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giovedì 28 marzo 2019

#SGUARDI POIETICI / Crescere senza rumore (Giuseppe Caliceti)

C’è il sole.
Che bella giornata!
Sottoterra,
senza far rumore,
nel piccolo orto
della scuola,
cresce,
beata,
una patata.

*** Giuseppe CALICETI, insegnante, scrittore, Crescere senza rumore, 'strisciarossa', 22 marzo 2019, qui


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sabato 2 marzo 2019

#SGUARDI POIETICI / Quelli che non si chiamano come te (Giuseppe Caliceti)

Io penso che anche
il Ministro dell’Odio
se fosse un migrante,
vorrebbe solo essere accolto.
Io penso che
il Ministro dell’Odio
se fosse ancora un bambino,
vorrebbe entrare a scuola
con gli altri bambini
e non essere cacciato da scuola
o lasciato in balia delle onde
su un motopeschereccio.
Io penso che anche
il Ministro dell’Odio,
se avesse bisogno di aiuto,
vorrebbe essere aiutato.
Semplicemente.
Io penso che anche
il Ministro dell’Odio
se non fosse italiano,
non vorrebbe che qualcuno
gli dicesse in faccia:
“Prima gli italiani”.
E se non fosse neppure
inglese o francese,
non vorrebbe che qualcuno
gli dicesse in faccia:
“Prima gli inglesi o i francesi”.
Io penso che anche
il Ministro dell’Odio,
se ci fossero cento o mille
che non si chiamano
come lui,
non vorrebbe che qualcuno
gli dicesse: “Prima tutti quelli
che non si chiamano come te”.

*** Giuseppe CALICETI, 1964, maestro e scrittore, Quelli che non si chiamano come te, 'strisciarossa', 13 febbraio 2019, qui 



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venerdì 21 dicembre 2018

#FILASTROCCHE / Filastrocca degli errori (Giuseppe Caliceti)

Ama molto.
Parla poco.
Prendi tutto
per gioco.
Vola alto.
Lancia
un sasso.
Fai tu
il primo passo.
Non ridere
degli altri.
E’ tardi!
E’ tardi!
Continua
a fare errori
piccoli
e grandi.

*** Giuseppe CALICETI, 1964, maestro e scrittore, Filastrocca degli errori, 'strisciarossa', 11 dicembre 2018, qui


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#SENZA_TAGLI / Il presepe e la carta igienica (Giuseppe Caliceti)

Abiti in Veneto? Non c’è la carta igienica nella scuola che frequentano i tuoi figli? Hai un’opportunità straordinaria. Te la dà la Regione del governatore leghista Luca Zaia. Quale? Dì alla maestra di tuo figlio di fare un presepe. E magari di scrivere insieme agli alunni una lettera a Gesù Bambino – mi raccomando, non a Babbo Natale – chiedendoGli di portare a scuola un po’ di carta igienica. 
Perché? Dunque, occorre sapere che il governatore Zaia  ha investito 50mila euro – esattamente: 38mila per le statali, 6.750 per le scuole paritarie e 1.250 per gli istituti di formazione professionale per te. Da dare a chi fa a scuola un presepio. Basta polemiche sul presepio sì o il presepio no a scuola. Presepio sì. E anche con incentivo economico. 

Nella mozione approvata nei mesi scorsi dal consiglio regionale su proposta di tre consiglieri, Andrea Bassi (ex lista Flavio Tosi), Stefano Casali (avvocato ed ex vice sindaco di Verona con Tosi) e Fabiano Barbisan (lista Zaia), si sosterranno le scuole che realizzeranno il presepe. Con un contributo di 250 euro. Per comprare le statuine? No, il premio non è un finanziamento agli istituti affinché realizzino il presepe. Ma una cosiddetta premialità che gli istituti potranno usare come meglio credono. Anche per comperare la carta igienica. E dire che l’assessore all’istruzione Elena Donazzan ha detto a proposito degli avversari politici, ma anche delle semplici persone di buon senso: “Contro questa iniziativa hanno detto che mancava la carta igienica, ora usano il pretesto del maltempo per mettere i bastoni tra le ruote. Sinceramente credo che le comunità che hanno subito dei danni e avranno questo piccolo contributo lo potranno ritenere comunque utile a superare la tragedia”. Già. Meglio di così!

*** Giuseppe CALICETI, insegnante, Gesù Bambino, porta la carta igienica alla nostra scuola, 'striscarossa', 14 dicembre 2018, qui


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domenica 11 novembre 2018

#SGUARDI POIETICI / I poveri fanno troppa paura (Giuseppe Caliceti)

Il Mediterraneo alla deriva.
Le onde sempre più alte, più nere.
Gli occhi da animali feriti
dei bambini pigiati nella stiva.
I poveri fanno troppa paura.
I poveri sono spazzatura.
Dalle onde si alza una brezza.
I poveri fanno troppa tristezza.
Vogliamo metter fine agli sbarchi.
I cieli si abbasseranno sul mare.
Rovesceremo in acqua i carghi:
uomini ragazze donne bambini.
I poveri creano imbarazzo.
I poveri portano malattie.
I poveri devono andarsene.
Con i loro stracci, le loro scarpe.
Il grido dei richiedenti asilo
sarà ricacciato in gola, morto.
Innalzeremo un muro sull’acqua.
Ma a nessuno vogliamo far torto.
Non riuscivamo più a sopportarli.
Rovinavano i telegiornali.
I poveri non sono mai di moda.
Rondini? Sono topi senza coda.
Topi senza ali, senza sorriso.
Ti fanno vergognare di esser vivo.
Le leggi dell’uomo? Quelle del mare?
Topi neri e tristi, annegate!
Presto chiuderemo tutti i porti.
No, non conteremo mai più i morti.
A chi alzerà preghiere al cielo
diremo: Non c’è nulla di atroce.
Cadaveri sui moli? Sulle rive?
Anni fa migrare toccò a noi.
Oggi migrare tocca a loro.
E’ così difficile da capire?
Belli, brutti il mondo è di tutti?
Il mondo non è di uno solo?
Bianchi, neri il mondo è di tutti?
Il mondo non è solo di alcuni?
Diremo: Non c’era altro da fare.
Diremo: Non volevamo far torti.
La schiuma aggrappata agli scogli.
I poveri di oggi, quelli di ieri.
I vivi sono troppo difficili
da smaltire, meglio i poveri morti.
A chi alzerà al cielo un dito
diremo: Creavano disordini.

*** Giuseppe CALICETI, 1964, maestro, scrittore, I poveri fanno troppa paura, 'strisciarossa', rubrica 'rime migranti', 4 novembre 2018, qui


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lunedì 29 ottobre 2018

#SGUARDI POIETICI / Io non sono razzista, ma... (Giuseppe Caliceti)

Aggredisci un uomo di origine cingalese
che sta giocando con suo figlio in un parco.
Pretendi che parli in italiano al telefono.
Minaccialo con un taglierino sulla gola
davanti al figlio terrorizzato.
Spara a due ragazzi maliani.
Spara a un operaio di origine capoverdiana.
Spara a un richiedente asilo della Guinea.
Grida: Torna al tuo paese, sporco negro!
Grida: Salvini! Salvini!
Spara a una donna nigeriana.
Spara a un uomo originario della Costa d’Avorio .
Spara a due uomini di origine nigeriana.
Spara a una bambina rom di poco più di un anno.
Spara a un altro rifugiato maliano.
Aggredisci e picchia un richiedente asilo senegalese.
Picchia a sangue un uomo di origine marocchina
che muore abbandonato sulla strada.
Lancia uova a una ragazza di colore nata in Italia.
Grida: Tornatene al tuo paese, sporca nera.
Grida: Io non sono razzista, sono loro ad essere neri.

*** Giuseppe CALICETI, 1964, maestro, scrittore, Io non sono razzista, ma, in 'strisciarossa', 'rime migranti', 17 ottobre 2018, qui

VAURO, 1955
vignettista, scrittore
dalla rete, vignetta 1990

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lunedì 10 settembre 2018

#SGUARDI POIETICI / Equivoco (Giuseppe Caliceti)

Posare i piedi
per tutta la vita
sullo stesso
pezzo di terra,
nascere in un luogo
e non in un altro,
può far nascere
nei membri
di una stessa ghenga
un pericoloso equivoco:
credere che quel luogo
ti appartenga.

*** Giuseppe CALICETI, 1964, maestro, scrittore, Equivoco, 'strisciarossa', 28 agosto 2018, qui


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venerdì 7 settembre 2018

#SGUARDI POIETICI / Il mondo è di tutti (Giuseppe Caliceti)

Onde di mare.
Cieli migranti.
Se siamo pochi
non siamo tanti.
Nessuno fuori.
Nessuno dentro.
Cuore di cane.
Cuore contento.
Frutto maturo.
Quanti anni hai?
Tondo futuro.
Dimmi, che fai?
Basta frontiere.
Basta confini.
Pensano in grande,
questi bambini.
Se siamo tanti
non siamo pochi.
Rimetto a posto
tutti i miei giochi.
I sette nani.
L’omino nero.
Il mondo è a pezzi.
Il mondo è intero.
Coda bagnata.
Occhi asciutti.
Il mondo è rotondo.
Il mondo è di tutti.

*** Giuseppe CALICETI, 1964, maestro, scrittore, Il mondo è di tutti, 'strisciarossa', 4 settembre 2018, qui


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giovedì 19 luglio 2018

#SGUARDI POIETICI / Un muro sull'acqua (Giuseppe Caliceti)

Arrivano in barca. Non c’è posto per tutti.
Invadono i paesi, rubano il lavoro,
portano malattie, infettano le scuole.
Bambini criminali. Bambini delinquenti.

Bande di ragazzini senza armi né denti.
La barca si è rotta. E’ girata. Caduta.
Le onde troppo alte. Le onde troppo grandi.
I cuori troppo duri. I cuori come scogli.

Sono bambini veri. Di oggi, non di ieri.
Li ho visti sott’acqua. Si abbracciavano.
I figli e le madri. I fratelli e i padri.
Tutti gridavano, ma con l’acqua in bocca

non si sentiva voce. I morti sono pochi?
Il ministro dell’odio è sicuro: Occorre
costruire un muro sulle onde del mare,
costruire un muro sulle onde del cuore.

Nascondere le mani. Affondare le barche.
O ci salviamo noi. O si salvano loro.
Il mare grosso, rosso. Dolore senza fine.
E’ una bara d’acqua senza un solo fiore.

*** Giuseppe CALICETI, 1964, maestro, scrittore, Un muro sull'acqua, 'strisciarossa', 16 luglio 2018, qui


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