martedì 18 maggio 2021

#MOSQUITO / Decrescita felice e sviluppo sostenibile (Maurizio Pallante)

La decrescita felice non è la recessione, ma la riduzione selettiva e governata della produzione di merci che non hanno oggettivamente alcuna utilità. Un solo esempio: la riduzione dei consumi energetici che si può ottenere ristrutturando gli edifici esistenti in modo da ridurne le dispersioni è, come minimo, pari ai due terzi di quella che attualmente si consuma per riscaldarli. La recessione in corso non è una riduzione selettiva e governata degli sprechi, ottenuta utilizzando tecnologie più evolute. Lo sviluppo sostenibile è una crescita che si realizza utilizzando tecnologie meno impattanti, dove i vantaggi della riduzione dell’impatto ambientale per unità di prodotto vengono erosi dall’aumento della produzione. Un solo esempio anche in questo caso: se si sostituissero le attuali automobili con automobili alimentate da energia elettrica prodotta con fonti rinnovabili e si continuasse a produrre quantità crescenti di automobili ‒ a parte il fatto che le fonti rinnovabili non sono pulite, ma hanno un forte impatto ambientale, come documenta con un’evidenza impressionante il docu-film Planet of the Humans prodotto da Michael Moore e diretto da Jeff Gibbs – non si ridurrebbe il consumo di acciaio, di plastica e di tutti gli altri materiali necessari per costruirle, non si ridurrebbero gli intasamenti automobilistici, né le polveri sottili e ultrasottili prodotte dai freni e sollevate dall’asfalto dagli pneumatici.

*** Maurizio PALLANTE, 1947, ambientalista, saggista, Ultima chiamata. Cosa ci insegna la pandemia e quali prospettive può aprirci, Lindau, 2021


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