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martedì 22 marzo 2016

#CIT / Semplicismo (Giovanni Sartori)

Giovanni SARTORI, 1924
politologo, saggista

In Mixtura altri 6 contributi di Giovanni Sartori qui (compresa una mia recensione al suo ultimo libro "La corsa vero il nulla", Mondadori, 2015)

domenica 13 marzo 2016

#RITAGLI / Primarie, una truffa (Giovanni Sartori)

[D: Professore, insomma, l'istituto delle primarie è da bocciare del tutto?]
Non posso dire che sono una cosa seria. Fino a ora non abbiamo assistito a un appuntamento con le primarie che non si sia rivelato truffaldino. Sono consultazioni comprabili.

[D: Dunque, non hanno senso?]
Per me sono del tutto inutili. Ormai le abbiamo provate tutte e i risultati fallimentari sono sotto gli occhi di ognuno di noi.

[D: E se fossero regolamentate per legge?]
Tutte sciocchezze. A cos'altro dobbiamo assistere per renderci conto che queste consultazioni non servono?

[D: L'errore è stato a monte nell'importare in Italia un istituto nato altrove?]
Sono state inventate negli Stati Uniti ma lì si partiva da zero. C'era un Paese che nasceva. Qui da noi non hanno ragion d'essere ma, soprattutto, contengono vizi che non possono essere eliminati.

[D: Quali?]
Tanto per cominciare hanno raggiunto livelli di corruzione insuperabili. Ma hanno anche altri difetti. A partire dalle percentuali bassissime registrate in alcune circostanze.

[D: Si riferisce alle consultazioni online del M5s?]
Sì. E in casi di così bassa partecipazione mi chiedo che senso abbia organizzarle.

[D: Eppure le primarie nascono come un esercizio di democrazia dal basso. Dovrebbero essere un'occasione per gli elettori di scegliere il candidato che più li rappresenta]
Non ci prendiamo in giro: il sistema è stupido ed è falsato. Ma soprattutto fa del male ai partiti stessi.

[D: In che senso?]
E' semplice: queste consultazioni modificano la struttura interna dei partiti, costretti a organizzarsi in funzione di questa o quella corrente.

[D: Primarie come pretesto per regolare conti interni?]
Senza dubbio. Ma anche, come nel caso del centrodestra, per stabilire primati tra leader diversi. In ogni caso la conclusione è una soltanto.

[D: Quale?]
Siamo di fronte a un pretesto aggiuntivo per falsare le vere elezioni.

*** Giovanni SARTORI, 1924, politologo, saggista, intervistato da Paola Alagia, Giovanni Sartori: Le primarie all'italiana sono una truffa, 'linkiesta', 11 marzo 2016

LINK articolo integrale qui


In Mixtura altri 5 contributi di Giovanni Sartori qui (compresa una mia recensione al suo ultimo libro "La corsa verso il nulla', Mondadori, 2015) qui

mercoledì 24 febbraio 2016

#VIDEO / Renzi, un imbroglione eletto da primarie fasulle (Giovanni Sartori)

Giovanni SARTORI, politologo
Due anni di governo Renzi, Sartori: “Imbroglione eletto da primarie fasulle”
Fuori Onda La7, ilfattoquotidiano.it, 23 febbraio 2016
video 2min26

Il politologo Giovanni Sartori, ai microfoni di Fuori Onda su La7, picchia duro contro il premier Matteo Renzi il cui esecutivo ha compiuto recentemente due anni: “Abbiamo un presidente del Consiglio eletto da primarie fasulle trasformate in elezioni politiche altrettanto fasulle”. 
Anche il paragone con l’ex inquilino di palazzo Chigi è impietoso: “Silvio Berlusconi è un imbroglione morbido, Renzi invece è un imbroglione aggressivo”. 
Ma c’è qualcosa che il professore salva dell’attuale capo del governo? 
“La totale mancanza di pudore e la furbizia”
(dalla presentazione del video)

In Mixtura altri 4 contributi di Giovanni Sartori qui

domenica 5 luglio 2015

#LIBRI PREZIOSI / La corsa verso il nulla, di Giovanni Sartori (recensione di M. Ferrario)

Giovanni SARTORI, "La corsa verso il nulla", Mondadori, 2015
pagine 105, € 15,00, ebook € 9,99

Un liberale 'antico', Giovanni Sartori. E sempre più 'antiquato': se è vero che in Italia perdura l'assenza di intellettuali conservatori, e non reazionari, dal pensiero colto, fine e intelligente. 
Non ho la visione del mondo dell'autore, perché mi posiziono in un altro campo ideologico, ma da anni seguo e apprezzo, soprattutto quando dissento, i suoi numerosi articoli e saggi. E qui, in questo volumetto, ritrovo il taglio seducente del suo argomentare pacato ma netto, la sua capacità franca e radicale di affermare anche posizioni fuori dal coro con chiarezza espositiva mirabile, sempre percorsa dal filo di quell'ironia e di quell'arguzia che sono una sua cifra inconfondibile. 
E' sempre più difficile trovare, nella disperante spensieratezza del presente, chi sa pensare, e non importa in questo caso il colore dei pensieri: quando avviene, giù il cappello.

Il libro è breve: poco più di un centinaio di pagine. 
E sono pagine che, volendo pappagallare il titolo (La corsa verso il nulla), si leggono davvero di corsa, anche se l'approdo non è 'al nulla', ma soltanto (e dici poco) a qualche riflessione non scontata, e non necessariamente condivisa con l'autore, su alcuni dei temi chiave del vivere e del convivere, cari alla sua ricerca. 
Sono questioni note, ma sempre attuali; e che qui vengono rinfrescate e riprodotte con quello stile agile ma mai superficiale che il lettore di Sartori conosce: dalla democrazia ai sistemi elettorali, dalle religioni monoteistiche al laicismo, dalla immigrazione alla multiculturalità, dall'islamismo al terrorismo, dall'embrione alla persona.

Colpisce l'abilità di intrecciare più chiavi di analisi: se la politologia è infatti l'occhiale che ha reso celebre l'autore anche negli Usa, da tempo si sono mescolate, con una sinergia efficace, altre chiavi, come la storia, la filosofia, la sociologia.
Il risultato, anche in questo volumetto, è una lettura amabile, sapiente, allettante. A conferma che si possono trattare problemi complessi anche con semplicità accattivante, senza cadere nel facile e disonesto semplicismo riduttivista e senza perdere il registro 'alto' che deve restare proprio di un approccio 'colto' alla realtà.

*** Massimo Ferrario, per Mixtura

«
Chi esce dal sonno dogmatico dell’ideologismo si deve ricredere: è falso che il cambiamento debba essere – per essere – rivoluzionario, e che sia tanto più rivoluzionario quanto più violento. Ed è altrettanto falso che le rivoluzioni, per giungere al loro compimento, debbano essere rivoluzioni «estese», rivoluzioni a lunga durata di violenza. Semmai è vero il contrario, e cioè che a maggior violenza – sia in intensità sia in durata – corrisponde solo maggiore danno e maggiore distruzione. I mezzi condizionano il fine e, alla lunga, s’impadroniscono del fine. La rivoluzione che non finisce mai è la violenza che non finisce mai. E la violenza che non finisce mai è la cattiva società. La dissennata ubriacatura rivoluzionaria del secolo scorso misurava la rivoluzione con il sangue: tanto più sangue, tanto più autentica è la rivoluzione. La verità è che le rivoluzioni creative hanno quasi sempre versato pochissimo sangue: è il caso della Gloriosa Rivoluzione inglese, della Rivoluzione francese fino al Terrore (che ne costituì il suicidio), delle rivoluzioni del 1848; insomma, delle rivoluzioni sbloccanti. (Giovanni Sartori, La corsa verso il nulla, Mondadori, 2015)
»

Sempre nel blog Mixtura, altri contributi di Giovanni Sartori qui

venerdì 3 luglio 2015

#RITAGLI / Renzi, un furbetto (Giovanni Sartori)

[D: Tutta la verità su Renzi] 
Non lo conosco e non desidero conoscerlo. Quel che ricordo di lui è chiuso in questo evento, così capisce tutto. 
A Firenze, al tempo in cui lui era sindaco, mi convocano per darmi un premio molto antico e molto noto: gli Amici del Latini. E un'antica osteria, si consegna il tradizionale prosciutto. Io e mia moglie Isabella ci incamminiamo e giunti al traguardo troviamo un numero spropositato di fotografi ad attenderci. E perché mai? Mi chiedo. A un certo punto un giovanotto che non conoscevo si fa avanti e mi stringe le mani. («Ti bacia», ricorda ad alta voce Isabella). Mi bacia anche? Comunque sia, scattano queste foto e lui un secondo dopo scompare senza che io avessi avuto tempo di conoscere chi accidenti fosse. Perché il tizio scorda anche di presentarsi.
Poi mi hanno svelato la sua identità. Un furbetto.

[D: E' atletico, scattante]
Non vedo in giro grandi personalità. Gli italiani hanno pensato che questo ragazzo fosse l'unico in cui riporre una speranza. Devo dire, malgrado il carattere sia quello che conosciamo (e con lui ho battagliato spesso), che D'Alema è di un'altra stoffa (quando mi dettero la laurea ad Urbino, che ho accettato perché Urbino merita, c'era lui a fare la relazione e devo dire che si era letto tutto il mio libro. Una stravaganza che apprezzai).

*** Giovanni SARTORI, 1924, politologo e saggista, intervistato da Antonello Caporale, «Obama è un incapace, il Papa un furbo e Renzi un furbetto», 'Il fatto Quotidiano', 30 giugno 2015

LINK, articolo integrale qui

Sempre sul blog, 1 altro contributo di Giovanni Sartori qui

martedì 19 maggio 2015

#MOSQUITO / Ma l'homo videns non è l'homo sapiens (Giovanni Sartori)

Dunque, e in sintesi: tutto il sapere dell’homo sapiens si sviluppa nella sfera di un mundus intelligibilis (di concetti, di concepimenti mentali) che non è in alcun modo il mundus sensibilis, il mondo percepito dai nostri sensi. E il punto è questo: che la televisione inverte il progredire dal sensibile all’intelligibile e lo rovescia nell’ictu oculi, in un ritorno al puro e semplice vedere. La televisione produce immagini e cancella i concetti; ma così atrofizza la nostra capacità astraente e con essa tutta la nostra capacità di capire.

*** Giovanni SARTORI, 1924, politologo, saggista, Homo videns. Televisione e post-pensiero, Laterza, 1999.