domenica 5 marzo 2017

#BRICIOLE / Elogio del ripetere (M. Ferrario)

Come conciliare il legittimo desiderio del fare sempre cose nuove con l’altrettanto legittima esigenza del far bene ciò che si dice di saper fare? 

La qualità, in ogni campo, esce anche come risultato dell’esercizio: del provare e riprovare, del fare e rifare, dunque del ripetere. E’ la ripetizione costante - minuziosa, paziente, tenace, perseverante - che fornisce destrezza di mano, sicurezza di cuore e padronanza di mestiere. 

Certo, lo slittamento procedural-burocratico è sempre dietro l’angolo. E quando ciò avviene, oltre al cuore, ne scapita il cervello: il proprio senz’altro, ma, per contagio, spesso anche l’altrui. 
Tuttavia, l’esercizio non è sinonimo di atrofia spirituale o di inaridimento intellettivo. 

E un chirurgo che ha ripetuto mille delicate operazioni al cuore lo chiamiamo burocrate (con fastidio) o professore (con rispetto)?

*** Massimo Ferrario, Elogio del ripetere, 2012-2017, per Mixtura 


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