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sabato 29 aprile 2017

#VIDEO / Mindfulness (Gennaro Romagnoli)


Mindulness
Gennaro ROMAGNOLI
psicologo e psicoterapeuta
intervistato da Luca Mazzucchelli
diffuso su you tube il 25 aprile 2017
video 12min15


In Mixtura, a proposito di 'mindfulness', si possono vedere anche quattro video del fondatore di questa pratica, lo statunitense Jon Kabat-Zinn, e leggere un mio breve commento qui

venerdì 4 novembre 2016

#LINK / Burnout e Mindfulness, un punto di incontro (Luca Scaramagli)

Come si legano tra loro i concetti di burnout e mindfulness? La mindfulness è risultata efficace nella cura di vari sintomi o disturbi correlati al burnout.

Nel seguente articolo si parlerà di burnout e mindfulness, due concetti che ad alcuni possono sembrare distanti o addirittura uno all’opposto dell’altro, ma tra i quali in realtà è possibile identificare un filo conduttore o persino un legame.

*** Luca SCARAMAGLI, psicologo, Burnout e Mindfulness: un punto d’incontro, 'stateofmind.it', 2 novembre 2016

LINK articolo integrale qui

mercoledì 21 settembre 2016

#LINK / Mindfulness, origini, caratteristiche, efficacia dei risultati (Francesco Gallizio)

Jon Kabat-Zinn (2003), biologo molecolare statunitense e ideatore del programma per la riduzione dello stress basato sulla mindfulness (MBSR), definisce la mindfulness come la consapevolezza che emerge dal prestare attenzione di proposito, nel momento presente e in maniera non giudicante, allo scorrere dell’esperienza, momento dopo momento. Si tratta cioè di dirigere volontariamente la propria attenzione a quello che accade nel proprio corpo e intorno a sé, ascoltando accuratamente la propria esperienza e osservandola per quello che è, senza valutarla o criticarla.

Le origini della mindfulness
L’approccio della mindfulness deriva da un tipo di pratica meditativa buddista, la meditazione vipassana, ripulita di ogni sua componente mistica e adattata ad un training clinico. Il programma, di otto settimane, è basato su un apprendimento di tipo esperienziale praticato durante sedute di gruppo a cadenza settimanale e rafforzato da un impegnativo lavoro quotidiano, che viene prescritto per i restanti sei giorni della settimana. Esso porta i soggetti ad esperire un nuovo modo per entrare in contatto con ciò che accede dentro e fuori di se stessi. Si tratta di un training ad oggi ampiamente validato in letteratura, per la sua efficacia nel trattamento di svariate problematiche correlate allo stress, e diffuso ormai in tutto il mondo. (...)

Le fasi del percorso di meditazione (...)
Il potere della consapevolezza (...)
Il training Mindfulness Based Stress Reduction (...)
Conclusioni (...)
L’efficacia del training della mindfulness (...)

*** Francesco GALLIZIO, psicologo e praticante di mindfulness, Mindfulness - Le origini e le caratteristiche, 'state of mind', 19 settembre 2016

LINK articolo integrale qui

lunedì 28 marzo 2016

#SENZA_TAGLI / Mindfulness e felicità, c'è un rapporto scientifico (Nicoletta Cinotti)

La connessone tra mindfulness e felicità è forte, per tante ragioni, che proveremo ad esplorare. Non ultimo perché, agli inizi del protocollo MBSR, negli Stati Uniti, venne condotta una rivoluzionaria ricerca su un gruppo di dipendenti di una azienda di biotecnologia di Madison, in collaborazione con Richard Davidson, importante neuro-scienziato dell’Università del Wisconsin.

Una ricerca rivoluzionaria - Questi dipendenti vennero reclutati per partecipare ad una ricerca sugli effetti della partecipazione ad un protocollo MBSR di otto settimane. Vennero sottoposti ad una serie di test sulle funzioni e sulle risposte cerebrali e suddividendoli in due gruppi: un gruppo inizierà il programma in autunno e l’altro sarà un gruppo di controllo.Tutti verranno testati alla fine del protocollo per valutare le differenze nelle risposte di funzionalità cerebrali e, per escludere che i cambiamenti possano essere dovuti a modificazioni spontanee, verrà testato nuovamente anche il gruppo di controllo.
Fin quando non è stata fatta questa ricerca si riteneva che il rapporto funzionale tra emisfero destro – che si attiva durante l’espressione di emozioni difficili e negative come paura e tristezza – e l’emisfero sinistro – che si attiva con emozioni positive come gioia, contentezza ed energia – fosse una sorta di schema caratteriale non modificabile. Se la nostra prevalenza di risposte emotive riguardava l’emisfero sinistro saremmo stati prevalentemente orientati a produrre emozioni negative e viceversa. L’attivazione dell’emisfero destro si associa in genere con l’evitamento e l’attivazione della corteccia sinistra con la relazione.

La ricerca finì per mostrare molte cose interessanti:
(1) - Un incremento significativo dell’attivazione dell’emisfero sinistro rispetto a quello destro sia in condizione di riposo che sotto stress;
(2) - La modificazione del rapporto tra l’attivazione dell’emisfero destro e dell’emisfero sinistro perdurava anche nei quattro mesi successivi alla fine del protocollo.
(3) - Diminuzione dell’ansia costituzionale, riduzione dei sintomi mentali di stress
(4) - Miglioramento della risposta immunitaria in proporzione diretta alla modificazione della prevalenza dell’emisfero destro sull’emisfero sinistro.

Che cosa significa tutto questo? - Significa che intraprendere e applicare nella vita quotidiana il programma MBSR e la pratica della meditazione porta conseguenze misurabili importanti per la salute fisica e mentale. Mostra anche che gli effetti sono raggiungibili anche se continuano le condizioni stressanti.

La felicità e la meditazione - La ricerca però non si è fermata qui e venne quindi rivolta ad un gruppo di meditanti consolidati: lama tibetani o monaci che praticavano intensivamente da anni la meditazione. I lama e i monaci mostravano rapporti molto alti di attivazione dell’emisfero sinistro rispetto all’emisfero destro e, in molti casi, durante la pratica di meditazione mostravano enormi spostamenti verso una maggiore attivazione dell’emisfero sinistro.
Ma la notizia interessante è che le aree maggiormente coinvolte non si differenziavano da quelle che erano state rilevate durante lo studio condotto sui dipendenti dell’azienda di Madison, anche se, nel caso dei monaci, era quantitativamente maggiore.

Possiamo essere tutti più felici - Questa ricerca, e la comparazione dei dati, dimostrano che persone che hanno iniziato a meditare da pochi mesi – e non solo praticanti intensivi con anni e anni di formazione alle spalle – possono mostrare cambiamenti nel corpo e nel cervello simili a quelli di persone che hanno ben più conoscenza e allenamento nella pratica.
Suggerisce inoltre che la pratica meditativa può modulare i circuiti cerebrali responsabili dell’elaborazione emozionale mostrando, quindi, un esempio della profonda neuro-plasticità del cervello in risposta all’esperienza vissuta e all’addestramento.

Le emozioni distruttive - La pratica di consapevolezza può portare a lasciarsi meno intrappolare dalle emozioni distruttive, a essere meno alla loro mercé e ci predispone ad una intelligenza emotiva e a un equilibrio emotivo maggiore e, quindi, alla fine – e nemmeno dopo tanto tempo – ci rende più felici!
(Bibliografia - Jon Kabat Zinn, Riprendere i sensi Tea Ed.
Davidson, Kabat Zinn, Schumacher, Rosenkranz, Muller, Santorelli, Urabowsli, Hurrington, Bonus, Sheridan; Alterations in brain and immune function produced by mindfulness meditation, 'Psychosomatic Medicine', 65 (2003), pp.564-570)

*** Nicoletta CINOTTI, esperta di bioenergetica e di mindfulness, saggista, La relazione scientifica tra mindfulness e felicità, 2016, blog 'bioenergetica e mindfulness', senza data, qui

domenica 4 ottobre 2015

#VIDEO / Cervello, neuroplasticità e mindfulness (Daniel J. Siegel)


Daniel J. SIEGEL, 1957, medico, pediatra, psichiatra statunitense
Neuroplasitictà del cervello e Mindfulness - 2013
video, 2min28


Autore il dr.Daniel J.Siegel, medico, pediatra, pischiatra (Harvard University e UCLA).
Insieme al dr. Jon Kabat Zinn è una delle figure di spicco, in ambito scientifico, della ricerca e divulgazione della Mindfulness.
Dice di se: "La mia missione è di fornire una visione integrata dello sviluppo umano, su basi scientifiche, per professionisti della salute mentale, educatori, responsabili di organizzazioni, genitori e altri, al fine di promuovere la crescita della qualità della vita e delle menti sane". (dalla presentazione del video)

In Mixtura alcuni contributi di Jon Kabat Zinn qui

mercoledì 2 settembre 2015

#SENZA_TAGLI / Da Socrate a Mary Poppins (Marino Niola)

[Tendo a non 'sposorizzare' ciò che diffondo: perché credo che i contenuti, condivisi o no, debbano 'sponsorizzarsi da sé'.
Ma stavolta, per questo 'pezzo' breve di Marino Niola, faccio un'eccezione.
Perché l'articolo mi sembra 'perfetto'. 
E' una mia opinione, naturalmente: quindi contestabilissima. Ma io ci ritrovo considerazioni che, nel mio piccolo, vado sviluppando da anni.
Lo propongo in Mixtura perché, comunque la pensiamo (su Socrate, Mary Poppins, la mindfulness e il cambiamento del mondo), pensiamoci. 
Pensiamoci con qualche pensiero lungo, magari: più che con il solito pensiero corto... (mf)]

° ° °

Una volta pensavamo sempre a come cambiare il mondo. Oggi meditiamo su come cambiare noi stessi per adattarci al mondo. Che intanto si trasforma per conto suo, senza che noi possiamo farci granché. Forse è per questo senso di impotenza e di smarrimento crescente di fronte alla realtà, che si moltiplicano le cosiddette tecniche del sé. Sia quelle tradizionali, sia quelle nuove. Sia quelle materiali, sia quelle digitali. Dallo yoga alla mindfulness, dalla dinamica mentale al coaching. E la meditazione, da esercizio filosofico astratto, diventa una pratica concreta e una forma di wellness. Gestita dai guru del pensiero corto. Figlio rachitico del pensiero debole. Quello che non costruisce progetti a lungo termine. Né sol dell'avvenire e nemmeno realizzazione di sogni e ambizioni. Ma semplicemente ci propone formule infallibili per ottimizzare il nostro essere nel mondo. Dove per mondo si intende quell'eterno presente che è ormai l'orizzonte unico della nostra vita. Il nostro monolocale esistenziale.
Il risultato è il trionfo del counseling, del consulting e del tutoring. Che ci dicono come fare per sopravvivere al meglio in questa dimensione sempre più angusta, senza slanci e senza respiro. Allineati e coperti. Di più, omologati nel corpo e nella mente. Costretti e autocostretti a stare entro un'esistenza taglia 42. Che peraltro ci fa sentire oppressi.
E allora preferiamo essere sedati, coccolati, consolati. Normalizzati. Cerchiamo istruzioni per imparare ad accettare, senza grilli per la testa, quel che passa il convento. E mandare giù la pillola. Così l'antica pratica socratica del conosci te stesso diventa la ricetta di Mary Poppins.

*** Marino NIOLA, antropologo e saggista, Mary Poppins batte Socrate, e trionfa il pensiero corto, 'Il Venerdì', 28 agosto 2015

Sempre in Mixtura, 1 altro contributo di Marino Niola qui

Ancora in Mixtura, alcuni miei pensieri che rimandano all'articolo qui sopra li trovate qui e qui e qui

venerdì 6 marzo 2015

#SPOT / Mindfull o Mindful?


Mindfull o Mindful?
(dal web, autore ignoto)


Per una prima definizione di mindfulness:

Per qualche informazione in più (e una mia lettura positiva, ma critica di mindfulness), si può vedere, sempre in questo blog, un intervento di Jon Kabat-Zin, #Video #Psy, Mindfulness, John Kabat-Zinn, 13 gennaio 2015

martedì 13 gennaio 2015

#VIDEO #PSY / Mindfulness, Jon Kabat-Zinn









Jon KABAT-ZINN, 1944, 
medico statunitense, insegnante di consapevolezza, 
creatore del Programma MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction) 
alla University of Massachusetts Medical School
intervento a San Diego, California (2005)
4 video, con sottotitoli in italiano, per un totale di circa 50min
(1) - 10min19
(2) - 11min11
(3) - 13min41
(4) - 16min43

Da qualche anno la mindufulness è di moda.
E confesso che questo è stato sufficiente per farmi sviluppare un pregiudizio di fondo non particolarmente favorevole: che mi mantiene sempre all'erta, soprattutto se leggo la pioggia di articoli incensatori sul tema, dai quali ormai anche in Italia siamo avvolti. 
Il semplicismo e il riduzionismo che caratterizzano la società di oggi, come presunto antidoto alla complessità crescente di un mondo che ci disorienta, mi infastidiscono: soprattutto quando vengono branditi, in chiave markettara, come panacea per ogni male. 
Ieri (ma ancora oggi) era il pensiero positivo, nella traduzione (becera) di molta consulenza all'americana. Ora pare essere la volta della mindfulness
E sembra che così si risolva tutto: problemi della persona, problemi della società, problemi delle imprese.
Perché la mindfulness è diventata pure oggetto di business per quel poco di quella formazione manageriale ancora non defunta: e probabilmente anche per questo sempre a caccia di novità più o meno strabilianti da vendere ai troppi che si fanno irretire dall'ultima moda corrente.

Perciò ogni tanto fa bene incontrare qualche studioso serio: che si sforza di lavorare con un approccio, se non 'scientifico' (ormai anche le 'scienze dure' dubitano di essere così 'dure', e dunque così 'scienze' come si credeva...), quanto meno 'fondato' su esperienze il più possibile empiricamente verificate.

Jon Kabat-Zinn è medico psichiatra statunitense, con una 'stagionata' esperienza sul campo, il quale alla fine degli anni '70 ha sviluppato, presso l’Università di Worcester (Boston) nel Massachusetts, un protocollo per la 'riduzione dello stress', chiamato MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction (Metodo per la Riduzione dello Stress Basato sulla Consapevolezza). 

Negli anni, per le sue potenzialità cliniche preventive e riabilitative, il metodo ha trovato spazio, oltre che in ospedali e in centri medici, in programmi di intervento nelle carceri e nelle scuole, e in varie organizzazioni. L'obiettivo naturalmente è quello di affrontare le problematiche psicologiche, ma anche fisiche, legate allo stress.

Questi 4 video, nella loro brevità, non possono che aprire un primo e sintetico sguardo sulla figura di Jon Kabat-Zinn, sul suo metodo e sulla sua visione, molto influenzata da sempre da esperienze buddiste.

Utili elementi per approfondire la conoscenza della 'filosofia' di Jon Kabat-Zinn si trovano in molti suoi libri, tradotti anche in italiano.
Qui mi limto a segnalare almeno due libri, di cui uno dedicato al ruolo di genitore: 
* Jon Kabat-Zinn, Dovunque tu vada ci sei già, 2005, Tea, 2011 (anche in formato ebool)
* Jon Kabat-Zinn, Il genitore consapevole, Corbaccio, 2014 (anche in formato ebook) 

Per avere qualche informazione biografica su Jon Kabat-Zinn, si può vedere, in inglese, http://en.wikipedia.org/wiki/Jon_Kabat-Zinn.
(mf)