sabato 16 giugno 2018

#SPILLI / 'Spirito del tempo', resistere e testimoniare (Massimo Ferrario)

Immagino di riecheggiare sentimenti ancora non spenti. 
Quest’Italia che viene avanti, montante e incontinente (cattiva e orgogliosamente 'cattivista'; sempre più impietosa verso gli ultimi, i deboli e i sofferenti; allergica ai diritti civili e sociali, narcisisticamente e egoisticamente preoccupata solo del proprio ombelico, rigorosamente bianco, di individuo, famiglia, villaggio, città e nazione), non è la mia Italia. 

Sono troppo vecchio per andarmene all’estero. E poi ci sarebbe pure il problema di scegliere ‘quale’ estero: essendosi ormai globalizzata una certa tendenza, vergognosamente disumanizzante, che soffia nel mondo. 
Né amo chi minaccia di fare le valigie e poi non le fa mai. 

Quindi sto qua. 
A resistere. 
A dire la mia: sempre più minoritaria e controvento. Anche a costo di finire per strada a parlare da solo con me stesso, come uno dei tanti barboni che (ancora) non sono stati rinchiusi in qualche campo di concentramento, fuori dalla vista indecorosa e disturbante di chi è 'giusto', 'normale', 'allineato' e plaudente. 

Combattere pur sapendo che le probabilità di vincere stanno quasi a zero non è infatuazione retorica, ma necessità. Anche pensando ai figli e, soprattutto, ai nipoti: cui lasciare almeno una ostinata testimonianza di dissenso in un'epoca che sempre più, per la sua indecenza civile, ricorda altre epoche. 
Quando non rimane altro, ti illudi che almeno la testimonianza serva: se anche altri non desistono, si può contribuire a tenere accesa una fiammella.
È poco. Ma è moltissimo. 
E non sono solo parole. 

Sento ripetere i mantra ossessionanti: 'prima gli statunitensi', 'prima i francesi', 'prima gli ungheresi', 'prima gli austriaci', 'prima gli italiani'... 
Sempre e soltanto 'prima noi', nei nostri confini ogni giorno più angusti e fortificati, e chissenefrega degli 'altri'. 

Nonostante tutto e a dispetto di tutti gli umani poco umani che vedo in crescita esponenziale, a quelli del mio stretto intorno preferisco gli umani del mondo: oltre i nostri piccoli e miseri spazi, là nel grande spazio senza confini del pianeta, è maggiore la diversità. E dunque è più alta la probabilità di trovare umani ancora non degradati a disumani. 

Disumani come chi, ad esempio, ha chiamato 'crociera' (*) un'odissea per mare di oltre una settimana alla volta della Spagna di 629 migranti (di cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini, 7 donne in gravidanza) prima naufragati e soccorsi da una ong, ma poi rifiutati in Italia, essendo stato impedito loro dal governo l'attracco ai porti perché 'non se ne può più della loro invasione' e 'le ong devono smettere di fare i taxi del mare' e 'alzare la testa poi paga'. 

*** Massimo Ferrario, 'Spirito del tempo', resistere e testimoniare, per ‘Mixtura’.
(*) Vedi, sul caso Aquarius, Matteo Salvini, ministro dell'Interno: «Non è che adesso possano anche decidere dove cominciare e dove finire la crociera», 'Corriere della Sera', qui 


In Mixtura ark #Spilli qui

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