venerdì 1 settembre 2017

#SENZA_TAGLI / Scienza e religione, 0 a 0 (Giorgio Sangiorgi)

Certi dicono che le religioni sono rassicuranti e auto-consolatorie. Opinione rispettabile e con qualche fondamento.
Tuttavia, si potrebbe obiettare che per molti la visione proposta dalla scienza lo sia molto di più. In fondo, un mondo senza scopo alcuno, brillantemente regolato da formule matematiche, cristalline e ordinate, ha una sua tranquillizzante fascinazione svizzera (sempre che non ci si spinga troppo oltre nello studio della fisica quantistica che potrebbe sembrare un po’ inquietante).
Certo, le religioni paiono promettere futuri mondi migliori, mentre la scienza ci minaccia dicendoci che, se continuiamo a farci gli affaracci nostri, i nostri posteri si troveranno nei guai.
Ma decisamente più spaventosa è la visione dei mille inferni che attendono i peccatori (cioè praticamente noi tutti) o, peggio, di infinite reincarnazioni che ci costringano a tornare e tornare in questo mondo che per molti è il vero volto dell’inferno stesso.
E allora, non è dunque meglio, più riposante, dopo la morte, spegnere la luce del tutto, piuttosto che venir chiamati di fronte al dio Anubi per la pesatura del proprio cuore?
Il nulla, a ben pensarci, è magnanimo, e totalmente equanime, infinitamente liberatorio. Nessun senso di colpa, nessuna preoccupazione per come si è condotta la propria vita. Un colpo di spugna e via, e pure gratis per tutti (non come nel buddhismo che ti tocca meritartelo con infinite meditazioni e preghiere).
E allora, quando io muoio, per me si spegne l’universo stesso, e dunque dei posteri chi se ne frega, per quanto ne saprò da morto, essi potrebbero essere stati solo un’illusione. Intanto io me la sono passata bene, finché è durata.
Tirando le somme, ammetto di aver tirato un poco la corda. Chi ha fede solo nella scienza ha spesso un forte senso etico.
E questo è un po’ inspiegabile perché il mondo presentato dalla scienza è regolato da un’evoluzione cieca e violenta che non guarda in faccia a nessuno. Cosa che invece è stata ben compresa da una società che interpreta gli insegnamenti della scienza a suo esclusivo uso e “consumo”.
Risultato del match?
In quanto a rassicurazione e consolazione: scienza e religione, 0 a 0.

*** Giorgio SANGIORGI, sindacalista, facebook, 31 agosto 2017, qui


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