Gli davamo miglio, non troppo,
a sufficienza perché non si stancasse,
gli davamo acqua, un ditale,
perché gli ricordasse la sorgente
aprivamo la porta, appena un po’
perché il cielo gli colpisse l’occhio
e abbiamo messo un pezzo di specchio nella sua gabbia
perché vedesse direttamente la nuvola.
Restava immobile con le ali palpitanti.
Così cantava.
*** Solveig von SCHOULTZ, 1907-1996, scrittrice, poetessa, insegnante finlandese di lingua svedese, Cuore, 'Il canto delle sirene', 16 marzo 2017, qui
https://en.wikipedia.org/wiki/Solveig_von_Schoultz
In Mixtura ark #SguardiPoietici qui
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martedì 21 marzo 2017
mercoledì 28 settembre 2016
#MOSQUITO / Cuore, per imparare davvero (Carl Gustav Jung)
Soltanto se s’impara qualcosa con il cuore lo si possiede veramente. In altre parole, se ciò che s’impara non è associato ai sentimenti è così volatile che vola via...
*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico, psichiatra e psicoanalista, antropologo svizzero, La Psicologia del Kundalini Yoga, Seminario tenuto nel 1932, Bollati Boringhieri, 2004.
Anche in 'jungitalia', 'facebook', 23 settembre 2016, qui
In Mixtura altri 42 contributi di Carl Gustav Jung qui
martedì 14 giugno 2016
#CIT / L'ultimo frammento di cuore (Ernesto 'Che' Guevara)
Ernesto 'Che' GUEVARA, 1928-1967
rivoluzionario, guerrigliero, scrittore, medico argentino
In Mixtura 1 altro contributo di Ernesto 'Che' Guevara qui
lunedì 6 giugno 2016
giovedì 2 giugno 2016
sabato 26 dicembre 2015
#MOSQUITO / Morte, deve avvenire nel cuore per essere creduta (Taiye Selasi)
In realtà, lui era terrorizzato dalla fine delle cose. Non riusciva a capire come faceva la gente ad amare, e poi a non amare più. Persone che amavano, e a un certo punto non amavano più. Come un cuore che a un certo punto smette di battere. (Certo che capiva il come, era il perché che non riusciva a capire). Il dottor Soto una volta gli aveva detto che l’unica vera ragione per cui si preferisce avere varie relazioni e non un partner per tutta la vita era il desiderio di un contatto viscerale, immediato e senza implicazioni liriche, con la nostra «mortalità», questo e nient’altro. Uno dei giovani tirocinanti aveva appena rotto il fidanzamento e adesso si aggirava in sala operatoria con la faccia di uno che avrebbe potuto farsi del male con un bisturi. Il dottor Soto li convocò tutti dopo l’intervento chirurgico per dire: «l’unico scopo di una relazione è quello di inscenare, in miniatura, tutto lo stramaledetto dramma della vita e della morte. L’amore nasce come nasce un bambino. L’amore cresce come cresce un bambino. Un uomo sa bene che deve morire, ma non avendo conosciuto altre realtà che la vita non crede veramente nella propria morte. E poi, un giorno, il suo amore si raffredda. Il cuore dell’amore smette di battere. L’amore muore. In questo modo, l’uomo impara che la morte è la realtà: che la morte può esistere nell’essenza di una persona, la sua morte. La perdita di un animale domestico o di una rosa o un genitore può farlo soffrire, ma non sono convincenti, non abbastanza. La morte deve avvenire nel cuore per essere creduta. Dopo la morte dell’amore, l’uomo riesce a credere nella propria morte».
*** Taiye SELASI, 1979, scrittrice e fotografa britannica di origine ghanese e nigeriana, La bellezza delle cose fragili, romanzo, Einaudi, 2013. Traduzione di Federica Aceto
mercoledì 16 dicembre 2015
#MOSQUITO / Va' dove ti porta il cuore (Susanna Tamaro)
E quando davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il cuore. Quando poi ti parla, alzati e va’ dove lui ti porta.
*** Susanna TAMARO, 1957, scrittrice, Va’ dove ti porta il cuore, 1994, RCS Editori I grandi romanzi italiani, Corriere della Sera, Milano, 2003.
In Mixtura 1 altro contributo di Susanna Tamaro qui
martedì 6 ottobre 2015
#MOSQUITO / Cuore, quando diventa pietra (Hannah Arendt)
Il cuore è un organo curioso; soltanto quando è spezzato, batte al proprio ritmo; se non si spezza, si pietrifica. La pietra che ci cade dal cuore è quasi sempre quella in cui il cuore si era quasi trasformato.
*** Hannah ARENDT, 1906-1975, filosofa tedesca, gennaio 1954, Diari, a cura di Chantal Marazia, Neri Pozza, 2007, riprodotta anche in ‘Domenica di Repubblica’, 16 settembre 2007.
Sempre in Mixtura, altri 2 contributi di Hannah Arendt, qui
venerdì 8 maggio 2015
#VIGNETTE / Biani, Ebert, Vauro, ellekappa, Magnasciutti, Altan
MauroBIANI
Expo profughi, 'il manifesto', 8 maggio 2015
° °
EBERT
Cervello e cuore insieme, blog ebert, 6 maggio 2013
° ° °
VAURO
La firma, 'Il Fatto Quotidiano', 6 maggio 2015
° ° °
ellekappa
Civati, 'la Repubblica', 7 maggio 2015
° ° °
Fabio MAGNASCIUTTI
Drogati, blog fabiomagnasciutti, 6 maggio 2015
° ° °
ALTAN
Uscita dal tunnel, 'L'Espresso', 14 maggio 2015
° ° °
Mauro BIANI
Meritocrazia, Migranti, 'il manifesto' 6 maggio 2015
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lunedì 6 aprile 2015
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