venerdì 13 luglio 2018

#SGUARDI POIETICI / Parole superflue (María Mercedes Carranza)

A tradimento ho deciso oggi,
martedì 24 giugno,
di assassinare alcune parole
Amicizia è condannata
al rogo, per eresia;
la forca spetta
ad Amore perché illeggibile;
non sarebbe male il vile randello,
per apostasia, per Solidarietà;
la ghigliottina come un lampo,
deve fulminare Fratellanza;
Libertà morirà
lentamente e con dolore;
la tortura è il suo destino;
Uguaglianza merita la forca
per essersi prostituita
nel peggior bordello;
Speranza è già morta;
Fede soffrirà la camera a gas;
il supplizio di Tantalo, perché disumana,
se lo prende la parola Dio.
Fucilerò senza pietà Civiltà
per la sua barbarie;
berrà la cicuta Felicità.
Resta la parola Io. Per essa,
per la tristezza, per la sua atroce solitudine,
decreto la peggiore delle pene:
vivrà con me fino
alla fine.

*** María Mercedes CARRANZA, 1945-2003, giornalista e poetessa colombiana, Parole superflue, in blog ‘Poesia e altro’, 29 settembre 2012, qui
Anche in 'losguardopoIetico', n. 163, 22 settembre 2013, documento a circolazione riservata

In Mixtura i contributi di María Mercedes Carranza qui
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui


Testo originale (Sobran las palabras)

Por traidoras decidí hoy, 
martes 24 de junio, 
asesinar algunas palabras. 
Amistad queda condenada 
a la hoguera, por hereje; 
la horca conviene 
a Amor por ilegible; 
no estaría mal el garrote vil, 
por apóstata, para Solidaridad; 
la guillotina como el rayo, 
debe fulminar a Fraternidad; 
Libertad morirá 
lentamente y con dolor; 
la tortura es su destino; 
Igualdad merece la horca 
por ser prostituta 
del peor burdel; 
Esperanza ha muerto ya; 
Fe padecerá la cámara de gas; 
el suplicio de Tántalo, por inhumana, 
se lo dejo a la palabra Dios. 
Fusilaré sin piedad a Civilización 
por su barbarie; 
cicuta beberá Felicidad. 
Queda la palabra Yo. Para esa, 
por triste, por su atroz soledad, 
decreto la peor de las penas: 
vivirá conmigo hasta 
el final.  

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