Coronavirus a tempo di record, hanno risposto così:

“Grazie, ma non ci saremo - ha detto la dottoressa Concetta Castilletti, a nome di tutte - In questo momento di intenso lavoro, privare il laboratorio di tre persone sarebbe davvero impossibile. Mancare anche un solo giorno è complicato. Inoltre sarebbe poco rispettoso rispetto agli altri colleghi perché il risultato raggiunto con l'isolamento del virus è stato ottenuto da un'intera squadra.”

In questa risposta, se ci pensate, c’è tutto. Professionalità, serietà, umiltà, una dedizione assoluta al proprio lavoro, e una parola di cui avevamo anche dimenticato il significato: rispetto.

In questa risposta c’è una donna. Le donne.

Un passo avanti.
Buon lavoro.

*** Lorenzo TOSA, facebook, 5 febbraio 2020, qui

da sinistra a destra
Concetta Castilletti, 56
Maria Rosaria Capobianchi, 67, coordinatrice
Francesca Colavita, 30

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domenica 25 agosto 2019

#SENZA_TAGLI / Insulti al corazziere (Lorenzo Tosa)

"Sembra un Ferrero Rocher". “Nun se po’ vedè”. “Ci rubano il lavoro". "E io che sono disoccupato?". E via di insulti, frasi razziste, luoghi comuni di infimo livello.

Ogni volta che le luci si accendono sul Quirinale, le bestie tornano a parlare del corazziere nero. Gente che non riuscirebbe a mettere in fila tre righe in italiano o citare un articolo della Costituzione si permette di offendere un ragazzo cresciuto e vissuto in Italia per 30 anni, siciliano doc (come il Presidente Mattarella), che parla un italiano perfetto e da quattro anni difende, onora e protegge il Capo dello Stato e l’istituzione che rappresenta.

Alcuni, guardando questa foto, provano paura e spavento. 
Io, invece, guardo questi occhi profondi, questi centonovantasei centimetri, e riesco solo a provare orgoglio e gratitudine per lui e per il nostro paese.
Aspettando il giorno in cui questo scatto non farà notizia per gli insulti degli hater, né per il colore della sua pelle. Non farà notizia e basta.

*** Lorenzo TOSA, facebook, 24 agosto 2019, qui


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sabato 10 agosto 2019

#SENZA_TAGLI / Poi non dite (Lorenzo Tosa)

Solo un paese che ha smarrito il più elementare alfabeto civile e costituzionale può assistere in silenzio a un vicepremier di minoranza di un esecutivo che apre la crisi di governo, convoca il Parlamento ed evoca lo scioglimento delle Camere, come se fosse contemporaneamente il Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica in carica.

Solo un paese che ha perso ogni dignità può accettare senza battere ciglio che un capopartito chieda di essere investito di “pieni poteri”, neanche fossimo nell’ottobre del ‘22.

Solo un paese che ha perduto completamente il senso delle istituzioni può rimanere zitto mentre un ministro si rivolge a parlamentari della Repubblica eletti invitandoli ad “alzare il c***” e presentarsi in Aula il prossimo lunedì, come se fossero pedine alle sue dipendenze.

Non siamo più di fronte alle sbruffonate di un cialtrone sulla spiaggia con un Mojito in mano. Queste sono prove tecniche di regime. E, se può fare tutto questo, se può spingersi tanto in là, non è solo per i 10 milioni di italiani che lo applaudono, ma per i 50 che stanno zitti.

Ogni nostro silenzio, ogni nostro arretramento, è un segnale di resa delle democrazia e delle istituzioni. È una tacca in più nella discesa verso l’abisso e un piccolo assaggio di quello che sarà. I campanelli d’allarme nella storia suonano sempre fortissimi, solo che non ci sono mai abbastanza orecchie ad ascoltarli.

Poi non dite per nessuna ragione al mondo che non vi aveva avvisati.

*** Lorenzo TOSA, facebook, 9 agosto 2019, qui


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