sabato 10 ottobre 2020

#SGUARDI POIETICI / La rosa bianca (Attilio Bertolucci)

Coglierò per te
l’ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l’hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
È un ritratto di te a trent’anni,
un po’ smemorata, come tu sarai allora.

*** Attilio BERTOLUCCI, 1911-2000, poeta, La rosa bianca, da Fuochi in novembre, Minardi, Parma, 1934, in 'poesiainrete', 4 ottobre 2020, qui


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#SPILLI / Tempi di oggi (Massimo Ferrario)

Negazionisti e No-Mak
Dicono che la (fantomatica) ‘dittatura sanitaria’ non deve impedire loro di pensare con la loro testa. 
Senza essere volgari: il problema, però, è con che tipo di testa loro vogliono pensare. Ci sono infatti alcune teste che non sono adatte a pensare. Sono le famose 'teste di': seguite dagli ipocriti puntini. E loro, avendo proprio quel tipo di testa, non lo sanno e si illudono di pensare. 
Sarebbero affari loro. Se i loro comportamenti non impattassero anche su di noi e il loro diritto di manifestare non entrasse in conflitto con il nostro diritto di non essere infettati. 
(facebook, 9 ottobre 2020, qui)

Fuori
Dicono falsità e sparano cazzate. 
Poi quando li becchi si difendono dando la colpa a chi si è limitato a registrare ciò che si sono inventati: “mi avete frainteso”, accusano. 
Oppure commentano seri, implicitamente dandoti dello stupido incapace di capire: “ma erano soltanto provocazioni”. 
Poi ci sono quelli che imitano il campione mondiale delle farloccate e credono di sfangarsela facendo i trumpini: “sono ‘fatti alternativi’”. 
E ti guardano beotamente convinti e orgogliosi di essere gli unici “fuori dal mainstream”. 
Ma in questo hanno ragione: sono ‘fuori’. 
(facebook, 9 ottobre 2020, qui)

***Massimo Ferrario, Tempi di oggi, per Mixtura


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#QUADRI / Renaioli sull'Arno (Augusto Bastianini)

Augusto BASTIANINI, 1875-1938
facebook, 9 ottobre 2020, qui

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#HUMOR / Al tempo del Covid19

dalla rete

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#VIGNETTE / Tutta la libertà (Riccardo Mannelli)

Riccardo MANNELLI, 1955
pittore, disegnatore
'il Fatto Quotidiano', 9 ottobre 2020, qui

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venerdì 9 ottobre 2020

#SPILLI / Povera America (Massimo Ferrario)

E' l'America, bellezza
C’è qualcuno che ha pagato 1 milione di dollari per la cauzione dell’agente statunitense accusato di aver ucciso George Floyd. 
Cioè: tieni un ginocchio per 9 minuti e mezzo sulla gola di un essere umano (nero, naturalmente) fino a farlo morire soffocato mentre questo ripete ossessivamente  ‘Non respiro’ e qualcuno ti fa uscire di prigione pagando 1 milione di dollari. 
Ripeto: 1 milione di dollari. 
Possibile?
È l’America, bellezza. 
E poi c’è chi alza il dito, anche di qua dell’oceano, e dice che i neri si incazzano troppo.
(facebook, 8 ottobre 2020, qui)

Imbecillità o psico-sociopatia
Certo che per definire la candidata alla vicepresidenza Usa Kamala Harris, dopo il dibattito con Mike Pence, un ‘mostro’ e una ‘comunista’ bisogna proprio essere affetti da assoluta imbecillità, o preda di una forma acuta di psico-sociopatia galoppante. 
Come spesso accade a certi leader, non solo politici. 
Ma è la caratteristica chiave di Donald Trump. Che piace per questo ai suoi sfegatati ‘fan’: dimostrazione evidente della validità del vecchio detto ‘chi si somiglia si piglia’.  
(facebook, 8 ottobre 2020, qui

*** Massimo Ferrario, Povera America, per Mixtura

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#SGUARDI POIETICI / Quanta gente corre dietro al denaro (Tai Fu-Ku)

Quanta gente corre dietro al denaro,
incessantemente.
Dedicano la notte a far di conto
e cavalcano tutto il giorno.
Passano la vita in un costante desiderio,
stanchi del continuo ripetersi.
E nemmeno si rendono conto che sul loro tetto
il cielo è sempre azzurro.

*** Tai FU KU, poeta cinese, 1167-1248, in 'poeti del XXI secolo', qui
Anche in 'ilcantodellesirene', 6 ottobre 2020, qui


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#QUADRI / Dove si sta bene (Alessandro Tofanelli)

Alessandro TOFANELLI
Dove si sta bene, 2019
facebook, 5 ottobre 2020, qui

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#CIT / Non vedo perché oggi le cose dovrebbero andare diversamente (Angela Davis)

 

Angela DAVIS, 1944
attivista afroamericana
da La libertà è una lotta costante, Ponte alle Grazie, 2018

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#VIGNETTE / Per Zaki (Antonio Cabras)

Antonio CABRAS
facebook, 8 ottobre 2020, qui

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giovedì 8 ottobre 2020

#BREVITER / La mosca repubblicana (MasFerrario)

facebook, 8 ottobre 2020, qui

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#SGUARDI POIETICI / Tutto andrà bene (Derek Mahon)

Come potrei non essere lieto di contemplare
le nuvole aprirsi oltre l’abbaino
e l’alta marea riflessa sul soffitto?
Si muore, si muore,
ma non c’è alcun bisogno di pensarci sempre.
Le poesie fluiscono dalla mano sfrenata
e la celata fonte è l’attento cuore.
Il sole sorge malgrado tutto
e le città lontane splendono bellissime.
io rimango qui steso in un tumulto di sole
a guardare il giorno irrompere e le nuvole volare.
Tutto andrà bene.

*** Derek MAHON, 1941-2020, poeta nord-irlandese, Tutto andrà bene, in 'il canto delle sirene', 4 ottobre 2020, qui


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#SPOT / Non è colpa nostra

 

facebook, 6 ottobre 2020, qui

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#EX LIBRIS / Quando è ora che te ne vada (Greg Iles)

Papà guarda il fiume a lungo e io lo lascio fare. Dopo un po’ afferma: «Vorrei avere avuto più tempo. Per rimediare a certe cose. Questo corpo è pressoché consumato. Non gli ho fatto un favore bevendo. Ma quando mi è venuto il Parkinson… non ho potuto semplicemente sopportarlo. La mia vanità. Detesto ammetterlo». 
«Sei sempre stato molto orgoglioso.» 
«È vanità, non orgoglio. E la vanità è una cosa meschina. In questo caso i cristiani hanno visto giusto. La vanità è una debolezza. Ciò che è storto non può essere raddrizzato, ciò che manca non può essere contato. Non c’è niente di male nell’essere malati.» 
«No. Ma è umano provare quello che provi tu.» 
Il suo sguardo trova il mio e vi vedo scoramento. «Non riconosco più il mondo, Marshall. Forse, quando smetti di sentirti a casa nel mondo, è ora che te ne vada.»

*** Greg ILES, 1960, scrittore statunitense, Cemetery Road, Harper Collins, 2020


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#SENZA_TAGLI / La felicità e l'errore psicologico (Stefano Greco)

L'errore psicologico è distinguere la felicità dalla vita. 

Cercare la felicità, rivendicare il "diritto" (?) di essere felici, sognare la felicità. Ma essa non è un oggetto. 

La chiave invece è solo nella vita. È nel modo di contemplarla, di scorgerne la bellezza, di coglierne la complessità, anche in quei momenti e forse soprattutto in quelli, in cui di tutto questo sembra non essercene traccia. 

*** Stefano GRECO, consulente, formatore, saggista, La felicità è nella vita, ma non lo sappiamo, facebook, 5 ottobre 2020, qui


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#VIGNETTE / Obbligo di mascherina all'aperto (Stefano Rolli)

Stefano ROLLI
'Il Secolo XIX', 7 ottobre 2020, via facebook, qui

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mercoledì 7 ottobre 2020

#SGUARDI POIETICI / Togliere (Manuela Toto)

Arriva un tempo in cui dopo una vita passata ad aggiungere, inizi a togliere.
Togli i cibi che ti fanno male.
Togli i vestiti che ti vanno troppo stretti o troppo larghi.
Togli le cianfrusaglie dimenticate nei cassetti
insieme alla convinzione antica di non andare mai bene.
Togli il cuore dai posti dove non c’è più amore,
togli il tempo passato a inseguire le persone.
Togli lo sguardo da chi ti ha ferito,
Togli potere al passato, togli le colpe dai tuoi racconti e lo sguardo da chi ti parla dietro.
Togli le erbacce intorno ai tuoi sogni,
i compromessi che ti sporcano le scelte,
i sì concessi per adattamento.
La vera ricchezza non è aggiungere, 
ma togliere.

*** Manuela TOTO, psicologa, counselor, Togliere, da Sotto le scale, Tabula Fati editore, 2019, citato da Egidio T. Errico, facebook, 6 ottobre 2020, qui


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#EX LIBRIS / Una lunga nuotata nel letame (Marcello Domini)

« (...) Le persone si giudicano alla fine del loro viaggio, Ciotti, ogni uomo è fatto di strati di vita che si sovrappongono, come gli anelli dei tronchi: cambiamo ogni giorno pur restando gli stessi, ogni strato modifica il fusto, e un uomo di cinquant’anni è profondamente diverso dal ragazzo di venticinque che è stato, come un arboscello è diverso dall’albero. Sai, alla mia età ormai mi sono fatto la convinzione che la vita sia una lunga nuotata nel letame, da cui ogni tanto si riesce a tirar fuori la testa per “riveder le stelle”, come diceva il poeta. E in quel mare di letame, qualcuno più fortunato a volte trova delle gemme preziose – gli amori, i figli, gli amici sinceri –, ma una buona parte continua a nuotare e a ingoiar sudiciume senza trovarne mai una.»

*** Marcello DOMINI, 1965, medico-chirurgo, scrittore, Di guerra e di noi, Marsilio, 2020

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#SPOT / Effetto mascherina

dalla rete

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#QUADRI / Antica strada livornese (Renato Natali)

Renato NATALI, 1883-1979
facebook, 29 settembre 2020, qui

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#VIGNETTE / Governiamo Matera (Natangelo)

NATANGELO, 1985 
facebook, 6 ottobre 2020, qui

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martedì 6 ottobre 2020

#SGUARDI POIETICI / Chi non trova quaggiù il Paradiso (1544) (Emily Dickinson)

Chi non trova quaggiù il Paradiso
non lo troverà in cielo.
Gli Angeli stanno nella casa accanto
alla nostra, dovunque ci rechiamo.

*** Emily DICKINSON, 1830-1886, poetessa statunitense, Chi non trova quaggiù il Paradiso, 1544, ca 1883, da Emily Dickinson, Edizioni Corriere della Sera, DiVersi, 2019, traduzione di Margherita Guidacci, curatela di Barbara Lanati


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#EX LIBRIS / Le tre domande di saggezza (Louise Penny)

Quando ormai si conoscevano da anni, una sera Armand gli aveva raccontato una cosa. 
– Una volta, dopo che gli avevo appena rifilato una risposta stupida e condiscendente, il mio primo capo mi ha squadrato e ha detto: «Prima di parlare, agente Gamache, le consiglio di farsi tre domande». 
– Le ammissioni che portano alla saggezza? – aveva chiesto Beauvoir, che ormai le conosceva a memoria. 
Non. Quelle sono affermazioni, queste invece domande. Ascolta bene. 
– Eh. Erano seduti sotto il portico di casa Gamache, in piena estate, lui alle prese con un tè ghiacciato, Armand con una birra fresca in mano. Parlando, il commissario aveva contato fino a tre con le dita. 
– «È una cosa vera? È una cosa gentile? È proprio indispensabile dirla?» 
– Stai scherzando, spero, – Jean-Guy aveva cambiato posizione per guardarlo in faccia. – È una strategia che può funzionare nella vita privata, ma i colleghi ci riderebbero dietro. 
– Non devi necessariamente recitarla a voce alta, – gli aveva spiegato Gamache. 
Era vero. Il commissario quelle domande non le aveva piú ripetute, ma Beauvoir l’aveva sentito piú di una volta sfoderare risposte pazienti e costruttive. 
– Civiltà, – aveva aggiunto alla fine. – Se non la distribuiamo in giro, non possiamo aspettarcela dagli altri. E poi se restiamo calmi le persone ci ascoltano di piú. La rabbia è solo rumore bianco. 
«È una cosa vera? È una cosa gentile? È proprio indispensabile dirla?»

*** Louise PENNY, 1958, scrittrice canadese, Un uomo migliore, 2019, traduzione di Letizia Sacchini, Einaudi, 2020


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#BREVITER / Salvini, al mattino (Antonella Carulli)

Antonella CARULLI
facebook, 4 ottobre 2020, qui

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#SENZA_TAGLI / Quanti futuri esistono? (Stefano Greco)

Quanti futuri esistono?

In grammatica italiana, due: semplice e anteriore. Wikipedia ci dice che "il futuro anteriore o futuro composto, è una forma verbale che indica eventi, esperienze e fatti considerati come compiuti, ma che si trovano nell'ambito dell'avvenire oppure in quello dell'incertezza". Esempio: "Quando avrai raggiunto il tuo obiettivo, ti sentirai meglio". 

Ma i futuri sono tanti quanti sono gli individui, le organizzazioni e le società oppure esiste un unico futuro per tutti (la società umana intera e il destino del nostro pianeta)? Il futuro è un dilemma di fronte al quale l'essere umano si è sempre trovato in difficoltà. Oggi, però, è materia di studio. Richiede competenze specifiche tra cui la capacità di leggere la complessità e tradurla in progetti. Mai come oggi, il futuro lo si disegna collaborando. 

Se globalizzazione non fa rima con collaborazione, non ci sarà alcun futuro. Parafrasando Pirandello, i futuri possono essere "uno, nessuno e centomila". Ma di qualunque futuro stiamo parlando, che sia frutto di una scelta intelligente.

Dell'Intelligenza Umana, naturalmente...

*** Stefano GRECO, consulente, formatore, saggista, Quanti futuri esistono?, facebook, 30 settembre 2020, qui


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#VIGNETTE / Buono a sapersi (Chiara Rapaccini)

Chiara RAPACCINI, 1954
artista e scrittrice
facebook, 1 ottobre 2020, qui

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lunedì 5 ottobre 2020

#SGUARDI POIETICI / Se posso perdonare, allora devo (Patrizia Cavalli)

Se posso perdonare, allora devo
riuscire a perdonare anche me stessa
e smetterla di starmi a giudicare
per come sono o come dovrei essere.
Qui non si tratta di consapevolezza
ma è la superbia che mi tiene stretta
in una stolta morsa che mi danna.
Eccomi infatti qui dannata a chiedermi
che cosa fare per essere perfetta.

Tenersi all’apparenza, forse descrivere
soltanto cose in mutua tenerezza.

*** Patrizia CAVALLI, 1947, poetessa, da Vita meravigliosa, Einaudi, 2020, in 'internopoesia', 25 settembre 2020, qui


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#MOSQUITO / Non lo si dirà mai, però in pratica (Papa Francesco)

Non si dirà mai che non sono umani, però in pratica, con le decisioni e il modo di trattarli, si manifesta che li si considera di minor valore, meno importanti, meno umani. È inaccettabile che i cristiani condividano questa mentalità e questi atteggiamenti, facendo a volte prevalere certe preferenze politiche piuttosto che profonde convinzioni della propria fede: l’inalienabile dignità di ogni persona umana al di là dell’origine, del colore o della religione, e la legge suprema dell’amore fraterno.

*** PAPA FRANCESCO,  1936, Enciclica Fratelli tutti, 2020


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#VIGNETTE / Che palle 'sto cambio di stagione (Fabio Magnasciutti)

Fabio MAGNASCIUTTI
facebook, 4 ottobre 2020, qui

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domenica 4 ottobre 2020

#SGUARDI POIETICI / Essere coppia (Massimo Ferrario)

Dicevano
che due che si amano davvero
non 'guardano' il mondo
perché 'sono' il mondo.

Poi un giorno capirono 
che neppure la coppia perfetta dei sogni 
può stare 'al' mondo
senza stare 'nel' mondo.

E si lasciarono.

*** Massimo Ferrario, Essere coppia, per Mixtura


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#MOSQUITO / La costruzione del nemico (Umberto Eco)

Pare che del nemico non si possa fare a meno. La figura del nemico non può essere abolita dai processi di civilizzazione. Il bisogno è connaturato anche all’uomo mite e amico della pace. Semplicemente in questi casi si sposta l’immagine del nemico da un oggetto umano a una forza naturale o sociale che in qualche modo ci minaccia e che deve essere vinta, sia essa lo sfruttamento capitalistico, l’inquinamento ambientale, la fame del Terzo mondo. Ma se pure questi sono casi “virtuosi”, come ci ricorda Brecht, anche l’odio per l’ingiustizia stravolge la faccia. 

L’etica è dunque impotente di fronte al bisogno ancestrale di avere nemici? Direi che l’istanza etica sopravviene non quando si finge che non ci siano nemici, bensì quando si cerca di capirli, di mettersi nei loro panni. Non c’è in Eschilo un astio verso i Persiani, la cui tragedia egli vive tra loro e dal loro punto di vista. Cesare tratta i Galli con molto rispetto, al massimo li fa apparire un poco piagnoni ogni volta che si arrendono, e Tacito ammira i Germani, trovandoli anche di bella complessione, limitandosi a lamentare la loro sporcizia e la loro renitenza ai lavori faticosi perché non sopportano caldo e sete. 

Cercare di capire l’altro significa distruggerne il cliché, senza negarne o cancellarne l’alterità. 

Ma siamo realisti. Queste forme di comprensione del nemico sono proprie dei poeti, dei santi o dei traditori. Le nostre pulsioni più profonde sono di ben altro ordine.

*** Umberto ECO, semiologo, scrittore, Costruire il nemico, La Nave di Teseo, 2020


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#QUADRI / Cottonwood on a farm line (Douglas Aagard)

Douglas AAGARD, 1954
artista statunitense
facebook, 27 settembre 2020, qui

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#ARTE / Astice in ceramica, 460 a.C.

Astice in ceramica, 460 a.C.

Capolavoro dell'antica arte greca, trovato nella cosiddetta ''Tomba Vrigas", 
situata vicino a Santa Maria Capuavetere in Campania (Magnagrecia)
Oggi al Metropolitan Museum of Arts di New York (MET).
facebook, 25 settembre 2020, qui

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#VIGNETTE / Qui si fa la cronaca (Altan)

ALTAN
(dalla rete, fonte e data non indicate)

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sabato 3 ottobre 2020

#SGUARDI POIETICI / Ciò che temevo venne (I, XCVIII, 1277)

Ciò che temevo venne,
ma meno spaventoso,
perché il lungo timore
lo aveva quasi abbellito.

Ci si abitua all'angoscia,
alla disperazione.
Peggio saper che viene
che saperla presente.

Chi indossa la sua pena
la mattina che è nuova
soffre più che a portarla
un'intera esistenza.

*** Emily DICKINSON, 1830-1886, poetessa statunitense, Ciò che temevo venne, I, XCVIII, 1277, ca 1873, da Emily Dickinson, Edizioni Corriere della Sera, DiVersi, 2019, traduzione di Margherita Guidacci, curatela di Barbara Lanati


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#MOSQUITO / Imprenditori, oggi e ieri: il modello Mattei (Sandro Catani)

La tragedia del Covid-19 ci ha mostrato drammaticamente la fragilità di un’economia affidata alla sola intelligenza del mercato, ma anche la sua incapacità di affrontare le emergenze, come l’impossibilità a lungo riscontrata di reperire mascherine e dispositivi di protezione individuale ha reso evidente. Allo stesso tempo, le molte imprese che hanno reclamato il diritto-dovere di massimizzare i profitti a breve termine, anche a scapito dell’ambiente o favorendo le disuguaglianze, si trovano oggi di fronte al dilemma se chiudere o invocare l’aiuto dello Stato. Ma se, come diceva Winston Churchill, «le crisi peggiori sono quelle sprecate», anche da questa possiamo trarre ispirazione per nuovi modelli di sviluppo. 

Peraltro, le riflessioni generate dal Covid-19 si legano a una preesistente spinta al cambiamento dell’impresa tradizionale. Possiamo farla partire dall’agosto 2019, quando i 181 capi delle più potenti aziende globali – tra cui Amazon, Apple, Oracle – hanno sottoscritto un manifesto che scuote le fondamenta stesse dell’impresa capitalistica. Accanto agli interessi degli azionisti, questi supermanager hanno aggiunto quelli, oggi secondari, dei dipendenti, dei clienti, dei fornitori e della comunità. Non rappresentano un’avanguardia isolata: già nel 2008 Bill Gates, a Davos, parlava di Creative Capitalism; altri sono seguiti, dal guru di Harvard Michael Porter sino a Lynn Forester de Rothschild con la proposta dell’Inclusive Capitalism. Come non ricordare poi la lettera enciclica di Benedetto XVI, Caritas in veritate, in cui la supremazia del mercato veniva riconsiderata alla luce del bene sociale. E il «Financial Times» ha recentemente pubblicato un editoriale dal titolo Capitalism, Time for a Reset. Molte sono le voci influenti che sostengono la necessità di una revisione del modello capitalistico, sotto accusa per la crescente disuguaglianza di reddito, l’attacco alla dignità del lavoro, gli effetti sul clima. Si chiede un’inversione a U che segnerebbe il tramonto dello shareholder value, il valore per gli azionisti, mantra della massimizzazione del profitto. L’impresa non più concepita come una proprietà degli azionisti, sempre più mobili e anonimi, bensì come un’entità con una propria vita indipendente al servizio di una platea di portatori di interesse più ampia. 

In Italia, molti anni fa, un uomo, Enrico Mattei, partendo da un’azienda pubblica in liquidazione elaborò e perseguì con tenacia un modello imprenditoriale orientato al bene collettivo. La sua azione si snodò lungo un confronto duro, talvolta aspro, con i campioni del capitalismo occidentale del tempo, straordinariamente moderno. Mattei impersona lo spirito della ricostruzione dopo la guerra, e la sua figura ancora sopravvive nella memoria popolare a quasi sessant’anni dalla scomparsa, nel 1962. Viene spesso avvicinato ad Adriano Olivetti per la comune visione sociale dell’impresa, in realtà i due personaggi rimangono lontani per storia personale e per le modalità con cui hanno perseguito il loro progetto. Olivetti, di ricca famiglia borghese, forgia una scuola di management colta, ma la sua impresa si è purtroppo estinta e lui stesso si dedica alla politica nell’ultima fase della vita. Opposto è il caso di Mattei: nasce da una famiglia modesta (il padre fu un coraggioso carabiniere che catturò il brigante Musolino), studia con fatica, diventa imprenditore, ricopre un ruolo al vertice nel fronte cattolico della Resistenza e di influente deputato della Democrazia Cristiana. Lascia la politica attiva per dedicarsi alla valorizzazione dell’AGIP e all’indipendenza energetica dell’Italia. Nata dal rischio di una liquidazione, locale e macilenta, la sua creatura è diventata una delle aziende italiane più longeve e di certo la più globale.

*** Sandro CATANI, consulente, saggista, Prefazione, Enrico Mattei, Gli italiani sanno lavorare, Garzanti, 2020


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#FUMETTI / Come mai studiando storia (Charles M. Schulz)

Charles M. SCHULZ
facebook, 2 ottobre 2020, qui

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#VIGNETTE / Processo Gregoretti a Catania (Natangelo)

NATANGELO, 1985
https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Natangelo
'il Fatto Quotidiano', 2 ottobre 2020, via facebook, qui

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venerdì 2 ottobre 2020

#SPILLI / Nulla di nuovo sotto il sole (Massimo Ferrario)

facebook, 2 ottobre 2020, qui

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#SGUARDI POIETICI / Primo autunno (Fëdor Tjutčev)

Si dà di primo autunno un tempo
meraviglioso e breve:
il giorno è come di cristallo
e luminose son le sere…
Dove passò la forte falce e cadde
la spiga, è tutto vuoto ora ed aperto:
solo del ragno tenue filo
scintilla nell'aperto solco.
L'aria è deserta, uccello più non s'ode,
ma son lontane ancora le bufere infernali
e il puro e caldo azzurro si rovescia
sulla campagna che riposa.

*** Fëdor TJUTČEV, 1803-1873, poeta e scrittore russo, Primo autunno, da Poesie, Adelphi, 2011, traduzione di Tommaso Landolfi, in 'ilcantodellesirene', 24 settembre 2020, qui


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#MOSQUITO / Discorso dell'Aventino, 1926 (Benito Mussolini)

Chiunque dell’Aventino voglia ritornare, semplicemente tollerato, in quest’aula, deve solennemente e pubblicamente: primo, riconoscere il fatto compiuto della rivoluzione fascista, per cui una opposizione preconcetta è politicamente inutile, storicamente assurda, e può essere compresa soltanto da coloro che vivono al di là dei limiti dello Stato; secondo, riconoscere non meno pubblicamente e non meno solennemente che la nefanda campagna scandalistica dell’Aventino è miseramente fallita, perché non è mai esistita una questione morale che riguardasse il governo o il partito; terzo, scindere non meno solennemente e pubblicamente la propria responsabilità da coloro che oltre le frontiere continuano l’agitazione antifascista. Accettate ed eseguite queste condizioni, gli sbandati dell’Aventino possono sperare nella nostra tolleranza e rientrare in quest’aula. Senza l’accettazione e l’esecuzione di queste condizioni, sinché sarò a questo posto, e mi riprometto di starci per un pezzo, essi non rientreranno: né domani né mai. 

*** Benito MUSSOLINI, 1883-1945, discorso parlamentare, 17 gennaio 1926, citato da Antonio Scurati, M, l'uomo della provvidenza, Bompiani, 2020


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#FOTO / Una donna dal passato

facebook, 29 settembre 2020, qui
(dal 1920?)

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#VIGNETTE / La democrazia deve essere diretta (Mauro Biani)

Mauro BIANI, 1967
'la Repubblica', via facebook, 29 settembre 2020, qui


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giovedì 1 ottobre 2020

#SGUARDI POIETICI / Madrigale (Libero Bigiaretti)

Sul tuo volto i colori
fanno giardino.
Sta la intensa viola
fra i tuoi capelli,
il vivido geranio
ti dipinge la bocca,
rose odorano
sulle tue guance.
E tutta sei fiore
sul molle
slancio del passo
da cui ti spicchi.

*** Libero BIGIARETTI, 1905-1993, poeta, scrittore, traduttore, Madrigale, da Lungodora, De Luca, 1955, in 'internopoesia', 28 settembre 2020, qui


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#FOTO / Autunno in Aspromonte (Giò)

Foto di Giò (@giosdrs)
facebook, 28 settembre 2020, qui

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#SPILLI / Imprenditori, l'Ideona, gli Incentivi e i Sussidi (Massimo Ferrario)

L'ideona
Anziché far pagare le tasse a tutti, facciamo che anche i dipendenti siano invogliati a non pagarle togliendo loro il sostituto d'imposta.

Geniale.

Una trovata che non può che essere del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. 
Sempre innovativo. 

Caso mai non lo sapesse, informiamolo. 
La figura del sostituto di imposta fu introdotta nel 1973. 
Nel 2000 i radicali di Marco Pannella e Emma Bonino proposero un referendum abrogativo su una ventina di quesiti, tra cui questo. 
La Corte Costituzionale, insieme ad altri sette quesiti, respinse questa proposta.

(mf, facebook, 30 settembre 2020, qui)

Gli Incentivi e i Sussidi
Chissà come mai i soldi dati agli imprenditori si chiamano sempre ‘incentivi’, anche quando non incentivano lo ‘sviluppo’, ma soltanto i ‘profitti’, mentre gli aiuti dati alle persone, che non ce la fanno a sopravvivere economicamente, si chiamano sempre e comunque ‘sussidi’. 

Forse perché le disuguaglianze stanno già nelle parole. E, come diceva qualcuno, il ‘padrone’ (ops: il ‘datore di lavoro’) è tale anche perché le parole le conosce bene. 

E sa come giocarci. 

Per far sembrare 'buono' ciò che è 'brutto' (il profitto come fine dell’impresa) e 'brutto' ciò che dovrebbe essere 'buono' (l’aiuto ai disagiati). 

(mf, facebook, 30 settembre 2020, qui)

*** Massimo Ferrario, Imprenditori, l'ideona, gli incentivi e i sussidi, per Mixtura

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#SCRITTE / Sono incazzato

dalla rete

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#VIGNETTE / Sei divina, ti adoro (Fabio Magnasciutti)

facebook, 29 settembre 2020, qui

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mercoledì 30 settembre 2020

#SGUARDI POIETICI / Il mio bozzolo è stretto (IV, VI, 1099)

Il mio bozzolo è stretto, mi chiamano i colori, 
e sto cercando l'aria. 
Già un'oscura capacità di ali
mi fa sprezzare l'abito che indosso. 

La potenza della farfalla è in questa 
attitudine al volo,
che le concede prati di maestà
ed i volteggi facili nel cielo. 

E devo tormentarmi nel presagio
e decifrare il segno 
e commettere errori, se alla fine
 io troverò la mia chiave divina.

*** Emily DICKINSON,  1830-1886, poetessa statunitense, Il mio bozzolo è stretto, IV, VI, 1099, ca 1866, da Emily Dickinson, Edizioni Corriere della Sera, DiVersi, 2019, traduzione di Margherita Guidacci, curatela di Barbara Lanati


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#FAVOLINE / Aveva paura (MasFerrario)


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