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domenica 3 luglio 2022

#SGUARDI POIETICI / Programma (José Saramago)

Nello sforzo di nascere c'è già tutto il finale,
nella rabbia di crescere s'insiste a continuare,
nella prova di vivere inacidisce il sale,
nello scavo d'amore si suda e si trasuda.
Rimedio, solo la morte: buon segno.

*** José SARAMAGO, 1922-2010, scrittore e poeta portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, Programma, da Le poesie, Feltrinelli, 2017, traduzione di Fernanda Toriello
https://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Saramago


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giovedì 7 ottobre 2021

#SGUARDI POIETICI / Vengano infine le alte allegrie (José Saramago)

Vengano infine le alte allegrie,
le ardenti aurore, le notti calme,
venga la pace agognata, le armonie,
e il riscatto del frutto, e il fiore delle anime.
Che vengano, amor mio, perché questi giorni
son di stanchezza mortale,
di rabbia e agonia
e nulla.

*** José SARAMAGO, 1922-2010, scrittore e poeta portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, 'la recherce.it', 18 giugno 2010, qui

 

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venerdì 1 ottobre 2021

#SGUARDI POIETICI / Traccio un solco (José Saramago)

Traccio un solco per terra, in riva al mare:
e la marea subito lo spiana.
Così è la poesia. La stessa sorte
tocca alla sabbia e tocca alla poesia
al via vai della marea, al vien-vieni della morte.

*** José SARAMAGO, 1922-2010, scrittore e poeta portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, in 'la recherche.it', 16 giugno 2010, qui


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mercoledì 4 agosto 2021

#SGUARDI POIETICI / Mani pulite (José Saramago)

Dal gesto di ammazzare con le mani
il modo di impastare non diverge
(che bello ch’è il progresso, che sollievo:
col pulsante qui a destra, eccoti il pane,
col pulsante a sinistra, facilmente,
anche senza mirare, lancio il missile
e il nemico centro).

*** José SARAMAGO, 1922-2010, scrittore e poeta portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, Mani pulite, da Versi alla mano, in Alfonso Maria Pluchinotta (a cura), Anthologia 6, Crocetti Editore 2004, in 'crocettieditore.it', 17 giugno 2005, qui


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sabato 14 dicembre 2019

#SGUARDI POIETICI / Qui nel cuore, forse (José Saramago)

Qui nel cuore, forse, o per meglio dire:
una ferita inferta col coltello, 
da cui sfugge la vita, sperperata,
in piena coscienza ci ferisce.
Il desiderare, il volere, il non bastare,
disillusa ricerca del motivo
che spieghi il nostro esistere casuale,
questo è che duole, forse qui nel cuore.

*** José SARAMAGO, 1922-2010, scrittore e poeta portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, in 'cctm.website', Centro Cultural Tina Modotti Caracas, 3 dicembre 2019, traduzione di Fernanda Toriello, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Saramago


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Testo originale
En el corazón, quizá, o más exacto:
Una herida rasgada con navaja,
Por donde se va la vida mal gastada,
Con total conciencia nos apuñala.
El desear, el querer, el no bastar,
Equivocada búsqueda de la razón
Que el azar de ser nos justifique,
Es eso lo que duele, quizá en el corazón.

giovedì 18 ottobre 2018

#MOSQUITO / Globalizzazione e comunismo (José Saramago)

[D: Qual è il suo pensiero sulla globalizzazione (...)]?
Se si facesse la globalizzazione del pane, starei dalla parte dei globalizzatori. Ma non fino a quando ci sarà una persona al mondo condannata a morir di fame.

[D: Da ultimo, che difficoltà incontra a mantenere il suo impegno comunista (...)?]
Nessuna difficoltà. Il comunismo, per me, è di natura ormonale. Oltre all'ipofisi, io ho nel cervello una ghiandola che secerne ragioni affinchè io sia stato e continui a essere comunista. Quelle ragioni le ho trovate, un giorno, condensate in un motto de "La Sacra Famiglia" di Marx e Engels: "Se l'uomo è formato dalle circostanze, bisogna formare le circostanze umanamente''. Le circostanze non le ha formate umanamente il socialismo pervertito, e tanto meno le formerà mai il capitalismo, che è pervertito per definizione. Dunque, il mio cervello continua a secernere ormoni.

*** José SARAMAGO, 1922-2010, scrittore e poeta portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, intervistato da Piergiorgio Odifreddi, senza data, qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Saramago
https://it.wikipedia.org/wiki/Piergiorgio_Odifreddi

foto da facebook, 13 ottobre 2018, qui

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venerdì 15 giugno 2018

#MOSQUITO / I fascisti del futuro (José Saramgo)

I fascisti del futuro non seguiranno lo stereotipo di Hitler o Mussolini. Non esibiranno quei gesti da militari duri. Saranno uomini che parleranno di tutto ciò che la maggioranza vuole sentire. Parleranno di gentilezza, famiglia, buone abitudini, religione ed etica. In quel momento sorgerà il nuovo demone, e così pochi capiranno che la storia si ripete.

*** José SARAMAGO, 1922-2010, scrittore e poeta portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998

testo originale, in spagnolo, facebook, 11 aprile 2018, qui:
«Los fascistas del futuro no van a tener aquel estereotipo de Hitler o de Mussolini. No van a tener aquel gesto de duro militar. Van a ser hombres hablando de todo aquello que la mayoría quiere oir. Sobre bondad, familia, buenas costumbres, religión y ética. En esa hora va a surgir el nuevo demonio, y tan pocos van a percibir que la historia se está repitiendo.»


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domenica 29 aprile 2018

MOSQUITO / Al lupo! al lupo! (José Saramago)

La storia, di solito raccontata dal nonno di famiglia, era infallibile durante le serate di provincia, non come semplice divertimento dei piccoli innocenti, ma come opera fondamentale di un buon sistema educativo, precursore, in qualche modo, del giuramento con cui i testimoni si rivelano, o rivelano, per essere sinceri, tutta la verità e nient’altro che la verità. (...) 
Ora, la storia del nonno raccontava di un giovane pastore di pecore che, forse per far passare le sue solitarie ore sul monte, decise un giorno di gridare “al lupo, al lupo”, di modo che la gente della campagna, armata di bastoni, spranghe e qualche carabina della penultima guerra, uscisse di corsa per difendere le pecore e, sulla strada, il pastore che le sorvegliava. Alla fine il lupo non c’era, era scappato per le grida, disse il ragazzo. Non era vero, come menzogna, però, era abbastanza convincente. Soddisfatto dal risultato della sua mistificazione, il nostro pastore decise allora di ripetere lo scherzo e, ancora una volta, i contadini risposero in massa. Ma niente, del lupo neanche l’ombra. La terza volta, però, nessuno mosse un piede fuori casa, si era capito che il pastore mentiva con tutti i denti che aveva nella bocca, gridi pure, si stancherà. Il lupo prese le pecore che voleva, mentre il ragazzo, abbarbicato su un albero, assisteva impotente al disastro. 
Nonostante il tema di oggi non sia questo, colgo l’occasione per ricordare le volte in cui molti di noi gridano “al lupo, al lupo!”. Erano molti di più quelli che negavano l’arrivo del lupo, ma alla fine è venuto e portava una parola sul collare: crisi. 

*** José SARAMAGO, 1922-2010, scrittore e poeta portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, Al lupo! Al lupo!, blog ‘Quaderno di Saramago’, versione italiana del blog portoghese ‘O caderno de Saramago’, traduzione di Massimo Lafronza, 24 marzo 2009, qui


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sabato 2 settembre 2017

#RITAGLI / Pre-fascismo, può succedere ancora (José Saramago)

Io credo che ci sia la possibilità che il fascismo stia aspettando di tornare in Europa. Non verrà con camicie nere, né brune, né cose simili. Ma la mentalità fascista sta lì, è tornata. Davanti all’impotenza della democrazia, ormai in crisi. C’è una deriva molto chiara della società europea in direzione dell’estrema destra.

[D: Vede altri segnali in questa direzione?]
Non sono certo che accada e in quale forma. Ma il fascismo non si nasconde più. È lì, è uscito in strada, è arrivato anche sui media. E può succedere che ci troviamo in una situazione politica prefascista senza rendercene conto. E che improvvisamente il fascismo arrivi a governare. E noi continuiamo a non rendercene conto. Perché la facciata si mantiene. E la facciata è l’illusione democratica.

*** José SARAMAGO, 1922-2010, scrittore, commediografo e giornalista portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, intervistato da Alessandra Coppola, "Nessun progetto, così l'Unione ha fallito", 'Corriere della Sera', 26 marzo 2007, qui

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giovedì 17 agosto 2017

#MOSQUITO / Viaggio, non finisce mai (José Saramago)

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito. 

*** José SARAMAGO, 1922-2010, scrittore, commediografo e giornalista portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, Viaggio in Portogallo, 1981, Feltrinelli, 2015


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martedì 11 aprile 2017

#MOSQUITO / Socialismo e comunismo, uno stato dello spirito (José Saramago)

Marx ed Engels hanno scritto nella Sacra famiglia: "Se l'uomo è formato dalle circostanze, allora bisogna formare le circostanze umanamente". Niente di più chiaro, niente di più eloquente, niente di più ricco di senso. Non avevo ancora trent'anni quando, per la prima volta, lessi quelle parole. Furono, per così dire, la mia via di Damasco. Capii che mi sarebbe stato impossibile tracciare una rotta per la mia vita al di fuori di quel principio e che solo un socialismo integralmente inteso (dunque, il comunismo) avrebbe potuto soddisfare i miei aneliti di giustizia sociale. Molti anni più tardi, in una intervista con Bernard Pivot, che voleva sapere perché continuassi a essere comunista dopo gli errori, i disastri e i crimini del sistema sovietico, risposi che, essendo un comunista "ormonale", mi era impossibile avere delle idee diverse: gli ormoni avevano deciso. La spiegazione è più seria di quanto sembri: e forse si capisce meglio se dico che, in qualche modo, ha un equivalente nel "non possumus" biblico. Recentemente, suscitando lo scandalo di certi compagni dediti alla più canonica ortodossia, ho osato scrivere che il socialismo – e a maggior ragione il comunismo – è uno stato dello spirito. Continuo a pensarlo. E la realtà si incarica giorno dopo giorno di darmi ragione. 

*** José SARAMAGO, 1922-2010, scrittore e poeta portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, Comunista a chi?, da 'il Manifesto', numero speciale, 17 dicembre 2009, citato in 'wikiquote', qui


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mercoledì 5 aprile 2017

#SGUARDI POIETICI / Afrodite (José Saramago)

All’inizio, è un nulla. Un soffio appena,
un brivido di squame, la carezza dell’ombra
come nube marina che si sfrangia
nella medusa dalle braccia a raggi.
Non si dirà che il mare s’è turbato
e che l’onda prende forma da quel fremito.
Nel dondolio del mare danzano pesci
e le braccia delle alghe, serpentine,
le curva la corrente, come il vento
le messi della terra, il crine dei cavalli.
Tra due infiniti blu s’avanza l’onda,
tutta di sol coperta, risplendente,
liquido corpo, instabile, d’acqua cieca.
Accorre il vento da lontano e reca
il polline dei fiori e altri odori
della terra contigua, oscura e verde.
Tuonando, l’onda rotola, e feconda
si lancia verso il vento che l’attende
nel letto scuro di rocce che si increspano
di unghie appuntite e vite brulicanti.
Ancora in alto le acque si sospendono
nell’istante supremo di tanta gestazione.
E quando, in un’estasi di vita che comincia,
l’onda si frange e sfrangia sulle rocce,
le avvolge, le cinge, le stringe e poi vi scorre
– dalla spuma bianca, dal sole, dal vento che ha spirato,
dai pesci, dai fiori e da quel polline,
dalle tremule alghe, dal grano, dalle braccia della medusa,
dai crini dei cavalli, dal mare, dalla vita tutta,
Afrodite è nata, nasce il tuo corpo.

*** José SARAMAGO, 1922-2010, scrittore e poeta portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, Afrodite, da In quest’angolo del tempo, in José Saramago, Le poesie, Einaudi, Torino, 2002, traduzione di Fernanda Toriello, segnalato in 'poesiainrete', 21 maggio 2016, qui


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Testo originale (Afrodite)
Ao princípio, é nada. Um sopro apenas,
Um arrepio de escamas, o perpassar da sombra
Como nuvem marinha que se esgarça
Nos radiais tentáculos da medusa.
Não se dirá que o mar se comoveu
E que a onda vai formar-se deste frémito.
No embalo do mar oscilam peixes
E os braços das algas, serpentinos,
À corrente se dobram, como ao vento
As searas da terra, as crinas dos cavalos.
Entre dois infinitos de azul avança a onda,
Toda de sol coberta, rebrilhando,
Líquido corpo, instável, de água cega.
De longe acorre o vento, transportando
O pólen das flores e os mais perfumes
Da terra confrontada, escura e verde.
Trovejando, a vaga rola, e fecundada
Se lança para o vento à sua espera
No leito de rochas negras que se encrespam
De agudas unhas e vidas fervilhantes.
Ainda alto as águas se suspendem
No instante final da gestação sem par.
E quando, num rapto de vida que começa,
A onda se despedaça e rasga no rochedo,
O envolve, cinge, aperta e por ele escorre
—Da espuma branca, do sol, do vento que soprou,
Dos peixes, das flores e do seu pólen,
Das algas trémulas, do trigo, dos braços da medusa,
Das crinas dos cavalos, do mar, da vida toda,
Afrodite nasceu, nasce o teu corpo.
José Saramago, da “Nesta esquina do tempo”, in José Saramago, Os Poemas Possíveis”, Portugália Ed., 1966

lunedì 30 gennaio 2017

#MOSQUITO / Bambini, vedono persone (José Saramago)

Dialogo in una televendita di automobili. Al lato del padre, che conduce, la figlia, di sei o sette anni, domanda: “Papà. Sapevi che Irene, la mia compagna di scuola, è nera?” Il padre risponde: “Sì, certo…” E la figlia: “Beh io no…” Se queste tre parole non sono esattamente un pugno alla bocca dello stomaco, sono senz’altro un’altra cosa: uno schiaffo per la mente. Direte che il breve dialogo non è altro che il frutto del talento creativo di un pubblicitario geniale, ma, anche qui accanto a me, mia nipote Julia, che non ha ancora cinque anni, alla domanda se a Tías, luogo in cui viviamo, ci fossero dei neri, ha risposto che non sapeva. E Julia è cinese…

Si dice che la verità sgorghi spontanea dalla bocca dei bambini, però, visti gli esempi in questione, non sembra essere questo il caso, se Irene è veramente nera e anche a Tías le nere non mancano. La questione è che, al contrario di quello che si crede, nonostante tentino di convincerci del contrario, le verità uniche non esistono: le verità sono multiple, solo la menzogna è globale. Le due bambine non vedevano neri vedevano persone, persone esattamente come loro vedono se stesse, quindi, la verità scaturita è semplicemente altra. (...)

*** José SARAMAGO, 1922-2010, scrittore portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, Questione di cuore, blog ‘Quaderno di Saramago’, traduzione di Massimo Lafronza, 26 marzo 2009, qui



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domenica 28 agosto 2016

#SGUARDI POIETICI / Mi è sempre piaciuto (José Saramago)

Mi è sempre piaciuto osservare, badare alle sfumature…

Mi piacciono le persone che “dicono qualcosa” e che sanno ascoltare, le persone che ragionano con la propria testa.

Mi piace il battito di ciglia o il sorgere leggero di un sorriso, la voce musicale.

Mi piace ascoltare buona musica, amo suonare, non potrei farne a meno, mi piace diventare cosa unica con ciò che suono, esplodere dentro.

Mi piace guardare le mie dita scivolare sul manico della chitarra, stanno bene insieme, lì…

Amo gli occhi di una donna, la sua pelle, la sua passione, tutto.

Parlo tanto, fin troppo, ma ci sono momenti che rimango in silenzio ad ascoltarmi.
E’ in quei momenti che fabbrico i miei pensieri più veri, mentre cammino per le strade, osservando la gente che passa, ascoltando i discorsi, a volte assurdi, di alcune persone o assaporando il sole che mi scalda dentro.

Amo ridere, giocare.

Amo le cose belle, le belle storie che dicono qualcosa, mi piace tutto ciò che fa palpitare il cuore.

E’ bello aver la pelle d’oca, significa che stai vivendo. 

*** Josè SARAMAGO, 1922-2010, scrittore e poeta portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, in ‘Malinconia leggera’, 12 aprile 2012, qui (Scansione in righe di mf )
Testo riportato più volte in rete, ma senza indicazione della fonte. 


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venerdì 29 luglio 2016

#SGUARDI POIETICI / Dimissione (José Saramago)

Questo mondo non serve, ne venga un altro, 
Già da troppo tempo siamo qua 
A fingere ragioni sufficienti. 
Diventiamo cani dei cani: sappiamo tutto 
del mordere i più deboli, se al comando, 
del leccare le mani, se ubbidiamo. 

*** José SARAMAGO, 1922-2010, scrittore, giornalista, drammaturgo, poeta e critico letterario portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, Dimissione, in Os Poemas Possíveis, Editorial Caminho, Lisboa, Portugal, 1981, traduzione di Julio Monteiro Martins, da ‘sagarana’, n. 9, ottobre 2002, qui



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domenica 17 aprile 2016

#CIT / Primavera (José Saramago)

José SARAMAGO, 1922-2010
 scrittore, giornalista, drammaturgo, poeta e critico letterario portoghese
premio Nobel per la letteratura nel 1998

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sabato 9 aprile 2016

#MOSQUITO / Viaggio, non finisce mai (José Saramago)

Il  viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.

*** José SARAMAGO, 1922-2010, scrittore e poeta portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, Viaggio in Portogallo, Feltrinelli, 1981, ripreso in blo 'Il Quadreno di Saramago', 3 giugno 2009, qui


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lunedì 29 dicembre 2014

#EXLIBRIS / Capodanno, i baci migliori (José Saramago)

Stanno tutti col naso all’aria, con gli occhi fissi sul quadrante giallo dell’orologio. Da Rua do Primeiro de Dezembro un gruppo di ragazzi avanza sbattendo coperchi di pentole, sbleng, sbleng, e altri fischiano, striduli. Fanno il giro della piazza della stazione, si fermano sotto il portico del teatro, sempre soffiando nei fischietti e battendo con le latte, e questo baccano si unisce a quello delle raganelle, gra-gra-gra-gra, mancano quattro minuti alla mezzanotte, ahimè la volubilità degli uomini, così gelosi del poco tempo che hanno da vivere, sempre a lamentarsi che siano corte le vite, lasciando alla sola memoria un bianco suono di spuma, ed eccoli qui impazienti perché passino questi minuti, tanto grande è il potere della speranza. C’è già chi grida per puro nervosismo e l’agitazione aumenta quando dalla parte del fiume si comincia a sentire la voce profonda delle navi ormeggiate, dinosauri che urlano con quel mugghio preistorico che fa vibrare lo stomaco, sirene che emettono grida lancinanti come animali sul punto di essere sgozzati, e i clacson delle automobili lì vicino strepitano impazziti, e i campanelli dei tram tintinnano a più non posso, finalmente la lancetta dei minuti copre la lancetta delle ore, è mezzanotte, l’allegria di una liberazione, per un breve istante il tempo ha abbandonato gli uomini, li ha lasciati vivere liberi, soltanto assiste, ironico, benevolo, eccoli lì, si abbracciano gli uni con gli altri, conoscenti e sconosciuti, si baciano uomini e donne a caso, sono questi i baci migliori, quelli che non hanno futuro. 

*** José SARAMAGO, 1922-2010, scrittore e poeta portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, L’anno della morte di Ricardo Reis, 1984, Einaudi, Torino, 1996.