Visualizzazione post con etichetta cambiare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cambiare. Mostra tutti i post

venerdì 13 ottobre 2017

#LINK / Cambiare, due storie di fallimento nonostante l'evidenza dei vantaggi (Stefano Pollini)

(...) E’ assolutamente inutile mostrare i vantaggi del cambiamento se non si fanno i conti con le resistenze e le paure di chi è direttamente coinvolto in questo cambiamento.

I vantaggi possono essere assolutamente evidenti e innegabili (...),  ma questo non basta.

Quali sono le buone ragioni di chi si oppone al cambiamento?

Il cambiamento, oltre a indubbi miglioramenti, è sempre connesso ad una perdita (perdita di potere, di prestigio, di sicurezze, di identità, di ruoli,  di confini stabiliti ecc). Se non ne tengo conto, e non ho previsto come rassicurare i confusi e gli scettici, non servirà a nulla avere l’idea o il progetto migliore.

*** Stefano POLLINI, consulente e formatore, Due storie di fallimento. Perché cambiare è così difficile anche quando i vantaggi sono evidenti, stefanopollini.com, 11 ottobre 2017

LINK articolo integrale qui


In Mixtura altri contributi di Srefano Pollini qui

mercoledì 29 marzo 2017

#LINK / Personalità, cambiare cadendo in un precipizio (Oliver Burkeman)

Che cosa fa diventare cattive le persone buone? Tendiamo a pensare che la strada verso la depravazione e la corruzione sia una china pericolosa: bastano pochi comportamenti immorali e le cose precipitano, e prima di accorgercene finiamo travolti dalle cateratte (per essere più precisi, la china pericolosa è vicino a una centrale idroelettrica, e quindi si spiegano le cateratte. Senza contare che sta anche diluviando).

Ma secondo un recente studio olandese, una metafora più appropriata potrebbe essere quella della caduta da un precipizio.  (...)

*** Oliver BURKEMAN, giornalista e saggista britannico, Per cambiare personalità basta la spinta giusta, 'internazionale.it', 28 marzo 2017.

LINK articolo integrale qui


In Mixtura altri contributi di Oliver Burkeman qui

domenica 4 dicembre 2016

#VIDEO / Cambiare, non gli altri ma se stessi (Luca Mazzucchelli)


Cambiare gli altri, cambiare se stessi
Luca MAZZUCCHELLI
psicologo e psicoterapeuta
vicepresidente Ordine Lombardia, direttore di 'Psicologia Contemporanea'
TedxBologna, youtube, 28 novembre 2016
video 18min09

Un discorso chiaro, semplice, accattivante. 
Il messaggio di fondo gira attorno alla convinzione che lamentarsi, imporre i propri bisogni o soffocarli (le tre strategie, più o meno consapevoli, da noi messe in campo quando vorremmo una realtà diversa da quella che ci circonda) non serve. 
Unico modo per cambiare il contesto è cambiare noi stessi.

Si tratta di uno stimolo forte, proprio per il modo pacato e convincente con cui viene esposto,  in linea con un certo 'spirito dei tempi' e per certi versi condivisibile.
Uno stimolo che giustamente responsabilizza l'individuo, ricordandogli il potere che ha e che magari non usa fino in fondo (secondo la logica dell'empowerment e, soprattutto, del selfempowerment). Ma è un messaggio che corre il rischio di 'scaricare', più o meno intenzionalemente, appunto sull'individuo, tutte quelle responsabilità e azioni di cambiamento che invece, per la dimensione sociale e politica sollevata, dovrebbero essere di 'pertinenza sistemica'. 

Un'analisi intellettualmente onesta è chiamata a riconoscere quando il singolo da solo non può farcela e quando invece spetta al livello sovraindividuale (sociale, politico, economico) intervenire, per modificare il contesto, anche sotto la spinta o la (sana) contestazione del singolo. Altrimenti la responsabilizzazione diventa di fatto sottile, ma pesante colpevolizzazione: "se non trovi lavoro, se non 'vinci' e non hai successo, è perché non hai fatto ciò che dovevi e potevi fare: il tuo insuccesso dipende da te e solo da te." 
E anche il modello di carriera eccellente presentato dalla biografia stessa di Mazzucchelli (che racconta il suo curriculum, dimostrando che 'ce l'ha fatta dandosi da fare' per realizzare il suo sogno), diventa ambivalente: in parte potenzialmente motivante, ma in parte anche potenzialmente frustrante, perché 'riduce' e rinchiude tutta la complessità della realtà (e degli individui) alle sole possibilità di azione di un singolo, tra l'altro idealizzato come onnipotente.

Insomma: un messaggio, quello lanciato da Mazzucchelli, utile per la sua provocatorietà, ma tutto da problematizzare e completare, se non si vuole cadere, magari anche senza volerlo, in un semplicismo pericoloso, oggi peraltro sempre troppo diffuso. (mf)


In Mixtura altri 2 contributi di Luca Mazzucchelli qui

mercoledì 27 luglio 2016

sabato 11 giugno 2016

#LINK / Cambiare, con etica (Umberto Santucci)

Si parla sempre tanto di cambiamento, invocandolo come toccasana per rimettere in piedi persone, situazioni, organizzazioni, società, stati.

Per il problem solver è proprio il processo di soluzione che implica il cambiamento, poiché se non si cambia, si tiene in vita il problema e non si arriva alla soluzione.

Tuttavia la soluzione è valida se a monte è definito correttamente il problema, se si è individuata la vera criticità su cui intervenire, se si sperimenta la soluzione su scala ridotta e la si mette a sistema solo se ha funzionato, modificandola se non funziona. Per esempio, se c’è malcontento in un reparto a causa di un dirigente inadeguato, il problema è il dirigente. Se come soluzione si fanno fare corsi di team building ai dipendenti, non si risolve il problema.

Il cambiamento è auspicabile se rappresenta un miglioramento rispetto a ciò che si vuole cambiare. Non ha un valore assoluto, ma relativo. Fare, cambiare, essere veloci, evitare ripensamenti e discussioni, può essere valido se si deve uscire da un’emergenza. Se invece si devono prendere decisioni strategiche a medio e lungo termine è meglio procedere con più cautela, adottando soluzioni progressive, verificabili e modificabili.

*** Umberto SANTUCCI, consulente e formatore, Cambiare con etica, 'caosmanagement', n. 106, maggio 2016

LINK articolo integrale qui

sabato 21 maggio 2016

#VIDEO / Cambiare in azienda, 'distruggere' chi si oppone (Francesco Starace)


Francesco STARACE
amministratore delegato Enel
Intervento alla Luiss, Roma
diffuso su youtube da Enel, 21 aprile 2016
video 49min47

Francesco Starace, AD di Enel, si racconta agli studenti dell'Università Luiss, per spiegare esperienza e percorsi che portano alla guida di una grande azienda.
(dalla presentazione)

Tutto il video è variamente commentabile. 
Ma il pezzo che sta suscitando reazioni fortemente critiche è quello in tema di cambiamento, quando Starace afferma quanto ho già riportato ieri in Mixtura (qui)
Colpisce tra l'altro l'applauso, convinto e sorridente, dei giovani presenti quando ascoltano come sia facile, semplice e doveroso, per fare cambiamento, 'distruggere fisicamente' chi si oppone.
Per vedere/ascoltare questo brano specifico potete far partire il video dal minuto 42,20.  (mf)

mercoledì 16 settembre 2015

#MOSQUITO / Idee, va bene cambiarle ma (Claudio Sabelli Fioretti)

Lo sappiamo che solo gli imbecilli non cambiano idea.
Ma ce ne convinceremo con maggiore facilità quando qualcuno, cambiando idea, passerà da una situazione che gli conviene a una che gli fa perdere privilegi e vantaggi. 

*** Claudio SABELLI FIORETTI, giornalista e scrittore, Finiamola tutti, rubrica ‘Senza vergogna’, ‘Io Donna’, 14 febbraio 2009.

martedì 16 giugno 2015

#VIDEO #SOCIETA' / Cambiare noi per cambiare il mondo (Simone Perotti)


Simone PEROTTI, 1965, scrittore, navigatore
Un uomo che cambia, cambia il mondo, 2013
video, 10min3

La testimonianza di un pensiero e di un comportamento fuori dal coro.
Simone Perotti,  che ha legato se stesso, sul piano pubblico, al movimento del downshifting ci invita a ripensare la nostra vita individuale, per riprendercela in mano e orientarla secondo i nostri bisogni e i nostri 'sogni' più genuini.
Certo, è difficile dare un taglio a come viviamo. E nessuno, tranne noi, può dire se dobbiamo farlo.
Comunque, lui l'ha fatto. E anche se la visione del mondo che l'ha portato a farlo è opinabile (come ogni visione del mondo), vanno apprezzate la forza e la 'capacità di libertà' che hanno reso possibile il cambiamento. (mf)

Su Simone Perotti

lunedì 15 giugno 2015

#SPOT #SPILLI / Fare un cambiamento è cosa complessa (M. Ferrario)

(dal web, autore e fonte ignoti, via linkedin)

Forse un modellino un po'... ingegneristico, ma parzialmente verosimile.
A un patto e a una condizione, però.
Il patto è di intendere con 'incentives' non tanto gli incentivi economici (che contano, ma non sono tutto), quanto ogni spinta, specie quelle 'interne' o 'intrinseche', che 'fanno volere' il cambiamento.
E la condizione, che mi pare mancante nel disegnino sorpa riportato, è che il 'change' diventi 'changing': sia perché cambiare è un processo, e non un evento, e sia perché se i soggetti del cambiamento non 'entrano' nel cambiamento, in qualche modo co-determinandolo, diventano (o restano) solo oggetti. E il cambiamento (se intendiamo quello 'vero' e non quello proclamato) resta sulla carta. Oppure, se realizzato, appena possibile, torna indietro.
A proposito della distinzione tra 'change' e 'changing', sempre in Mixtura, vedi 2 miei contributi qui(mf)

mercoledì 20 maggio 2015

#SPOT #SPILLI / Cambiamento (Massimo Ferrario)


(dal web, via linkedin)

Verissimo.
Poi, però, bisognerebbe anche fare una riflessione su cosa si intende per cambiare. Non in generale, ma nella specifica situazione in cui viene chiesto di cambiare.

Cioè: cambiare cosa, perché, per chi.
Da demonizzare.
Insieme con chi resiste.

Troppo comodo. 
Perché assolve a priori la parola 'cambiamento'. A prescindere dal contenuto.

Qualche volta chi resiste fa bene a resistere. E forse non resiste a sufficienza. 

*** Massimo FERRARIO, Cambiamento, per Mixtura

lunedì 13 aprile 2015

giovedì 9 aprile 2015

#RITAGLI / Cambiare, da dentro (Maxi Costales)

Un uomo si lamentava sempre della sua vita: tutto era un disastro, e non riusciva a prendere in mano le redini del suo destino. 
Desiderava di essere in grado di andare d’accordo con la gente, di amministrare meglio il suo denaro, di ignorare coloro che lo criticavano, di trovare una buona moglie… 
In pratica voleva che la sua vita cambiasse completamente.
Stufo di questa situazione, decise di rivolgersi a uno psicoterapeuta in modo da rimettere in carreggiata la propria vita.

«Signor psicologo» gli disse «ho una vita abbastanza disastrosa. Non mi piace come sono e come mi comporto in molte occasioni. Voglio che lei cambi la mia vita.»

Il terapeuta si alzò, uscì dallo studio e tornò con un uovo di gallina. Lo mise sulla scrivania e guardò il suo paziente.

«Cosa vede qui?» chiese.

«Un uovo, ovviamente.»

«Cosa succederebbe se lo rompessi?»

«Beh, potrebbe fare un uovo fritto o una frittata.»

«Giusto. E se ci fosse un pulcino al suo interno? Cosa succederebbe allora se lo rompessi?»

«Logicamente il pulcino morirebbe e non nascerebbe mai» disse l’uomo stranito.

«Esattamente. 
Se l’uovo viene rotto dall’esterno, la vita finisce. 
Tuttavia, se si rompe da dentro, una nuova vita comincia. 
Lei mi sta chiedendo di cambiarle la vita, e nessuno può farlo. Solo lei, da dentro, può cambiare la sua vita e il modo di relazionarsi con essa. 
I grandi cambiamenti, le cose più importanti, cominciano sempre da dentro

*** Maxi COSTALES, psicologo e psicoterapeuta spagnolo, Cambiare dall'interno, blog 'maxicostales.es', 28 luglio 2014.
Testo tradotto da Denise Tamburrino, blog 'guidapsicologi.it', 6 ottobre 2014.

venerdì 23 gennaio 2015

#VIDEO #PSY #SOCIETA' / Ognuno è perfetto



Michele DOTTI, educatore, formatore, scrittore
Ognuno è perfetto, TedxTrento, 22 novembre 2014
video, 22min19

La vita è un po' come una caccia al tesoro e il tesoro da scoprire siamo noi stessi, ognuno meraviglioso con i propri limiti e talenti. Questi però possono rivelarsi solo nell'incontro con l'altro, grazie al valore della diversità e ad un pizzico di ludica creatività. (dalla presentazione del video)

Alcuni temi toccati dall'intervento:
* Come impariamo?
* Come possiamo cambiare il nostro modo di pensare e le nostre abitudini?
* Come possiamo educare, e educarci, alla felicità?
E molto altro: sul 'ben-vivere' e sul 'ben-convivere'.
Uno stile invitante: molti esempi, ironia, battute, citazioni. 
E un brevissimo filmato su come i bambini, 'naturalmente, sanno 'condividere'. Prima di diventare adulti...
Si guarda e si ascolta volentieri.
E si apprendono cose nuove. O si rinforzano conoscenze risapute. (mf)

venerdì 2 gennaio 2015

#BRICIOLE / Urgono capri espiatori

Amarsi - Due che si amano non guardano il mondo. Sono il mondo.
Anima - Sempre più, in giro, grandi cervelli. Ma piccole menti. E’ il cuore, che irrora poco sangue. Per mancanza di anima.
Bastian Contrario - Un vero bastian contrario: se gli davi ragione si dava torto.
Bipartisan - Basta con i tarallucci e il vino. Siamo moderni e internazionali: siamo bipartisan.
Buddha - E’ stato detto: «Se incontri un Buddha per strada, uccidilo». Forse. Prima comunque inchinati.
Buon Senso - Se abbiamo buon senso, sappiamo che non ci basta.
Cambiare - Finita l’epoca in cui si credeva di dover cambiare il mondo, oggi ci si infila dentro.
Capi-e-Collaborarori - Quando capo e collaboratore sono sempre d’accordo, uno dei due non serve.
Capire - Un buon modo per capire il punto di vista altrui è contrastarlo.
Capri Espiatori - Lo esige la coscienza: per averla sempre lucida c’è bisogno di tanti capri espiatori quante sono le cazzate che facciamo.

*** Massimo Ferrario, da Tweet-Aforismi, alfabeto 1, ‘AltriSguardi’, 133, 6 aprile 2012. Materiale diffuso in twitter (tra novembre 2011 e marzo 2012), e in parte pubblicato in ‘Direzione del Personale’ (nel periodo da settembre 2010 e a dicembre 2011).