giovedì 16 luglio 2015

#RITAGLI / Lavoro autonomo, al tramonto (Sergio Bologna)

[D: Dunque, qual è il futuro del lavoro autonomo?]
L'Organizzazione internazionale del lavoro nel suo Report annuale 2015 per la prima volta assegna al lavoro autonomo un ruolo di rilevanza pari a quella del lavoro dipendente e sono molte ormai le fonti che prevedono un forte sviluppo del lavoro indipendente nel prossimo futuro, incrementato dalla diffusione delle tecniche digitali. Nei soli Stati Uniti si stima che i freelance siano 54 milioni. Al tempo stesso noi vediamo che nei paesi avanzati, Europa e Stati Uniti in particolare, la condizione del lavoro autonomo in termini di reddito e, per quanto riguarda le libere professioni tradizionali, in termini di status sociale, tende a peggiorare. Se in più teniamo presente che il lavoro autonomo gode di una protezione sociale inferiore a quella del lavoro dipendente, la prospettiva è quella di un incremento quantitativo degli autonomi ma con un peggioramento qualitativo.

[D: A Bari è nata una Onlus finanziata con il 5xmille dagli avvocati stessi per sostenere il reddito dei colleghi in difficoltà. Vengono in mente le casse di mutuo soccorso dell'800. Cosa vuole dire?]
Questo conferma le difficoltà esistenziali di professioni una volta collocate ai gradi alti della scala sociale, ma al tempo stesso è una bella notizia. Società di mutuo soccorso di vaste proporzioni, con decine di dipendenti salariati e migliaia di soci, solide finanziariamente, sono nate in altri Paesi a tutela delle professioni sottoposte al lavoro intermittente, come il lavoro teatrale o artistico. Sul loro esempio probabilmente nasceranno altre, anche in Italia, specializzate nel sostegno ad altre professioni. Si tratta di diffondere e far conoscere queste best practice. Non si dimentichi che il lavoratore autonomo è molto debole nei confronti del committente, ha scarso potere negoziale e con la crisi si è verificata una caduta generalizzata dei compensi.

[D: Quali professioni acquisteranno un maggiore status sociale nel futuro? Chi prenderà il "posto" degli avvocati?]
L'epoca del professionalismo è tramontata. Una volta c'era una profonda differenza tra le professioni riconosciute dallo Stato e quelle non regolamentate, oggi tendono ad assomigliarsi. Le professioni una volta costituivano il nucleo solido della middle class. Oggi il ceto medio è imploso e le professioni intellettuali si trovano a dover gestire i vantaggi ma anche i rischi dell'era informatica. Internet ha allargato a dismisura le potenzialità del lavoro indipendente, ha aperto i mercati al singolo individuo, ma Internet è anche uno strumento micidiale di lavoro gratuito, di accesso gratuito al lavoro altrui. I lavoratori autonomi debbono superare il loro presuntuoso individualismo, debbono riscoprire l'unione e il negoziato sindacale, come la Freelancers Union negli Stati Uniti, un po' lobby, un po' sindacato e un po' società di servizi.

*** Sergio BOLOGNA, 1937, sociologo, esperto di lavoro autonomo, consulente e saggista, intervistato da Roberto Mania, r.ma., "Non hanno ammortizzatori, il loro declino ormai è segnato", 'la Repubblica', 17 giugno 2015, qui

LINK, vedi anche Roberto MANIA, giornalista, Poveri professionisti, 'la Repubblica', 17 giugno 2015, qui

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