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domenica 8 dicembre 2019

#SGUARDI POIETICI / Poesia (Claribel Alegría)

A Juan Ramón Jiménez
Inconfondibile
è la voce
che mi insegue
che non si scolla da me
che tesse insonnie.
Come la pioggia
cade
come il vento
solo questa voce ascolto
mi possiede
lascia cadere avanzi di pane
e fugge via.

*** Claribel ALEGRÍA, 1924-2018, giornalista, scrittrice, poetessa nicaraguense, Poesia, da Voci, Samuele Editore, 2015, traduzione di Zingonia Zingone, in 'ilcantodellesirene', 24 novembre 2019, qui

https://it.wikipedia.org/wiki/Claribel_Alegr%C3%ADa


In Mixtura Ark #SguardiPoietici qui

martedì 19 giugno 2018

#SGUARDI POIETICI / Poesia (Joan Margarit i Consarnau)

Né, come Sisifo, conosco la mia pietra.
La faccio rotolare sempre più in alto. E cade sempre giù.
Torno a prenderla, è pesante e ruvida.
Ma lo stesso la scaldo con le mie braccia
mentre riprendo a farla salire più in alto.
È una strana infelicità.
Penso che è più crudele però,
non avere mai trovato nessuna pietra
per sollevarla così, inutilmente.
Farla salire per amore, sempre più in alto.

*** Joan MARGARIT, 1938, poeta catalano, Poesia da Si perde il segnale, 2013.
Segnalato in 'canto delle sirene', 14 giugno 2018, qui
https://es.wikipedia.org/wiki/Joan_Margarit_i_Consarnau


In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

mercoledì 18 gennaio 2017

#MOSQUITO / Poesia, e gli imbecilli (Aldo Pellegrini)

La poesia è una porta ermeticamente chiusa per gli imbecilli, spalancata per gli innocenti. Non c’è niente di tanto opposto all’imbecillità quanto l’innocenza.

La caratteristica più spiccata dell’imbecille è la sua aspirazione sistematica a un certo ordine del potere. L’innocente, invece, si rifiuta di esercitare il potere perché li possiede tutti. L’innocente, consciamente o meno, si muove in un mondo di valori; l’imbecille in un mondo nel quale l’unico valore è rappresentato dal potere.

Gli imbecilli cercano il potere in una qualsiasi forma di autorità: in primo luogo il danaro, e l’intera struttura dello Stato, dal potere dei governanti fino al microscopico, ma corrosivo e sinistro potere dei burocrati; dal potere della Chiesa a quello della Stampa; dal potere dei Banchieri a quello della Legge. Tutto questo compendio di potere è organizzato contro la poesia.

Siccome poesia significa libertà, affermazione dell’autentico ha, indubbiamente, un certo ascendente nei confronti degli imbecilli. In quel mondo falsificato e artificiale che si costruiscono intorno, gli imbecilli hanno bisogno di una serie di articoli di lusso: macchine, tendaggi, gingilli, gioielli, passatempi… e perfino di qualcosa che vagamente somigli alla poesia.

In quel surrogato di poesia da loro adoperato, parola e immagine diventano puri elementi decorativi e, così facendo, riescono spesso a distruggere il loro potere di incandescenza. Ecco come si crea la cosiddetta “poesia ufficiale”. Poesia fatta di paillettes, che suona a vuoto.

La porta della poesia non ha né chiave né lucchetto: è difesa dalla sua propria capacità di incandescenza. Soltanto gli innocenti, che hanno preso confidenza con il fuoco, che hanno le dita in fiamme, possono aprire quella porta e, attraversandola, penetrare nella realtà.

La poesia si assume il compito di far sì che questo mondo sia abitabile non soltanto per gli imbecilli.

*** Aldo PELLEGRINI, 1903-1973, poeta e critico d’arte argentino, La poesia e gli imbecilli, in 'oubliettemagazine.com', 16 novembre 2016, qui
https://en.wikipedia.org/wiki/Aldo_Pellegrini



Qui il testo recitato in lingua originale da Maria Julia Torres (video 4min56)


martedì 29 novembre 2016

#SENZA_TAGLI / Poesia, se non si vende è un complimento (Michela Murgia)

Il fatto che la poesia non si venda è il principale motivo per cui è interessante leggerla: in questo linguaggio artistico ormai recessivo permane qualcosa di misteriosamente irriducibile al mercato. Non lo piegano gli sconti, non lo addomesticano le grafiche editoriali e non lo imbellettano gli strilli sulle fascette. Dire che la poesia non ha mercato è uno dei più bei complimenti che alla poesia si possano fare.

*** Michela MURIGIA, scrittrice, 'facebook', 28 novembre 2016, qui


In Mixtura altri 14 contributi di Michela Murgia qui

venerdì 28 ottobre 2016

#VIDEO / Madagascar, la poesia aiuta le donne in difficoltà (afp)

La poesia aiuta le donne del Madagascar in difficoltà
Afp-'internazionale.it'. 26 ottobre 2016
video 2min37

“Il messaggio che voglio inviare è che anche se sono una donna, non significa che sono debole e che possono picchiarmi”. 
Caylah, una poeta del Madagascar che si dedica al genere slam, aiuta le giovani madri a esprimersi e ad accettarsi per quello che sono. 
Per queste donne lo slam è un modo per parlare di tutto: religione, violenza domestica, denaro e sesso. 
(dalla presentazione)

sabato 10 settembre 2016

#MOSQUITO / Poesia, la perdita della capacità di gustarla (Charles Darwin)

Fino all’età di 30 anni, forse anche un po’ dopo, la poesia mi diede un grande piacere. Ora, e da molti anni, non riesco a leggerne nemmeno una riga. La mia mente sembra essere diventata una macchina per macinare leggi generali sulla base di una grande mole di fatti. Se dovessi rivivere la mia vita, mi imporrei di leggere poesie e di ascoltare musica varie volte alla settimana. La perdita della capacità di gustarle è una perdita di felicità, che potrebbe essere nociva all’intelletto e più probabilmente al carattere morale, poiché disabilita la parte emotiva della nostra natura.

*** Charles DARWIN, 1809-1882, scienziato inglese, autore di L’evoluzione della specie, 1859, citato da John Naisbitt, futurologo statunitense, Mindset. Il segreto del futuro, 2006, Etas Libri, Milano, 2008.

venerdì 20 maggio 2016

#SGUARDI POIETICI / Poesia (Valentino Zeichen)

Si dice che la poesia
manchi di vero slancio,
che non sappia più volare
poiché non più sorretta
dai grandi angeli alati.
Che farci? È un mondo
di poeti atei che volano
preferibilmente in aereo.

*** Valentino ZEICHEN, 1938, poeta e scrittore, Poesia, da Valentino Zeichen, Casa di rieducazione, mondadori, 2011, citato da Marco Corsi, Valentino Zeichen, Poesie 1963-2014, 'Nuovi Argomenti', 11 marzo 2014, qui

mercoledì 16 dicembre 2015

#SENZA_TAGLI / Poesia, scrivere, leggere (Mario De Maglie)

Non è il poeta a fare la poesia, ma la poesia a fare il poeta. La poesia si avvicina al poeta e gli sussurra: “Me e te, cambia una lettera, il resto è identico.”
A tutti, almeno una volta nella vita, capita di avere una voglia incontenibile di scrivere, esprimere un qualcosa degno di rimanere conservato su di un foglio di carta lasciato ad ingiallire, sulle pagine di un diario dimenticato in qualche cassetto, nella memoria di un pc in compagnia di innumerevoli inutili file, qualcosa a cui si possa tornare prima o poi, una frase, un pensiero, un emozione, una poesia, un racconto, un romanzo, un saggio.

Chi ama leggere sviluppa per lo scrivere una dipendenza da desiderio che deve fare i conti con le capacità. Un ottimo scrittore è, di solito, un ottimo lettore, ma un ottimo lettore è raro sia anche un ottimo scrittore. Ed è bene così, la qualità vive dell’assenza della quantità.

Personalmente amo definirmi un lettore prestato alla scrittura, essa mi viene a singhiozzi e non come un fiume in piena, come penso dovrebbe accadere a chi vive delle proprie parole. Mi devo accontentare o sfidarmi e dedicare del tempo, senza aspettative, davanti alla tastiera. Tutto quello che si vorrebbe fare rimanda inesorabile a tutto quello che si vorrebbe essere.

La scrittura è visione onirica ad occhi aperti, prima ancora di essere parole sulla carta o sullo schermo, è uno scalfire la vita come quando sul tronco di un albero si incidono le proprie iniziali per dare segno del proprio passaggio,

Scrivere fa bene all’anima, ma non tutto lo scrivere ha un animo, trascendere il singolo sentire per espandersi a un sentire collettivo è parto dell’ispirazione, la quale può esser resa gravida solo da coloro che hanno saputo sedurla con promesse d’immortalità. La scrittura è in odore di eternità.

Scrivere è patrimonio dell’umanità, saper scrivere dono per pochi, siamo soliti chiamarli poeti o scrittori e non è il sentirsi tali che rende tali, ma solo la qualità di quel che esce dalla mente in forma di parole, una qualità che deve essere riconosciuta tale perché non soccomba. La poesia è come la notte, non può che trovare compimento nel giorno. Saper scrivere è sapienza innata, non capienza indotta.

Viviamo abituati a dare libero sfogo all’autoreferenzialità e al consumo istantaneo di opinioni e sentimenti, quasi fossero anch’essi dei prodotti atti a logorarsi presto per essere prontamente sostituiti dalle opinioni e dai sentimenti di nuova generazione.L’obsolescenza non riguarda ormai solo il mercato, ma anche la nostra intimità venduta in piazza a suon di like.

Saper leggere (cosa diversa dal leggere) rimane baluardo di una intimità che va altrimenti perdendosi tra gli innumerevoli imput del progresso.
Quando le radici non sono ben piantate sotto il terreno, non possono altro che affondare nell’immensità del cielo che ci sovrasta. Divoriamo inquietudine, solo alcuni riescono però a fare del tormento nutrimento e lo mettono nero su bianco.

*** Mario DE MAGLIE, psicologo psicoterapeuta, Non è il poeta a fare la poesia, ma la poesia a fare il poeta, blog 'ilfattoquotidiano.it', 15 dicembre 2015, qui

In Mixtura altri 3 contributi di Mario De Maglie qui

giovedì 10 dicembre 2015

#MOSQUITO / Poesia, la sua missione (Sahar Delijani)

«La poesia non ha altra missione che se stessa» continuò Omid, mentre il taxi si fermava per far scendere i passeggeri seduti dietro e per farne salire di nuovi. «Non stare a sentire quelli che ti chiedono qual è il messaggio che la tua poesia vuole trasmettere. Non ha senso. La poesia è poesia solo quando rivela la profondità della tua anima. Questo è tutto. Non l’anima del lettore, ma la tua anima, quella del poeta. Il lettore è secondario.» 

*** Sahar DELIJANI, 1983, scrittrice di origine iraniana, L’albero dei fiori viola, romanzo, Rizzoli, 2013. Traduzione di F. Aceto


mercoledì 28 ottobre 2015

#MOSQUITO / Poesia, è emozioni (Muriel Rukeyser)

Una poesia invita, richiede. A cosa vuole invitare? Una poesia invita a sentire. Di più: ti invita a rispondere. E meglio ancora: una poesia ti invita ad una risposta totale.
Questa risposta è totale, ma si raggiunge attraverso le emozioni. 
Una bella poesia coglierà la tua immaginazione intellettualmente - cioè, quando la raggiungi, la raggiungi troppo intellettualmente -, ma la via è attraverso le emozioni, attraverso ciò che chiamiamo sentimento.

*** Muriel RUKEYSER, 1913-1980, poetessa e attivista politica, La vita di poesia, 1949, citato e tradotto da https://en.wikiquote.org/wiki/Muriel_Rukeyser

giovedì 15 ottobre 2015

#LINK / Poesia, contro la barbarie (Margherita Loy)

Ci saranno lacune che non sono riuscita a colmare nella prima parte di questo post. Non ricordo dei dettagli della conferenza che cito: quindi mi si perdoni le imprecisioni.
Nel gennaio 2015 ero all’Università Federico II di Napoli per assistere alle commemorazioni della Giornata della memoria. Uno dei conferenzieri, Giuseppe Lissa, docente di Filosofia morale, nel corso del suo bellissimo intervento, disse che il giorno precedente alla conferenza nazista di Wannsee in cui si decideva la “soluzione finale”, nel gennaio del 1942, uno dei partecipanti annotò nel suo diario di essere stato all’inaugurazione di una mostra d’arte, di aver partecipato alla presentazione di un libro per bambini e infine, la sera, di aver assistito con grande piacere alla rappresentazione del Rosenkavalier di Richard Strauss. 
Lo studioso partiva da questa constatazione per chiedersi quanto la cultura potesse effettivamente essere un antidoto alla barbarie. Secondo la sua ipotesi, la cultura non offriva alcuna garanzia contro la barbarie. Uomini che il giorno prima si erano deliziati con arte, teatro e libri il giorno dopo avevano partecipato senza batter ciglio alla conferenza che condannava in modo definitivo milioni di ebrei allo sterminio. Forse, disse Lissa, tra le arti l’unica che avrebbe potuto creare in quegli uomini una breccia, far balenare in loro l’orrore che stavano compiendo, era la poesia.

Questo piccolo antefatto lo cito a proposito del bel libro di Franco Marcoaldi, Il mondo sia lodato (Einaudi 2015). (...)

Sempre più convinta che la poesia sia un argine al “maligno”, mi auguro che questo libro corra di mano in mano a soccorrerci in questi momenti di violenza bruta in cui sulla pace, ovunque, si rovescia sangue.

*** Margherita LOY, scrittrice, ‘Il mondo sia lodato’ di Franco Marcoaldi, poesia contro la barbarie, blog 'ilfattoquotidiano.it', 14 ottobre 2015

LINK, articolo integrale qui


giovedì 23 aprile 2015

#SENZA_TAGLI / Poesia, renderla obbligatoria (Franco Arminio)

Ieri a Napoli nessuno degli studenti universitari sapeva chi fosse Rocco Scotellaro. Stessa risposta se avessi chiesto chi è Carlo Levi. 
Credo che nelle facoltà di architettura e in quelle di medicina o di ingegneria o di sociologia o di informatica, etc... ci dovrebbe essere nel piano di studi un esame di poesia. Ogni università dovrebbe avere un poeta che propone la lettura della poesia agli studenti. 
La poesia è fondamentale per affrontare il tipo di mondo che sta arrivando o che è già arrivato. L'inerzia intellettuale e forse anche morale in cui languono milioni di ragazzi italiani è la questione principale di cui dovremmo occuparci. Non mi rompete il cazzo con la solita storia che siamo noi adulti che non capiamo. Gli adulti sono messi anche peggio, ma è normale, una vita da piccolo borghese è in fondo sempre una vita che spegno l'anima, la cosa insopportabile è la diserzione da ogni forma di passione civile che disanima la vita di milioni di ragazzi. 
Non so cosa si può fare, ma è arrivato il momento di dirlo. Anche per aiutare i ragazzi che non sono così, i ragazzi belli e intensi che ancora abbiamo. Che si salvino almeno quelli. L'Occidente è una gigantesca fossa comune dello spirito. Uscirne fuori è molto faticoso, ma è in questa fatica che ci rianimiamo.

*** Franco ARMINIO, paesologo, poeta, Esame di poesia obbligatorio, riproduzione integrale, 'Il Fatto Quotidiano', 22 aprile 2015

° ° °
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Su Rocco Scotellaro, 1923-1953, scrittore, poeta, poltico, QUI
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Ho pubblicato QUI alcuni brevissimi versi di RoccoScotellaro, I pezzenti ('lo sguardo poIetico', 252, 25 dicembre 2013). 

sabato 21 febbraio 2015

#VIDEO #SOCIETA' / Cristina Domenech, La poesia che libera l'anima



Cristina DOMENECH, poetessa, filosofa, educatrice
La poesia che libera l'anima, TedxRiodelaPlata,  ottobre 2014
video, 12min37

Cristina Domenech coordina laboratori di scrittura in un carcere argentino.
Qui c'è il racconto, commovente, di come aiuta i carcerati a esprimere se stessi.. E a gioire della libertà di parola. 
Al termine dell'intervento, un carcerato Martin Bustamante, per l'occasione in uscita temporanea, recita una sua poesia. Chiude poi, dicendo il suo nome, con poche parole, emozionanti.. (mf)

«Il cuore mastica le lacrime del tempo
cieco di vedere quella luce
occulta la velocità dell'esistenza dove rimangono le immagini 
combatte, non si lascia andare. 
Il cuore si crepa sotto sguardi tristi 
cavalca nelle tempeste di fuoco 
alza petti reduci dalla vergogna 
sa che il metodo non è solo leggere e seguire 
ma anche voler vedere il blu infinito. 
Il cuore si siede a pensare le cose, 
lotta per non cadere nelle cose comuni, 
cerca di imparare ad amare senza dolore, 
respira il sole che dà coraggio, 
si consegna, viaggia verso la ragione. 
Il cuore combatte nelle paludi, 
costeggia la linea della malavita, 
cade senza forze e non si lascia corrompere 
mentre passi irregolari in stato di ebbrezza 
svegliano, svegliano la quiete». 

Ecco la chiusura: «Sono Martín Bustamante, sono un carcerato dell'Unità 48 di San Martin, Oggi è il mio giorno di uscita temporanea. E a me la poesia e la letteratura mi hanno cambiato la vita. Molte grazie.»