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domenica 30 giugno 2019

#SENZA_TAGLI / Lampedusa non lo merita (Marianna Aprile)

Le urla violente e sessiste sul molo di Lampedusa stanotte contro Carola Rackete non rendono onore a quel molo e a quell’isola che da decenni si dimostrano più umani e civili di buona parte del Paese. 

Attaccare una Capitana non per le decisioni prese nell’esercizio del suo ruolo (e di cui dal primo minuto ha detto di accettare le conseguenze penali, come ogni disobbediente civile) ma in quanto donna, conferma che oltre ad aver fatto mille passi indietro nella scala dell’umanità ne dobbiamo ancora fare diecimila in avanti su quella della parità. 

E tra i grazie da dire alla Rackete aggiungiamo anche quello per aver mostrato quanto toste e giuste e coraggiose sappiano essere le ragazze. E quanto bassi si ostinino a essere certi maschi. 

Al netto di questo, quello che urlavano quei maschi beceri è un reato ed è tutto filmato. Sono certa che non sarà difficile, su una piccola isola in una piccola folla, identificare chi li ha commessi e punirlo. Già che si invoca il rispetto rigoroso delle leggi.

*** Marianna APRILE, giornalista, facebook, 29 giugno 2019, qui


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giovedì 18 aprile 2019

#SENZA_TAGLI / Però che pena, Roma mia (Marianna Aprile)

Poche ore a Roma mia. 
La bellezza. Tanta e unica. 
Maltrattata, sempre di più. 

Ai tanti turisti con naso in su e gli occhi increduli e stupiti da cupole, monumenti, scalinate, luce, colori, si regalano serate sotto la pioggia ad aspettare taxi che non arrivano (ma guai a nominare Uber, eh), stazioni centrali della metropolitana chiuse, scale mobili transennate nelle stazioni aperte (e tutti a caricarsi trolley, passeggini, anziani), treni in ritardo (con binari annunciati che cambiano all’ultimo secondo), da attendere su banchine dal tetto delle quali piove da larghe crepe. 

Di dare la colpa a questo o a quello non mi importa nulla. E se cominciate con “colpa della Raggi” e “colpa del Pd” vi banno. 

Il punto è altrove. Il punto è che ormai diamo per scontato che a Roma le cose vadano così. La diamo per persa, lei che non si è mai persa in millenni di storia e gloria. 
Magari la colpa è proprio sua e del fatto che ci ha abituati a pensare che vabbè, tanto lei alla fine si rialza sempre, in qualche modo fa. 
Alla romanella, magari, ma un modo lo trova e ce la fa. 

Speriamo sia vero anche stavolta. Però che pena, Roma mia. Che bella sei e che splendore saresti. 

*** Marianna APRILE, giornalista, facebook, 14 aprile 2019, qui


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domenica 31 marzo 2019

#SENZA_TAGLI / La famiglia non la imbrigli e l'amore non lo imbrogli (Marianna Aprile)

Ok. Allora parliamo di famiglia.

Vivo tra due città, mettendocene in mezzo decine di altre ogni anno, per lavoro o per passione. In ciascuna delle due città, e in alcune delle altre, vivono persone che hanno in mano un pezzo del mio cuore. 
I miei genitori, mia sorella, quel gran figo di mio nipote, gli amici di sempre, quelli nuovi con cui però ti sei sentita a casa da subito (e hai fatto bene), quelli rimasti in dono da storie finite, quelli che non se ne sono mai andati nonostante le liti, quelli da cui sono riuscita a tornare, quelli che magari non li senti per mesi (e quasi sempre è colpa mia) ma ci sono e ne hai conferma alla prima telefonata.

La mia famiglia d'origine vive a 600 km da me, ma ce n'è un'altra, naturale come l'amore e la cura che la tengono insieme, che è sparpagliata e nulla ha a che vedere con il sangue, i concepimenti, le gestazioni.

Ha a che fare con l'amore, la comprensione (soprattutto dei difetti), i consigli, i rimproveri, il sostegno, i “no”, le reprimende, gli incoraggiamenti, le parole messe al posto giusto anche nei momenti sbagliati, i progetti in comune, specie quelli irrealizzabili.

Non c'è un unico posto che io possa definire “casa” senza fare torto ad altre case che sento mie: quella dei miei, quelle di Alessio, Lavinia, Alessandra.

E mi basta un'occhiata a questo puzzle pazzo di amori e luoghi, che sfugge a qualsiasi definizione, per avere la certezza che chi ha in testa uno schema fisso in cui incarcerare cuori e anime e diritti non può che essere destinato a perdere, anche se vince un'elezione.

Chi pensa di poter insegnare, anzi no, imporre a chiunque altro un solo modo di amare e sentirsi a casa, è votato all'estinzione. Perché la vita, con tutto quello che la rende tale, tende alla complessità, da sempre. E l'unico vero modo per tutelarla è celebrare tutte le forme che riesce a prendere, stupendoci ogni volta e confermandoci che ha sempre molta più fantasia di quanta potrà mai averne ciascuno di noi.

La fantasia, specie quella della vita, con quel suo scartare di lato senza preavviso, può far paura. E io lo capisco che chi ha paura cerchi di difendersi con regole e diktat in cui imbrigliare la propria, di vita, perché non faccia troppe sorprese. Lo capisco e lo rispetto.

Io però paura non ne ho. E non ne hanno le persone della mia famiglia strampalata e sparpagliata, che le sorprese della vita le hanno sempre accolte, talvolta cercate e sempre difese. Amandosi senza chiedere il permesso o chiedersi se fosse giusto. Decidendo di fare un figlio o di non farlo. Di amare una, nessuna o mille persone. Facendo l'amore per amore, per gioia, per non sentirsi sole o perché altri non lo fossero. Battendosi perché la loro libertà fosse accessibile anche ad altri, raccontandogliela, insegnandogliela, mostrando loro quanto vicina possa essere.

Come definizione di famiglia è un po' lunga, mi rendo conto. Ma, come dicevo, la famiglia non la imbrigli, neanche nelle frasi corte. E soprattutto l’amore non lo imbrogli con regole che servono solo chi ha paura.

*** Marianna APRILE, giornalista, facebook, 30 marzo 2019, qui


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lunedì 25 marzo 2019

#SENZA_TAGLI / La perfezione arriva così (Marianna Aprile)

La perfezione arriva così, per caso, mentre cammino e incrocio un papà che tenendola per mano dice placido alla sua bimba (che avrà tre anni): “dei gusti delle persone non si discute mai. Ognuno ha i suoi. Se trovi uno che li ha diversi, fatteli raccontare”. Già lo amo.

*** Marianna APRILE, giornalista, facebook, 24 marzo 2019, qui


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lunedì 25 febbraio 2019

#SENZA_TAGLI / Salvini e i 5S, se non si pagano le conseguenze delle proprie azioni (Marianna Aprile)

Cosa succede se ti permettono di non pagare le conseguenze delle tue azioni? 
Che ti senti al di sopra della legge. E ci prendi gusto.

E infatti ieri Salvini è andato a trovare un condannato definitivo (ha sparato a un ladro, rendendolo invalido, ma dopo averlo fatto inginocchiare e picchiato, non proprio d’impulso da legittima difesa, diciamo) e ha cianciato di richieste di grazia e leggi da cambiare.

Se ti concedono di non pagare mai le conseguenze delle tue azioni, finisce che ti arroghi arbitrariamente il diritto di decidere cosa sia da punire e cosa no, che te ne freghi (più del solito, intendo) di tre gradi di giudizio e qui di dell’autonomia di uno dei poteri dello Stato (di cui dovresti essere servitore), che agisci dolosamente contro istituzioni, di cui dovresti essere rappresentate e difensore.

Forse i Cinquestelle avrebbero dovuto farsi qualche domanda in più sugli effetti collaterali che salvare dal processo Diciotti l’alleato - già incline di suo a fregarsene - avrebbe avuto su tutti noi.

Che un conto è se per incompetenza e imperizia fate sparire il MoVimento. Altro è se con le vostre cialtronate da pusillanimi agevolate chi vuol far sparire i fondamentali dello Stato.

*** Marianna APRILE, giornalista, facebook, 24 febbraio 2019, qui


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giovedì 29 novembre 2018

#SENZA_TAGLI / Gentilezza napoletana (Marianna Aprile)

Un paio di settimane fa sono stata a Napoli. Facendo manovra, ho graffiato il paraurti di una Bmw parcheggiata. Ho lasciato un biglietto in cui mi costituivo e lasciavo i miei contatti al proprietario. 
Quando mi ha chiamato, mi ha ringraziato e mi ha detto che avrebbe portato l’auto a riparare da un carrozziere di mia fiducia. 
Non avendone uno a Napoli, ho chiesto in giro ad amici napoletani. 
Ma mentre loro provavano a trovarmene uno non troppo lontano dal quartiere in cui vive il signore della Bmw, lui mi ha chiamato per chiedermi se per me andasse bene un carrozziere, suo paziente, che per gratitudine nei suoi confronti mi avrebbe fatto pagare solo la vernice. L’equivalente di una pizza per due a Milano.

Perché lo scrivo? Perché se non avessi lasciato quel biglietto, cioè se non fossi stata onesta, non avrei scoperto che nel palazzo dei miei amici di Napoli vive un medico così gentile che i suoi pazienti appena possono sono gentili con lui. E indirettamente con me, che vivo a 800 km di distanza.

A me è parsa proprio una cosa bella assaje.

*** Marianna APRILE, facebook, 27 novembre 2018, qui


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venerdì 28 settembre 2018

#SENZA_TAGLI / Metropolitana e democrazia (Marianna Aprile)

Con le persone ho in genere una soglia di tolleranza altina. È con la gente che ho problemi di sopportazione. Ve lo dico perché possiate mettervi per tempo sul lato destro delle scale mobili delle stazioni e delle metropolitane.

[Oggi un tipo che la occupava in tutta la sua larghezza tra valige e postura comoda, quando gli ho chiesto “permesso” mi ha cazziato dicendo: “se va di fretta, ci sono le scale. Mica la gente si può spostare perché lei deve camminare sulle scale mobili”. Non sapevo se ridere o dargli una capocciata, ma improvvisamente mi sono stati chiari certi risultati elettorali]

*** Marianna APRILE, giornalista, facebook, 27 settembre 2018, qui


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mercoledì 18 luglio 2018

#SENZA_TAGLI / La mamma-salvataggio e il bambino che vuole verificare (Marianna Aprile)

“Lo sai che mia mamma è il salvataggio?”.

Giosuè, che deve avere quattro o cinque anni, mi si è avvicinato ieri su uno scoglio di cala Rotonda, a Favignana, e me lo ha detto sorridente e orgoglioso, raccontandomi che la sua mamma-salvataggio perlustra il mare prima che lui si tuffi per controllare se ci siano meduse. “Infatti a me non mi hanno mai fatto male le meduse”, mi dice Giosuè. La mamma-salvataggio gli ha anche detto che le meduse non sono tutte pericolose, che puoi toccarle sulla testa per esempio, senza che ti facciano nulla, perché sono i tentacoli le loro parti urticanti. “E allora sono andato lì dove c’era una medusa sulla sabbia e l’ho toccata sulla testa per vedere se era vero, ma un mio amico non l’ha fatto perché non ci credeva”. 

Lo so, sta venendo anche a voi in mente il paragone con chi verifica le cose e chi preferisce bersi tutto e vivere nella paura, ma non è questa la sede. Ve l’ho raccontato solo perché Giosuè e la sua mamma-salvataggio erano proprio belli.

*** Marianna APRILE, giornalista, facebook, 17 luglio 2018, qui


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lunedì 2 luglio 2018

#SENZA_TAGLI / Mamma, al posto dell'analisi (Marianna Aprile)

Io: “mamma hai visto che bello è il tatuaggio di Eugenio?”
Mamma: “vedrai che domani Alessio quando lo vede va in fissa che si deve fare il tatuaggio anche lui. Poi non lo farà perché tanto le cose definitive lo spaventano”. 

Ecco, Alessio, volevo dirti che al posto di anni di analisi bastava una telefonata a mia madre, che te la spiegava e nel frattempo ti faceva pure la parmigiana di melanzane. 
#openMamma

*** Marianna APRILE, giornalista, facebook, 1 luglio 2018, qui


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mercoledì 5 ottobre 2016

SENZA_TAGLI / La commessa, e la verità (Marianna Aprile)

Negozio abbigliamento, interno giorno.
La commessa: "guardi, questo modello di pantalone è perfetto per nascondere quell'inizio di pancia che abbiamo tutte dopo una certa età".
Deve essere stato lo choc, o forse il fatto che ahó, con quei pantaloni la pancia davvero sembra piatta piatta, ma l'ho comprato. In due, abbiamo infranto qualsiasi regola del marketing.

E tornando a casa pensavo (a proposito di pance, mie e del paese): ma se Renzi provasse a fare come la commessa? Se dicesse le cose come stanno, senza storytellare (e soprattutto senza nonnine al parco) né fare slogan, che succederebbe? 
Magari sarebbe brutto (almeno quanto sentirsi dire che si ha "la pancia dopo una certa età") ma almeno sarebbe vero. E di fronte alla verità difficile non assumersi (tutti) responsabilità. E difficile anche non sentirsi spronati a fare qualcosa per migliorarla, quella verità che non ci piace. 

A me per esempio non solo è piaciuto non sentirmi presa in giro con uno di quei "le sta un incanto", ma mi ha fatto anche venire voglia di una sessione straordinaria di Yoga e di prendere un altro paio di pantaloni di una taglia in meno, così ho un obiettivo da raggiungere. 
La morale? La verità fa male ma rilancia i consumi. Di certo più di quanto abbiano fatto gli 80 euro...

*** Marianna APRILE, giornalista, 'facebook', 4 ottobre 2016, qui