martedì 24 luglio 2018

#SENZA_TAGLI / Legge del taglione (Guido Saraceni)

“Occhio per occhio, dente per dente”, questo è ciò che stabilisce una antichissima regola - la cosiddetta “legge del taglione”. In base a questo principio, una persona che ha subito un danno - come ad esempio la perdita di un occhio o di un dente - può legittimamente vendicarsi, infliggendo all’aggressore lo stesso supplizio. La legge del taglione viene spesso citata come esempio di inciviltà, con una accezione fortemente dispregiativa, (“non vorremmo mica tornare alla legge del taglione!” oppure “quelli sono rimasti alla legge del taglione!”).

In realtà, questa regola rappresenta un primo esempio basilare e fondamentale di civiltà giuridica: 1) stabilisce che un dente vale un dente - a prescindere dal fatto che esso appartenga a un plebeo o a un nobile 2) impone una inderogabile e matematica corrispondenza tra offesa ricevuta e vendetta: se mi fai cadere un dente, non posso legittimamente sterminare la tua famiglia.

Oggi, inizio del XXI secolo, in Italia, la Lega punta ad eliminare il requisito della proporzionalità tra offesa e difesa invertendo l’onere della prova - dovrà essere il morto, non l’assassino, a provare di essere stato ucciso senza un giustificato motivo.

Come dire: mi dai uno schiaffo, ti spezzo un braccio. Entri in casa mia, ti uccido. Metti a tutto volume un disco di Gigi D’Alessio, ti brucio casa.

Questo significherebbe fare un passo indietro di millenni, per collocare il nostro diritto ad un livello di violenza, barbarie e inciviltà paragonabile forse solo a quella di chi spezza gli spaghetti.

Complimenti al nuovo governo: avete appena toccato il fondo, ma state già iniziando a scavare.

Cialtroni.

*** Guido SARACENI, docente di filosofia del diritto e informatica giuridica presso l'università di Teramo, facebook, 22 luglio 2018, qui


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