sabato 21 settembre 2019

#FAVOLE & RACCONTI / L'imperatore e la maschera della bontà (Massimo Ferrario)

La Principessa Mei, figlia unica del Grande Imperatore, compie diciottanni e in tutto l'impero sono proclamati solenni festeggiamenti per un mese. 
L'ultimo giorno è dedicato alla scelta del futuro sposo, cui sarà trasmessa l'eredità del trono. 
Ovviamente, nel corso del mese, innumerevoli sono stati i pretendenti, accorsi dai Paesi di ogni parte d'Oriente, ed è stata necessaria una lunga e dura selezione operata dai dignitari di corte, sotto attenta e continua supervisione, in ogni passaggio, del Grande Imperatore in persona.

Sono rimasti in lizza tre candidati ed è il momento della decisione.
Il primo offre ricchezze immense, raccolte in secoli di tradizione nobiliare di altissimo lignaggio; il secondo garantisce una forza guerriera di migliaia di soldati usciti vittoriosi da conflitti con nemici altrettanto valorosi; il terzo vanta un'abilità diplomatica di incredibili successi, esercitata in numerose negoziazioni su questioni internazionali delicatissime. 
Gli uomini, in comune, hanno vigore, bell'aspetto, intelligenza, cultura: non sono più giovanissimi, ma l'età adulta li ha forniti di equilibrio e assennatezza. Si propongono con convinzione come sposi che sapranno fare la felicità della principessa. 

La giovane Principessa Mei, tuttavia, pur dicendosi onorata della loro richiesta, con educazione e grandi sorrisi ma con fermezza, dice di no ad ognuno.

E presenta invece al padre un giovane di vent'anni, Cheng, figlio del più vecchio falegname della città: l'aveva conosciuto un giorno di primavera in cui era uscita in carrozza per andare a raccogliere fiori nei prati sulla collina. Si era rotta la stanga del calesse, il cocchiere aveva chiesto aiuto e il giovane, che lavorava in bottega lì vicino con il padre, aveva riparato il legno con maestria e rapidità. 
Cheng non è di una bellezza particolare, anche se ha tratti aggraziati e seducenti. Ma colpisce soprattutto il suo viso: perché esprime, come mai si è visto in un uomo, una profonda e disarmante bontà d'animo.

Il Grande Imperatore prima oppone un po' di resistenza perché vorrebbe che la Principessa scegliesse uno dei tre candidati che le ha proposto. Ma poi cede e acconsente alla scelta della figlia per l'immenso bene che le vuole.

E così si celebra il matrimonio tra Mei e Cheng.

Dopo pochi anni, alla morte del Grande Imperatore, Cheng assume il comando dell'impero.
Lo governerà per oltre cinquant'anni con saggezza, equilibrio e infinita bontà verso tutti, assicurando al popolo il periodo più lungo di tranquillità e di prosperità. L'affetto dei sudditi è sincero e intenso: Cheng da chiunque è chiamato l'Imperatore Buono.

Oggi l'Impero è in lutto. 
Cheng, a 94 anni, è morto: fino alla fine sereno e buono come era vissuto.
Il corpo giace sul letto in attesa della vestizione.
Mei piange silenziosa, mentre le donne si muovono nella stanza per preparare olii e profumi e approntare gli abiti.

E' in questo momento che la donna più vecchia, avvicinandosi al corpo dell'Imperatore Buono, emette un urlo: con la mano gli ha sfiorato la faccia e ha notato come una pellicola che la ricopriva.
"Una maschera, una maschera" ripete con sgomento. "L'imperatore aveva una maschera: la sua faccia non era la sua. Ci ha ingannati." 

La Principessa si precipita accanto alla donna e si china su Cheng. 
E' terrorizzata: il viso del suo sposo, amato con tanto amore, era in realtà una maschera?

Con un dito, pronunciando il nome di Cheng sottovoce, quasi a volerlo richiamare in vita, disegna il volto del marito, come tante volte aveva fatto quando era sopraffatta dalla bontà che la sua immagine esprimeva.
E ha un colpo al cuore: la pelle di Cheng prima si screpola, poi si apre, frantumandosi e disperdendosi. 

Ma non è pelle: è seta. 
Che fa comparire, sotto, altra pelle: la pelle vera.
Mei, sempre delicatamente ma con insistenza, bacia ogni punto della faccia di Cheng e in ogni punto la seta cede, disfacendosi.

Attorno alla Principessa le donne guardano: ammutolite, esterrefatte.
Adesso Mei, con dolcezza infinita, ha tolto ogni frammento di seta che componeva la maschera dal viso dell'imperatore Cheng. 
Impossibile negare: Cheng portava una maschera di seta purissima e leggerissima e la maschera della bontà è ora sbriciolata, ridotta a minuscoli brandelli ai piedi del letto.

Mei è ritta in piedi che contempla il corpo di Cheng disteso nel letto.
L'imperatore adesso giace con la faccia finalmente nuda. 
Priva di maschera: solo la sua faccia naturale.

La Principessa fissa a lungo il viso di Cheng.
Poi chiede a coloro che sono nella stanza di avvicinarsi, facendo corona al capezzale dello sposo.
E a voce alta e ferma, con solennità, invita tutti a imprimersi bene in mente la vera faccia dell'Imperatore, perché non la dimentichino mai.

La faccia dell'Imperatore Buono è perfettamente identica alla maschera della bontà che Cheng ha indossato per 94 anni.

*** Massimo Ferrario, L'imperatore e la maschera della bontà, per Mixtura. Riscrittura di un racconto antico.


In Mixtura ark #Favole&Racconti di Massimo Ferrario qui

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