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sabato 14 gennaio 2017

#SGUARDI POIETICI / Questo amore (Jacques Prévert)

Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
È tuo
È mio
È stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
Il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l'ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi tu abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.

*** Jacques PREVERT, 1900-1977, poeta francese, Questo amore, da Jacques PrévertPoesie, Guanda editore, 1970, traduzione di Gian Domenico Giagni.
Anche in 'club.it', qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Jacques_Pr%C3%A9vert


In Mixtura altri contributi di Jacques Prévert qui

Testo originale
(Cet amour)
Cet amour
Si violent
Si fragile
Si tendre
Si désespéré
Cet amour
Beau come le jour
Et mauvais comme le temps
Quand le temps est mauvais
Cet amour si vrai
Cet amour si beau
Si heureux
Si joyeux
Et si dérisoire
Tremblant de peur comme un enfant dans le noir
Et si sûr de lui
Comme un homme tranquille au milieu de la nuit
Cet amour qui faisait peur aux autres
Qui les faisait parler
Qui les faisait blêmir
Cet amour guetté
Parce que nous les guettions
Traqué blessé piétiné achevé nié oublié
Parce que nous l'avons traqué blessé piétiné achevé nié oublié
Cet amour tout entier
Si vivant encore
Et tout ensoleillé
C'est le tien
C'est le mien
Celui qui a été
Cette chose toujours nouvelle
Et qui n'a pas changé
Aussi vraie qu'une plante
Aussi tremblante qu'un oiseau
Aussi chaude aussi vivante que l'été
Nous puovons tous les deux
Aller et revenir
Nous pouvons oublier
Et puis nous rendormir
Nous réveiller souffrir vieillir
Nous endormir encore
Rêver à la mort
Nous éveiller sourire et rire
Et rajeunir
Notre amour reste là
Têtu comme une bourrique
Vivant comme le désir
Cruel comme la mémoire
Bête comme les regrets
Tendre comme le souvenir
Froid comme le marbre
Beau comme le jour
Fragile comme un enfant
Il nous regarde en souriant
Et il nous parle sans rien dire
Et moi je l'écoute en tremblant
Et je crie
Je crie pour toi
Je crie pour moi
Je te supplie
Pour toi pour moi et pour tous ceux qui s'aiment
Et qui se sont aimés
Oui je lui crie
Pour toi pour moi et pour tous les autres
Que je ne connais pas
Reste là
Là où tu es
Là où tu étais autrefois
Reste là
Ne bouge pas
Ne t'en va pas
Nous qui sommes aimés
Nous t'avons oublié
Toi ne nous oublie pas
Nous n'avions que toi sur la terre
Ne nous laisse pas devenir froids
Beaucoup plus loin toujours
Et n'importe où
Donne-nous signe de vie
Beaucoup plus tard au coin d'un bois
Dans la forêt de la mémoire
Surgis soudain
Tends-nous la main
Et sauve-nous.

lunedì 9 gennaio 2017

#SGUARDI POIETICI / Per ridere in società (Jacques Prévert)

Ha messo la sua testa il domatore
nella gola del leone
io
ho infilato due dita solamente
nel gargarozzo dell'Alta Società
Ed essa non ha avuto il tempo
di mordermi
Anzi semplicemente
urlando ha vomitato
un po' della dorata bile
a cui è tanto affezionata
Per riuscire in questo giuoco
utile e divertente
lavarsi le dita
accuratamente
in una pinta di buon sangue
A ognuno la sua platea.

*** Jacques PREVERT, 1900-1977, poeta francese, Per ridere in società, da Jacques Prévert, Poesie, Guanda editore, 1970, traduzione di Gian Domenico Giagni
https://it.wikipedia.org/wiki/Jacques_Pr%C3%A9vert


In Mixtura altri 2 contributi di Jacques Prévert qui

lunedì 2 gennaio 2017

#SGUARDI POIETICI / Fiesta (Jacques Prévert)

E i bicchieri eran vuoti
e la bottiglia infranta
E il letto spalancato
e l'uscio era sprangato
E tutte le stelle di vetro
della felicità e della bellezza
lucevano nella polvere
della stanza mal spazzata
Ed ero ubriaco morto
ed ero fuoco di gioia
ed eri ebbra vivente
nuda tra le mie braccia.


*** Jacques PREVERT, 1900-1977, poeta francese, Fiesta, da Jacques Prévert, Poesie, Guanda editore, 1970, traduzione di Gian Domenico Giagni
In Mixtura 1 altro contributo di Jacques Prévert qui

sabato 14 febbraio 2015

#POETI RECITATI / Jacques Prévert, I ragazzi che si amano (lettura di Achille Millo)



Jacques Prévert, 1900-1977, poeta francese, 
I ragazzi che si amano, traduzione di Francesco Bruno 
in  Jacques Prèvert, Canzone del mese di maggio, 
a cura di Roberto Rossi Precerutti, 
in Un secolo di poesia, a cura di Nicola Crocetti, Edizioni Corriere della Sera, 2012
lettura di Achille Millo, 1922-2006
video 0min47


I  ragazzi che si amano si baciano in piedi 
Contro le porte della notte 
E i passanti che passano li segnano a dito 
Ma i ragazzi che si amano 
Non ci sono per nessuno 
Ed è soltanto la loro ombra 
Che trema nel buio 
Suscitando la rabbia dei passanti 
La loro rabbia il loro disprezzo i loro risolini
la loro invidia 
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno 
Loro sono altrove ben più lontano della notte 
Ben più in alto del sole 
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore