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martedì 6 giugno 2017

#MOSQUITO / «Fa' tesoro di tutto il tempo che hai» (Lucio Anneo Seneca)

Fa’ così, caro Lucilio: renditi veramente padrone di te e custodisci con ogni cura quel tempo che finora ti era portato via, o ti sfuggiva. Persuaditi che le cose stanno come io ti scrivo: alcune ore ci vengono sottratte da vane occupazioni, altre ci scappano quasi di mano; ma la perdita per noi più vergognosa è quella che avviene per nostra negligenza. Se badi bene, una gran parte della vita ci sfugge nel fare il male, la maggior parte nel non fare nulla, tutta quanta nel fare altro da quello che dovremmo. Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo e alla sua giornata, e che si renda conto com’egli muoia giorno per giorno? In questo c’inganniamo, nel vedere la morte avanti a noi, come un avvenimento futuro, mentre gran parte di essa è già alle nostre spalle. Ogni ora del nostro passato appartiene al dominio della morte. Dunque, caro Lucilio, fa’ ciò che mi scrivi; fa’ tesoro di tutto il tempo che hai. Sarai meno schiavo del domani, se ti sarai reso padrone dell’oggi. Mentre rinviamo i nostri impegni, la vita passa. Tutto, o Lucilio, dipende dagli altri; solo il tempo è nostro. Abbiamo avuto dalla natura il possesso di questo solo bene sommamente fuggevole, ma ce lo lasciamo togliere dal primo venuto. E l’uomo è tanto stolto che, quando acquista beni di nessun valore, e in ogni caso compensabili, accetta che gli vengano messi in conto; ma nessuno, che abbia cagionato perdita di tempo agli altri, pensa di essere debitore di qualcosa, mentre è questo l’unico bene che l’uomo non può restituire, neppure con tutta la sua buona volontà.

*** Lucio Anneo SENECA, 4 a.C-65, filosofo, drammaturgo, politico romano, Lettere a Lucilio, 1, traduzione di Giuseppe Monti, in Seneca, Opere Morali, Bur, edizione digitale 2013


In Mixtura altri contributi di Lucio Anneo Seneca qui

mercoledì 5 aprile 2017

LINK / Tempo, non si recupera (Jennifer Delgado Suárez)

Immagina che una banca accrediti ogni giorno sul tuo conto la somma di 86.400 euro. Tuttavia, questo saldo non resta invariato. Ogni sera la banca elimina qualsiasi importo che non hai utilizzato durante giornata.
Che cosa faresti?
Ovviamente, ritiri fino all’ultimo centesimo.
Ognuno di noi ha questa banca. Si chiama TEMPO. 
Ogni mattina questa banca ti accredita 86.400 secondi, e ogni notte dà per perso qualsiasi importo che non hai investito in un buon proposito.
Questa banca non mantiene un saldo, tantomeno permette reintegri.
Ogni giorno ti apre un conto nuovo. Ogni notte elimina il saldo del giorno.
Se non utilizzi i soldi depositati la perdita è tua. Non puoi tornare indietro.
Non puoi spostare dei soldi sul conto di domani, devi vivere nel presente con i depositi di oggi. (...)

*** Jennifer Delgado SUÁREZ, psicologa, Apprezza chi ti regala il suo tempo perché non lo recupererà mai più, 'angolopsicologia', aprile 2017

LINK articolo integrale qui

domenica 26 giugno 2016

#MOSQUITO / Tempo, quando gli anni diventano più lunghi (Hannah Arendt)

La nostra cognizione del tempo si orienta esattamente rispetto al numero di anni che abbiamo vissuto. Più si è giovani, più un anno è lungo, ma anche un’ora o un giorno. Se ho cinque anni, un anno corrisponde a un quinto della mia vita; se ne ho cinquanta, è soltanto un cinquantesimo. Ciò cambia solo quando si diventa vecchi e si inizia a contare partendo dalla morte e non più dalla nascita. Allora gli anni diventano di nuovo impercettibilmente più lunghi. 

*** Hannah ARENDT, 1906-1975, filosofa tedesca, gennaio 1954, Diari, a cura di Chantal Marazia, Neri Pozza, 2007, riprodotta anche in ‘Domenica di Repubblica’, 16 settembre 2007


In Mixtura altri 5 contributi di Hannah Arendt qui

venerdì 1 gennaio 2016

#BIGLIETTI AUGURALI / Proveremo (M. Ferrario)

Proveremo
a dare tempo al tempo.
Scopriremo
che è come dare vita alla vita.
E capiremo
- così, finalmente –
che appunto questa è la
vi(t)a.

*** Massimo Ferrario, Proveremo, auguri agli amici,  dicembre 1998


venerdì 25 settembre 2015

#VIDEO / Tempo, non esiste (Carlo Rovelli)


Carlo ROVELLI, 1956, fisico teorico
Il tempo non esiste, TedxLakeComo, 2012
video, 17min04

https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Rovelli

Un intervento chiaro e 'semplice', che rovescia i nostri luoghi comuni.
Come, ad esempio, quello che ci fa credere che il tempo trascorra sempre uguale in ogni punto della terra, mentre è oggettivamente verificato che "il tempo passa più velocemente in alto e più lentamente in basso".
Da gustare: così come da leggere il libro recente di Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, Adelphi, 2014. (mf)

Sempre in Mixtura, altri 2 contributi di Carlo Rovelli qui

giovedì 25 giugno 2015

#MOSQUITO / Insegnare, non c'è tempo (Alberto Manguel)

L’insegnamento è un processo lento e difficile: due aggettivi che nella nostra epoca vengono considerati come difetti e non qualità da elogiare. Oggi sembra quasi impossibile convincere qualcuno dei meriti della lentezza e dello sforzo deliberato.

*** Alberto MANGUEL, 1948, scrittore argentino naturalizzato canadese, Pinocchio ha imparato a leggere, ‘Internazionale’, 30 dicembre 2003, tradotto dal mensile messicano ‘Letras Libres’ con il titolo Cómo Pinocho apprendío a leer.


mercoledì 24 giugno 2015

#MOSQUITO / Papalagi, l'uomo bianco e il tempo (Tuiavii di Tiavea)

Non ho mai capito bene questa cosa e penso appunto che si tratti di una grave malattia. “Il tempo mi sfugge!” “Il tempo corre come un puledro impazzito!” “Dammi un po’ di tempo!” Questi sono i lamenti più abituali che si sentono dall’uomo bianco. Io dico che deve essere una strana sorta di malattia; perché, anche supponendo che l’uomo bianco abbia voglia di fare una cosa, che il suo cuore lo desideri veramente, per esempio che voglia andare al sole o sul fiume con una canoa o voglia amare la sua fanciulla, così si rovina ogni gioia, tormentandosi con il pensiero: “Non ho tempo di essere contento”. Il tempo è lì, con tutta la buona volontà, lui non lo vede. Nomina mille cose che gli portano via il tempo, se ne sta immusonito e lamentoso al suo lavoro che non ha alcuna voglia di fare, che non gli dà gioia e al quale nessuno lo costringe se non se stesso (…) 
Che cosa ne fa alla fine il Papalagi del suo tempo? (…) 
Io credo che il tempo gli sfugga come una serpe sfugge da una mano bagnata, proprio perché lui cerca di tenerlo così stretto. Non gli lascia modo di riprendersi. Gli sta appresso e gli dà letteralmente la caccia con le mani tese, non gli concede alcuna sosta perché possa stendersi al sole. Il tempo deve essergli sempre accanto, deve dirgli e cantargli qualcosa. Ma il tempo è silenzioso e ama la pace e la calma e lo stare distesi su una stuoia. Il Papalagi non ha compreso il tempo, non lo riconosce per quello che è e perciò lo maltratta in quel modo con i suoi rozzi costumi (…) 
Dobbiamo liberare il povero, smarrito Papalagi dalla sua follia, dobbiamo ridargli il suo tempo. Dobbiamo distruggere la sua piccola macchina del tempo (l’orologio) e annunciargli che dal levarsi al calare del sole c’è molto più tempo di quanto un uomo può aver bisogno.

*** TUIAVII DI TIAVEA, un saggio capo delle Isole Samoa, Papalagi, Editore Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, 2010, citato anche da Domenico De Masi, Tag. Le parole del tempo, Rizzoli, 2015.
Il libro è stato pubblicato nel 1920, in Germania, da Erich Scheurmann, un artista tedesco amico di Herman Hesse, all'insaputa di Tuiavii, e contiene i discorsi tenuti da Tuiavii ai samoani dopo un suo viaggio in Europa. 
Secondo la versione di Scheurmann, Tuiavii, venendo a contatto con gli usi e costumi dell'uomo bianco (chiamato 'papalagi' nella lingua di Samoa), se ne allontanò subito sbigottito e, una volta rientrato in patria, tentò di mettere in guardia il suo popolo dal fascino perverso dell'Occidente.
Ampiamente diffuso nel contesto delle culture alternative degli anni '70 e '80, il libro tende ad essere visto al presente come una contraffazione letteraria (una variazione sul tema del "buon selvaggio") ad opera del presunto traduttore Erich Scheurmann, ma viene comunque citato spesso a proposito del tema della "relatività culturale" e per il fenomeno dello "spaesamento".


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