Visualizzazione post con etichetta creatività. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta creatività. Mostra tutti i post

domenica 30 luglio 2017

#SGUARDI POIETICI / Creatività (M. Ferrario)

Ricercatissimo. Osannato.
Profumatamente pagato. Un genio di 
creatività.
Alle sue conferenze si iscrivevano
in massa, per domandargli
come facesse.
E lui rispondeva:
mi vengono delle idee.

*** Massimo Ferrario, Creatività, da M. Ferrario, Quasi favole in forma di battuta, in AA.VV, C’era una volta… I manager raccontano, Olivares, Milano, 1990.


In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

sabato 11 febbraio 2017

#MOSQUITO / Bambini, insegnargli che fare i furbi è una scelta arida (Bruno Munari)

L'Italia è un paese di furbi che cercano sempre di approfittare degli altri. Se non cambiamo la mentalità dei bambini, se non gli insegniamo che essere furbi è una scelta arida, non riusciremo ad aprire una via verso la civiltà.

Una delle vie per crescere bambini nuovi è certo quello dei laboratori di creatività. Si prepara la mente a inventare invece che procedere in modo ripetitivo, si escludono le soluzioni già fatte a favore di quelle trovate sul momento. Lo scopo è di abituare ciascuno di loro a risolvere da soli i problemi che gli si pongono. Senza bisogno di spiegare loro nulla. Funziona, basta avere pazienza. E i risultati si vedono.

E' un progetto da costruire senza fretta: si dice alla gente venire a vedere, guardate come si fa. A volte mi capita di vedere i miei allievi di dieci, quindici anni fa, gli ex bambini diventati adulti: e sì, vedo che sono diversi. Per avere tanti bambini così, tanti uomini così, bisogna farli provare a fare tante cose, tante strade, finché ciascuno non trova la sua.

*** Bruno MUNARI, 1907-1998, artista, designer, saggista, Educare i bambini a non fare i furbi, 'Azione non violenta', novembre 1998

martedì 9 agosto 2016

#LINK / Serendipity, creatività, curiosità, fortuna (AnnamariaTesta)

Le storie di serendipity, o serendipità, sono meravigliose.
È meravigliosa perfino la storia del termine, derivante dal titolo del romanzo settecentesco di Horace Walpole The three princeps od Serendip (Serendip è il nome persiano dell’isola di Sri Lanka). Nel romanzo i tre principi, viaggiando e grazie al loro spirito di osservazione, fanno continuamente scoperte tanto fortunate e casuali quanto utili. (...)

*** Annamaria TESTA, pubblicitaria e saggista, Serendipity, creatività, curiosità e fortuna - Idee 9, 'nuovoeutile', 4 ottobre 2009

LINK articolo integrale qui


In Mixtura altri 40 contributi di Annamaria Testa qui

mercoledì 20 luglio 2016

#GIF / Creatività



'facebook', 19 luglio 2016
Per vedere il movimento,
cliccare su 'f' di facebook in alto a destra
oppure link a

In Mixtura altre 14 #GIF qui

venerdì 17 giugno 2016

#MOSQUITO / Creatività, e libero pensiero (John Steinbeck)

La nostra è l’unica specie dotata di creatività, e tale creatività ha un solo strumento: la mente e lo spirito individuale. Niente è mai stato creato da due uomini insieme. In musica, arte, poesia, matematica, filosofia non esistono collaborazioni fruttuose. Una volta avviato il miracolo della creazione, allora il gruppo può intervenire e potenziarlo; ma il gruppo non inventa mai niente. L’essenza più preziosa è la solitudine della mente di un uomo. 
E adesso le forze irreggimentate attorno al concetto di gruppo hanno dichiarato una guerra di sterminio contro quell’essenza preziosa che è la mente dell’uomo. Denigrata, ridotta alla fame, repressa, costretta in una direzione forzata, sottoposta ai colpi di maglio del condizionamento, la mente libera ed errabonda viene perseguitata, imbrigliata, menomata, drogata. È un triste percorso suicida, quello che la nostra specie sembra aver imboccato. E questo credo: che la mente del singolo individuo, libera di esplorare ovunque, è la cosa più preziosa del mondo. 
E per questo sono pronto a battermi: per la libertà dell’intelletto di imboccare qualsiasi direzione desideri, senza dettami. E contro questo devo battermi: qualsiasi idea, religione o governo che limiti o distrugga l’individuo. Questo è ciò che sono e ciò che voglio. Capisco bene perché un sistema costruito su uno schema ripetitivo tenti di annientare il libero pensiero: perché la mente indagatrice è la sola cosa capace di distruggerlo. Lo capisco, certo, e lo odio. E intendo combatterlo per preservare l’unica cosa che ci distingue dalle bestie prive di creatività. Se si può uccidere questo stato di esaltazione, allora siamo perduti.

*** John STEINBECK, 1902-1968, scrittore statunitense, premio Nobel per la letteratura nel 1962, La valle dell'Eden, 1952, Bompiani, 2014


In Mixtura 1 altro contributo di Jogn Steinbeck qui

giovedì 12 maggio 2016

martedì 15 marzo 2016

#VIDEO / Creatività come funziona (Annamaria Testa)

Come funziona la creatività? E, prima ancora, che cosa è? 
Per rispondere a queste due domande, e a qualcun’altra, un po’ di tempo fa ho scritto un libro di quasi 500 pagine, intitolato La trama lucente. Ci ho messo quasi tre anni ed è stata una faticaccia, anche perché mi sono posta l’obiettivo che il testo non risultasse, nonostante la mole, un mattone inaffrontabile.
Forse, proprio perché ci ho scritto sopra 500 pagine (e un pel po’ di articoli su Nuovoeutile), ora mi sono azzardata a raccontare nuovamente come funziona la creatività (un fenomeno complesso, trasversale, multiforme e composito, onnipresente e spesso frainteso) nel tempo strettissimo di  un video da 60 secondi, e con l’aiuto delle belle soluzioni visive di Nicola Basile. Date un’occhiata. (...)

*** Annamaria TESTA, pubblicitaria, Come funziona la creatività, 'nuovo e utile', 14 marzo 2016

LINK video (e articolo integrale) qui


In Mixtura altri 24 contributi di Annamaria Testa qui

giovedì 7 gennaio 2016

#LINK / Creatività, quanto siete creativi? (Annamaria Testa)

Fate un esperimento (...)

*** Annamaria TESTA, pubblicitaria, Personalità creative. Ma quanto creativi siete? - Metodo 49, 'nuovo e utile', 26 settembre 2013

LINK,  articolo integrale qui

In Mixtura altri 15 contributi di Annamaria Testa qui

domenica 27 settembre 2015

#VIDEO / Creatività, come processo (Christian Meyer)


Christian MEYER, musicista
Il processo creativo, 2012, TedxIed
video, 19min15

L'idea, quella che si accende in testa come una lampadina, non esiste. 
O meglio, non è niente se poi non viene sviluppata come si deve.
Perché la creatività non è improvvisazione, è tutto il contrario. È un processo in cui entrano in gioco capacità, conoscenze e strumenti diversi. 
Riconoscere e padroneggiare le diverse fasi di cui si compone è una caratteristica fondamentale per ogni creativo che deve essere in grado di dedicare le giuste energie a ciascun momento. (dalla presentazione del video)

Un intervento inframmezzato da una scelta di brani musicali, che servono a Christian Meyer per far capire, con commenti e valutazioni anche negative, cosa sia per lui creare e improvvisare. 
Il tema della creatività, quindi, è qui strettamente riferito alla musica.
Un video interessante: specie per amanti e intenditori. (mf)

su Christian Meyer

mercoledì 23 settembre 2015

#LINK / Creatività, 222 aforismi (a cura di Annamaria Testa)

[Una festa dell'intelligenza. Creativa e non... (mf)]

° ° °
Questa raccolta di citazioni e aforismi sulla creatività prova a dar conto dell’ampiezza del fenomeno. La raccolta è divisa in categorie, che guidano la lettura attraverso la varietà dei punti di vista a partire dai quali la creatività può essere descritta. 

*** Annamaria TESTA, pubblicitaria, 222 aforismi sulla creatività, blog 'nuovo e utile', 28 settembre 2012

LINK qui

venerdì 18 settembre 2015

#VIDEO / Evoluzione, è bricolage (Telmo Pievani)


Telmo PIEVANI, 1970, biologo evolutivo e filosofo della biologia
L'evoluzione è bricolage: il segreto della creatività, TedxcaFoscari, 2014
video, 16min07



Un intervento chiaro, semplice, ben argomentato e per nulla 'scontato'.
Un quarto d'ora prezioso: per apprendere e riflettere.
In generale, e soprattutto a proposito di creatività.
La quale, in natura almeno,procede attraverso processi di bricolage. (mf)

domenica 9 agosto 2015

#LINK / Creativi, si nasce o si diventa? (Pina Lalli)

Creatività e genialità spesso sono accomunate e si trovano sia nell’arte sia nella scienza. Ad esse si accompagna anche, nel senso comune, l’idea di sregolatezza, originalità, eccentricità. Sono di solito considerati tratti distintivi di un singolo individuo, particolarmente dotato e portatore di qualcosa di unico e singolare. Qualcosa di ascritto e inscritto da qualche parte nel suo essere: magari in quello che oggi chiamiamo patrimonio genetico, capacità intellettiva, et similia.

Siamo certi sia solo questione di DNA? Oppure gli ingredienti della creatività dipendono anche da opportunità sociali e culturali che si rendano disponibili? (...)

Lo stereotipo prevalente considera dunque il talento del genio creativo come una proprietà singolare di persone fuori dall’ordinario, a cui attribuiamo doti per lo più innate, insite in un bagaglio quasi-biologico. In questa narrazione, la dimensione sociale interviene soltanto nella fase di riconoscimento (salvo il rischio del “genio incompreso”), quando apre le strade del successo e della conseguente celebrità.

Eppure… (...)

*** Pina LALLI, docente dell'università di Bologna, dipartimento di Scienze politiche e sociali, Creativi si nasce o si diventa?, 'linkedin.com/pulse', 8 agosto 2015

LINK, articolo integrale qui

Sempre in Mixtuta, 1 altro contributo di Pina Lalli qui 

sabato 11 luglio 2015

#MOSQUITO / Posto sacro, un luogo 'tuo' per l'incubazione creativa (Joseph Campbell)

Devi avere un luogo, o un’ora al giorno, in cui non sai cosa c’è sui giornali di quel mattino, non sai chi sono i tuoi amici, non sai cosa devi agli altri, non sai cosa gli altri devono a te. È il luogo in cui fai soltanto esperienza e pensi a quello che sei e a quello che potresti essere. È il luogo dell’incubazione creativa. Dapprima può sembrarti che non vi accada niente. Ma se hai un posto sacro di questo genere e lo usi, alla fine qualcosa accadrà. 

*** Joseph CAMPBELL, 1904-1987, famoso esperto statunitense di mitologia, Il potere del mito. Intervista con Bill Moyers, 1988, Neri Pozza, 2012, citato da Warren Bennis, Come si diventa leader, 1989, Sperling & Kupfer, Milano, 1990.

domenica 18 gennaio 2015

#VIDEO #FORMAZIONE / Scuola e adulti uccidono la creatività dei bambini



Sir Ken ROBINSON, 1950, educatore britannico, saggista, esperto di creatività
La scuola uccide la creatività, Ted, 2006
(oltre 30milioni di visulizzazioni)
video, 19min24

Un intervento 'famoso', che risale a quasi una decina d'anni fa. E che mi è capitato più volte di segnalare ad amici e colleghi.
L'obiettivo è far riflettere su come scuola e adulti continuino a diseducare i giovani, uccidendo la creatività 'naturalmente' insita nei bambini.
Una provocazione intelligente, condotta con una insuperabile capacità di comunicare: un'ironia sapiente e 'colta' e uno stile vivace, direi quasi 'guizzante'.
Ken Robinson è bravissimo nel riproporre all'attenzione delle verità che dovrebbero essere scontate, ma che sono ancora rivoluzionarie e attendono di essere tradotte in pratica. 
Oggi come ieri.
Si ride e si riflette. Un ottimo mix.  (mf)

° ° °
« Sono convinto che tutti i bambini hanno enormi talenti. E noi li sprechiamo, senza pietà. Quindi voglio parlare di educazione e voglio parlare di creatività. Il mio argomento è che la creatività è tanto importante quanto l'alfabetizzazione e le dovremmo trattare alla pari. (...)
Recentemente ho sentito una bella storia – amo raccontarla – di una ragazzina durante una lezione di disegno. Aveva 6 anni, era seduta in fondo e disegnava. L'insegnante diceva che questa ragazzina di solito non stava attenta, ma in questa lezione invece sì. L'insegnante era affascinata, andò da lei e le chiese: "Che cosa stai disegnando?". E la ragazzina rispose: "Sto disegnando Dio". E l'insegnante disse: "Ma nessuno sa che aspetto abbia". E la ragazzina: "Lo sapranno tra poco". (...)

Ora, non voglio dire che sbagliare è uguale a essere creativi. Ciò che sappiamo è che se non sei preparato a sbagliare, non ti verrà mai in mente qualcosa di originale. Se non sei preparato a sbagliare. E quando diventano adulti la maggior parte di loro ha perso quella capacità. Sono diventati terrorizzati di sbagliare. E noi gestiamo le nostre aziende in quel modo, stigmatizziamo errori. E abbiamo sistemi nazionali d'istruzione dove gli errori sono la cosa più grave che puoi fare. E il risultato è che stiamo educando le persone escludendole dalla loro capacità creativa. Picasso una volta disse che tutti i bambini nascono artisti. Il problema è rimanerlo anche da adulti. Io sono convinto che non diventiamo creativi, ma che disimpariamo ad esserlo. O piuttosto, ci insegnano a non esserlo. (...)

Picasso una volta disse che tutti i bambini nascono artisti. Il problema è rimanerlo anche da adulti. Io sono convinto che non diventiamo creativi, ma che disimpariamo ad esserlo. O piuttosto, ci insegnano a non esserlo. (...)

 Sto scrivendo un nuovo libro chiamato "Epiphany", che si basa su una serie di interviste di persone su come hanno scoperto il loro talento. Mi affascina come le persone ci sono arrivate. Nasce da una conversazione che ho avuto con una donna meravigliosa, che tante persone non conoscono, si chiama Gillian Lynne, ne avete sentito parlare? Alcuni sì. È una coreografa e tutti conoscono i suoi lavori. Ha fatto "Cats" e "Phantom of the Opera". Lei è meravigliosa. Sono stato tra i dirigenti del Royal Ballet, in Inghilterra, come potete vedere. Comunque, abbiamo pranzato insieme un giorno e ho detto "Gillian, come sei diventata ballerina?". E lei disse, era interessante, quando lei era a scuola era davvero senza speranza. E la sua scuola, negli anni 30, scrisse ai genitori e disse, "Crediamo che Gillian abbia problemi di apprendimento". Non era capace di concentrarsi, diventava nervosa. Oggi direbbero che ha l'ADHD [Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività]. Non credete? Ma siamo attorno al 1930 e l'ADHD non l'avevano ancora inventata. Non era una condizione disponibile allora. (Risate) La gente non sapeva che poteva averla.
Comunque, andò a farsi vedere da questo specialista. Stanza in legno di rovere ... Ed era là con sua madre, era stata accompagnata e fatta accomodare su una sedia e alla fine stette seduta sulle sue mani per 20 minuti, mentre quell'uomo parlò con la madre di tutti i problemi che Gillian aveva a scuola. E alla fine – perché disturbava la gente, portava il compito in ritardo e così via, era una bambina di appena 8 anni – alla fine, il medico si sedette vicino a Gillian e disse: "Gillian, ho ascoltato tutte quelle cose che tua madre mi ha detto e le devo parlare a quattr'occhi". Le disse: "Aspettaci qua, non ci metteremo molto". E se ne andarono. Ma quando lasciarono la stanza egli accese la radio appoggiata sulla scrivania. E quando erano fuori dalla stanza disse alla madre, "Ora la guardi". E appena se n'erano andati, lei disse, lei era in piedi e si muoveva con la musica. E la guardarono per qualche minuto ed egli disse a sua madre, "Signora Lynne, Gilian non è malata, è una danzatrice. La porti a una scuola di danza".
Io chiesi "E poi?" e lei mi disse: "Lo fece. Non ti puoi immaginare quanto era bello. Entravamo in quella stanza ed era piena di gente come me. Gente incapace di stare ferma. Gente che si doveva muovere per pensare". Ballavano balletto, tap, jazz danza moderna e contemporanea. Alla fine fece un'audizione per il Royal Ballet School, diventò una solista ed ebbe una splendida carriera al Royal Ballet. E infine si diplomò alla Royal Ballet School, fondò una sua company, la Gillian Lynne Dance Company, e conobbe Andrew Llozd Weber. Lei è stata responsabile di alcune tra le più famose produzioni del teatro musicale della storia, ha portato diletto a milioni di persone ed è multi-milionaria. Un altro le avrebbe somministrato qualche farmaco e detto di calmarsi.» (Ken Robinson, dal video)

Un libro di riferimento tradotto in italiano:
*** Ken Robinson, The Element: Trova il tuo elemento cambia la tua vita, Mondadori, 2012 (anche in ebook, 2013)


martedì 30 dicembre 2014

#RITAGLI / Bellezza, idee, creatività, sognare. E niente gerarchia

[D: La felicità porta con sé un'aura di bellezza. Che cos'è la bellezza?]
Attingo dalla fisica: la bellezza è la simmetria imperfetta. La fisica ha una sua estetica che si può contemplare nelle leggi della natura fino agli esseri microscopici. Comprenderla è un gioco intellettuale relativamente semplice. Pensi che le equazioni fondamentali del Modello standard delle particelle elementari si possono scrivere su una t-shirt. Sono tre righe appena.

(...) [D: Quanto siete vicini al Big Bang?]
Siamo lontanissimi. Siamo riusciti a capire quello che è successo a partire da un centesimo di miliardesimo di secondo dopo il Big Bang, circa quattordici miliardi di anni fa. Ma siamo lontani dal capire che cosa è successo al tempo del Big Bang.

[D: ... un suo collega di fede anglicana che insegna nanotecnologia a Oxford, Andrew Briggs, dice che non è neppure il caso di scegliere tra Dio e scienza. Li tiene assieme e cita il salmo all'ingresso del laboratorio Cavendish dell'università di Cambridge: «Grandi sono le opere dell'Eterno, ricercate da tutti coloro che si dilettano in esse». Suona come un inno alla vostra professione. Chi non è aiutato dalla fede può esserlo da qualche grammo di follia?]
Non follia, ma creatività. Forse le due cose hanno confini che possono sembrare comuni quando si addentrano nello spazio del sogno. Lo scienziato deve essere capace di sognare. Ho sempre pensato che il mestiere del fisico si avvicini a quello dell'artista perché la sua intelligenza deve andare al di là della realtà che ha ogni giorno davanti agli occhi. Credo che la musica e la pittura siano le arti più prossime alla fisica.

[Domando a Fabiola Gianotti come guiderà un esercito di oltre diecimila persone. Mi risponde così:]
Non siamo un'azienda. Guai a soffocare con il controllo e un'organizzazione pesante l'essenza della ricerca, che si basa sulle idee. Penso a una direzione leggera, attraverso il consenso. Se il più giovane degli studenti ha l'idea giusta si proverà a fare ciò che il suo intuito ha suggerito. Siamo spinti dalle idee, non dalle gerarchie.

*** Fabiola GIANOTTI, 1962, scienziata, fisica, direttore del Cern, intervistata da Dario Cresto-Dina, Io, tra Dio e il Big Bang, 'la Repubblica', 28 dicembre 2014.