Avevo una lurida t-shirt. Il sudore ci aveva lasciato le sue tracce, le macchie di morchia e di grasso non venivano più via, indelebili. Su tutto una velatura color dell’asfalto. Non so se mi spiego: il nero di Apelle. Ci avevo messo una vita a ridurla così. La indossavo e subito mi sentivo un altro: il medico radiato dall’albo, ubriacone e puzzolente di sigaro, finito a fare il dottore di bordo su un cargo battente bandiera panamense.
Mia moglie me l’ha buttata via. Non so se saprò perdonarla.
*** Enzo LUNARI, 1937, disegnatore, fumettista, facebook, 19 giugno 2018, qui
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