Visualizzazione post con etichetta religione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta religione. Mostra tutti i post

sabato 29 aprile 2017

#MOSQUITO / Religione, serve a mantenere unito lo Stato (Polibio)

Quella superstizione religiosa che presso gli altri uomini è oggetto di biasimo, serve in Roma a mantenere unito lo Stato: la religione è più profondamente radicata e le cerimonie pubbliche e private sono celebrate con maggior pompa che presso ogni altro popolo. Ciò potrebbe suscitare la meraviglia di molti; a me sembra che i Romani abbiano istituito questi usi pensando alla natura del volgo. In una nazione formata da soli sapienti, sarebbe infatti inutile ricorrere a mezzi come questi, ma poiché la moltitudine è per sua natura volubile e soggiace a passioni di ogni genere, a sfrenata avidità, ad ira violenta, non c'è che trattenerla con siffatti apparati e con misteriosi timori. Sono per questo del parere che gli antichi non abbiano introdotto senza ragione presso le moltitudini la fede religiosa e le superstizioni sull'Ade, ma che piuttosto siano stolti coloro che cercano di eliminarle ai nostri giorni. 

*** POLIBIO, 203 a.C (circa) - 20 a.C., storico greco, Storie, Mondadori, 1970, VI, 56, vol. II, pp. 133-4, segnalato in 'wikiquote', qui

domenica 2 aprile 2017

#VIDEO / Ogni religione protegge le donne, proteggere le donne è religione (Shiv Parkash)


Every religion protects women
protecting women is religion, 2014
cortometraggio indiano, 2014, edito e diretto da Shiv Parkash
film maker indiano
caricato su youtube il 24 luglio 2014 da JC Typiak
video 1min23


In questo cortometraggio indiano del 2014, ragazzi di ogni religione difendono una ragazza da un tentativo di molestia sessuale.
Il video, diventato subito virale, è stato criticato da molte femministe che vi hanno letto il messaggio inferiorizzante della debolezza della donna e del suo bisogno di affidarsi alla protezione degli uomini, incapace di far conto su stessa. 
Secondo gli autori del video invece intenzione era quella di stigmatizzare il comportamento maschile violento, invitando gli stessi maschi a non assistere passivamente ma intervenire e fermarlo. 
(da 'resoursesforlife', qui)

---
Credo sia quanto meno opinabile che ogni religione protegga la donna: almeno a giudicare dai testi, più o meno considerati 'sacri', tutti intrisi di cultura patriarcale e maschiocentrica, e dalle prassi di ogni fede, che di fatto per millenni (ma ancora oggi) inferiorizzano e oggettificano la donna.
E capisco il fastidio delle femministe per una ideologia sostanzialmente paternalista cui il video sembra ispirarsi.
Eppure il messaggio, rivolto a noi maschi, che stigmatizza le molestie alle donne e invita a non assistere indifferenti a tentativi di violenza su di loro, merita, ovviamente, di essere condiviso. (mf)

sabato 28 gennaio 2017

#MOSQUITO / Nativi americani, la religione (Giubba Rossa)

Fratello, tu dici che c’è un solo modo per adorare il Grande Spirito e per servirlo. Noi non ti comprendiamo, fratello. A noi è stato detto che la tua religione venne donata ai vostri predecessori e che da allora venne trasmessa di padre in figlio. Anche noi abbiamo una religione, che venne donata ai nostri padri e che a noi, loro figli, venne trasmessa. Noi adoriamo il Grande Spirito in questo modo. 
La nostra religione ci insegna ad essere grati per tutti i doni che riceviamo; ci insegna ad essere uniti e ad amarci a vicenda. Noi non discutiamo mai per questioni religiose, perché la religione è qualcosa che riguarda solo il singolo e il Grande Spirito, nessun altro. Fratello, noi non vogliamo toglierti la tua religione o forse distruggerla; noi vogliamo solo conservare la nostra religione e gioire di essa. 

*** GIUBBA ROSSA, 1756-1830 circa, nativo americano appartenente al popolo dei Seneca, oratore, da Käthe Recheis e Georg Bydlinski (a cura), Sai che gli alberi parlano?, Edizioni Il Punto d’Incontro, Vicenza, 1992.Testo del 1805, parte di un intervento pronunciato ad una riunione di Capi Indiani in risposta a un discorso di un predicatore cristiano. Dopo l’intervento, Giubba Rossa tese la mano al predicatore ma questi la rifiutò. 

sabato 16 luglio 2016

#SENZA_TAGLI / Ma è possibile? (Enrico Mentana)

L'Europa ha conosciuto l'orrore assoluto nella sua storia del Novecento: due guerre mondiali, la shoah. 
Solo poche migliaia di persone ancora ci possono raccontare la ferocia di quella ultima stagione di ferocia. Intere generazioni di europei sono nate e cresciute in pace, con la cultura del rispetto della vita. 
Ora la storia ci risbatte davanti agli occhi l'orrore, ogni volta con forme diverse, ma con la costante di azioni compiute contro gente comune: che volta a volta sta lavorando, facendo la spesa, guardando una partita, ascoltando un concerto, bevendo al tavolo di un bar, visitando un museo, prendendo il sole in spiaggia, cenando con gli amici, uscendo dalla metropolitana, entrando in in aeroporto o aspettando i fuochi d'artificio coi bambini nel giorno della festa nazionale. 
Muoiono per uccidere, e noi non lo capiamo: cosa c'è di meglio della vita? 
La risposta terribile che si danno è fatta di vergini e di Paradiso. 
Ma è possibile che esista una religione che garantisce il Paradiso a chi uccide dei bambini in suo nome?

*** Enrico MENTANA, giornalista, 'facebook', 15 luglio 2016, qui

domenica 28 febbraio 2016

#LINK / Secolarizzazione, avanza (Raphaël Zanotti)

(...) L’Istat ha di recente fotografato la nostra propensione alla pratica religiosa e il quadro che ne viene fuori è quello di un Paese che viaggia verso la secolarizzazione. Non spinta come in altri Paesi europei, è vero, ma tale da mostrare un’evidente disaffezione. Le chiese sono vuote, si dice sempre. È vero come per le moschee e le sinagoghe e ora lo certifica anche la statistica. 

Nel 2006 una persona su tre (esattamente il 33,4%) dichiarava di frequentare luoghi di culto almeno una volta alla settimana. La percentuale, però, oggi è scesa al 29%. E il calo è stato costante negli anni. Al contrario le persone che dichiaravano di non frequentare mai luoghi di culto sono passate dal 17,2 al 21,4%. In pratica oltre una ogni cinque. (...)

*** Raphaël ZANOTTI, giornalista, Cresce l’Italia che diserta le chiese: più facile perdere la fede a 55 anni, 'La Stampa', 25 febbraio 2016

LINK articolo integrale (e tavole) qui

lunedì 11 gennaio 2016

#RITAGLI / Religione, come risposta a tutto, ma è fascismo (Hanif Kureishi)

«La generazione di mio padre è cresciuta in una società coloniale, in cui i “bianchi” erano l’ideale da imitare. E noi pachistani o indiani imitavamo ciecamente quel modello: eravamo in fondo soltanto dei bianchi malriusciti. Questo paradigma ora non esiste più: i giovani di origine non europea non desiderano essere bianchi o identificarsi con gli occidentali. A un certo punto è nato un movimento chiamato “Back to the roots”, una riflessione sulla questione dell’identità. Si chiedevano chi, come dovessero essere gli individui di origine straniera che vivevano in Occidente. Non si trattava nemmeno di trovare un’identità, ma piuttosto di costruirne una».

[D: E l’unica identità che sono riusciti a costruire è stata l’adesione all’integralismo religioso?]
«Diciamo che si è trattato in realtà di una reinvenzione dell’identità religiosa. Per fare un esempio, nel momento in cui questo passaggio avveniva le mie zie a Karachi indossavano la minigonna e bevevano cocktail. È stata la reinvenzione di una religione idealizzata, un concetto che ha occupato il posto lasciato vacante dal colonialismo e dal fallimento dell’ideologia marxista. In ultima analisi, si tratta sempre di una forma di fascismo: cioè di voglia di risposte pronte, di autoritarismo, di bisogno di colmare un vuoto».

[D: Che genere di vuoto?]
«Un vuoto di significato. Il neoliberismo non ha etica, tutto ciò che devi fare è lavorare e diventare ricco, trasformarti in una macchina da soldi per ottenere status symbol. Senza risposte ma, soprattutto, senza domande. Rifugiarsi nella religione significa avere una risposta a tutto: devi soltanto seguire le regole, seguire il Signore, e tutto andrà bene, tutto acquista un senso. È una soluzione non priva di una sua terrificante bellezza, ma alla fine si tratta sempre di fascismo, di fascismo con un substrato religioso estremamente pericoloso per tutti».

*** Hanif KUREISHI, 1954, drammaturgo, sceneggiatore, scrittore e saggista britannico, figlio di padre pakistano e madre inglese, intervistato da Francesca Marino, Hanif Kureishi: 'Stiamo attenti allo scontro tra due fascismi', 'L'Espresso', 23 novembre 2015

LINK intervista integrale qui



In Mixtura altri 2 contributi di Hanif Kureishi qui

domenica 27 dicembre 2015

#SENZA_TAGLI / Religione, causa conflitti da 2mila anni (Ilaria Betti)

I conflitti religiosi dividono l'umanità da più di 2000 anni. È quanto afferma un nuovo studio antropologico, pubblicato sulla rivista "Current Anthropology", secondo il quale già nel 700 a.C. in Messico piccoli nuclei sono entrati in contrasto proprio per credenze religiose contrastanti. I ricercatori della University of Colorado e della University of Central Florida hanno cercato di risolvere un'annosa questione: la religione conduce alla pace o alla guerra? Le loro analisi li hanno portati a scoprire conflitti molto più antichi di quelli già noti.

Dopo anni di ricerche nella zona di Rio Verde in Messico e nella valle di Oaxaca, il professore Arthur A.Joyce e il suo team hanno scoperto che alcuni rituali religiosi locali avevano lo scopo di creare e rafforzare i legami nella comunità ma che avevano avuto come conseguenza quella di ritardare lo sviluppo delle istituzioni di un ipotetico Stato. A dominare la vita religiosa erano alcune elite che finivano per controllare anche il rapporto tra la comunità e gli dei, entrando di fatto in conflitto con quelli che erano i leader tradizionali di questi piccoli nuclei.

"Sia nella valle di Oaxaca, sia nella valle di Rio Verde, la religione è stata molto importante per la formazione e per la storia delle prime città e dei primi stati, ma in maniera molto diversa da zona a zona", ha spiegato il professor Joyce. Sempre per motivi religiosi, con ogni probabilità, venne creato uno stato-regione con la città di Monte Alban come capitale. E sempre per motivi religiosi, alcuni grandi templi costruiti nel 100 d.C. risultano completamente abbandonati cento anni dopo. "Il ruolo che la religione ha nella vita sociale e politica oggi - aggiunge lo studioso - non deve sorprenderci molto".

*** Ilaria BETTI, giornalista, "La religione causa conflitti da più di 2000 anni". I risultati di un nuovo studio antropologico sui "danni" causati nella storia, 'l'Huffington Post', 23 dicembre 2015, qui

In Mixtura altri 2 contributi di Ilaria Betti qui

domenica 15 novembre 2015

#MOSQUITO / Non più religione, ma più vita, champagne e gioia (Joann Sfar)

Joann SFAR, 1971, vignettista francese

“Amici di tutto il mondo, grazie per #PrayForParis, ma non abbiamo bisogno di più religione! La nostra fede è nella musica! Nei baci! Nella vita! Nello champagne e nella gioia! #ParisIsAboutLife” 

*** Joann SFAR, 1971, fumettista francese, notte degli attentati terroristici del 13 novembre 2015, via web, anche in 'Huffington Post', 14 novembre 2015, qui)

domenica 31 maggio 2015

#MOSQUITO / Religione disorganizzata e cazzeggio (Kurt Vonnegut)

Non so voi ma io pratico una religione disorganizzata. Appartengo a un empio disordine. Ci chiamiamo Nostra Signora della Perpetua Meraviglia.
(...) 
Le comunità virtuali non costruiscono nulla. Non ti resta niente in mano. Gli uomini sono animali fatti per danzare. Quant'è bello alzarsi, uscire di casa e fare qualcosa. Siamo qui sulla Terra per andare in giro a cazzeggiare. Non date retta a chi dice altrimenti.

*** Kurt VONNEGUT, 1922-2007, scrittore e saggista statunitense, Un uomo senza patria, 2005, Minimum fax, 2006

giovedì 8 gennaio 2015

#EXLIBRIS #RITAGLI / Dio, vita democratica, religione

Finché si proclama e si agisce in proprio nome, la finitezza costituisce per ciascuno un argine alla pulsione di onnipotenza, ma nel Nome di Dio ogni limite svanisce, ogni capriccio si ammanta di dovere assoluto e di obbedienza all’Altissimo, ogni straccio di opinione si tinge del non negoziabile del fanatismo. 
(…)
Lo spazio della vita democratica deve essere ateo esattamente come ateo è il laboratorio della ricerca e sperimentazione scientifica. “Cittadino Primo Console, non ho avuto bisogno di questa ipotesi”, risponde Laplace a Napoleone, che l’aveva apostrofato in tono intimidatorio: “non capisco come non abbiate dato spazio all’azione del Creatore”. Il singolo scienziato può anche essere credente, ma prima di entrare tra le provette o nel sincrotrone appende la sua fede all’attaccapanni, perché in laboratorio valgono solo ipotesi scientifiche ed esperimenti tesi a metterle alla prova. Analogamente il cittadino: non appena esce dalla dimensione dell’individuo privato per partecipare della sovranità nella sfera pubblica, deve lasciare a casa Dio e la fede, per dia-logare con i propri con-cittadini solo sulla base di ciò che li ac-comuna, fatti accertati + logica + valori repubblicani. La parola “Dio” e la parola-di-Dio non devono mai risuonare, neppure in filigrana, nel discorso pubblico, nelle agorà mediatiche, nelle istituzioni. “Non nominare il nome di Dio” è il primo comandamento della convivenza democratica, poiché il pronunciarlo non è mai “invano”, ma già attentato alla democrazia. 
*** Paolo FLORES D'ARCAIS, filosofo, direttore di ‘MicroMega’, "La democrazia ha bisogno di Dio": Falso!, Laterza, 2013



La religione è più profonda di Dio. È una visione del mondo per cui un valore intrinseco e oggettivo permea tutte le cose; l'universo e le sue creature suscitano meraviglia, la vita umana ha uno scopo e il cosmo ha un ordine. Credere in un dio è solo una delle manifestazioni possibili di questa visione del mondo.
*** Ronald DWORKIN, 1931-2013, filosofo e giurista statunitense, Religione senza Dio, Il Mulino, 2014, citato da Corrado Augias, I dubbi di fronte alle certezze degli altri, rubrica 'lettere', 'la Repubblica', 7 gennaio 2015