Da qui lo sguardo sul mondo
ha una sua tenuità, un’intatta leggerezza
vibratile che accarezza le cose
e le rende dolci, buone persino.
Il gracchiare delle cornacchie, i pigolii degli uccelli
appena nati, ancora nascondono il loro essere
predatori e prede. Così quel loro nero volteggiare
nella vastità azzurra, limpida di bellezza,
appare innocente come un gioco,
un ricamo caotico tra i palazzi e le strade
dove ancora tutto tace.
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