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sabato 7 ottobre 2017

#VIDEO / Nuovi nonni e nuovi nipoti (Silvia Vegetti Finzi)


Diventare nonni
Silvia VEGETTI FINZI, 1938
psicologa clinica e saggista
intervistata da Luca Mazzucchelli, psicologo
youtube, 27 marzo 2015
video 10min45

Diventare nonni oggi è differente da anni fa, i nuovi nonni hanno caratteristiche in linea con quelle dei nuovi nipoti
Ecco il minutaggio della chiacchierata:
00:38 - L’importanza dei nonni nel processo di crescita.
02:50 - Nonni - nipoti: uno scambio di competenze.
05:58 - I nonni di domani.
07:15 - Da genitori a nonni: la possibilità di riscatto.
08:38 - L’importanza di mettere dei confini. 

Silvia Vegetti Finzi, Nuovi nonni per nuovi nipoti, Mondadori, 2008

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sabato 1 luglio 2017

#MOSQUITO / Desiderio, se c'è l'etica (Silvia Vegetti Finzi)

Il desiderio è sempre erratico, instabile, contraddittorio: mettergli le redini e orientarlo verso un fine preciso richiede chiarezza, determinazione, coerenza e fermezza. In questi anni, in cui non esiste più un copione prescritto, molti destini si disperdono in vani conati, in realizzazioni parziali o si estenuano in contraddizioni interne. Invece l’etica che permane anche dopo l’indebolimento delle fedi, il crollo delle ideologie, la crisi dei costumi, risiede proprio nell’individuare il proprio desiderio e nel rispondere responsabilmente delle proprie scelte. 

*** Silvia VEGETTI FINZI, 1938, psicologa clinica e saggista, rubrica ‘psiche lei’, ‘Io Donna’, 8 marzo 2008.


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lunedì 1 agosto 2016

#MOSQUITO / Concavi, un po' depressi ma creativi (Silvia Vegeti Finzi)

A differenza degli individui pieni di sé, ‘convessi’, chi ha fatto tesoro delle proprie parti ‘concave’ è pronto a riconoscere la domanda dell’altro, a contenere le emozioni che gli vengono inviate e restituirle elaborate e condivise. Un buon uso della ‘depressività’ è la condizione primaria, non solo per amare, ma anche per pensare creativamente. 

*** Silvia VEGETTI  FINZI, 1938, psicologa e saggista, docente di psicologia dinamica, rubrica ‘psiche lei’, ‘Io donna’, 27 luglio 2002


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martedì 16 febbraio 2016

#MOSQUITO / Immagini, possono salvare una vita (Silvia Vegetti Finzi, Lodovico Barbiano di Belgioioso)

... racconterò un episodio della vita di Lodovico Barbiano di Belgioioso (*), uno dei più grandi architetti italiani, scomparso il 10 aprile 2004 all’età di 94 anni. Suo è il progetto della milanese Torre Velasca. Nel 1944, deportato, in quanto antifascista, nel ben noto campo di concentramento di Mauthausen, dove fu sottoposto a terribili sofferenze, lo salvò questo pensiero, trascritto poi nel suo diario: «Sono stanco, mi fate lavorare, sono sfinito, mi fate trascinare un compagno per i piedi, con le caviglie gonfie e la testa che sobbalza sulla terra con gli occhi spalancati. Ma ho potuto pensare a una casa in cima a uno scoglio sul mare, proporzionata come un tempio antico. Sono felice, non mi avrete»

*** Silvia VEGETTI FINZI, 1938, psicologa, docente di psicologia dinamica all’università di Pavia, rubrica ‘psiche lei’, ‘Io donna’, 12 giugno 2004 - (*) 1909-2004, architetto e designer


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domenica 10 gennaio 2016

#MOSQUITO / Plusvalore, d'anima (Silvia Vegetti Finzi)

La psicologia non condivide le spiegazioni causa effetto dei fenomeni fisici. Le modalità di reazione sono innumerevoli e ciascuno vive a modo suo eventi che possono sembrare simili. L'importante è ammettere la sofferenza, elaborarla e condividerla senza ricorrere alle scappatoie della negazione. Solo quando si sia percorso il tunnel del dolore si può approdare alla luce di una ritrovata serenità e ottenere quel «plusvalore d'anima» che ci rende, nei confronti di se stessi e degli altri, più consapevoli, responsabili, empatici e generosi. 

*** Silvia VEGETTI FINZI, 1938, psicologa e docente di psicologia dinamica, Si può ancora essere felici, Edizione I Corsivi Corriere della Sera, ebook, 2013.


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giovedì 4 giugno 2015

#MOSQUITO / Efficienza, se l'autostima dipende dalle prestazioni (Silvia Vegetti Finzi)

In una società dove il valore personale è rappresentato dall’efficienza, l’autostima si misura sulle prestazioni erogate: ma se non c’è un metro di riferimento la richiesta diventa assoluta, illimitata, travolgente. Mentre sino a pochi anni fa la contraddizione fondamentale era tra essere e avere, adesso è piuttosto tra essere e fare. Un fare che, avulso dal fine e ignaro dei mezzi, diviene uno scopo per se stesso. In questo caso gli psicofarmaci risultano al tempo stesso necessari e micidiali. Sul momento consentono infatti di oltrepassare i limiti delle proprie risorse, di battere via via tutti i record personali. A lungo andare però, mettendo a tacere i sintomi, imbavagliando l’angoscia, impediscono di riflettere sul senso della vita e di programmare il proprio destino. 

*** Silvia VEGETTI FINZI, psicologa e psicoterapeuta, esperta di psicologia dinamica, rubrica ‘psiche lei’, ‘Io donna’, 15 maggio 2004.

martedì 30 dicembre 2014

#EXLIBRIS / Felicità, le donne

Nel nesso felicità-amore credo che le donne si trovino avvantaggiate, sia perché possiedono, come riconosce Dante nel Convivio, un particolare «intelletto d'amore» sia perché sono disposte a pagarne i costi in termini di dedizione, di sacrificio e, magari, di delusione. Emerge, dalla loro storia, una pretesa di felicità che le rende forti, coraggiose, pronte a ricominciare, mentre gli uomini soggiacciono più facilmente alla stanchezza e alla rassegnazione.
Come Penelope, sanno tessere la tela dell'attesa, consapevoli che la felicità non è mai preclusa e mai conclusa. Persino quando la morte sembra ormai l'unico traguardo, nell'intimità, nell'amore, nella partecipazione al futuro di chi resta, si possono vivere momenti d'inattesa felicita.
Per Aristotele solo alla fine del viaggio, quando la vita è giunta al termine della sua narrazione, potremo asserire di essere stati davvero felici, di aver avuto una vita felice. Ma noi, oggi, non pretendiamo tanto: la nostra esistenza si è fatta troppo lunga e complessa per essere incastonata per intero nella cornice della felicità.
Ci basta riconoscere di avere avuto una vita abbastanza buona, sentire che gli elementi positivi hanno prevalso su quelli negativi, che la nostra felicità non ha comportato l'infelicità altrui e che, con le nostre opere, abbiamo restituito quanto, nascendo, abbiamo ricevuto dalle generazioni precedenti.
Il resto è destino. 

*** Silvia VEGETTI FINZI, psicologa e psicoterapeuta in psicologia dinamica, Si può ancora essere felici?, Corsivi Corriere della Sera, ebook, 2013.