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mercoledì 18 gennaio 2017

#LINK / Istruzione e apprendimento permanente (Annamaria Testa)

Oggi torno a parlarvi di istruzione e apprendimento permanente. Ho due ottimi motivi per farlo, e il primo è questo: nel commosso ed energico discorso di commiato (qui la sintesi in italiano) pronunciato a Chicago da Barack Obama c’è, tra le molte altre cose rilevanti, un singolo passaggio che vorrei riproporvi. Eccolo:

LAVORO E DISUGUAGLIANZE. Le grandi disuguaglianze corrodono anche i nostri principi democratici (…). Non ci sono modi veloci per correggere questa tendenza di lungo periodo. Sono d’accordo che il commercio internazionale debba essere equo e non solo libero. Ma la prossima ondata di licenziamenti non verrà dall’estero.
Verrà dal continuo progresso nell’automazione che renderà obsoleti molti posti di lavoro. E quindi dobbiamo formare un nuovo patto sociale, per garantire ai nostri figli l’istruzione di cui hanno bisogno, per dare ai lavoratori il potere di unirsi in un sindacato per chiedere paghe migliori, per aggiornare il nostro welfare così che sia adatto al modo in cui viviamo, per aggiornare il fisco. (...)

RAGIONARE DI FUTURO. L’ulteriore paradosso è questo: occuparsi del futuro, oggi, significa ragionare di un’istituzione antica (e, nella sbrigativa percezione di troppi) polverosa com’è la scuola. Significa migliorare la scuola di oggi e progettare la scuola di domani, e istruire i cittadini di domani, prima e più ancora che progettare le tecnologie di domani.
Significa, infine, che non dobbiamo mai scordarci di rendere onore a chi investe, in questa sfida, tutta la sua competenza, la sua intelligenza, la sua energia e la sua passione.

Il secondo motivo è che questo articolo è dedicato a Tullio De Mauro.

*** Annamaria TESTA, esperta di comunicazione, saggista, Istruzione e apprendimento permanente: sfide cruciali per il futuro, 'nuovoeutile', 17 gennaio 2017

LINK articolo integrale qui


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sabato 27 febbraio 2016

#VIDEO / Cambiamento, e apprendimento (Marcello Mancini)


Marcello MANCINI, imprenditore, formatore
O ti formi o ti fermi, ottobre 2015, TedxBologna
video 18min33

Una carrellata veloce per ricordarci il cambiamento cui siamo stati sottoposti in questi anni per effetto dell'innovazione tecnologica. 
E poi alcuni principi per meglio adeguarci al contesto e possibilmente anticipare e pilotare i processi  di cambiamento, a livello individuale, di lavoro, di impresa.
Niente di particolarmente originale e forse un po' troppo sull'onda delle parole d'ordine della retorica manageriale corrente. Ma l'esposizione è piana e invitante. (mf)

mercoledì 24 febbraio 2016

#MOSQUITO / Apprendimento, comprende il fallimento (Warren Bennis e Burt Nanus)

Ogni apprendimento implica qualche ‘insuccesso’, qualche ‘fallimento’, ossia qualcosa da cui si può continuare ad apprendere. 
Possiamo addirittura proporre una regola generale per tutte le organizzazioni: «Non reagire mai con rabbia all’insuccesso ragionevole». 
Un principio molto simile lo aveva già enunciato Spinoza. Egli asserì che la più alta attività a cui l’essere umano può spingersi è l’apprendimento, ovvero, nel suo linguaggio, la conoscenza. Conoscenza è libertà. Secondo Spinoza, coloro che reagiscono con rabbia agli insuccessi altrui sono schiavi della passione ed incapaci di apprendere alcunché. 

Tom Watson senior, fondatore dell’Ibm, suo ispiratore e guida per oltre un quarantennio, parecchi anni fa mise in pratica, probabilmente senza conoscerne la fonte, questo principio spinoziano. 
Un promettente giovane dirigente dell’Ibm fu coinvolto in un’operazione molto arrischiata facendo per.-dere alla società 10 milioni di dollari.
Era un disastro. Chiamato da Watson nel suo ufficio, il giovane sbottò: «Suppongo che vuole le mie dimissioni». 
«Non lo dica neppure per scherzo. Abbiamo appena speso 10 milioni di dollari per la sua formazione!». 

*** Warren BENNIS, 1925-2014, statunitense, famoso esperto di leadership, e Burt NANUS,  1936, statunitense, direttore del Center of Futures Research dell’University of Southern California, Leader. Anatomia della leadership, 1985, FrancoAngeli, Milano, 1987. 


In Mixtura altri 2  contributi di Warren Bennis qui

martedì 16 febbraio 2016

#SENZA_TAGLI / Formazione è apprendimento (Stefano Greco)

Perché oggi la Formazione deve essere sballottata tra i due aggettivi "tradizionale" e "innovativa"? Il focus rimane sempre l'apprendimento, ovvero cosa imparo. Possiamo ragionare se come lo imparo può più o meno facilitare o accelerare il processo ma il valore dell'apprendimento lo si misura comunque dalla capacità del partecipante di applicare i contenuti nella sua realtà operativa. I contenuti e le loro applicazioni hanno sempre il primato rispetto ai contenitori e agli strumenti. 
Da ricordare inoltre che i processi di apprendimento e applicazione richiedono di investire tempo e non di risparmiarlo. Veloce non significa sempre efficace. Innovativo non significa necessariamente tecnologico. Innovativo è il valore generato dall'applicazione: se leggo un libro cartaceo e metto in pratica i suoi suggerimenti, sono stato innovativo.

*** Stefano GRECO, consulente, formatore, saggista, da 'stefano greco cultura e formazione', facebook, 8 febbraio 2016, qui


In Mixtura 1 altro contributo di Stefano Greco qui

giovedì 14 gennaio 2016

#LINK / Apprendimento, Knowledge Management (Giuseppe Monti)

Tra gli studiosi che si sono occupati maggiormente di come rendere più efficace il processo di Knowledge Management all’interno delle organizzazioni, spicca il nome di Ikujiro Nonaka, professore alla Barkley University e precursore di una ampia schiera di autori giapponesi che hanno affrontato questo argomento, come Kazuo Inumaru e Yogesh Malhotra. (...)

*** Giuseppe MONTI, consulente, Gestire l'apprendimento, 'Il giornale delle Pmi, 11 settembre 2015

LINK articolo integrale (con bibliografia) qui


In Mixtura 1 altro contributo di Giuseppe Monti qui


domenica 15 novembre 2015

#MOSQUITO / Apprendimento, ci vogliono i bambini (Thomas Szasz)

Per ogni atto consapevole d’apprendimento ci vuole la forza di volontà di saper accettare una ferita alla propria autostima. E’ per questo che i bambini, che ancora non hanno consapevolezza della propria importanza, imparano così facilmente. 

*** Thomas Stephen SZASZ, 1920-2012, psichiatra e attivista statunitense di origine ungherese, citato da Rob Brezsny, astrologo, rubrica ‘L’oroscopo di Rob Brezsny’, ‘Internazionale’, 2 dicembre 2005.


venerdì 12 giugno 2015

#SPOT #SPILLI / Millennials, il nuovo apprendimento (M. Ferrario)


Google Consumer Survey, Aprile 2015
Età: 18-34, campione: 384

Consensi entusiastici su LinkedIn. Migliaia di 'like' e centinaia di commenti, per lo più di sostegno.
Per questo dato che invece dovrebbe preoccupare.
Ma sì, YouTube per tutti e per tutto. E' il nuovo apprendimento. 
Salvifico.
E se il 67% dei rispondenti dice una castroneria, o non pensa a quello che dice, tutti zitti. 
Caso mai non si colluda a sufficienza con i neo-adulti di oggi.
E la cosa incredibile (incredibile?) è che tutto questo avviene in una rete frequentata da professionisti. 
Parrebbe. 
Parrebbe? (mf)

sabato 18 aprile 2015

#ARK #IMPRESA & SOCIETA' / Onnipotenza del discente e fallimento dell'apprendimento, 1992 (M. Ferrario)

Ecco un altro mio articolo che ho riesumato recentemente dalle carte dell'archivio.
Tocca un tema importante e, a mio avviso, tuttora non sufficientemente esplorato: mi riferisco a quella onnipotenza del discente che può causare il fallimento dell'apprendimento.
Naturalmente, ponendo sotto il riflettore questo punto, non intendevo allora (e non intendo oggi) assolutamente sminuire la responsabilità di chi dovrebbe facilitare il processo di apprendimento: il cosiddetto 'formatore'. Che rimane un soggetto evidentemente fondamentale, benché non esclusivo, nella relazione didattica.
Il testo è del 1992, e l'ho recuperato grazie ad un amico che, avendone perso la fotocopia, mi ha spinto recentemente a rintracciare il numero della rivista, da anni scomparsa.
Poiché mi pare dica ancora qualcosa, sia nell'analisi degli assunti che possono far fallire l'apprendimento, che nella riflessione finale, in cui c'è un timido accenno al 'che fare', lo ripubblico nel blog. 
Come avviene per queste riscoperte di archivio, non ho operato alcun rimaneggiamento, neppure formale.

° ° °

lunedì 6 aprile 2015

#SPILLI #SPOT / Apprendimento, ciò che 'tratteniamo'


Apprendimento: ciò che 'tratteniamo'
(dal web, fonte non indicata)


Alle percentuali credono solo gli americani.
Alla sostanza del 'messaggio' possiamo credere tutti. (mf)

venerdì 12 dicembre 2014

#BRICIOLE / Bisogno di pensieri che pungano

Pensiero - Bisogno di pensieri fecondi. Che pungano, non acquietino. E ci dicano: scusate il disturbo, stiamo lavorando per voi.

Apprendimento - Ingurgitiamo. Così pensando di avere dentro ciò che vi abbiamo messo. Bulimia, non apprendimento.

Valori - Una società che dà un prezzo a tutto. Per non dar valore a niente.

Stercorario - Dicesi di un particolare tipo di scarabeo, che ama stare e trafficare tra gli escrementi. Non dicesi, invece, di molti uomini convinti assertori di un atteggiamento realista nei confronti della vita. Se li contraddici, puoi passare per sognatore, o peggio per massimalista. Anziché - più semplicemente - per uno debole di stomaco.

Amarsi - Paura ad amare se stessi. E se poi non ci si vuole più?

Idee - Forse non ci sono più idee. O forse le idee ci sono, ma se ne è dimenticata l’etimologia e non ci sono più occhi capaci di vederle. O teste capaci di contenerle.

Ombra - La linea d’ombra. Che separa il campo dell’illusione da quello del limite. Un confine labile, mobile. Seducente, dolcissimo. Perché varcarlo? Il sole scalda e l’ombra non sempre è refrigerio. E poi il sole, oltre a scaldare, acceca.

Circo - Al circo. Tutti i cuori, e gli occhi, appesi al filo: su in alto. Per vedere se il funambolo ce la fa. O, più probabilmente, per vedere se non ce la fa.

Roccia - Tuttora, la roccia come mito. Tutti d’un pezzo, forti-e-duri, mi-spezzo-non-mi-piego. Ma è un mito di cartapesta, che titillando i muscoli non sollecita il cervello: rassicura solo i teorizzatori della prima impressione. Il fatto è che fa invece paura la fluidità - incontenibile - e la variabilità - sorprendente - dell’acqua: che si adatta, si trasforma. Ghiacciando, evaporando. Facendosi pioggia, nebbia, grandine, neve, ghiaccio. Essendo torrente, cascata, fiume, lago, stagno, mare, oceano. Fa paura la sua vera e irresistibile forza sommersa: capace di sbriciolare qualunque roccia. A ondate o goccia a goccia.

Obiettivo - Definire esattamente un obiettivo: e così perdere di vista tutto il resto. Oppure, guardare sempre tutto: e non vedere mai nulla.

Sperare - Non riuscendo più a sperare nel futuro, cominciare a sperare nel passato. E’ ora di andare dallo psicanalista.

Impressione - Non sempre la prima impressione è quella che conta. Però è quella che dura.

Pensiero - Il pensiero viene prima del ragionamento. Se lo dimentichiamo, i conti potranno anche tornare, ma non sapremo mai perché.

Qualità - Presto e bene raro avviene. Non so per i giapponesi, ma per la nonna questa era qualità totale.

Coperti - Lasciarsi scoprire. Se si gira sempre coperti, non si proverà mai un brivido.

Io-e-Noi - In bilico fra un Io e un noi. All’orizzonte due rischi. Di morire per azzannamento, se prevale l’Io. Per soffocamento, se prevale il noi.

Scegliere - Voler scegliere senza rinunciare. Prendere tutto. Senza avere nulla.

Umanità-e-prossimo - Amare l’umanità e odiare il prossimo. Da qui, le crociate, i lager, i gulag.

*** Massimo Ferrario, in parte via twitter, 2012