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mercoledì 14 settembre 2016

#MOSQUITO / Cervello, ne abbiamo due (Rita Levi Montalcini)

Quello che in molti ignorano è che il nostro cervello è fatto di due cervelli. Un cervello arcaico, limbico, localizzato nell’ippocampo, che non si è praticamente evoluto da 3 milioni di anni fa a oggi, e non differisce molto tra l’homo sapiens e i mammiferi inferiori. Un cervello piccolo, ma che possiede una forza straordinaria. Controlla tutte quelle che sono le emozioni. Ha salvato l’australopiteco quando è sceso dagli alberi, permettendogli di fare fronte alla ferocia dell’ambiente e degli aggressori. 
L’altro cervello è quello cognitivo, molto più giovane. È nato con il linguaggio e in 150mila anni ha vissuto uno sviluppo straordinario, specialmente grazie alla cultura. Si trova nella neo-corteccia. 
Purtroppo, buona parte del nostro comportamento è ancora guidata dal cervello arcaico. Tutte le grandi tragedie - la Shoah, le guerre, il nazismo, il razzismo - sono dovute alla prevalenza della componente emotiva su quella cognitiva. E il cervello arcaico è così abile da indurci a pensare che tutto questo sia controllato dal nostro pensiero, quando non è cosi. (...)
Sì, la componente emotiva non è solo pessima. Il cervello arcaico ha salvato l’australopiteco, ma porterà l’homo sapiens all’estinzione. La scienza ha messo in mano all’uomo potenti armi di distruzione. La fine è già alla portata. (...) 
Bisognerebbe spiegarlo ai giovani, dei due cervelli. I giovani di oggi si illudono di essere pensanti. Il linguaggio e la comunicazione danno loro l’illusione di stare ragionando. Ma il cervello arcaico, maligno, è anche molto astuto e maschera la propria azione dietro il linguaggio, mimando quella del cervello cognitivo. Bisognerebbe spiegarglielo. 

*** Rita LEVI MONTALCINI, 1909-2012, medico, premio Nobel per la medicina nel 1986, intervistata da Paolo Giordano, ‘Wired’, marzo 2009


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giovedì 28 luglio 2016

#LINK / Cervello, le bugie più clamorose (Elisabetta Intini)

Nell'età dell'oro delle neuroscienze, l'organo più complesso, misterioso e meraviglioso del corpo umano è spesso soggetto a eccessive semplificazioni o colossali equivoci. Abbiamo raccolto, e demolito uno per uno, i più diffusi falsi miti che lo riguardano.

*** Elisabetta INTINI, giornalista, Le bugie più clamorose sul cervello, 'focus.it', 6 aprile 2016, 

LINK articolo e immagini qui


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domenica 17 luglio 2016

#GIF / Ogni tanto fa bene


Facebook, 16 luglio 2016
Per vedere il movimento,
cliccare su 'f' di facebook in alto a destra
oppure link a

domenica 5 giugno 2016

#LINK / Cervello, per tenere a bada l'ansia (Marco Pivato)

Un ragionamento che lo porta a fornire una nuova definizione di «ansia», vale a dire «una conseguenza dell’essere creativi nelle previsioni». È questo il cuore dell’ultimo saggio di LeDoux, «Ansia. Come il cervello ci aiuta a capirla» (Raffaello Cortina). Un saggio su un tema perennemente attuale: «L’ansia fa parte della vita: c’è sempre qualcosa di cui preoccuparsi, avere timore, agitarsi o stressarsi», sostiene LeDoux. Difficile dargli torto. Anche la biologia evoluzionista concorda: un fisiologico stato di tensione ci fa trovare preparati di fronte a improvvisi cambiamenti e ai pericoli. Tuttavia, se l’allerta è un senso innato, la maggior parte delle fobie derivano dall’esperienza, dalla cultura e dall’ambiente. In una parola dai vissuti che si trasformano in «trauma». (...)

*** Marco PIVATO, giornalista, Si cela nel cervello la ricetta per tenere a bada l’ansia. I farmaci non funzionano: il segreto consiste nell’equilibrare emozione e ragione, 'lastampa.it', 2 giugno 2016

LINK articolo integrale qui

martedì 17 maggio 2016

#RITAGLI / Cervello, visualizzare il conscio e l'inconscio (Vincenza Trione)

2010: un team di ricercatori guidati da Moran Cerf del California Institute of Technology di Pasadena (USA) progetta un sistema capace di rappresentare su un monitor i moti - coscienti e inconsci - delle persone e le loro eventuali modificazioni: con questa macchina, ha spiegato Cerf, è possibile riportare i nostri sogni e i nostri pensieri su uno schermo e analizzarli, decifrandone le icone ricavate. Lo studio dimostra che, quando viene bombardato da immagini, rumori e odori, il nostro cervello è in grado di selezionare quali stimoli sviluppare e quali ignorare.
La sfida: visualizzare elettronicamente le nostre attività cerebrali. «Grazie a questo studio, potremo leggere e interpretare i sogni delle persone. Probabilmente, un giorno sarà possibile trascrivere flussi di informazioni in tempo reale sul monitor davanti a noi» ha affermato Cerf.

*** Vincenza TRIONE, giornalista, E l'artista creerà con la (sola) forza del pensiero, 'Io Donna', 14 maggio 2016


domenica 17 aprile 2016

#MOSQUITO / Ecologia, soprattutto della mente (Tullio Regge)

Vorrei che si sviluppasse in voi giovani il senso critico, ossia la capacità di valutare le cose per quelle che sono, senza filtri demagogici o dogmatismi di sorta, avendo il coraggio, se necessario, di dubitare anche di quello che tutti sembrano ritenere ovvio. Significa anche saper giudicare a partire dai fatti, e non lasciarsi fuorviare dalle idee degli altri senza averle prima fatte nostre, né permettere che le nostre si irrigidiscano. Significa documentarsi, andare instancabilmente alla ricerca di conferme, sa-per cambiare idea e riconoscere i propri errori. E’ quanto di meglio la scienza, e il metodo scientifico, mi abbiano mai insegnato. Spero che possa insegnarlo anche a voi. 

Prima ancora di abbracciare la nobile causa dell’ambientalismo, dovremmo forse pensare a un’’ecologia della mente’, sbarazzarci dei pregiudizi, tornare al dialogo aperto e costruttivo. Non abbiate paura di dubitare, e di criticare tutto quello che non vi convince fino in fondo. Abbiate la forza e il coraggio di sostenere le vostre idee, anche se vi sembrano impopolari, anche quando non vi sentite appoggiati. La forza della ragione è in ciascuno di voi. E’ questa la scienza che voglio provare ad insegnarvi: quella mossa dal ragionamento critico, lo stesso che già due secoli fa insegnavano gli illuministi e dopo di loro il grande filosofo Kant, e che riassumerei così: ‘pensate con la vostra testa’. 

*** Tullio REGGE, 1931-2014, fisico, docente emerito al Politecnico di Torino, Giovani vi esorto alla scienza, ‘ttl’, supplemento de ‘La Stampa’, 2 ottobre 2004, estratto da Tullio Regge, Lettera ai giovani sulla scienza, Rizzoli, Milano, 2004.

mercoledì 16 marzo 2016

#VIDEO / Cervello, quanto ne usiamo? (Richard E. Cytowic)


Quale percentuale del cervello usiamo?
Richard E. CYTOWIC, neurologo statunitense
video 5min15

Due terzi della popolazione crede in un mito che è stato propagato da oltre un secolo: che usiamo solo il 10% del nostro cervello.
Richard E. Cytowic sfata questo mito neurologico.
E spiega il motivo per cui non possiamo essere multitasking. (mf)

lunedì 7 marzo 2016

#LINK / Cervello, e politica: come ci orientano disgusto, rischio, paura (Annamaria Testa)

Da qualche anno le neuroscienze hanno cominciato a osservare la politica, o meglio: hanno cominciato a osservare cervello e politica insieme, considerando caratteristiche e attività cerebrali, e connettendole con gli orientamenti politici dei proprietari di ciascun singolo cervello.
Gli studi su cervello e politica sono agli inizi e non è ancora ben chiaro se le strutture cerebrali che mediano gli orientamenti politici ne siano la causa o l’effetto. È anche possibile che questo sia uno dei tanti casi di coevoluzione (il fenomeno A alimenta il fenomeno B, che a sua volta accresce il fenomeno A, e così via).
Comunque, vi invito a premettere un ideale “sembra che…” alle affermazioni che riguardano cervello e politica e che leggete qui di seguito, anche se sono tutte state pubblicate su riviste di ottima reputazione. Questo non esclude che, se vi va, possiate anche trarre qualche conclusione provvisoria sì, ma suggestiva. (...)

*** Annamaria TESTA, pubblicitaria, Cervello e politica: come ci orientano il disgusto, il rischio e la paura, 'nuovo e utile', 15 gennaio 2015

LINK articolo integrale qui


In Mixtura altri 22 contributi di Annamaria Testa qui

domenica 6 marzo 2016

#SPILLI / Social network, e cervello (M. Ferrario)

I social network (e Facebook soprattutto: perché twitter, se non altro, ha il limite, forse ancora per poco, delle 140 battute...) ci hanno fatto credere che tutto quello che passa per il nostro cervello debba essere detto. 
E, in particolare, debba essere comunicato, con urgenza urgentissima impossibile da differire, al mondo intero, in quanto notizia fondamentale di cui l'intero mondo non può assolutamente essere privato: pena un impoverimento irrimediabile dell'umanità.

Insomma, della serie: 'narcisi per sempre' e 'incontinenti è bello'.

Sommessamente mi viene da ricordare, anche a me stesso:

1) - Non tutto ciò che passa per il cervello sono idee o pensieri.
2) - Bisognerebbe prima ci assicurassimo che ciò che passa stia passando davvero per il cervello.
3) - Occorrerebbe ci sincerassimo, prima di credere di avere un'idea o un pensiero, di avere attivato il cervello, conoscendone, soprattutto, il manuale d'uso.

Si tratta di un memo in tre punti che, per la verità, dovrebbe funzionare sempre: nel virtuale e nella realtà fisica.

*** Massimo Ferrario, Mixtura


mercoledì 9 dicembre 2015

#LINK / Cervello, sentiamo più il dolore della perdita che la gioia della vincita (Fabio Di Todaro)

L’attivazione della amigdala, la parte cerebrale che gestisce le emozioni, porta ad affrontare il rischio con cautela e a sentire più il dolore del flop che la gioia del successo

Se il nostro cervello fosse costituito dalla sola corteccia prefrontale, la parte «nobile» che ci differenzia dagli animali e ospita le facoltà mentali superiori, potremmo essere sicuri delle nostre scelte economiche e affidarci alle teorie dell’economia neoclassica. Invece dobbiamo fare i conti con le più recenti ricerche delle neuroscienze che solo da pochi anni hanno compreso due elementi fondamentali. Adesso sappiamo che le emozioni intervengono a gamba tesa nelle cosiddette decisioni razionali e che il cervello non è poi così affidabile e ci “inganna” quando abbiamo a che fare con il denaro.  (...)

*** Fabio DI TODARO, Per il cervello umano, vincere e perdere non hanno lo stesso peso 'lastampa.it', 8 dicembre 2015

LINK, articolo integrale qui

mercoledì 21 ottobre 2015

#RITAGLI / Adolescenti, la 'potatura' del cervello (Danilo Di Diodoro)

Un essere umano adulto ha nel suo cervello circa 85 miliardi di neuroni, ma all’interno della scatola cranica, in realtà, queste cellule si formano e si disfano continuamente, così come anche le connessioni fra di esse, le cosiddette sinapsi. Dunque il cervello non è affatto un organo immutevole, fissato una volta per tutte, come si credeva in passato, anzi, la ricerca più recente ha dimostrato che, soprattutto in certi periodi dell’esistenza, è tutto un fare e disfare. Specie durante l’adolescenza, quando avvengono cambiamenti epocali, come il misterioso pruning, la potatura di una gran quantità di sinapsi. Sembrerebbe un controsenso, perché proprio nel momento in cui la persona esce dall’età infantile e deve affrontare problemi più complessi e avrebbe bisogno del massimo della sua potenza cerebrale, avviene la drastica riduzione delle connessioni nervose. Ma in realtà è un fenomeno che serve a migliorare l’efficienza, a sfoltire quello che non serve. Così il cervello si prepara a una rivoluzione, cambia gli equilibri che avevano retto per anni e anni. Il nuovo assetto adolescenziale modifica i rapporti tra i principali sistemi neurali e i loro differenti neurotrasmettitori, le sostanze che in quantità infinitesimali regolano gli scambi fra le sinapsi.

Sesso, droghe: emozioni e piaceri immediati
«Si ha uno squilibrio nell’integrazione fra i principali sistemi neurali fortemente associati ai comportamenti a rischio» spiega André Luiz Monezi Andrade del Dipartimento di Psicobiologia dell’Università Federale di San Paolo, in Brasile, in uno dei capitoli del libro “Drug Abuse in Adolescence” (Springer, 2015). Fra questi il sistema dopaminergico, un insieme di circuiti neuronali che utilizzano la dopamina come mediatore chimico, e che è coinvolto nella percezione del piacere e della gratificazione, nelle emozioni (attraverso l’amigdala) e nei processi decisionali (mediante la corteccia prefrontale). 
«La maturazione della corteccia prefrontale e delle sue aree mediale e ventrale è ritardata negli adolescenti» specifica Monezi Andrade. «Questo fenomeno influenza il comportamento dei ragazzi, rendendoli più vulnerabili alle scelte che hanno maggior valore nel breve tempo». Dunque c’è una causa neurobiologica che giustifica l’attrazione degli adolescenti verso la scoperta di emozioni e piaceri immediati. È, non a caso, il momento in cui si è attratti dalle passioni, dal sesso, dall’alcol e dalle droghe, dalle nuove esperienze. «La vulnerabilità degli adolescenti alle sostanze psicotrope è supportata non solo dai cambiamenti nella loro struttura cerebrale, ma anche dal mutamento di diversi sistemi di neurotrasmissione, tra i quali spiccano il sistema dopaminergico, quello serotoninergico, noradrenergico e glutammaergico». Ad esempio, l’aumento di attività del sistema dopaminergico tende a inibire l’attività della corteccia prefrontale, così che si riducono le capacità critiche di valutazione dei rischi e si è più esposti a comportamenti impulsivi, allo sperimentare droghe.

Difficoltà nel controllo del comportamento
«Disabilità e mortalità aumentano del 200 per cento in questo periodo» sottolinea Ronald Dahl, psichiatra infantile dell’University of Pittsburgh Medical Center, in un articolo pubblicato sulla rivista Annals of the New York Academy of Sciences. «Questo raddoppio nei tassi di disabilità e decessi tra la fase della prima età scolare e la tarda adolescenza non è il risultato di malattie: le principali cause sono correlate proprio a difficoltà nel controllo del comportamento e delle emozioni». Ma di questa rivoluzione cerebrale l’adolescente ha bisogno, per affrontare i compiti della crescita. Dopo l’età infantile, caratterizzata dalla protezione familiare, è necessario questo scossone che proviene dall’interno, la chiamata verso il nuovo, il passionale e l’imprudente. 
«Apprendiamo nell’adolescenza molti degli schemi di comportamento che adotteremo da adulti e il motivo di ciò può essere proprio il pruning» rinforza David Bainbridge, docente di anatomia clinica veterinaria all’Università di Cambridge e autore di diversi libri divulgativi su temi di neuroscienze, come per esempio Adolescenti (Einaudi, 2009). «Le aree della corteccia cerebrale sottoposte alla potatura più drastica durante l’adolescenza sono quelle che più di tutte associamo al comportamento dei teenager. La corteccia parietale viene sfoltita senza pietà nel secondo decennio di vita, un periodo in cui iniziamo ad attribuire interpretazioni estremamente sottili e complesse alle nostre percezioni». (...)

Si sviluppa anche il senso morale
Un documento dell’Organizzazione della Sanità dedicato all’adolescenza pubblicato nel 2014, intitolato Health For The World’s Adolescents, A second chance in the second decade, indica questa fase della vita come il momento cruciale durante il quale si sviluppano le abilità più diverse: il ragionamento e la valutazione morale, la capacità di pensiero astratto e di giudizio razionale. L’adolescente impara a immedesimarsi nella prospettiva degli altri e a tenerne conto nella relazione interpersonale. Per la prima volta si interessa di temi sociali nei quali alcuni si lanciano con il cuore in mano. Il senso di sé si consolida, si definisce l’identità sessuale, si diventa sensibili ai punti di vista dei pari, mentre cresce l’autonomia rispetto alle opinioni dei familiari. Si stanno rompendo gli schemi e le barriere di protezione, si va verso il mondo.

*** Danilo DI DIODORO, medico, specialista in psichiatria, Adolescenti, la grande «potatura»:
come (e perché) la mente cambia, 'corriere.it', 19 ottobre 2015

LINK, articolo integrale qui
Sempre al link, 3 (belle) illustrazioni di Mirco Tangherilni che disegnano l'evoluzione del cervello alla nascita, a 6 anni, a 14 anni

giovedì 15 ottobre 2015

#CIT / Braccia, e cervello (Henry Ford)

Henry FORD, 1863-1947
imprenditore statunitense, fondatore della Ford Motor Company

citazione di Henry Ford segnalata da Edoardo Lombardi, History e case history. Lezioni dalla storia per manager e imprenditori, FrancoAngeli, 2012-1014

In Mixtura altri 2 contributi di Henry Ford qui

domenica 4 ottobre 2015

#VIDEO / Cervello, neuroplasticità e mindfulness (Daniel J. Siegel)


Daniel J. SIEGEL, 1957, medico, pediatra, psichiatra statunitense
Neuroplasitictà del cervello e Mindfulness - 2013
video, 2min28


Autore il dr.Daniel J.Siegel, medico, pediatra, pischiatra (Harvard University e UCLA).
Insieme al dr. Jon Kabat Zinn è una delle figure di spicco, in ambito scientifico, della ricerca e divulgazione della Mindfulness.
Dice di se: "La mia missione è di fornire una visione integrata dello sviluppo umano, su basi scientifiche, per professionisti della salute mentale, educatori, responsabili di organizzazioni, genitori e altri, al fine di promuovere la crescita della qualità della vita e delle menti sane". (dalla presentazione del video)

In Mixtura alcuni contributi di Jon Kabat Zinn qui

sabato 26 settembre 2015

#VIDEO / Oliver Sacks, l'esploratore del cervello (Poh Si Teng)

Oliver Sacks, l'esploratore del cervello
Poh Si Teng, 'The New York Times'
internazionale.it, 31 agosto 2015
video, 2min04


Oliver Sacks era un neurologo e uno scrittore di successo, che ha svelato i segreti del cervello umano. 
Il suo lavoro è stato raccontato al cinema, al teatro e perfino all’opera.
Ci lascia in eredità delle storie straordinarie. (dalla presentazione del video)

Un esempio straordinario di capacità di osservazione e di empatia. (mf)

Su Oliver Sacks
https://it.wikipedia.org/wiki/Oliver_Sacks